• No ai pesci giganti in acquario
  • No ai pesci rossi nella boccia
  • I pesci pulitori non esistono!
  • No ai pesci colorati artificialmente
  • No ai pesci combattenti nei vasi
  • No alle tartarughe nelle mini vaschette

Botia almorhae

Gray, 1831

C'è una grandissima confusione nell'identificazione dei "Botia yo-yo", in bilico tra le due specie Botia lohachata e Botia almorhae, confusione non solo in ambito acquariofilo ma anche tra gli studiosi, che di volta in volta separano le due specie o le considerano sinonimi...

Botia-almorhae - Photo by JJPhoto (Fishbase.org)

nome comune
Reticulate loach
sinonimi
Botia lohachata, Botia grandis
dimensioni massime in natura
15,5 cm SL
aspettativa di vita
10 - 15 anni

Iniziamo con il dire che c'è una grandissima confusione nell'identificazione delle due specie Botia lohachata e Botia almorhae, a causa della livrea simile e del fatto che tale livrea cambia molto non solo passando dallo stadio giovanile a quello adulto, ma anche da esemplare ad esemplare. Confusione non solo in ambito acquariofilo ma anche tra gli studiosi, che di volta in volta separano le due specie o le considerano sinonimi... Botia lohachata ha il soprannome inglese di "yoyo loach", dovuto al disegno della livrea giovanile, che sembra disegnare lettere Y e O alternate.

I Botia lohachata/almorhae sono tra i Botia più diffusi dopo il Chromobotia macracanthus (ex Botia macracantha), al quale vengono preferiti in quanto molto più piccoli: si fermano ai 15-16 cm, contro i 30-40 del cugino macracanthus. Il comportamento però non è altrettanto mite: tendono ad essere molto più vivaci, rompiscatole e agitati dei macracanthus, per cui non sono adatti alla maggior parte degli acquari di comunità domestici.

Le specie del gruppo di Botia almorhae - L'aspetto fisico di Botia almorhae in senso stretto è qualcosa di misterioso. In tutte le pubblicazioni scientifiche che abbiamo letto non appare nessuna foto di esemplari vivi, e il fatto che non siamo stati in grado di trovare un'immagine certificata in una qualsiasi parte significa che forse non è mai stato visto nel commercio acquariofilo.

Invece i membri più comunemente disponibili del gruppo di specie nominale sembrano essere Botia lohachata, Botia sp. "Kosi" e Botia sp. "Teesta", più ibridi assortiti apparsi fin dall'inizio del secolo (Grant, 2007). Il nome volgare usato più comunemente, quello di "yo-yo loach" deriva dal tipico disegno del corpo nei giovani del gruppo, che è costituito da una serie di barre a forma di "i" e "y" alternate di colore nero, grigio o marrone (di solito 4-5 delle prime, 3 di queste ultime), che nella maggior parte degli esemplari sembra formare la parola yo-yo se si immagina la barre a forma di "i" come se formasse il centro di ogni "o". Con il passare dell'età le barre si rompono in un processo a volte denominato anastomosi.

I membri del gruppo Botia almorhae sono ulteriormente distinguibili dagli altri Botia spp. grazie al colore di base del corpo "biancastro, giallo, dorato, o verde molto chiaro" e alle dimensioni relativamente grandi raggiunte da adulti,  fino a 16 cm SL" (Grant, 2007).

Botia almorhae - La descrizione di questa specie è molto breve, e a neanche un anno dalla pubblicazione Gray ha pubblicato un disegno dell'olotipo con il nome ormai considerato sinonimo di Botia grandi. E' spesso confuso con Botia birdi e Botia lohachata e quest'ultimo è stato considerato un sinonimo junior da alcuni autori.
La colorazione del corpo nei giovani è giallastra con macchie marroni a forma di "i" e "y" con 1-3 fasce nella pinna dorsale. Con l'avanzare dell'età del pesce il numero di bande aumenta sia nelle pinne pettorali che in quella dorsale e le macchie a forma di "i" e "y" si rompono e fondono in una serie di macchie gialle altamente variabili. In alcuni adulti il disegno a forma di "i" e "y" può rimanere in parte, ma questo non sembra legato al genere (Grant, 2007).

