• No ai pesci giganti in acquario
  • No ai pesci rossi nella boccia
  • I pesci pulitori non esistono!
  • No ai pesci colorati artificialmente
  • No ai pesci combattenti nei vasi
  • No alle tartarughe nelle mini vaschette

Caridina denticulata

(De Haan, 1844)

Più conosciuta con il vecchio nome di Caridina japonica, è stata una tra le prime caridine apparse in gran numero in commercio.

Caridina multidentata (ex Caridina japonica) in acquario

nome comune
Sawtooth caridina
sinonimi
Caridina japonica

La Caridina japonica ha avuto un aumento vertiginoso della sua popolarità grazie alla sua fama di mangia alghe, diffusasi in particolar modo dopo che un tal Takashi Amano l'ha inserita in molti dei suoi allestimenti proprio a questo scopo. In inglese è addirittura chiamata "Amano shrimps" !

Ed in effetti le caridine passano tutto il loro tempo su piante ed altri arredi, spazzolando ogni tipo di alga (tranne quelle nere, a meno che non siano appena formate e tenerelle), e sono in questo senso più efficienti di altri gamberetti che magari esteticamente sono molto più belli e appariscenti.

La Muta

Esoscheletro di Caridina - Foto di Chris Lukhaup

Esoscheletro di Caridina
Foto di Chris Lukhaup

Devono trovare nascondigli sicuri soprattuto nel delicato momento della muta, il momento in cui "cambiano pelle" come i serpenti: il loro corpo è rivestito da un esoscheletro duro, contenente "Chitina" (una sostanza organica azotata, talvolta impregnata di sali minerali e sostanze coloranti), che non è elastico e quindi non si adegua al loro aumentare di dimensioni. A seconda di quanto e come mangiano, le caridine hanno ritmi di crescita anche molto diversi, per cui la muta può avvenire sia una volta al mese, sia più spesso e sia più di rado.
Mano a mano che crescono, devono liberarsi del vecchio e ormai piccolo esoscheletro, che comprende carapace e rivestimento di antenne e zampette, e una volta liberatesi di esso ne formano uno nuovo, leggermente più grande. Nel periodo tra la perdita dell'esoscheletro vecchio e la formazione di quello nuovo le caridine sono quindi "nude" e molto vulnerabili.
Sono stati segnalati casi su it.hobby.acquari in cui una o un gruppetto di caridine "killer" approfittano di questi momenti in cui qualche compagna è particolarmente vulnerabile per attaccarla, ucciderla e cibarsene.

E' frequente anche che i neo-allevatori di caridine si spaventino nel vedere i resti della muta dei loro esemplari, pensando che siano i resti delle caridine vere e proprie, divorate magari da qualche coinquilino... Gli esoscheletri sono sì completi di zampe ed antenne, ma sono vuoti e semi-trasparenti, non cè traccia della loro carne che dopo la morte è roseo-arancio, color gamberetto, appunto :-)
I resti delle mute se numerose sono abbastanza inquinanti, e andrebbero rimossi; dico andrebbero perchè in genere in poco tempo vengono mangiati dalle caridine stesse o dagli altri pesci :-).

allevamento
Caridina japonica - Foto di Chris Lukhaup

Caridina multidentata (ex Caridina japonica)
Foto di Chris Lukhaup

Per prima cosa, chi si vuole cimentare nel loro allevamento deve tenere presente che le caridine sono animaletti molto sociali, e vanno quindi allevate in gruppo, in un bel gruppetto. In tante si faranno anche coraggio l'una con l'altra, e le potrete vedere scorrazzare per l'acquario in continuazione.
In genere si consigliano branchi di non meno di 10-15 esemplari, anche se mi rendo conto che questo può essere un duro colpo per il portafoglio...

Seconda cosa, le piante: tante e folte, preferibilmente a foglia fine: daranno loro possibilità di trovare nascondigli e ripari quando ne hanno voglia, facendole sentire più sicure e tranquille (vale anche per loro la regola, valida per molti pesci, che più nascondigli ci sono, più staranno in vista e all'aperto, meno nascondigli ci sono, e più è probabile che non ne escano mai ).

