(Lamarck, 1816)

Meglio conosciuta con il vecchio nome di Melanoides granifera, è molto simile a Melanoides tubercolata

Tarebia granifera (ex Melanoides granifera) - Foto © Chris Lukhaup

Melanoides granifera

Oltre un anno

Oltre alle Melanoides tuberculata, negli acquari √® possibile trovare altre lumache della famiglia dei Thiaridae, alcune introdotte involontariamente, altre inserite consapevolmente. Una delle specie pi√Ļ comuni √® Tarebia granifera (Lamarck, 1816). In passato questa specie era conosciuta come Melanoides granifera, ma attualmente quest'ultimo non √® pi√Ļ considerata un nome valido. Sono considerati sinonimi, tra gli altri, Melania granifera, Melania obliquigranosa, Thiara granifera.

Nell'aspetto ricorda molto Melanoides tuberculata, con conchiglia a forma di torre, opercolo scuro, antenne filamentose e testa a 'tronco'. Ci sono alcune caratteristiche sovrapposte tra le due specie, sia nella forma della conchiglia, che nel colore e nelle parti molli, e in alcuni casi distinguerle può essere piuttosto difficile. Di seguito è riportata la descrizione delle forme tipiche, ma c'è una grande variabilità in tutte queste caratteristiche:

Conchiglia: di solito il guscio di¬†Tarebia granifera √® pi√Ļ corto e tozzo di quello delle melanoides, misura fino a circa 40 mm, con apertura pi√Ļ ampia. Ci sono due forme tipiche di colore, una con guscio marrone chiaro, con spirale scura, e l'altra tutta marrone scuro, quasi nero. E diverse colorazioni intermedie. Spesso mostra anche piccole macchie irregolari rosso-marroni. I bordi laterali del guscio sono concavi, e la conchiglia stessa √® scolpita con scanalature verticali e spirali, che definiscono dei noduli in rilievo tra loro, di aspetto alto e squadrato, che danno a tutta la conchiglia un aspetto quadrettato, come una 'imbottitura'.

Variazioni nella conchiglia di Tarebia granifera - Foto © José Lietor Gallego (Planeta Invertebrados)

√ą ospite intermedia di diversi vermi trematodi, molti dei quali incidono in modo importante nella piscicoltura, ma anche se qualcuno di questi vermi pu√≤ causare infezioni opportunistiche nell'uomo, Tarebia granifera non √® un vettore di malattie di importanza medica nell'uomo. Per molti anni si √® creduto che fosse il vettore di Paragonimus westermani (che provoca la Paragonimiasi in Asia), ma oggi si sa che non √® vero, le Tarebia possono essere soggette all'infezione di questo verme, ma questo non pu√≤ completare il suo ciclo all'interno del loro corpo.
Questo fa sì che, nonostante il grande impatto ambientale, attualmente viene considerata un intruso meno preoccupante di altri. Come curiosità, è stato segnalato che sulla costa africana del KwaZulu-Natal, il gran numero di Tarebia ha portato all'ostruzione dei tubi dell'acqua per la refrigerazione delle centrali elettriche .

Watch Tarebia granifera on YouTube.

E' una specie con una vasta distribuzione, dall'Indo-Malesia all'Oceania, si trova in Giappone, in Cina, passando per l'Asia sud-occidentale (Thailandia, Filippine, Indonesia), l'Oceania (Nuova Guinea) verso l'India e lo Sri Lanka.
√ą anche una importante specie invasiva, trovata in America, del Nord e del Sud, e in Africa. In quest'ultimo caso, √® comune in Sud Africa, mentre nelle Americhe √® stata registrata negli Stati Uniti meridionali, Messico, America centrale, isole dei Caraibi e Venezuela (l'unico centro sudamericano dal 1970). Recentemente √® stato registrato anche in Israele. La via principale dell'introduzione in paesi estranei al suo range √® l'acquarofilia, sebbene in alcuni posti sia stata introdotta intenzionalmente come agente di controllo biologico per i molluschi vettori di schistosomiasi.

