• No ai pesci giganti in acquario
  • No ai pesci rossi nella boccia
  • I pesci pulitori non esistono!
  • No ai pesci colorati artificialmente
  • No ai pesci combattenti nei vasi
  • No alle tartarughe nelle mini vaschette
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Maltrattamenti

Gio, 12/25/2008 - 20:21
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Carassius auratus - Foto © Hristo Hristov

Ad oggi sono stati emanati sempre più regolamenti comunali con indicazioni sul maltrattamento delgi animali che prendono in considerazione anche pesci ed anfibi. In molti comuni addirittura è stato dichiarato illegale detenere pesci rossi o pesci in genere in bocce di vetro, o in acquari di capienza inferiore ai 30 litri:

Questi sono solo due esempi, ma norme come quella citata di seguito compaiono in sempre più regolamenti comunali:

Art. ... - Dimensioni e caratteristiche degli acquari.

  1. Il volume dell’acquario non dovrà essere inferiore a due litri per centimetro della somma delle lunghezze degli animali ospitati ed in ogni caso non dovrà mai avere una capienza inferiore a 30 litri d’acqua.
  2. E’ vietato l’utilizzo di acquari sferici o comunque con pareti curve di materiale trasparente.
  3. In ogni acquario devono essere garantiti il ricambio, la depurazione e l’ossigenazione dell’acqua, le cui caratteristiche chimico-fisiche e di temperatura devono essere conformi alle esigenze fisiologiche delle specie ospitate.

Vi sono anche norme per le vasche da esposizione dei negozianti, e l'assoluto divieto di mettere animali in palio in fiere, lotterie, luna-park e compagnia bella.

Tali norme sono per forza di cose imperfette, non esaustive, impossibilitate a riassumere tutte le casistiche possibili, limitare per legge la dimensione delle vasche in molti casi può non avere molto senso, però secondo me una loro utilità ce l'hanno: sono uno spunto di riflessione e discussione su come spesso alleviamo i nostri pesci; senza contare che dire a qualcuno che tiene con la coscienza tranquilla un pesce rosso in una boccia da 3 litri, che questo è male perchè il pesce non vive bene, si è sempre presi per degli estremisti rompip###, mentre dire "sei passibile di denuncia per violazione della legge" fa tutta un'altra figura :-), è più facile essere presi sul serio, uno pensa che se lo dice la legge, allora può non essere una cosa del tutto campata in aria che i pesci nella boccia non ci possono stare... :-)


Organi competenti a cui presentare le denunce

APPLICAZIONE DELLE LEGGI DI TUTELA DEGLI ANIMALI

Il comando dei Carabinieri, il Corpo Forestale dello Stato, la Polizia, la Guardia di Finanza, sono tutti organi di Polizia giudiziaria competenti per intervenire istituzionalmente. La denuncia di maltrattamento su animali, si compila su un foglio di carta semplice da inviare agli agli organi sopra esposti o al Magistrato della Procura della Repubblica, sul quale vanno indicati i vostri dati anagrafici, la residenza e l'esposizione circostanziata dei fatti, allegando quanta più documentazione possibile.

Nei casi di maltrattamento sono gli Organi di Polizia Giudiziaria che devono intervenire, quindi i Vigili Urbani, i Carabinieri, la Polizia, la Guardia di Finanza e il Corpo Forestale. Chi pensa che, trattandosi di animali, le sole che possono essere interpellate sono le Guardie Zoofile, sbaglia. La Cassazione ha ribadito che tutti gli organi di Polizia Giudiziaria sono competenti per i reati in materia ambientale e di tutela animali (Cass. pen. sez. III - Pres. Gambino - Est. Postiglione - n.1872 del 27/9/91).

La denuncia può essere fatta di persona o per telefono nei casi gravi in cui occorre un intervento tempestivo. Altrimenti si deve mettere per iscritto il fatto, su carta semplice senza bolli e moduli particolari, descrivendo ciò che si è visto e aggiungendo, quando ci sono, i nomi di altri testimoni. Non dimentichiamo che, perché il tutto sia valido, dobbiamo aggiungere il nostro nome, cognome e indirizzo, la data e la firma. La denuncia va poi presentata in un Ufficio della Polizia Giudiziaria, oppure consegnata alla cancelleria del Procuratore della Repubblica presso la Pretura Circondariale del luogo.

