Attenzione

Arowana

Splendidi e grandi pesci, comprati spesso come 'status symbol' senza considerare le loro particolari esigenze, che non li rendono adatti ai comuni acquari domestici.

Scleropages sp. 'Saratoga' (Bigfishesoftheworld.blogspot.com)

I pesci chiamati "Arowana" sono particolarmente ricercati in estremo oriente, perché la specie asiatica Scleropages formosus a causa delle credenze orientali alla base del "Feng shui" è considerata una specie di portafortuna, per cui con il nome di "Dragon fish" si può trovare in commercio nelle sue varianti di colorazione naturale ma più spesso "artificiali", ottenute tramite incroci, anche a migliaia di euro. Proprio perché considerate di buon auspicio, spesso basta poterle tenere sono allevate in comuni e piccoli acquari domestici, assolutamente non adatti alle loro esigenze di crescita e di nuoto: le notevoli dimensioni, il nuoto incessante e vigoroso, e il carattere aggressivo e caparbio ne fanno una preda molto ambita nell'ambito della pesca sportiva.

Oltre al genere Scleropages, asiatico, appartiene al gruppo delle arowana anche il genere Osteoglossum, sudamericano, entrambi della Famiglia Osteoglossidae. Hanno un corpo allungato e sinuoso coperto da larghe squame, e la testa caratterizzata da due grandi occhi rotanti e da una grande bocca rivolta verso l'alto, la cui mandibola è corredata all'apice da due barbigli sensoriali. Il sistema respiratorio branchiale è supportato da un sistema respiratorio d'aria atmosferica, che viene immagazzinata nella vescica natatoria, tramite un sistema di capillari; le arowana sono respiratrici d'aria atmosferica obbligate.

Sono predatori onnivori/piscivori, specializzati nel mangiare sulla superficie dell'acqua. La loro dieta comprende: altri pesci, anfibi, insetti, piccoli rettili, uccelli e occasionalmente piccoli mammiferi. Sono eccellenti saltatori: quando sono in caccia possono compiere dei balzi fuori dall'acqua fino a 2 metri d'altezza per acchiappare insetti o addirittura uccelli che sostano nei rami più alti, questo ha valso loro in Sud America il nomignolo di "scimmie d'acqua".

Gli Osteoglossidi (Arowana e i loro parenti) sono soggetti ad una particolare malattia, chiamata "eye droop" o occhio abbassato, osservata principalmente in esemplari adulti, in acquari pubblici o in grandi acquari domestici. Fondamentalmente, uno o entrambi gli occhi del pesce iniziano a puntare verso il basso, come se scrutasse sempre il fondo dell'acquario sottostante. Questa malformazione è cronica e raramente, se non mai, si risolve da sola e anzi tende a peggiorare nel tempo.
In questo articolo su Amazonas se ne cercano di indagare le cause, ancora sconosciute: qui sotto un elenco di quelle maggiormente 'quotate':

  1. Gli occhi si "bloccano" a furia di guardare sempre in basso per il cibo che affonda, mentre in natura sono abituate a cercarlo solo sulla o sopra la superficie dell'acqua, nutrendosi di insetti acquatici e terrestri.
  2. Depositi di grasso dietro le orbite dorsali degli occhi.
  3. Cattiva alimentazione.
  4. Malformazione dovuta a troppi incroci tra consanguinei.
  5. Trauma meccanico.
  6. Elevati livelli di stress generale nei pesci.
  7. Sovraesposizione alla luce.
  8. Allevare il pesce in vasche con i lati liberi.
  9. Micobatteriosi – tubercolosi dei pesci.

L'autore dell'articolo, Jay Hemdal, sostiene che in base alla sua esperienza, la maggior parte dei casi derivavano da una combinazione dei fattori 5 e 8: le arowana si erano procurate danni agli occhi andando a sbattere contro i lati o il coperchio dell'acquario. E' noto infatti che le arowana se spaventate tendono a 'saltare' fuori dalla vasca, e in un acquario non abbastanza grande e con i lati di vetro 'invisibili' per loro, possono provocarsi questi danni andandoci a sbattere contro. Questo potrebbe essere avvalorato dal fatto che molto spesso l'eye droop interessa un solo occhio, mentre gli altri fattori dovrebbero colpire ugualmente entrambi. Inoltre sembra non verificarsi se le arowana vengono allevate in laghetti o stagni. La sua teoria è che se i pesci possono nuotare in modo naturale in laghetti, stagni o ruscelli, possono evitare di "colpire il muro".

Questa comunque rimane una teoria, per quanto interessante, in quanto le cause reali non sono state ancora accertate scientificamente. E' stato fatto uno studio in un acquario britannico, che ha rilevato depositi di grasso in seguito a varie autopsie su pesci affetti, ma non è definitivo, in quanto non sono stati esaminati pesci sani, per vedere se questi depositi non ci fossero, nè è stato indagato se eventualmente i depositi si formassero prima o dopo la malformazione dell'occhio.

