• No ai pesci giganti in acquario
  • No ai pesci rossi nella boccia
  • I pesci pulitori non esistono!
  • No ai pesci colorati artificialmente
  • No ai pesci combattenti nei vasi
  • No alle tartarughe nelle mini vaschette

Betta splendens

Regan, 1910

La forma selvatica dei Betta splendens si vede molto raramente nel commercio acquariofilo, mentre ne esistono innumerevoli ceppi ornamentali che variano enormemente in colorazione, pinne, qualità e prezzo. Come tutti gli altri pesci vanno allevati in un acquario degno di questo nome, non in bettiere o loculi inferiori ai 30 litri.

Betta splendens Halfmoon orange - Foto © Jerome Picard

nome comune
Siamese fighting fish
dimensioni massime in natura
6.5 cm TL (coda inclusa)
aspettativa di vita
6 - 8 anni

La forma selvatica dei Betta splendens si vede molto raramente nel commercio acquariofilo, ma ne esistono innumerevoli ceppi ornamentali che variano enormemente in colorazione, pinne, qualità e prezzo. Le varietà con le pinne a velo 'veiltail' che si trovano in vendita a basso costo nella maggior parte dei negozi, sono per lo più prodotte in serie nel sud est asiatico o nell'Europa orientale, e spesso mostrano difetti genetici o altri problemi di salute, quindi, se possibile, si raccomanda di cercare un allevatore privato.
Anche le femmine sono disponibili in una miriade di colori, e Seriouslyfish.com denuncia che alcuni allevatori commerciali hanno evidentemente incominciato a produrre maschi con pinne corte che successivamente vengono venduti come femmine, presumibilmente al fine di scoraggiare gli sforzi degli allevatori privati.

Il nome comune deriva dalla tradizione di allevare i pesci al fine di lottare l'uno contro l'altro in "combattimenti" organizzati su cui partecipanti e spettatori piazzano scommesse. Il desiderio di aumentarne vigore e la forza a questo scopo ha portato ad ibridazioni con Betta imbellis e Betta smaragdina, nonché l'introduzione nelle linee riproduttive di pesci selvatici, al fine di mantenerne la diversità genetica, pratica che ha ormai reso difficile localizzare le popolazioni selvatiche pure. Il nome vernacolare 'plakat', spesso dato ai ceppi ornamentali a pinne corte, è derivato da 'pla kat', il nome vernacolare locale per tutti i membri del gruppo Betta splendens.

Questa specie dà il nome al complesso Betta splendens di specie strettamente legate del genere, i cui i membri condividono una serie di caratteri.

L'associazione acquariofila romana CIR ha messo in prima pagina nel proprio sito l'articolo "La Askoll non ama i Betta?", in cui si denuncia che una peraltro seria azienda italiana, la Askoll, uniformandosi al purtroppo sentire comune che vede i pesci più come oggetti d'arredamento che come esseri viventi, propone un "loculo" di soli due litri d'acqua per l'allevamento dei Betta splendens. Oltre al fatto che ciò istiga a violare i regolamenti comunali della gran parte dei Comuni italiani, che proibiscono di tenere pesci vivi in meno di 30 litri d'acqua, quello che più dispiace è venga data da una ditta così autorevole una conferma a chi, privo della più elementare sensibilità, è convinto che un pesce possa vivere senza soffrire in uno spazio in cui non può nuotare, in cui riesce a malapena a girarsi.

Morfologia: Spine dorsali (totale): 1; Vertebre: 29 - 34. Presenza di barre rossastre sull'opercolo.

Quello dei Betta è il genere più specioso all'interno della famiglia degli Osphronemidae con quasi 70 membri riconosciuti, e sembra comunque destinato a crescere ancora, in quanto continuano ad essere descritte regolarmente specie nuove.
Le specie si sono adattate con successo ad abitare una grande varietà di nicchie ecologiche, dai fossati stagnanti ai corsi d'acqua collinari, fino ad arrivare ad alcuni ambienti estremi, come quelli fortemente acidi delle foreste di torbiere.