Se si vogliono ricevere maggiori informazioni su come comportarsi di fronte ad un caso di maltrattamento, o anche se si trova per strada un cane o un gatto abbandonato e non si sa come agire, si possono contattare le associazioni animaliste.  Ad esempio gli Animalisti Italiani (www.animalisti.it), la Lega Antivivisezione (www.infolav.org) o l’OIPA (www.oipaitalia.com, tel. 02/6427882).

Qui sotto potete trovare alcuni post di it.hobby.acquariche riguardano i matrattamenti degli animali:

Radem (1 maggio 2005)
Ieri sono stata in un centro commerciale dove, al reparto giardinaggio, ho notato un vaso con dentro una pianta (di cui non ricordo il nome) ed un combattente. Sull'etichetta era scritto che il pesce si nutre delle radici di questa pianta mentre la pianta trae nutrimento dalle feci del pesce. Si creerebbe una sorta di simbiosi, almeno così era scritto.
Io quel combattente (e gli altri combattenti degli altri vasi) l'ho visto abbastanza sofferente, voi cosa ne pensate? E' possibile che il pesce riesca a vivere bene in quel piccolo ambiente? :-(
Mi ha fatto un po' pena a dire il vero...
mr.Pandawa
> Mi ha fatto un po' pena a dire il vero...
E te credo. Mi sa che ti viene la tentazione di comprarne uno per liberarlo in un acquario normale, eh?
A me fa pena qualunque pesce maltrattato: il discus in un acquario con acqua del rubinetto a durezza 20, il pesce rosso (quando non 3 o 4) in acquari giocattolo da 15 litri, pesci da branco come i neon e i cory comprati singolarmente, ovviamente i pesci colorati artificialmente, quelli frutto di selezione esasperate, spesso debolissimi, quelli che crescono troppo come il pleco o il balantho, spesso venduti a possessori di acquari modesti, e così via.
Il pesce nel vaso è solo la punta dell'iceberg di un modo di pensare gli animali come merce possibilmente deperibile: morto un pesce ne compri un altro.
G&E
A volte penso se in questi casi sia possibile o meno querelare il direttore del supermercato per maltrattamento agli animali...
Non vedo perchè un cane alla catena abbia il diritto d'essere tutelato (giustissimo) e un pesce in una scatoletta di tonno non possa vantare i propri diritti.
Forse perchè il cane abbaia e fa pena, mentre il pesce, notoriamente, è MUTO.
maughe
> notato un vaso con dentro una pianta (di cui non ricordo il nome) ed un combattente. Sull'etichetta era scritto che il pesce si nutre delle radici di questa pianta mentre la pianta trae nutrimento dalle feci del pesce. Si creerebbe una sorta di simbiosi, almeno così era scritto.
Bisognerebbe chiodere in un vaso l'imbecille che ha avuto la bella pensata
:-(
Il Betta puo' vivere in un vaso. In natura si ritrova a vivere in delle pozze con pochissima acqua. MA SOLO PER BREVI PERIODI!!!!!! Chi compra questi oggetti ci terra' il pesce per tutto il periodo in cui riesce a sopravvivere.
> Mi ha fatto un po' pena a dire il vero...
In questi casi c'e' da cercare il direttore del negozio e dirgli di toglierli dagli scaffali pena una telefonata ai vigili. Se questa gente capisce che rischia qualcosa non li ordinera' piu'. Li possiamo colpire solo nel portafoglio e allora FACCIAMOLO!!!!
radem
> In questi casi c'e' da cercare il direttore del negozio e dirgli di toglierli dagli scaffali pena una telefonata ai vigili. Se questa gente capisce che rischia qualcosa non li ordinera' piu'. Li possiamo colpire solo nel portafoglio e allora FACCIAMOLO!!!!
Penso che fra domani e dopodomani tornerò in quel negozio (va a finire che anche nelle vostre città stanno vendendo questa roba -non so se è il caso di fare il nome del negozio che è anche in altre città italiane-) e vedrò se riesco a fare qualcosa. In realtà volevo segnalare la cosa avvalendomi di qualche sito web sulla protezione animali (con la speranza che anche i pesci siano tutelati in qualche modo) ma all'interno dei vari siti non ho trovato alcun form dove segnalare.
Se hai qualche link passamelo pure, grazie :-)
La cosa che mi fa più rabbia è che in questo modo non si fa altro che insegnare una cattivissima educazione ai bambini che vedono queste cose. Sono spesso i genitori a dire ai bambini:" guarda che bello il pesciolino nel vaso", invece di far capire loro che è sbagliato. Bah....
maughe
> Penso che fra domani e dopodomani tornerò in quel negozio (va a finire che anche nelle vostre città stanno vendendo questa roba -non so se è il caso di fare il nome del negozio che è anche in altre città italiane-)
Fallo pure. Vediamo se salviamo qualche pesce ;-)
>  In realtà volevo segnalare la cosa avvalendomi di qualche sito web sulla protezione animali (con la speranza che anche i pesci siano tutelati in qualche modo) ma all'interno dei vari siti non ho trovato alcun form dove segnalare.
> Se hai qualche link passamelo pure, grazie :-)

