Attenzione

Gli habitat naturali dei Rainbowfish

Il continente australiano, patria dei pesci arcobaleno, viene definito il più ostile al mondo per flora e fauna, perché è il più arido, il più povero di precipitazioni e di acque, quello dal clima più instabile, quello dove laghi e fiumi sono spesso soggetti a prosciugamenti stagionali e sono spesso salati per la mancanza di precipitazioni. Ma questo non ha impedito l'esplodere di una biodiversità unica al mondo, dove ogni nicchia ecologica è stata sfruttata al massimo delle sue possibilità.

Tratto e tradotto dall'articolo:
"Rainbowfish - Natural habitat"
di Adrian R. Tappin
su Home of the Rainbowfish

L'habitat può essere definito come il tipo specifico di luogo in cui vive una pianta o animale. Per le piante e gli animali che vivono in acqua, l’habitat è disponibile solo quando è sommerso. La qualità dell’habitat dipende anche dalla disponibilità di organismi richiesti per la sopravvivenza e la riproduzione. Organismi diversi hanno esigenze diverse e limiti di tolleranza per le caratteristiche di tali habitat, come corrente dell’acqua, substrato, temperatura, chimica dell’acqua, disponibilità di cibo, ripari ecc. La diversità biotica generalmente aumenta con la diversità degli habitat. La distruzione degli habitat è stata indicata come la maggiore minaccia per la conservazione della biodiversità. Gli habitat acquatici australiani sono stati molto alterati da tanti processi, tra cui bacini artificiali, impianti idro-elettrici e sistemi di irrigazione, costruzione di dighe e sbarramenti fluviali e varie opere di gestione; canalizzazioni; modifiche della portata, del livello e della corrente dell’acqua, aumentato dei sedimenti, inquinamento con liquami tossici e distruzione delle zone di riproduzione, di deposizione o di crescita dei piccoli.

Habitat nella stagione secca, Cooper Creek in Australia - Foto © Adrian R. Tappin (Home of the Rainbowfish)

L'Australia è il più arido tra tutti i continenti del mondo abitato. Ha la percentuale di piogge e di acque meteoriche più bassa, la più bassa quantità di acqua nei fiumi e la più piccola zona di paludi permanenti. La divisione di drenaggio del Plateau occidentale, che copre il 32% del continente, non produce quasi acque meteoriche, e un ulteriore 17% non scarica a mare. Il 65% della media annua di acque meteoriche del continente si verifica nella divisione di drenaggio della zona settentrionale, e il 10% di quest'acqua è sfruttata per uso umano. Di tutte le altre divisioni di drenaggio, si sfrutta il 16%, con un picco regionale dell’81% sfruttato nel bacino del Murray-Darling. Circa il 15% di tutte le acque utilizzate in Australia è costituito da acque sotterranee. L'Australia ha le piogge e il flusso dei corsi d’acqua più variabile al mondo, e i nostri torrenti dell’entroterra hanno una salinità e torbidità naturalmente alta.

Murray River in Australia, i fiumi australiani hanno spesso salinità e torbidità elevata - Foto © Adrian R. Tappin (Home of the Rainbowfish)

Il sistema fluviale del Murray-Darling è il più grande dell’Australia, drenando circa un settimo dell’acqua del continente. E' classificato tra i più grandi fiumi mondiali in termini di lunghezza e bacino di utenza, ma è molto inferiore come discarico annuale. La chimica delle nostre acque interne di superficie è diversa dalla maggior parte delle acque altrove, in quanto spesso è dominata dal cloruro di sodio, piuttosto che dai bicarbonati di calcio e magnesio. Le acque sotterranee sono spesso molto vecchie; ad esempio, nel Grande Bacino Artesiano l’acqua attraversa il Queensland, per emergere nel centro dell’Australia uno a due milioni di anni dopo essere entrata nel terreno. Il clima generalmente arido e il paesaggio antico e levigato dal tempo indicano che il continente australiano ha relativamente pochi laghi permanenti d'acqua dolce. I laghi continentali sono spesso superficiali, secchi e salati. Solo sul Plateau centrale della Tasmania ci sono un certo numero di grandi laghi permanenti di acqua dolce.