La suddivisione dei membri in un certo numero di gruppi che contengono specie strettamente correlate è ormai generalmente accettata, ma in gran parte basato su caratteri morfologici/comportamentali. Sarebbe quindi necessario un lavoro filogenetico molecolare, che senza dubbio si rivelerebbe utile per determinare con maggiore precisione i rapporti tra questi pesci. Un elenco completo dei gruppi di specie come attualmente riconosciuto può essere trovato in questa pagina.

Come le altre specie del sottordine degli Anabantoidei, anche le specie del genere Betta possiedono un organo respiratorio accessorio noto come il labirinto. Chiamato così per la sua struttura labirintica, quest'organo permette ai pesci di respirare aria atmosferica in una certa misura. Composto da organi suprabranchiali appaiati formati attraverso l'espansione della sezione epibranchiale (superiore) del primo arco branchiale e alloggiato in una camera sopra le branchie, contiene molti risvolti di pelle altamente vascolarizzati, che funzionano come una grande superficie respiratoria. La sua struttura varia in complessità tra le specie, e tende a essere meglio sviluppato in quelle che abitano ambienti più duri e difficili.

distribuzione

Asia: bacino del fiume Mekong.

habitat

Ambiente: bentopelagico, acqua dolce; clima tropicale.
Abita acque ferme e tranquille, tra cui risaie, paludi, fossati lungo la strada, ruscelli e laghetti. Questi sono spesso ombreggiati da vegetazione sommersa, di superficie o marginale, e talvolta contiene poco ossigeno disciolto. Le condizioni dell'acqua tendono a variare e a cambiare rapidamente durante la stagione annuale dei monsoni. Il substrato può variare da lettiera a fango, sabbia, o profondi sedimenti.
Negli ultimi anni è aumentata significativamente la perdita o la modifica dei loro habitat naturali, il che sta esercitando un effetto negativo significativo sulle popolazioni selvatiche. Anche se la maggior parte delle popolazioni popolano acque dolci, ne sono state trovate anche nelle paludi costiere salmastre.

Vai alle pagine con le foto dei biotopi naturali dei Betta

temperatura in natura
24 - 30°C
valore pH in natura
6.0 - 8.0
valori acqua in natura
dH range: 5 - 19
allevamento

Dimensioni minime dell'acquario: 60 cm di lunghezza per un maschio e 2-3 femmine.
Sta al meglio in un acquario ben piantumato, ombreggiato con abbondante copertura superficie sotto forma di piante ad alto fusto e piante galleggianti come Salvinia o Riccia sp.. Possono essere usati radici e rami, collocati in modo che si formano zone ombreggiate; per fornire ulteriore riparo possono anche essere inclusi, magari nascosti da altri arredi, vasi di terracotta rovesciati o pezzi di tubo. L'aggiunta di foglie secche (faggio, rovere, mandorlo indiano Ketapang) sottolinea ulteriormente la sensazione naturale e oltre ad offrire ripari supplementari per i pesci, favorisce la crescita di colonie microbiche mano a mano che avviene la decomposizione. Questi microrganismi possono fornire una preziosa fonte di cibo secondaria per gli avannotti, inoltre i tannini e le altre sostanze chimiche rilasciate dalle foglie in decomposizione sono considerate vantaggiose per i pesci. Non c'è alcun bisogno di utilizzare torba naturale, la cui raccolta è sia insostenibile che ambientalmente distruttiva.
Siccome abita naturalmente acque con scarso movimento, la filtrazione o meglio la corrente d'acqua in uscita dal filtro non deve essere troppo forte.
L'acquario va tenuto ben coperto e non riempirlo fino all'orlo in quanto come come tutti Betta richiede di accedere occasionalmente allo strato di aria umida che si forma sopra la superficie dell'acqua, ed è un ottimo saltatore.

Comportamento e compatibilità: Non sono consigliabili per gli acquari di comunità standard: viste le loro particolari caratteristiche, è preferibile allevarli da soli o con specie molto tranquille e pacifiche, in quanto compagni di vasca troppo vivaci o grandi li intimoriscono, facendoli restare sempre nascosti, oltre a vincere la competizione per il cibo. Sono compatibili piccoli ciprinidi e cobitidi che abitano ambienti simili, ma la presenza di ogni altro pesce può dare fastidio se si sta cercando di far deporre una coppia.
Evitare di allevarli con qualsiasi pesce di forma simile o con pinne grandi, in quanto un maschio può vederli come rivali e attaccarli o mordere loro le pinne. I maschi in commercio sembrano più aggressivi rispetto a qualsiasi altra specie di Betta, comprese le altre del gruppo Betta splendens, e nella maggior parte dei casi si può allevare solo un singolo individuo per vasca. La scelta più popolare è quella di allevare un solo maschio con a diverse femmine.