Questo sotto e' una parte di un messaggio che posto' Patriza "Blue" qualche anno fa'. Potrebbe essere utile :-)
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Io ho finalmente trovato un metodo che mi permettere di chiudere velocemente il discorso con gli imbecilli: Quando si presenta, per esempio (storia vera successami qualche tempo fa) una mammina che mi domanda un pesciolino rosso e, alla mia domanda di che vasca ha e quali siano i parametri dell'acqua ecc., mi risponde "no, ma é perché il bimbo non mangia se non gliene tengo uno nel bicchiere davanti!", io, senza fare tanti discorsi e-sopratutto- senza rodermi il fegato più di tanto, le mostro l'articolo del codice penale 727 che ho stampato in gigantografia ed ho appeso dappertutto, dove si dice, fra l'altro, che "chi detiene animali in condizioni incompatibili alla loro natura... è punito con l'ammenda da lire due milioni a lire dieci milioni...".
Questo articolo è forse l'unico baluardo di difesa per noi negozianti perché, molti forse non lo sanno, per legge, il negoziante è OBBLIGATO a vendere !!! In questo caso, naturalmente, riusciamo legalmente ad evitare la vendita, trattandosi di animali.
Fra l'altro ricordo a tutti che chiunque può denunciare una violazione a questo articolo senza figurare poi nella denuncia, perché è compito delle forze dell'ordine intervenire quando di presenti una violazione al codice penale.
In caso vi capitasse, quindi, fate come me e segnalate senza preoccupazione.
Fra l'altro, per esperienza, ho visto Forestale e Carabinieri intervenire contenti come pasque e ringraziandomi per la segnalazione!!!
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Blue (27 marzo 2002)
> Concordo con te pero' la quasi totalita' della gente non considera i pesci e i rettili come animali da tutelare e rispettare, da quello che ho potuto leggere io dopo le segnalazioni di Barbablu e' che invece non e' cosi', sono considerati tutti animali.
Però, ragazzi, allora io mi domando il SEAN cosa sta' lavorando a fare...
Queste cose noi le abbiamo dette e ripetute da MESI, la legge NON FA distinzione fra animali e il maltrattamento è comunque maltrattamento. Ma questo è stato detto e ridetto e pure scritto fino a sfinimento! :)
> In questo caso trattasi di denuncia. Come ben sai molti sono restii a denunciare per paura di eventuali ritorsioni future, penso sia molto piu' facile andare da chi e' preposto al controllo e chiedere chiarimenti su di una determinata legge o decreto e perche non viene rispettata.
Allora forse io non riesco a scivere con la necessaria chiarezza: ci riprovo:)
NON è necessaria una denuncia bensì una SEGNALAZIONE, cioè io alzo il telefono, chiamo la Polizia e gli spiego la faccenda. Punto. I reati riportati nel Codice Penale vengono trattati D'UFFICIO il che significa che la "denuncia" la fa la Polizia Giudiziaria NON il privato, di cui (e l'ho già scritto più di una volta) non viene reso noto neppure il nome! :)
Poi se vogliamo continuare ad aspettarci che altri facciano il nostro dovere e facciamo finta di non vedere un maltrattamento quando ci inciampiamo sopra, allora va bene, ma poi non incolpiamo altri per la nostra omertà. E' DOVERE di noi cittadini comunicare un illecito agli organi preposti quando se ne è testimoni:)
Ecco perché non comprendo a che pro diventare pazzi con altri leggi regionali o comunali quando ne esiste l'ex 727 che già da se è uno strumento formidabile per intervenire in maniera facile ed efficace:)
Blue (7 settembre 2001)
Per denunciare il maltrattamento degli animali.
Di ritorno da Milano, ho avuto un'informazione molto interessante che ho pensato di condividere con voi:
Mi trovavo a visitare un amico che lavora un un piccolo acquario, e mi ha detto che la Guardia di Finanzia interviene in caso di maltrattamento degli animali, interviene ufficialmete, intendo, con prelievo addirittura degli animali in caso di gravi negligenze del proprietario.