Lago Dove in Tasmania, Australia: i laghi continentali australiani sono spesso superficiali, secchi e salati. Solo in Tasmania ci sono grandi laghi permanenti di acqua dolce - Foto © Adrian R. Tappin (Home of the Rainbowfish)

Le acque interne comprendono tutte le acque interne di estuari, sia dalla superficie come torrenti, laghi, paludi e invasi, che dal sottosuolo come acque sotterranee. La biologia delle acque interne australiane ha molte caratteristiche speciali. Anche se i nostri gruppi di animali invertebrati sono simili a quelli di altri continenti, con un simile ambiente, molte specie, e alcuni generi e famiglie, sono unici di questo paese. I nostri invertebrati acquatici mancano di diversi gruppi che si sono diffusi in altri continenti. Parecchie famiglie qui si sono adattate a una più ampia gamma di ambienti rispetto a quanto avviene altrove. I pesci delle acque interne australiane sono rappresentati da poche specie, molte delle quali si sono evolute da forme marine e sono endemiche. Nei laghi vivono poche creature abitanti del fondo, e la fauna dei nostri laghi salati è endemica. Anche metà delle grandi piante acquatiche sono uniche, come lo sono alcune forme di vegetazione terrestre sulle rive.

Gli habitat fluviali australiani comprendono zone di acque libere sopra substrati di sabbia o fangosi - Foto © Adrian R. Tappin (Home of the Rainbowfish)

Gli habitat fluviali comprendono zone di acque libere sopra substrati di sabbia o fangosi. La vegetazione acquatica che ne orla i margini consiste principalmente in letti di piante acquatiche galleggianti a foglia e canne. La vegetazione è principalmente una sottile striscia lungo i margini, con sottostante accumulo di lettiere di foglie. I corsi d’acqua variano da stagionali a permanenti e possono asciugare e sprofondare in buche profonde durante i periodi secchi. Durante la stagione secca il livello di ossigeno cala; il pH è generalmente neutro e la conducibilità specifica è bassa. La corrente d’acqua è relativamente lenta tranne che per brevi periodi, in base alle piogge della stagione umida. L’acqua marina raggiunge il corso inferiore degli habitat fluviali costieri che generalmente subiscono gli influssi dei movimenti di marea.

Pianura alluvionale nel Territorio Settentrionale in Australia - Foto © Adrian R. Tappin (Home of the Rainbowfish)

Molti fiumi in Australia sono alluvionali, durante la stagione delle piogge rompono gli argini e coprono ampie zone di pianura. Le pianure alluvionali contengono una grande varietà di differenti corpi d’acqua, alcuni dei quali sono permanenti. Tutti sono reintegrati, regolarmente o irregolarmente, dalle inondazioni. Tali corpi d’acqua includono laghi intermittenti, lagune e vari tipi di corsi d’acqua alluvionali (canali profondi dove scorre l'acqua solo durante il pieno delle inondazioni), così come acque nere, bracci fluviali secondari e insenature. Cosa altrettanto importante, le pianure alluvionali contengono anche paludi, acquitrini e altre zone umide a intermittenza, che svolgono tutti un ruolo di importanza cruciale nella conservazione della salute del fiume stesso. In effetti, l'intero alveo di piena di un fiume può essere considerato un unico, ma estremamente variegato, bassopiano paludoso. Molte specie dipendono dallo scorrere dell’acqua, dalla vegetazione sommersa, e dall'aumento delle scorte di cibo offerte dalle inondazioni. Le pianure alluvionali sono aree importanti per la crescita dei pesci arcobaleno acquatici e altri organismi acquatici.

I torrenti tributari sono per lo più dal corso lento, e di natura stagionale. Possono essere limpidi o torbido con gli argini orlati da piante acquatiche come ad esempio gigli d’acqua, erbe emergenti, e canneti. L’acqua che scorre nel canale del fiume fornisce poche nicchie ecologiche per la vita dei pesci arcobaleno, mentre le lagune hanno una diversificata gamma di aree per la riproduzione e l’alimentazione. Gli substrati sono costituiti da fango o limo, e vi è abbondanza di piante acquatiche che crescono sulla superficie intorno agli argini. A volte possono avere piante acquatiche che crescono nelle acque più profonde nel mezzo.

