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L'"Olocausto" delle Testuggini Acquatiche

Mar, 01/31/2012 - 15:33
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Articolo che vuol far conoscere alla gente l'olocausto del trasporto delle tartarughe dagli U.S.A. al resto del mondo, tratto dal sito SoccorsoFauna.com, curato e gestito dall'A.R.F., Associazione Recupero Fauna - No profit senza scopo di lucro, operante nel Lazio, composta da veterinari, biologi e naturalisti specializzati in fauna autoctona, alloctona e domestica non convenzionale (diversa da cani e gatti) e che si occupa di:
primo soccorso selvatici ed esotici
adozioni testuggini palustri
trasporto testuggini palustri presso centri recupero specializzati

Commercio delle tartarughe acquatiche

Uno strano commercio

No! alle tartarughe nelle mini-vaschette

Il commercio interno di piccole tartarughe d'acqua e' stato proibito negli Stati Uniti nel 1975.

Cio' e' avvenuto poiche' le tartarughe d'acqua possono trasmettere i batteri della salmonellosi agli esseri umani. Le stime riportavano che, prima della proibizione del 1975, le tartarughe d'acqua causavano fra il 14 e il 17% dei 300.000 casi annui di salmonellosi, negli U.S.A. (1)

Ciononostante, l'allevamento e l'esportazione di tartarughe d'acqua dolce dagli U.S.A. verso altri paesi sono ancora legali e rigogliosi.

Le vittime

Trachemys scripta scripta

Le tartarughe piu' comunemente esportate dagli U.S.A. sono due sottospecie di Trachemys scripta: la Trachemys scripta elegans, la tartaruga dalle "Orecchie Rosse" (la cui importazione e' vietata in Europa dal 1997, a causa dell'impatto sulle specie locali) e la Trachemys scripta scripta, la Tartaruga dalle "Orecchie gialle" (la cui importazione in Europa e' ancora legale).

Dopo la propibizione del commercio delle tartarughe "dalle orecchie rosse" si sta diffondendo anche il commercio della Tartaruga "carta geografica", Graptemys kohni che pur rimanendo leggermente più piccola è estremamente delicata e timidissima.

Le tartarughe d'acqua domestiche conducono una vita misera in ogni caso. Laddove, nel loro ambiente naturale, nuotano per chilometri ogni giorno, in cattivita' vengono tenute in piccole pozze, se non in acquari. Ricevono raramente lo stesso tipo di cibo vario che ottengono in natura. Per non parlare della luce del sole, che e' essenziale per la loro salute, e che puo' essere rimpiazzata - sebbene parzialmente - solo da lampade molto costose, che non tutti i "proprietari" concedono alle tartarughe. (2)

Dunque, non piu' del 20% delle tartarughe allevate per l'esportazione sopravvive al primo anno di vita, laddove in natura arrivano spesso a 30 anni. (3)

Il destino delle vittime

Se le tartarughe sopravvivono allo stress del trasporto e del mantenimento inadeguato, la loro stazza diventa preso un problema per il loro "proprietari". Le tartarughe femmine, in particolare, possono diventare lunghe fino a 30 centimetri.

Molte di loro, di conseguenza, vengono buttate via. Alcune, le piu' forti, sopravvivono nelle pozze in cui sono state cosi' fortunate da essere buttate.

Chi sopravvive

Se le tartarughe vengono buttate in un ambiente naturale e non muoiono immediatamente dopo, diventano una minaccia per la fauna locale. In Europa, ne sono state buttate via talmente tante che alcune specie locali di tartaruga, come l'Emys orbicularis o la Mauremys leprosa, stanno scomparendo (4).
Molti stati, sia Europei che non-Europei (Germania, Italia, Australia, Israele, Sud Africa, per esempio), hanno negli ultimi anni proibito l'importazione di tartarughe dalle orecchie rosse. Tuttavia, ancora 30 stati le commerciano.

Gli artifici degli esportatori

Per aggirare le proibizioni sulle tartarughe dalle orecchie rosse, gli allevamenti statunitensi hanno cominciato ad allevare razze di tartarughe acquatiche leggermente diverse, in particolare la Trachemys scripta scripta, che non ha le orecchie rosse ma e' sfortunata allo stesso modo. (5)
L'importazione della Trachemys scripta scripta e' perfettamente legale in Europa, al momento.