Il caso a cui mi riferisco riguarda un Colossoma macropomum (un piranha erbivoro, per intenderci) lungo circa 50 cm che era tenuto in un ristorante in una vasca di 80 cm! A seguito di una segnalazione di privati, la Finanza ha prelevato l'animale (che, l'ho visto, è veramente un colosso, fate conto, una profondità del corpo di almeno 40 cm, un mostro!) dopo avergli cercato un luogo più adatto dove vivere.
Quindi, in caso assistiate al maltrattamento di pesci o animali in genere, potete segnalare il caso anche alla Finanza, oltre che alla Forestale :)
Gege® (09 agosto 2001)
BETTA IN VASO!!!!
Mia madre ha visto dalla sua parrucchiera una boccia in vetro con dentro una pianta in idrocultura e all'interno della boccia (non più di 5 litri), tra le radici della pianta, c'è un betta splendens senza filtro, luce o altro. Il vaso e' pieno di radici tanto che il pesce non puo' muoversi.
Pare che questi vasi li vendano con i pesci gia' all'interno presso una fioreria poco fuori citta'. Domani vado a verificare, dopodiche' partira' una segnalazione alle autorita' se cio' corrisponde al vero.
Domanda: a chi rivolgersi? Polizia? Finanza? Protezione animali? Carabinieri?
Fantozzi rag. Ugo
> Domanda: a chi rivolgersi? Polizia? Finanza? Protezione animali? Carabinieri?
La GdF non ha competenza al riguardo. Basta che il tipo emetta scontrino o regolare fattura.
Se ti rivolgi personalmente a Polizia o Carabinieri potrebbero risponderti che il Commissariato o la Stazione a cui ti rivolgi non sono competenti e dovresti rivolgerti alla sezione speciale del corpo.
Il meglio e' la protezione animali. Saranno loro a sporgere denuncia negli Uffici competenti.
Cosi' tu non ti esponi in proprio e loro, in quanto organizzazione, ottengono migliori risultati.
Blue
Alcuni amici ambientalisti a Cecina sono riusciti ad impedire questo scempio, così ti parlo per esperienza quasi personale (io ho svolto per loro le ricerche nel ramo legislativo).
L'autorità competente in materia è generalmente la Forestale, ma poiché il maltrattamento degli animali rientra nel codice penale (art.727) puoi rivolgerti anche alle forze dell'ordine. Dalle nostre parti il gruppo di attivisti di cui ti parlavo ha più volte chiamato la Forestale per denunciare dei mercatini dove si trovavano cose da inorridire (iguana tenute in gabbiette per uccelli all'aperto a dicembre, cani in vendita chiusi in recinti di 50 cm X 50, Betta in vasi TAPPATI (respirano fuori dall'acqua) tartarughe Pseudemis Scrita Elegans (vietate) e altre leccornie), ed ogni volta loro sono arrivati rapidamente CON i Carabienieri e sono stati bravissimi, gli hanno rotto i co****ni per un intero pomeriggio domandando cites e mille altri permessi (e facendogli perdere i clienti) e so che li hanno anche sconquassati di multe. Però... naturalmente c'é un però...
Parlando con alcuni ragazzi della Forestale, questi mi hanno detto, molto avviliti, che vorrebbero poter fare di più, ma requisire gli animali (almeno da noi) è una procedura che rischia di mettere in pericolo gli animali stessi, visto che non esistono strutture per ospitarli adeguatamente (a parte gli uccelli, per loro a Livorno c'é la LIPU).
Io, nonostante tutto, sono del parere che questi abominii DEBBANO essere comunque denunciati, se non altro per far vedere a questi "mercanti di schiavi" che quello che fanno non passa inosservato. E il consiglio che vi do (per esperienza) è di cercare appoggio in giunta comunale (assessore all'ambiente o altri) perché sono queste istituzioni che concedono i permessi per la vendita di animali nei mercatini... Tentar non nuoce, l'elettorato ha comunque un certo potere... Se poi conoscete qualcuno della stampa...tanto meglio! :)))))
Attenzione, mi raccomando, evitate lo scontro diretto e ASSOLUTAMENTE agite in modo LEGALE. Chiamate SEMPRE la forestale e muovetevi con loro, altrimenti rischiate una denuncia, a vantaggio dei venditori.
In bocca al lupo :)
Blue (28 febbraio 2000)
Denunciare si può (e si deve!) Ecco come!