Vai alle pagine sull'allevamento dei Betta

alimentazione

In natura si nutrire principalmente di insetti e altri piccoli invertebrati/zooplancton. In cattività normalmente accetta i mangimi secchi una volta che vengono riconosciuti come commestibili, ma dovrebbero essere offerti regolarmente anche piccoli alimenti vivi o congelati come Daphnia, Artemia o chironomus per assicurare lo sviluppo della colorazione e le condizioni ottimali. E' meglio riempire la pancia di questi pesci somministrando loro mangime in scaglie o granuli anche a base vegetale prima di fornire il cibo vivo o congelato, in modo che non se ne ingozzino, e fare comunque attenzione a non sovralimentarli, in quanto i Betta sembrano particolarmente inclini all'obesità.

comportamento riproduttivo
Specie in cui il maschio costruisce un nido di bolle.
dimorfismo sessuale
I maschi sono più colorati e hanno le pinne più estese rispetto alle femmine, e questo può essere portato agli estremi in molti ceppi ornamentali.
riproduzione

E' meglio allestire un acquario dedicato alla riproduzione, a meno che i pesci non siano già allevati da soli, con un coperchio che garantisca la presenza di uno strato di aria calda e umida sopra l'acqua, in quanto gli avannotti hanno bisogno di accedere ad uno strato di aria calda e umida senza la quale lo sviluppo dell'organo labirinto può essere compromessa.
La coppia non deve essere separata prima della deposizione delle uova. Il maschio può costruire il nido dal filtro, sotto un'ampia foglia o tra la vegetazione in superficie, e di solito non tollerare la femmina nelle vicinanze finché non ha finito. Poco prima della deposizione il colore del corpo della femmina schiarisce appaiono delle barre scure sui fianchi, l'atto si verifica normalmente sotto il nido in un abbraccio tipico degli appartenenti alla famiglia degli Osphronemidae, con il maschio che avvolge il suo corpo attorno a quello della femmina. Al culmine vengono rilasciati sperma e alcune uova che la femmina procede a prendere tra le pinne pelviche e il corpo. Il maschio poi le trasferisce nel nido, mentre la femmina recupera quelle che fossero cadute. Questo ciclo viene ripetuto fino a quando la femmina ha finito le uova, processo che può richiedere diverso tempo.
Dopo la deposizione delle uova gli adulti possono normalmente essere lasciati in situ, anche se la femmina non è più coinvolta attivamente in quanto il maschio si assume la responsabilità esclusiva di custodire e curare il nido. Le uova si schiudono in 24-48 ore, rimanendo nel nido per altri 3-4 giorni fino a che il sacco vitellino è completamente assorbito, mentre il maschio continua a raccogliere e riposizionare ne nido quelli che dovessero cadere, se si sente minacciato può spostare altrove l'intero nido. Una volta che gli avannotti iniziano a nuotare liberamente il maschio perde interesse, ma gli adulti di solito non mangiano la loro prole.
Gli avannotti richiedono per i primi giorni alimenti tipo infusori, dopo di che dovrebbero essere grandi abbastanza per accettare immediatamente microworm e naupli di Artemia, ma va notato che esistono rapporti di giovani Betta problemi di salute e di sviluppo se alimentati con quantità eccessive di questi ultimi. Per un tasso di crescita ottimale è utile offrire piccole quantità di cibi diversi 2 -3 volte al giorno, e non cambiare troppa acqua in una sola volta, ma preferire piccoli cambi regolari piuttosto che rari e di grande quantità.
Le specie di Betta splendens sono state ibridate con Betta imbellis e Betta mahachaiensis in modo selettivo per il commercio acquariofilo, portando allo sviluppo di una serie di forme di colore che non esistono in natura.

Accoppiamento dei Betta splendens: il momento della deposizione delle uova - Foto © Hristo Hristov

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