Stime del massacro

basket.jpg

La Trust for the Protection of Reptiles, Fondazione per la Protezione dei Rettili (vedi Links nel menu a sinistra), stima che le esportazioni dagli U.S.A. sono di piu' di 5 milioni di giovani tartarughe all'anno affinche' diventino animali d'affezione. Altri circa 800,000 adulti, sia cresciuti negli allevamenti che catturati in natura, vengono spediti nei Paesi del lontano Oriente per scopi alimentari. (6)

 

Il danno in natura

I piccoli di tartaruga derivano da adulti da riproduzione i quali vengono, legalmente, presi in natura negli U.S.A. Ogni anno, migliaia di tartarughe d'acqua (le stime dicono da 100,000 a forse 300,000) vengono catturate con questo scopo. (7)

Le condizioni dei piccoli

Dopo la loro nascita, le piccole tartarughe vendono impacchettate, in centinaia, in piccole scatole, e spedite all'estero. Possono essere lasciate senza cibo e acqua per mesi. Durante il trasporto, molte di loro muoiono o si ammalano. Le tartarughe hanno un metabolismo lento, percio' le malattie che contraggono negli allevamenti o durante la spedizione diventano visibili solo dopo settimane o mesi. Almeno l'80% di loro muore entro un anno. (3)

Un improprio letargo

Se il mercato e' poco movimentato e non ha bisogno delle tartarughe che sono nate, i piccoli non vengono spediti immediatamente. Vengono spostati in stanze di raffreddamento mantenute a una temperatura di circa 10-15°C.

In questo modo, il loro metabolismo rallenta. I piccoli possono essere tenuti in questa condizione catatonica per un anno intero. Nelle stanze raffreddate, le tartarughine inalano gas nocivi, come l'ammoniaca. (8)

Chi rimane a casa

Nel frattempo, viene ridotto il cibo per gli adulti da riproduzione, visto che le tartarughe depongono piu' uova se sono ben nutrite. Di conseguenza, si verifica il cannibalismo nei laghi artificiali degli allevamenti statunitensi, localizzati soprattutto in Louisiana (dove hanno sede 25 dei 50 totali allevamenti U.S.A.) (9)

Se il mercato chiede nuove tartarughe, avviene la spedizione di quelle "congelate". Da 400 a 500 tartarughine vengono impacchettate in una scatola di 32 cm x 32 cm x 6.5 cm. Molte di esse sono gia' malate, o si ammalano nel tragitto. (8)

La possibile ripresa del commercio domestico US

La National Turtle Farmers and Shippers Association (NTFSA) vorrebbe che venisse eliminato anche il divieto di commercio interno negli U.S.A. Ha anche proposto che, per evitare la trasmissione di salmonellosi, le tartarughe potrebbero essere tenute in "palle di vetro sterili" fino alla vendita, o alla morte nei negozi. (8)

Cio' implicherebbe una richiesta di piu' di 10 milioni di nuove piccole tartarughe ogni anno. Aiuterebbe i 50-100 allevamenti che hanno dovuto chiudere a seguito della proibizione del commercio nazionale del 1975. Ma triplicherebbe il bisogno di adulti da riproduzione, e la loro caccia in natura.

Il contraccolpo sulla popolazione naturale, se la proibizione venisse abolita, sarebbe enorme. Le persone che vivono negli Stati Uniti del Sud affermano che oggi si riesce a vedere solo un decimo degli animali che si riusciva a vedere fino a pochi decenni fa. (8)

Tentativi di salvarle

E' stato tentato piu' volte di far rientrare le Trachemys scripta elegans nell'Appendice II della Convenzione sul Commercio Internazionale delle Specie in Pericolo (CITES), in modo da bloccarne il commercio poiche' particolarmente lesivo per gli animali, ma - nonostante la sua opinione a volte, apparentemente, favorevole - la U.S. Fish and Wildlife Service (FWS) non ha mai accettato questa soluzione. (2)

  1. Clifford Warwick, "Cold-Blooded Conspiracy", BBC Wildlife magazine, March 2001
  2. Clifford Warwick, "Tender-Age Moribund Endangered TERRAPINS"
  3. Alex Rowe, "Today Terrapins, Tomorrow the World", BBC Wildlife Magazine, April 1993
  4. In "Dall'America Senza Ritorno", su Oasis, Italia, Settembre 2000
  5. Giuliano Sadar, "La tratta delle tartarughe" da "il manifesto", Italia, 21 febbraio 2001
  6. Clifford Warwick and Catrina Steedman, "Report on the use of red-ear turtles as a food source utilized by man". Peoples trust for Endangered Species, Godalming, UK, 1988
  7. Clifford Warwick, "The Animal Dealers. Evidence of Abuse of Animals in the Commercial Trade, 1952-1997"
  8. Clifford Warwick, "The Trade in Red-Eared Terrapins", Animals International V/16 (1985)
  9. Clifford Warwick, "Terrapin Farming in the U.S.", RSPCA Today, Estate 1985

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