Qui a Cecina abbiamo organizzato un piccolo gruppo di volontari che si occupano di controllare i maltrattamenti degli animali, nello specifico quelli venduti nelle fiere di paese. Visto che molti di voi domandano come si può salvare animali maltrattati, vorrei fornire a un paio di spunti interessanti che possono aiutare tutti coloro che sono stufi di stare a guardare e desiderano agire in concreto.
Innanzitutto dovete sapere che esiste un articolo del codice penale (uno solo, purtroppo, ma meglio che niente) che si occupa proprio del maltrattamento. Ve lo riporto per intero, anche se è un po' lungo, perché è molto importante, magari stampatevelo e tenetevelo lì, può risultare sempre utile :)
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727 . Maltrattamento di animali
Chiunque incrudelisca verso animali senza necessità o li sottopone a strazio o sevizie o a comportamenti e fatiche insopportabili per le loro caratteristiche, ovvero li adopera in giuochi, spettacoli o lavori insostenibili per la loro natura, valutata secondo le loro caratteristiche anche etologiche, o li detiene in condizioni incompatibili con la loro natura o abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l'ammenda da lire due milioni a lire dieci milioni.
La pena è aumentata se il fatto è commesso con mezzi particolarmente dolorosi, quali modalità del traffico, del commercio, del trasporto, dell'allevamento, della mattazione, o di uno spettacolo di animali, o se causa la morte dell'animale: in questi casi la condanna comporta la pubblicazione della sentenza e la confisca degli animali oggetto di maltrattamento, salvo che appartengano a persone estranee al reato.
Nel caso di recidiva la condanna comporta l'interdizione dall'esercizio dell'attività di commercio, ti trasposto, di allevamento, di mattazione o di spettacoli
Chiunque organizza o partecipa a spettacoli o manifestazioni che comportino strazio o sevizie per gli animali è punito con l'ammenda da lire due milioni a lire dieci milioni. La condanna comporta la sospensione per almeno tre mesi della licenza inerente l'attività commerciale o di servizio e, in caso di morte degli animali o di recidiva, l'interdizione dall'esercizio dell'attività svolta.
Qualora i fatti di cui ai commi precedenti siano commessi in relazione all'esercizio di scommesse clandestine la pena è aumentata della metà e la condanna comporta la sospensione della licenza di attività commerciale, di trasporto o di allevamento per almeno 12 mesi.
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Questo è ciò che la legge dice. Ma cosa significa concretamente?
Innanzitutto che non è necessario fare una denuncia personale, dato che si parla di codice penale. Il che significa che se io assisto ad un'abuso sugli animali, l'unica cosa che devo fare è rivolgermi al Corpo Forestale del mio comune, o ai Carabinieri, o ai Vigili Ubani oppure alla Polizia: saranno poi loro che formalizzeranno la denuncia. Perciò nessuna paura a denunciare, il vostro nome non apparirà ne' sarete chiamati a deporre in caso di processo.
Poi un consiglio utile (per esperienza), rivolto a tutti coloro che vogliono riuscire nell'intento di salvare gli animali.
Per prima cosa, formate un piccolo gruppo di attivisti. Più siete e più verrete presi sul serio ( e meno vi deprimimerete in caso di insuccesso).
Non importano centinaia di persone, bastano anche due o tre persone motivate.
Secondo: evitate gli estremismi: se urlerete (anche a ragione) verrete presto bollati come rompiscatole e il vostro messaggio passerà in secondo piano. Cercate invece di apparire tolleranti e sopratutto siate cortesi.
Sembrano cose assurde, ma sono fondamentali.
Terzo, non saltate al collo di chi maltratta gli animali: lo so, ci sarebbe da bastonarli a volte, ma passereste dalla parte del torto e il vostro messaggio non approderebbe a nulla.
La primissima cosa che dovreste fare, una volta trovati amici che vogliono, come voi, intervenire contro il maltrattamento degli animali, è recarvi al vostro comune e farvi ricevere o dall'assessore all'ambiente (solitamente del gruppo dei Verdi) o all'organo preposto per la tutela dei diritti degli animali. Qui a Cecina, per esempio, neppure sapevamo esistesse,  abbiamo parlato con una gentilissima signora che si occupa dei canili pubblici e ci ha dato ottimi consigli (oltre che un pieno sostegno ideologico e pratico).
