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I Primi Passi Per Allestire Un Acquario Salmastro

da dove iniziare per allestire un acquario salmastro

Acquario salmastro con piante - Foto di Emiliano Spada

Allestire e mantenere un acquario salmastro non è difficile, ma bisogna anche dire che non è semplicemente un acquario d'acqua dolce a cui si aggiunge un po' di sale all'acqua... Il fatto di usare acqua salmastra ha implicazioni anche nella gestione e nell'attrezzatura di cui bisogna dotarsi, facendone quello che a volte troppo semplicisticamente si definisce a metà strada tra acquario dolce e acquario salmastro, ma che in realtà, così come gli ecosistemi a cui si ispira, ha caratteristiche del tutto proprie e peculiari, che lo distinguono da qualsiasi altro acquario.

La vasca

Acquario salmastro con piante, foto di Emiliano Spada

Acquario salmastro con piante
Foto di Emiliano Spada

Come per qualsiasi altro acquario, le dimensioni della vasca vanno calcolate in base alle dimensioni massime che raggiungeranno da adulte le specie che vi si vogliono allevare. Comunque, a parte i piccoli Brachygobius, per i quali sarebbero sufficienti vasche anche da 30-40 litri, in genere sono necessarie vasche abbastanza grandi, sia perché le specie d'acqua salmastra hanno dimensioni abbastanza importanti, sia perché sono normalmente specie che amano nuotare tanto, per cui è bene prevedere come minimo una vasca da 80-100 cm di lunghezza, da aumentare per le specie più grandi.

Filtraggio

Il filtraggio in questi tipi d'acquario è molto importante, deve essere molto potente soprattutto dal punto di vista meccanico, e deve assicurare un buon movimento dell'acqua e quindi una buona ossigenazione. In genere si consiglia una pompa dalla potenza oraria di 5 o 6 volte il volume della vasca, ma vengono usati con buoni risultati anche le sump con percolatore, utilizzate anche nel marino.

Un buon movimento e la conseguente ossigenazione dell'acqua sono importanti in quanto la temperatura dell'acqua in un acquario salmastro dovrebbe mantenersi abbastanza alta, sui 25-27°C., e mano a mano che le temperature aumentano l'ossigeno in acqua tende a diminuire.

Valori dell'acqua

Acquario salmastro con piante, foto di Emiliano Spada

Acquario salmastro con piante
Foto di Emiliano Spada

L'acqua naturalmente va resa salmastra aggiungendo all'acqua dolce, preferibilmente da osmosi inversa, come per preparare l'acqua marina, una buona marca di sale marino sintetico, per ottenere un valore di densità che può variare da 1,005 circa a 1,020, a seconda delle specie allevate, tra i due estremi di 1,000 (acqua dolce) a 1,024 (acqua marina).

Non bisogna usare nel modo più assoluto il comune sale da tavola, in particolar modo quello iodato che può essere tossico per i pesci, ma il sale apposito per acquari marini, questo perché il sale per acquari non è semplice cloruro di sodio, ma dovrebbe avere, sempre se di buona qualità, più di 90 altri composti chimici presenti nell'acqua di mare, in primo luogo il fondamentale magnesio.

E' buona regola comunque non mantenere un valore di salinità sempre costante, ma variare la salinità regolarmente, come avviene in natura, dove la salinità varia sia durante il giorno, in base al flusso e riflusso delle maree, sia stagionalmente, quando la stagione delle piogge fa diminuire la salinità con l'apporto di acqua piovana. Per il benessere dei pesci, e anche, a quanto pare, per una loro riproduzione, è importante riprodurre tale variabilità anche in acquario, e questo può essere fatto in modo molto semplice, provvedendo a fare cambi regolari, ma alternando un cambio fatto con acqua completamente dolce ad un cambio fatto con acqua completamente marina (densità 1,024).

Naturalmente la densità dell'acqua va misurata regolarmente, anche per tenerla sotto controllo durante queste necessarie variazioni, per cui è bene dotarsi di un rifrattometro, o di un densimetro ottico: il densimetro galleggiante non serve a molto, per esperienza personale posso dirvi che capire quale sia la densità giusta è molto difficile, se non impossibile, e le variazioni per i nostri scopi sono tra valori così bassi da non essere recepiti dallo strumento.

I valori dell'acqua dovrebbero essere medi, con KH e GH non eccessivamente alti, e pH intono a 7,5 - 8. Grande attenzione va prestata all'inquinamento da sostanze azotate, in particolar modo con pH basici può aumentare la presenza di ammoniaca, a cui i pesci eurialini sono molto sensibili, per cui la presenza di ammonio/ammoniaca andrebbe monitorata e tenuta costantemente sotto controllo, cercando di limitarne la presenza ai limiti più bassi possibili, con frequenti e regolari cambi d'acqua, e con la presenza di piante o alghe epifite.