Botia birdi - La colorazione giovanile va dal giallo al beige con le marcature a forma di "i" e "y" da marrone al nero, mentre negli adulti la parte inferiore del corpo è bianco giallastra e più scura in alto. Il disegno a forma di "i" e "y" non raggiunge la superficie ventrale, in alcuni esemplari diventa reticolata e negli adulti più grandi può essere assente del tutto.
Le pinne pettorali, anali e ventrali possono avere sia nessun segno che 2-3 bande; la pinna dorsale ha 2-3 bande dal marrone al nero mentre la caudale 3-4. Chaudhuri (1909) afferma che dopo la cattura il muso nei suoi esemplari era rossastro. Questa specie è molto simile nell'aspetto a Botia almorhae e Grant (2007) ha trovato che le uniche differenze discernibili sono il disegno della livrea, la distribuzione e il numero di vertebre (27-30 in Botia almorhae vs. 30-31 in Botia birdi) ma considera queste caratteristiche sufficienti a mantenere il loro status di specie distinte, in assenza di studi genetici più approfonditi.
Anche se i drenaggi dell'Indo e del Gange attualmente sono separati, si pensa che il fiume Yamuna collegasse i due non più di 4000 anni fa e questo può spiegare la somiglianza di queste specie. In ogni caso è improbabile vedere Botia birdi in commercio, data la mancanza di centri ittici di raccolta commerciali nei suoi fiumi nativi e l'assenza in pratica anche per questa specie di immagini verificate di esemplari vivi.

Botia lohachata - La validità di questa specie non è mai stata completamente risolta da quando è stata descritta utilizzando solo un singolo esemplare giovanile. Da giovane mostra riflessi metallici da dorati ad argentei, mentre il corpo degli adulti varia dal grigio al verde, senza riflessi. Ci sono in genere 3 marcature a forma di "y" che si fondono in un reticolo o rimangono scollegate in alcuni individui di tutte le età. La pinna dorsale ha 2 o 3 barre (di solito 3), la caudale 3-4, l'anale 1-2 (di solito 1), le ventrali 1-4 (di solito il loro numero aumenta con l'età) e le pinne pettorali di solito 3.
Grant (2007) considera questa specie distinta, ma sottolinea che è necessaria una conferma, e si pensa che sia proprio questa specie ad essere esportata per il commercio acquariofilo come "yo-yo loach".

Botia sp. "Kosi" - Questa specie potenzialmente ancora non descritta tende ad avere la colorazione di base del corpo più pallida e una profondità del corpo ridotta rispetto alla lunghezza a confronto di Botia almorhae e Botia lohachata. Grant (2007) ipotizza che possa essere non descritta dal lavoro di Ng e Edds nel 2005, che hanno dimostrato che abitano diversi fiumi in Nepal (ad esempio Kosi, Narayani, Seti, Ghomti, etc.) e mentre in precedenza erano considerati rappresentanti delle stesse specie, sono invece differenti. Botia sp. "Kosi" è disponibile occasionalmente in commercio.

Botia sp. "Teesta"- Grant (2007) considera questa specie non descritta basandosi sulla sua distribuzione (Brahmaputra, al contrario del bacino del fiume Gange) e sul fatto che è leggermente diverso nel disegno della livrea rispetto a Botia almorhae. Questa specie è stata vista anche nel commercio acquariofilo.

distribuzione

Asia: India e Nepal. I giovani sono comuni nel corso inferiore dei fiumi, mentre gli adulti sembrano migrare ai corsi superiori più alti, raggiungendo l'Himalaya a nord, Katmandu nel Nepal, Almorha in Kumaon e Srinagar nel Garhwal Himalaya. La sua presenza è riportata anche in Myanmar.

habitat

Ambiente: demerso; acqua dolce; Clima tropicale
E' stato rinvenuto nei torrenti collinari all'altitudine minima di 190 m.
Preferisce le zone più calme dei torrenti, dal fondale roccioso e ghiaioso.

temperatura in natura
20 - 27°C
valore pH in natura
6.5-7.5
valori acqua in natura
dH: 5.0 - 12.0
allevamento

Dimensioni minime dell'acquario: 120 cm di lunghezza
Specie che va allevata in gruppi di non meno di 5 individui, in vasche con molti nascondigli e ripari. Comportamento vivace ma difficilmente aggressivo.
Il fondo deve essere costituito da sabbia non tagliente, per non danneggiare i delicati barbigli; è una specie scavatrice, che preferisce una luce abbastanza attenuata.