Parlate di cosa vorreste attuare, dei vostri progetti. Qui abbiamo fondato un gruppo che si chiama appunto "art. 727" e il nostro compito è quello di recarci sopratutto alle fiere di paese e controllare che gli animali vengano tenuti e venduti senza crudeltà. Tutte le forze dell'ordine alle quali abbiamo chiesto aiuto ci hanno dato pieno appoggio, in particolare il Corpo Forestale. Se chiedete gentilmente di collaborare e vi dimostrate tranquilli e non scalmanati, è molto improbabile che vi chiudano la porta in faccia.
Però c'è un rovescio della medaglia che prima o poi sarete costretti ad affrontare: ve lo dico subito così comincierete a vedere tutto secondo una prospettiva meno romantica e più pratica:
Mettiamo che vi recate in una fiera e trovate delle povere iguane tenute in gabbie aperte con una temperatura esterna di 5 gradi, praticamente assiderate: giustamente la cosa da fare è subito chiamare la Forestale, la quale interverrà, appiopperà una bella multa al venditore, addirittura forse gli sospenderà i permessi di vendita ma (e qui viene il problema) probabilmente non sarà in grado di confiscare gli animali maltrattati...
Questo perché confiscare un animale significa confinarlo in un luogo apposito, adeguato alle esigenze dell'animale stesso, e non tutti i comuni ne sono provvisti... Perciò, se da una parte farete vedere i sorci verdi al venditore, dall'altra vi ritroverete un animale che 1) non sapete dove mettere oppure 2) resterà in mano all'aguzzino e lascio a voi immaginare cosa gli potrà accadere.
Purtroppo per questo ultimo punto non ho la soluzione. Diciamo che ho una mezza soluzione temporanea.
Prima di cominciare a lavorare sul campo, consiglio a tutti di farsi un giro presso acquari pubblici, zoo e gruppi ambientalisti e di stilare una lista dei luoghi che potrebbero accogliere gli animali. E' inutile salvare la vita di un cucciolo di leone se poi non si sa dove metterlo, e chiaramente nessuno pretende che ve lo portiate a casa. Pensateci per tempo, così, al momento della denuncia, sarete proprio voi a consigliare alle forze dell'ordine dove portare gli animali.
Scusate la lunghezza del messaggio, ma credo possa esservi utile.
Qualcosa si può e si deve fare, e se organizzate un buon gruppo di attivisti, riuscire a salvare la vita a molte creature, ve lo garantisco :))))
Roberto Morelli
Fossero tutti come te!
L'art. 727 c.p. da te citato, è stato così sostituito dall'art. 1 della L. 22/11/1993 n.473, che reca, appunto, le nuove norme sul maltrattamento degli animali.
Io al momento non ne sono in possesso, ma se hai già preso contatti con il Corpo Forestale dello Stato forse ti possono aiutare.
Comunque vedo di recuperarla anch'io ed al limite ci sentiamo.
Una precisazione a quanto da te detto.
Quando un cittadino presenta una formale denuncia, in quest'ultima devono essere inserite le generalità del denunciante ed, in caso di dibattimento, lo stesso sarà citato come teste.
Con questo non voglio scoraggiare nessuno in quanto, in quello che hai scritto, hai, comunque, spiegato cosa fare per non comparire in una formale denuncia: far intervenire direttamente sul posto le Forze di Polizia. Una volta che avranno accertato direttamente sul posto il maltrattamento saranno direttamente loro a denunciare la cosa (per non incorrere in una omissione in atti d'ufficio, reato gravissimo per il Pubblico Ufficiale).
Complimenti per l'iniziativa, spero vivamente che possa essere seguita in tutto il territorio nazionale.
A proposito, dalle mie parti c'è già la sezione del WWF che si attiva in cose del genere. Potrebbe essere un'idea contattarli e, se hanno già in atto iniziative del genere, offrire il proprio contributo.
Per il WWF non è certo un problema comparire in una denuncia formale.

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