Tarebia granifera è una specie versatile, che colonizza diversi tipi di habitat, come fiumi, stagni, canali di irrigazione e laghetti ornamentali con vari tipi di substrato. Come le Melanoides, hanno l'abitudine di seppellirsi nel substrato. Possono essere abbastanza numerose, ci sono report di ritrovamento in Sud Africa di fino a 21.000 individui per metro quadrato.
Sono meno associate a condizioni ambientali specifiche rispetto ad altri gasteropodi limnofili. Anche se √® una specie tropicale, Tarebia granifera pu√≤ vivere in una vasta gamma di temperature, da 0 a 47¬ļC. Si trova anche negli estuari delle coste dell'Africa, con acqua fino al 10% di salinit√†. Il pH sembra essere invece un fattore limitante nella sua distribuzione, in natura √® raccolta in un intervallo ristretto compreso tra 7,1 e 8,5. Dipende anche da una minima concentrazione di calcio nell'acqua, perch√© ha un guscio spesso e pesante.
Sopporta da 2 a 3 giorni all'asciutto, un periodo relativamente lungo, ma molto pi√Ļ breve di quanto possano resistere le Melanoides, almeno in parte a causa dell'apertura pi√Ļ ampia della conchiglia. Mostra maggiore tolleranza e anzi preferenza per i fiumi con maggiore corrente rispetto alle¬†Melanoides, ed √® resistente all'inquinamento.

In molte zone dove è diventata invasiva, Tarebia granifera vive simpatricamente con un'altra lumaca invasiva, Melanoides tuberculata. Curiosamente, sembra essere una concorrente migliore rispetto alle Melanoides, perchè nella maggior parte dei posti in cui coesistono, nel tempo diventa dominante. Come mai succeda non è ben chiaro, poiché in tutti i parametri studiati le due specie sono simili (riproduzione, fertilità, etc.) o le Tarebia sono peggiori (nella resistenza all'asciutto, ai parametri chimici estremi) delle Melanoides. C'è uno studio che mostra che il guscio delle Tarebia offre una maggiore resistenza meccanica di quello delle Melanoides, per cui la loro predazione non sarebbe vantaggiosa, per esempio per i granchi, ma il predominio delle popolazioni di Tarebia sulle Melanoides si verifica anche in luoghi con pochi predatori.

Tarebia granifera rigata e Caridina Red Fire - Foto © AquaSchneck

Le loro abitudini alimentari sono identiche a quelle di Melanoides tuberculata, la dieta è composta da microfilm di alghe, diatomee e detriti.

I pesci pulitori non esistono!

L'importante è che il cibo arrivi alla loro portata prima che se lo mangino gli altri abitanti dell'acquario: bisogna sempre controllare che anche le lumache mangino la giusta razione di cibo! Nonostante vengano cpmrate callo stesso scopo dei pesci pulitori, non si nutrono di avanzi, ma hanno bisogno di una dieta varia e abbondante per sopravvivere.

Una delle principali cause di morte delle lumache nelle vasche degli "acquariofili" è il denutrimento, gli stenti, muoiono letteralmente di fame, perché si pensa erroneamente che possano bastare le poche e misere alghe di un acquario domestico o quelle poche briciole che avanzano gli altri pesci... 
in realtà hanno bisogno di mangiare esattamente come tutti gli altri abitanti dell'acquario!

Come acquariofili siamo responsabili della vita degli animali che alleviamo, e dobbiamo assicurarci che ognuno riceva la giusta razione del cibo appropriato.

In nessun caso bisogna aspettarsi che sopravvivano solo grazie agli 'avanzi' degli altri abitanti dell'acquario, o si può fare affidamento su di loro per la 'pulizia' dell'acquario.

Riproduzione

Anche la riproduzione delle Tarebia granifera è molto simile a quela delle Melanoides tuberculata, sono lumache ermafrodite, partenogeniche e ovovivipare, il che spiega molto del loro successo come specie invasiva. Le popolazioni sono composte essenzialmente da cloni femminili, i maschi sono piuttosto rari (in media il 5% della popolazione) o assenti.
Gli embrioni si sviluppano in una sacca per la covata, situata proprio sopra l'esofago e le lumachine neonate, già ben formate, con piccole conchiglie misurano da 0,7 a 2,1 mm, escono attraverso un poro sul lato destro della testa delle madri. Le femmine di grandi dimensioni possono portare nella sacca una media di 160 embrioni, dando alla luce un piccolo ogni 12 ore, ed avendo una fecondità media di 213 piccoli all'anno. Raggiungono la maturità sessuale in circa 5 mesi, quando il guscio misura tra 5,5 e 8,0 mm.

Taxa principali

Live bearer snail, Malayan snail

Sono tra le pi√Ļ onnipresenti lumache "infestanti" degli acquari, insieme solo forse alle Planorbis, ma sicuramente sono pi√Ļ utili che dannose :)

Meglio conosciuta con il vecchio nome di Melanoides granifera, è molto simile a Melanoides tubercolata

Aspettativa di vita: Oltre un anno
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