Tutti i botia hanno bisogno di un allestimento ben strutturato, anche se la scelta effettiva degli arredi può variare in base al gusto personale. Una disposizione dal look naturale potrebbe includere un substrato di sabbia o ghiaia fine, con un sacco di rocce lisce, sassi e ciottoli, più radici, legni e rami. L'illuminazione può essere relativamente bassa; vanno bene piante in grado di crescere in tali condizioni come Microsorum pteropus (felce di Giava), Taxiphyllum barbieri (muschio di Giava) o Anubias. Queste piante hanno l'ulteriore vantaggio di poter essere attaccate agli arredi in modo da fornire utile ombra.

Assicurarsi di fornire un sacco di rifugi e ripari, in quanto i Botia sono curiosi e sembrano godere nell'esplorare ogni anfratto dell'ambiente circostante. Rocce, legno, vasi di fiori e arredi possono essere utilizzati in qualsiasi combinazione per ottenere l'effetto desiderato. Ricordate che a loro piace stiparsi in piccoli spazi e fessure, per cui è meglio evitare oggetti con bordi ruvidi o taglienti; eventuali buchi o fori troppo piccoli che rischierebbero di intrappolarli vanno riempiti con silicone per acquari. E' necessario anche un coperchio ben aderente, in quanto a volte amano saltare. Sebbene non richiedano particolari condizioni di turbolenza, stanno meglio quando l'acqua è ben ossigenata, con una certa corrente. Sono intolleranti all'accumulo di rifiuti organici e richiedono acqua pulitissima per vivere in salute. Per questi motivi non devono mai essere introdotti in acquari biologicamente immaturi e si adattano più facilmente ad acquari stabili e maturi. In termini di manutenzione, dovrebbero essere considerati di routine cambi d'acqua settimanali del 30-50% del volume della vasca.

Comportamento e compatibilità: Non sono particolarmente aggressivi ma non devono essere allevati con pesci molto più piccoli di loro, in quanto possono intimorirli con le loro dimensioni e con il loro comportamento molto attivo e irruento. Deve essere evitata la convivenza con pesci dai movimenti lenti e/o con pinne lunghe, come ad esempio Betta, Guppy o molti ciclidi, in quanto spesso ne morsicano le pinne.
In una grande vasca, possono essere compagni più adatti attivi e pacifici ciprinidi come Barilius, Luciosoma, Balantiocheilos, Barbonymus.
Parlando di pesci da fondo, possono essere alloggiati con la maggior parte dei Botia, e, in grandi vasche, con i Chromobotia macracanthus. Stanno bene anche con cobitidi e nemacheidi, e con le specie di Epalzeorhynchos, Crossocheilus, Garra e molti altri pesci gatto. Come sempre, una ricerca approfondita prima di selezionare una comunità di pesci è il modo migliore per evitare potenziali problemi.

I Botia sono gregari, formano gerarchie sociali complesse e dovrebbero essere allevati in gruppi di almeno 5 o 6 esemplari, preferibilmente 10 o più. Se allevati singolarmente possono diventare eccessivamente timidi o al contrario aggressivi verso pesci di forma simile; se ne vengono acquistati solo un paio o un trio, l'individuo dominante può sottomettere l'altro/gli altri, fino anche a farli smettere di mangiare.

Alcuni comportamenti ricorrenti mostrati dai Botia sono stati osservati tanto spesso da aver meritato un nome non scientifico per facilità di riferimento.