Habitat di laguna, Walker River in Australia - Foto © Adrian R. Tappin (Home of the Rainbowfish)

Le lagune sono habitat per la decomposizione della materia organica derivante da fonti terrestri, spesso presentano uno spesso strato di strame di foglie intorno ai margini. Nella stagione delle piogge spesso diventano verdi, a causa dell’afflusso di nutrienti nelle acque che vi scorrono. Un grande numero di specie di pesci arcobaleno (Melanotaenidi) di piccole dimensioni e di occhi-blu (Pseudomugilidi) sembrano essere dipendenti da questi habitat specializzati per la loro sopravvivenza. Iriatherina werneri e Pseudomugil gertrudae si trovano quasi esclusivamente nella vegetazione delle lagune con acque limpide, e raramente sono trovati in lagune torbide, anche quando ci sono abbondanti piante acquatiche. Gli habitat di laguna differiscono in maniera significativa dagli habitat fluviali e possono presentare fino a 1000 volte più biodiversità rispetto ai fiume che vi sono scorsi in passato. I “Billabong” [non saprei come tradurlo in italiano] sono i laghi o lagune lasciate alle spalle da fiumi o da rami di fiume, quando il flusso d’acqua cessa. Si formano spesso quando le acque alluvionali recedono, e si ricostituiscono solo quando il fiume li inonda di nuovo.

Le paludi in linea di massima possono essere definite come aree ricoperte da acqua permanente o temporanea, bassa e stagnante. Questo comprende praticamente qualsiasi terreno, che venga inondato regolarmente o a intermittenza. Le paludi vicino alle foci dei fiumi sono per lo più leggermente salmastre. Le paludi a monte dei fiumi tendono a essere superficiali e sostengono soprattutto piante acquatiche emergenti. Possono esserci acque permanenti per la maggior parte dell'anno. Possono essere presenti piante insettivore (Byblis e Utricularia spp.), felci, erbe, e una grande varietà di canne.

Habitat d’acqua nera, nel Burster Creek in Australia - Foto © Adrian R. Tappin (Home of the Rainbowfish)

Sparsi lungo la costa australiana si trovano grandi distese di dune, campi paludosi e lagune. L'acqua (acqua nera) in questi habitat è di solito molto acida e ciò sia nei torrenti che nelle lagune. Questi habitat di acqua nera di solito sono costituiti da acque limpide, che sono state tinte di marrone dal contatto prolungato con un elevato accumulo di materiale organico, principalmente di origine terrestre. Questi habitat sono estremamente distrofici, con livelli di pH da 3,9 a 6,8; conduttività da 50 a 350 mS. La durezza è a livelli molto bassi. Il predominio di acidi umici in questo materiale organico e il pH relativamente basso non sono favorevoli alla degradazione batterica, così il particolato e i composti umici disciolti vengono metabolizzati molto lentamente. Il colore marrone dell'acqua limita gravemente la penetrazione della luce, che, insieme alle basse concentrazioni di ioni inorganici, limita l'attività fotosintetica delle piante acquatiche.

Habitat della foresta pluviale - Claudie West River in Australia - Foto © Adrian R. Tappin (Home of the Rainbowfish)

I corsi d'acqua della foresta pluviale sono caratterizzati dalla loro acqua chiara, solitamente con una forte corrente, senza molta vegetazione acquatica, ma sotto l'ombra quasi completa della vegetazione sulle rive. Questa mancanza di vegetazione acquatica ha condotto al comportamento di alcune specie di pesci che depongono le loro uova sul substrato.

Ampie aree di foreste di mangrovie si trovano nelle zone soggette alle maree, nel corso più basso dei tipici fiumi costieri in Australia e in Nuova Guinea. Queste foreste di mangrovie sono comparabili nella diversità a quelle del Sud-Est asiatico, che sono acclamati come tra i più ricchi mangrovieti del mondo. Durante la stagione delle piogge, l'acqua dolce che scorre in questi habitat diluisce le acque a quasi dolci. L'acqua così varia da salata a salmastra a dolce.

Habitat delle mangrovie nel Queensland, in Australia - Foto © Adrian R. Tappin (Home of the Rainbowfish)

L'ambiente australiano è a volte descritto come "fragile", ma non lo è, è duro come i vecchi stivali. La fauna selvatica australiana è sopravvissuta per milioni di anni nel clima più variabile della Terra, vivendo nel terreno più povero del mondo e facendo fronte a periodi di siccità, inondazioni, incendi e salinità nel più ostile dei continenti. Il lungo isolamento australiano ha portato a flora e fauna che sono al tempo stesso fortemente endemiche e con una grande ricchezza di specie rispetto a molte altre parti del mondo. La ricchezza di specie si riferisce al numero di specie in un'area particolare, che in Australia è molto elevato, soprattutto in alcuni zone di rilievo come le foreste pluviali del Queensland, la Grande Barriera Corallina e la Provincia Botanica di Sud Ovest nell'Australia occidentale.