  • Salinità e Densità articolo su Acquaportal che spiega quali sono le differenze e come si misurano questi due importanti parametri per un acquario salmastro_marino
  • Calcolo densità sul sito dell'AIAM si può scaricare un'applicazione dove immettendo profondità e temperatura calcola la densità in base alla salinità o viceversa, in italiano

La Luce

In un acquario salmastro è bene prevedere un'illuminazione abbastanza intensa, perché le piante, già in un ambiente "difficile" per loro, come quello dell'acqua salmastra, non debbano anche scontrarsi con le difficoltà di una luce insufficiente. Quindi, due neon in una vasca piccola o 3-4 in una grande sono il minimo indispensabile, meglio ancora sarebbero le HQL o le ormai più diffuse HQI, tenendo presente che per queste ultime occorre una vasca aperta.

La vasca aperta sarebbe ottima per chi si vuole cimentare nella coltivazione delle mangrovie, tenendo presente che ci vuole una vasca grande e larga, e che andranno potate frequentemente tipo bonsai, per non farle venire troppo grosse... Però bisogna scegliere accuratamente i pesci, perché molti tendono a saltare fuori dalla vasca, per le proprie abitudini saltatrici.

L'Arredamento

In un acquario salmastro, in particolar modo se si vuole ricreare l'ambiente di un mangrovieto, più che le pietre sono adatti rami e radici, da collocare in modo da ricreare in certo qual modo l'intrico dell'apparato radicale delle mangrovie. L'unico inconveniente è che il legno, anche quello apposta per acquari, dopo prolungata immersione in acqua salmastra tende a decomporsi, a sfaldarsi in minuscoli pezzetti che si accumuleranno sul fondo della vasca. Si può ovviare usando riproduzioni delle radici di mangrovia in ceramica, che però se non coperti da alghe risultano innaturali, ma si può anche rassegnarsi ad avere il fondo un po' sporco ed utilizzare materiali naturali, ricreando un ambiente adatto ai pesci d'acqua salmastra.

Pietre e rocce vanno bene di tutti i tipi, anche quelle che avete scartato per l'acquario amazzonico perché rilasciano carbonati, anzi queste ultime sono quelle da preferire, perché aiutano a mantenere pH e durezze alte.

Per quanto riguarda il materiale per il fondo, non è solo una questione di gusti personali, come per molti altri tipi d'acquario. In natura, il substrato nelle regioni salmastre è quasi sempre molto fangoso; in acquario, siccome il fango è da lasciare solo a vasche molto specializzate, la sabbia più fine possibile è una buona alternativa. inoltre è persino impossibile allevare determinate specie senza un substrato di sabbia fine, per la loro abitudine di seppelirvicisi dentro, più o meno completamente, o di scavare buche, o per i loro metodi specializzati di ricerca del cibo.

Usando la sabbia come substrato, bisogna prestare attenzione ad alcuni punti: in primo luogo, è meglio usare sabbia naturale, in quanto i granelli sono arrotondati, mentre nella sabbia di quarzo prodotta industrialmente i granelli essendo prodotti per sminuzzamento presentano bordi talgienti, che possono procurare abrasioni alla pelle dei pesci quando vi ci seppeliscono, con conseguenti infezioni batteriche.

Usando sabbia fine, è meglio non superare i 5 cm di spessore del fondo, in particolar modo se non si coltivano molte piante, perché potrebbero verificarsi compattamenti del fondo, con possibile, anche se rara, formazione di zone anossiche, in cui non circola ossigeno e si possono formare gas pericolosi. A volte si consiglia, per ovviare a questo pericolo in presenza di poche piante, di rimestare ogni tanto il fondo, con una bacchetta di legno o arnese simile; trovo però che anche questa sia una pratica pericolosa, perché si rischia di immettere in circolazione nella colonna dell'acqua sostanze e batteri pericolosi, che intrappolati nel fondo farebbero senz'altro meno danni.

Se si fanno costruzioni impilando rocce, è meglio non posare le pietre sullo strato di sabbia, ma direttamente sul vetro, per evitare che i pesci scavando buche sulla sabbia possano farsi crollare addosso le rocce.

Molto utili, se non indispensabili, le piante, sia per chi, come me, quando vede un acquario senza piante ha sempre l'impressione che manchi qualcosa :-) sia per contrastare la presenza di ammonio e ammoniaca, a cui i pesci d'acqua salmastra sono molto sensibili, e sia anche per prevenire la formazione di zone anossiche nel materiale di fondo.

Al contrario di quanto comunemente si crede, acqua salmastra e piante non sono affatto incompatibili, e nella pagina seguente troverete quanto c'è da sapere sulla coltivazione delle piante in acqua salmastra.

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