• No ai pesci giganti in acquario
  • No ai pesci rossi nella boccia
  • I pesci pulitori non esistono!
  • No ai pesci colorati artificialmente
  • No ai pesci combattenti nei vasi
  • No alle tartarughe nelle mini vaschette
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Supporta la Campagna Big Fish! (SeriouslyFish)

Mer, 03/20/2013 - 17:17
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Il noto sito Seriouslyfish.com supporta il progetto di BIAZA per educare e promuovere una vendita responsabile delle specie problematiche.

Traduzione dell'articolo
"Support the Big Fish Campaign!"
sul sito Seriouslyfish.com, che potete leggere al link seguente nella versione originale in inglese.
Guardate il sito web dedicato alla campagna: www.bigfishcampaign.org

Phractocephalus hemioliopterus - Foto © Clint Robertson

Il commercio di pesci "tankbuster" che diventano troppo grandi per i comuni acquari domestici non è un problema nuovo, ma desta senza dubbio maggiore preoccupazione che mai. Sono diventate di moda negli ultimi anni un gran numero di specie minacciate e in ogni caso inadatte, e in qualche caso si sono addirittura insediate in natura in paesi al di fuori della loro distribuzione naturale.

Mentre la maggior parte viene commercializzata in quantità relativamente basse dai rivenditori specializzati e/o costano troppo per essere erroneamente acquistate da principianti, alcune sono allevate su base commerciale, esportate in grandi quantità e facilmente reperibili a buon mercato, spesso come sottoprodotto dell'acquacoltura.

Phractocephalus hemioliopterus- Foto di Enrico Richter

Anche se comprati a pochi cm di lunghezza possono sembrare attraenti, perfino carini, solo pochissimi acquariofili privati ​​possiedono gli enormi e costosi mezzi necessari per dar loro una casa a lungo termine.

Dal momento che sono di solito commercializzati senza alcuna informazione sulle loro esigenze a lungo termine o sulle dimensioni degli adulti, la colpa non può ricadere solo sui consumatori, però l'acquisto di un qualsiasi animale senza aver fatto prima ricerche adeguate è senza dubbio irresponsabile ed egoista.

Altri invece conoscono le caratteristiche di questi pesci, ma li acquistano lo stesso, in base all'idea sbagliata che rimarranno delle dimensioni adatte alla vasca in cui saranno inseriti, che saranno facilmente riaccasati in seguito, o che possono essere riportati al negozio, una volta diventati troppo grandi.

Nella realtà i pesci di certo non crescono in relazione all'ambiente circostante, anche se grandi esemplari mantenuti in spazi angusti possono diventare gravemente rachitici e sviluppare deformità fisiche.

Anche se pochissimi appassionati possiedono acquari con dimensioni sufficienti per pesci che superano i 30 cm di lunghezza, la maggior parte dei rivenditori non li accettano indietro, e sono difficili da ricollocare privatamente.

Purtroppo esistono anche persone che evidentemente non hanno alcun riguardo per il benessere a lungo termine degli animali e invece appaiono motivati ​​da quello che percepiscono come status sociale, che in genere pensano di acquisire dalla pubblicazione di foto e video online. Purtroppo, ma forse inevitabilmente, piccoli acquari contenenti combinazioni eterogenee di giovani pesci che potenzialmente possono diventare dei mostri sono diventati uno spettacolo sempre più familiare negli ultimi dieci anni o giù di lì.

E' ancora carino adesso? Questo adulto misura più di 90 cm e potenzialmente può crescere ancora © Clint Robertson

In ogni caso si è creato un reale problema per i giardini zoologici e gli acquari pubblici, che sono sommersi da richieste di hobbisti che desiderano passare a loro i propri "cuccioli", che sono diventati più grandi della vasca e hanno iniziato a fare spuntini a base di compagni di vasca.

Questa è una delle ragioni principali dell'ubiquità dei grandi acquari pubblici, che mostrano le stesse poche specie, la maggior parte delle quali sono state "donate" da membri del pubblico.

Spesso questi pesci non sono nativi del sistema fluviale o del paese che si suppone voglia rappresentare la mostra, ma in molti casi l'acquario o lo zoo non hanno altra scelta che accettare, altrimenti i pesci sono spesso abbandonati, o con alternative difficilmente auspicabili da personale formato per il benessere degli animali.

In molti casi le vasche da esposizione sono così piene che alcuni pesci di grandi dimensioni vengono mantenuti dietro le quinte, mentre la maggior parte sono semplicemente allontanati.

Si può fare qualcosa per migliorare la situazione?

La British and Irish Association of Zoos and Aquaria (BIAZA) certamente la pensa così e ha deciso di intervenire con una campagna volta a ridurre la disponibilità di alcuni dei "Big fish" più comunemente commercializzati, in particolare i membri del generi Colossoma e Piaractus (indicati collettivamente come 'Pacu'), Pangasius e Pangasianodon (normalmente commercializzati come "iridescent shark", squalo iridescente e simili), Leiarius ("sailfin pims"), Pseudoplatystoma ("tiger shovelnose" catfishes), Phractocephalus (red-tailed catfish), e Osphronemus ("giant" gouramis).

Il progetto, denominato "Campagna Big Fish" (BFC), è stato in realtà concepito nel 2006, ma è stata rivitalizzato negli ultimi mesi, e ora ha un sito web dedicato, dove i negozianti al dettaglio, i grossisti, le istituzioni e altre organizzazioni sono in grado di trovare direttamente supporto.

No all'embargo

È importante sottolineare che la campagna non mira a modificare la legislazione o ad interrompere il commercio di certi pesci, ma piuttosto mira a sensibilizzare, educare e promuovere le vendite responsabili. E' un obiettivo anche quello di ridurre la disponibilità delle specie problematiche di cui sopra attraverso l'autoregolamentazione dei consumatori.

Colossoma macropomum, il pacu nero, è onnipresente negli acquari pubblici, e una grande percentuale proviene da acquariofili privati © Matt Ford

Ci sono un sacco di altre specie che potrebbero essere inserite nella lista, e quindi sono in uscita una serie di articoli sui "big fish", e la stessa campagna ne sta predisponendo altri.

Alcuni giganti del settore hanno già aderito, e incoraggiamo caldamente gli altri a fare altrettanto, andando sul sito web della campagna e aggiungendo il nome della vostra azienda, istituzione o organizzazione alla sempre crescente lista di sostenitori.

Se si preferisce, è possibile aggiungere questi dettagli nella sezione commenti sotto all'articolo originale o contattare Seriouslyfish.com, anche se si ricorda che i dati saranno successivamente inviati agli organizzatori di "BFC" per l'uso sul loro sito.

E' disponibile anche un poster a colori che i rivenditori possono scaricare e mostrare.

Grossisti, rivenditori e appassionati...

...per favore, sostenete questo progetto. Il commercio di questi pesci non deve necessariamente essere impedito, ma la vendita di migliaia di giovani esemplari ogni anno rappresenta un grave problema per il benessere di animali che dovrebbero essere riservati a coloro che possono permettersi di allevarli correttamente. Sentitevi liberi di acquistare grossi pesci, ma solo se possedete le risorse necessarie per farlo.

Link utili

© Seriouslyfish.com

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