Il grande arco di latitudine dell'Australia, con una grande varietà di zone climatiche, dal nord tropicale al sud fresco e temperato, ha permesso lo sviluppo di una ricca e varia flora e fauna a terra, nelle zone paludose, e nel mare circostante. Una chiara lezione dalla ricerca ecologica in Australia e dintorni nel corso degli ultimi due decenni è stata che più è diversificato un ecosistema, meglio è per la sopravvivenza in questi due shock estremi. La ricca biodiversità trovata negli habitat acquatici australiani potrebbe essere la polizza assicurativa contro gli shock imposti dal clima continente particolarmente instabile.

Nuova Guinea

Capanno in Nuova Guinea
Capanno in Nuova Guinea (Foto Home Of The Rainbowfish)

Vi è una marcata differenza tra la topografia dell'Australia e quella della Nuova Guinea. Le ampie catene montuose che corrono da est a ovest formano un efficace meccanismo di isolamento. L'ittiofauna d'acqua dolce può essere chiaramente divisa in due regioni biogeografiche. I corpi d'acqua dolce a sud della catena montuosa centrale hanno un'ittiofauna strettamente affine a quella dell'Australia settentrionale. I pesci arcobaleno che abitano i sistemi fluviali nel nord sono di specie diverse e molto differenti da quelle dei corpi idrici a sud. Divisi dalla barriera formata dalla catena montuosa centrale, i fiumi settentrionali sono molto più giovane dei fiumi meridionali.

Mamberamo River - Papua occidentale (Foto Home Of The Rainbowfish)
Mamberamo River - Papua occidentale (Foto Home Of The Rainbowfish)

A causa dei suoi rilievi e della conseguente abbondanza di sistemi di drenaggio d'acqua dolce isolati, la Nuova Guinea rappresenta una zona particolarmente ricca per i pesci arcobaleno. Oltre l'80% delle specie conosciute di rainbowfish si trovano in Nuova Guinea, e senza dubbio ne verranno scoperte molte di più a seguito di esplorazioni sistematiche in futuro.

Palmer River (Foto Home Of The Rainbowfish)
Palmer River (Foto Home Of The Rainbowfish)

Ricerche più recenti hanno coinvolto Papua Nuova Guinea. Esplorazioni globali sono state condotte sui fiumi Fly, Purari, Laloki, Sepik, Ramu, e Gogol, così come molte altre regioni. Come risultato di queste indagini adesso c'è una conoscenza abbastanza completa dei pesci che abitano la parte orientale dell'isola. Tuttavia, la parte occidentale di Papua rimane poco studiata e la conoscenza dei pesci di questa vasta zona è ancora in gran parte basata sull'ormai datato lavoro dei primi esploratori olandesi.

Testo originale in inglese © Adrian R. Tappin - Home of the Rainbowfish

Riferimenti & Link
it.hobby.acquari

Tutto Quello Che Avreste Sempre Voluto Sapere Ma Non Avete Mai Osato Chiedere...
i messaggi più interessanti tratti da it.hobby.acquari

AMAZON
Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.

Testo semplice

  • Nessun tag HTML consentito.
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.
  • Indirizzi web ed indirizzi e-mail diventano automaticamente dei link.

Per approfondire:

Ninfee nel territorio australiano del Kakadu (Foto Home Of The Rainbowfish)

Descrizione, informazioni e immagini degli habitat in cui vivono in natura i pesci arcobaleno dell'ordine degli Atheriniformes

Ruscello nella foresta pluviale di Daintree, Australia settentrionale - Foto © Rhett Butler (Mongabay.com)

Ruscello nella foresta pluviale dell'Australia settentrionale - Descrizione con foto e con elenco delle specie ittiche e vegetali presenti nei biotopi della foresta pluviale - tratto e tradotto da un articolo di Rhett A. Butler

Kimberley, in Australia Occidentale - Foto © Adrian R. Tappin (Home of the Rainbowfish)

Kimberley è una delle regioni più remote dell'Australia ed è la patria di un insieme unico di pesci d'acqua dolce. I suoi fiumi perenni ed effimeri forniscono habitat a una varia moltitudine di pesci, crostacei, rettili acquatici e invertebrati - tratto e tradotto da un articolo di Adrian R. Tappin