  • Per esempio, durante i combattimenti per la dominanza (che si verificano più frequentemente quando i pesci vengono inseriti in un nuovo acquario, o vengono aggiunti nuovi individui ad un gruppo esistente) i protagonisti di norma perdono molto del loro disegno e colorazione, tale fenomeno è conosciuto come "greying out", ingrigimento, e di solito non è nulla di cui preoccuparsi.
  • È interessante notare che da alcune osservazioni sembra che il carattere del più alto nella gerarchia sociale, o individuo alpha, influenzi quella di tutto il gruppo, anche se va detto che studi scientifici sul comportamento dei botia sono praticamente inesistenti. Sembra certo che mostrano un certo grado di "personalità", cioè alcuni esemplari possono essere naturalmente più audaci o più aggressivi di altri, per esempio. L'individuo alfa è normalmente il più grande esemplare all'interno del gruppo e spesso è di sesso femminile.
  • Anche lo "shadowing" è un comportamento interessante, in cui gli individui più giovani nuotano letteralmente fianco a fianco degli individui più anziani, imitando ogni loro movimento. Alcuni allevatori segnalano che più pesci piccoli possono seguirne contemporaneamente uno grande, che si ritrova con anche tre o quattro pesci per ogni fianco! La ragione non è conosciuta; può riguardare il rimanere in contatto tra di loro quando i fiumi si gonfiano durante i periodi di inondazioni, la riduzione della resistenza nuotando in formazione, o avere qualche altra funzione comunicativa. E' stato osservato sia in acquari con forte corrente che con poca corrente d'acqua, e sembra essere abituale, tanto che alcuni individui diventano l'"ombra" di pesci di altre specie se non sono presenti conspecifici.
  • Il suono sembra essere un fattore importante nella comunicazione, in quanto sono in grado di produrre un "click" acustico, che aumenta di volume quando sono eccitati. Gli aspetti comportamentali di questo fenomeno rimangono in gran parte non studiati.
  • Un altro comportamento curioso è la cosiddetta "loachy dance", la danza dei botia, che coinvolge un intero gruppo in un costante nuoto agitato intorno ai lati della vasca, di solito utilizzandone l'intera lunghezza e altezza. Le ragioni di questo comportamento sono sconosciute, ma gli inneschi più comuni sembrano essere l'aggiunta di cibo, il cambio d'acqua o l'inserimento di nuovi conspecifici, e può durare da pochi minuti a un giorno o più.
  • I botia spesso amano infrattarsi in angoli particolari, incunearsi verticalmente o lateralmente tra gli elementi di arredo, o addirittura sdraiarsi sul substrato a pancia in sù. Questo non è motivo di allarme e sembra essere un comportamento di riposo naturale. Gli Ambastaia possiedono anche spine sub-oculari taglienti e mobili, che normalmente vengono nascoste all'interno di una piega della pelle, ma vengono erette quando stressati, ad esempio se vengono tolti dall'acqua. E' quindi necessaria molta cura perchè non si impiglino on le spine nel retino, in caso disincastrarli con molta delicatezza, facendo attenzione perchè le spine degli individui più grandi possono ferire la pelle umana. 

I botia sono soggetti ad una malattia chiamata comunemente "malattia della magrezza" (skinny disease) e caratterizzata da perdita di peso e aspetto "scheletrico". Ciò è particolarmente comune negli esemplari appena importati e si pensa sia causata da una specie di flagellati del genere Spironucleus. E' curabile, anche se il farmaco consigliato varia a seconda del paese: gli hobbisti nel Regno Unito tendono ad usare l'antibiotico Levamisolo mentre quelli negli Stati Uniti il Fenbendazolo (aka Panacur).

alimentazione

Anche se i botia sembrano essere prevalentemente carnivori, se disponibili si nutrono volentieri anche di vegetali, spesso anche delle foglie più tenere delle piante acquatiche. La loro dieta in natura consiste in molluschi acquatici, vermi, insetti e altri invertebrati. In acquario non hanno pretese,  ma deve essere offerta una dieta varia, con mangimi secchi di buona qualità e chironomus, tubifex, artemia, ecc. vivi o congelati, oltre a frutta fresca e verdure come cetriolo, melone, spinaci scottati, zucchine. I lombrichi tagliuzzati costituiscono una utile fonte di proteine, ma devono essere usati con parsimonia. La maggior parte dei botia preda le lumache acquatiche, anche se non dovrebbero mai essere considerati la risposta ad una infestazione, dato che non sono molluschivori obbligati. Una volta acclimatati in acquario si alimentano con audacia e irruenza, e spesso salgono a mezz'acqua al momento dei pasti.

temperatura consigliata
22°C in inverno, 25°C in estate
  • Specie che va allevata in gruppo
  • Specie dal carattere vivace e turbolento
  • Specie che diventa grande: 15 cm di lunghezza
  • Specie non riprodotta in cattività, gli esemplari in commercio provengono dalla cattura in natura, o dalla riproduzione commerciale indotta tramite ormoni.
comportamento riproduttivo
Specie ovipara
dimorfismo sessuale
Le femmine mature normalmente hanno un corpo più pieno dei maschi.
riproduzione

Non ci sono report di riproduzioni avvenute in cattività, ma per l'hobby acquariofilo vengono riprodotti commercialmente tramite l'uso di ormoni.
Purtroppo questa pratica ha preso una piega diversa negli ultimi anni, in quanto sono apparsi sul mercato un certo numero di ibridi, compreso anche un apparente incrocio  tra una forma di Botia histrionica e Chromobotia macracanthus.

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