Per quanto riguarda i valori dell'acqua, le caridine non sono molto esigenti, vanno bene un pH neutro o leggermente acido, e acqua tenera; più è tenera l'acqua e meno saranno frequenti le mute, in quanto ci vorrà più tempo alla caridina per prendere tutti gli elementi che le servono per la formazione del nuovo esoscheletro, ma non vi sono segni di malessere.
Le cose a cui le caridine sono più sensibili sono l'ammoniaca e gli agenti inquinanti in genere (quindi è meglio non metterle in acquari non ancora perfettamente maturi), i medicinali (quelli contenenti rame possono essere letali, molte volte è scritto anche nelle istruzioni che gli invertebrati vanno allontanati in caso di utilizzo, leggetele attentamente), la carenza di ossigeno: sono tra i primi ospiti della vasca a mostrare segni di malessere e morire se non si provvede a fornire una sufficienteareazione, molto prima dei pesci.
Bisogna prestare attenzione anche alla fertilizzazione, sono sensibili all'accumulo dei metalli pesanti, per cui bisogna cambiare spesso l'acqua per evitarlo, specie se si usa una fertilizzazione "pesante".
La temperatura ideale va dai 20 ai 24°C., ma sono tollerate anche temperature maggiori, fino ai 28-30°C, se per brevi periodi.

Anche la luce non dovrebbe essere troppo intensa, ma smorzata da piante alte o galleggianti, sempre per non farle diventare troppo timide. Comunque anche negli acquari illuminati a stadio, la presenza di molte piante e nascondigli è sufficiente a non farle stare sempre nascoste.

Comportamento e compatibilità: Per quanto riguarda i compagni di vasca, bisogna senz'altro evitare pesci grandi e aggressivi, che ne farebbero un sol boccone; anche i Botia andrebbero evitati, visto che in natura si nutrono di crostacei, e che sono molto abili a scovarle quando sono in muta, e quindi più vulnerabili...
Per altri pesci, tipo gli scalari, si va a cu... cioè, a fortuna: ho letto di persone che li allevano insieme senza problemi, e di altre che appena le hanno messe in vasca hanno visto gli scalari sgranocchiarle come biscottini...
In questa pagina potete trovare le esperienze di convivenza che ho tratto da it.hobby.acquari

Un'ultima cosa: nonostante molti le allevino in acquari aperti senza problemi, io consiglieri di allevarle in acquario chiuso, in quanto nella maggior parte dei casi tendono ad "evadere" dalle vasche aperte, arrampicandosi sulle piante o su altri supporti.

alimentazione

Un cenno a parte riguardo l'alimentazione: è basata certamente su alghe e su detriti vegetali, ma in acquario le caridine si cibano un po' di tutto: non solo il mangime degli altri pesci, ma sono anche in grado di nutrirsi di lumache, "lavorandole" con le zampette in gruppo fino a che non riescono ad estrarle dal loro guscio, fino a nutrirsi di avannotti anche non piccolissimi, come avannotti di poecilidi già di qualche giorno.
A dispetto di chi le ritiene animaletti timidi e pacifici, in grado tutt'al più di nutrirsi di pesci già morti, non è insolito osservare attacchi a lumache, ad avannotti e ad altri pesci, anche solo per soffiare loro un pezzetto di mangime.
Sono in grado di fregarsi e nascondersi per papparsele con calma anche le pastiglie date ai corydoras, per cui se le avete, oltre a preoccuparvi della loro alimentazione, assicuratevi che anche i loro coinquilini riescano a mangiare qualcosa, specialmente se ne avete un branco numeroso: l'effetto branco e il bisogno delle femmine di un'alimentazione più sostanziosa per la formazione delle uova e delle larve, può trasformare i vostri pacifici gamberetti in un branco organizzato di caridine ninja :-)
Possono anche nutrirsi delle foglie delle piante, in particolar modo sembra che preferiscano le piante rosse, ma sembra confermato che non attaccano mai foglie sane, ma solo foglie che stanno ormai per andare in decomposizione, anche se sembravano sane.

SL (Standard Lenght)
Lunghezza standard, è la lunghezza del pesce calcolata dalla punta del muso al peduncolo caudale (esclusa quindi la coda)
TL (Total Lenght)
Lunghezza totale, è la lunghezza del pesce calcolata dalla punta del muso alla punta della coda (quindi coda compresa)
Demerso
specie che vive in prossimità del fondo del mare. I pesci demersi si dividono principalmente in due tipi: Bentonici e Bentopelagici
Bentonica
specie che vive e che è legata al fondo
Bentopelagica
specie che vive sia sul fondo o vicino ad esso, sia nel livello medio dell'acqua
Pelagica
specie che vive lontano dal fondo, in acque aperte
Diadroma
specie che migrano tra acque salate e acque dolci
Anadroma
specie che che vive per la maggior parte del tempo in acque salate e si riproduce in acque dolci
Catadroma
specie che vive in acque dolci e si riproduce in acque salate
Anfidroma
specie che si muove indifferentemente da acque dolci ad acque salate
Potamodroma
specie che migra all'interno di acque dolci
Oceanodroma
specie che migra all'interno di acque salate

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