Per quanto riguarda la riproduzione, sono incubatori orali con intensive cure parentali: tutte le specie sono incubatrici orali, le uova (deposte a centinaia) e gli avannotti vengono custoditi dentro alla bocca, al riparo di possibili predatori, fino alla lunghezza di 5-6 cm. Durante la crescita gli avannotti lasciano più volte la bocca del genitore per esplorare l'ambiente circostante, prima di lasciarla definitivamente.

La cosa più importante comunque di cui tenere conto è che tutte le specie di Arowana anche se vengono purtroppo commercializzate come pesci d'acquario, raggiungono dimensioni non adatte ai comuni acquari in circolazione: possono arrivare a più di un metro di lunghezza. e soprattutto hanno un nuoto vigoroso e incessante, hanno bisogno di nuotare e di muoversi. Da giovani accettano dei compagni di vasca, ma da adulte diventano aggressive e territoriali, per cui vanno allevate da sole, e hanno uno stile di vita che mal si adatta alla cattività (vedi i problemi agli occhi a cui ho accennato prima).

Date le dimensioni finali che raggiungono da adulte le arowana, e il loro comportamento naturale, sono specie in gran parte inadatte per i comuni acquari casalinghi, solo pochi eletti acquariofili privati possono avere i mezzi necessari per ospitarle a lungo termine. Purtroppo i piccoli sono facilmente disponibili in commercio, anche se la scarsità di adulti allevati da privati dovrebbe far capire che la maggior parte non riesce a raggiungere il suo potenziale di crescita e soprattutto di aspettativa di vita. Basta pensare a quante foto di arowana adulte e pienamente sviluppate si possono trovare sul web... quante? io sinceramente ho trovato solo foto di esemplari giovanissimi... :(

Eccoci quindi al punto dolente della questione: le dimensioni di un acquario adatto al loro allevamento. In precedenza avevo scritto "un acquario lungo almeno 300 cm" più per "scoraggiare" chi comprava questi pesci come uno status-symbol, senza pensare alle loro necessità, visto che tre metri di acquario non tutti possono permetterseli... in realtà, come mi ha fatto notate Matteo nei commenti, questa lunghezza è ben distante dal soddisfare il loro bisogno di muoversi: una vasca di 3x1.50x1.50 m, ovvero ben 6750 litri per un Arowana, in proporzione sarebbe esattamente come una vasca di 2 litri per un Betta (20x10x10 cm)... ora, se chi ha una coscienza acquariofila non terrebbe mai un Betta in soli 2 litri d'acqua, perché dovrebbe riservare questo trattamento ad altre specie? Solo perché non abbiamo i mezzi per poterci permettere una vasca del genere?

Come ho scritto nelle schede che potete trovare più in basso, in realtà le specie di arowana possono trovare spazio sufficiente per vivere degnamente tutta la loro esistenza solo nelle enormi vasche degli acquari pubblici: la regola della vasca "lunga 6 volte la lunghezza del pesce DA  ADULTO" a loro sta stretta, perché, se ci sono pesci più statici e che si muovono poco, loro con il loro bisogno di nuotare hanno bisogno di una deroga...
Pensateci quindi molto bene prima di comprare questi pesci, perché rischiate di condannarli a morte precoce, o di dovervi mettere a cercare una nuova casa per loro, e non è facile trovare chi può ospitare simili giganti... la loro crescita è esplosiva già dai primi mesi di età, per cui non c'è nemmeno molto tempo per tenerli in una vasca più piccola da giovani. E d'altronde sappiamo benissimo tutti che quella del "quando cresceranno penserò ad una vasca più grande" è solo una scusa, in realtà non succede quasi mai...

Circostanze impreviste possono capitare a chiunque, ma un animale che raggiunge la sua lunghezza completa non è una circostanza imprevista. (Injaf)

  • Specie che diventano enormi: fino a 120 cm di lunghezza
  • Specie predatrici onnivore/piscivore
  • Specie riprodotte in genere in cattività ma talvolta si possono trovare in commercio esemplari provenienti dalla cattura in natura. Chiedete al vostro negoziante se i pesci che state per comprare sono di cattura o di allevamento.
Riferimenti & Link

Taxa

Osteoglossum bicirrhosum, Arowana: lo stesso pesce da giovane e da adulto
Silver Arowana

Date le sue dimensioni finali e il suo comportamento naturale, questa specie è in gran parte inadatta per i comuni acquari di casa, solo pochi eletti acquariofili privati possono avere i mezzi necessari per ospitarli a lungo termine.

Dimensioni max: 90 cm TL; Peso massimo pubblicato: 6 kg
Aspettativa di vita: 18 - 20 anni
Temperatura: 24 - 30°C
Osteoglossum ferreirai, Black Arawana - Foto © J. de Lange (Aquainfo.org)
Black arowana

il Black Arowana raggiunge i 90 cm da adulto, ciò dovrebbe bastare a capire come possa essere adatto come pesce da acquario

Dimensioni max: 90 cm TL
Temperatura: 24 - 30°C
Scleropages formosus, Arowana: lo stesso pesce da giovane e da adulto
Asian Arowana

Specie in gran parte inadatta per i comuni acquari domestici, a causa delle dimensioni che possono raggiungere e del loro stile di vita; solo pochi acquariofili privati possono avere i mezzi e lo spazio necessari per ospitarli a lungo termine

Dimensioni max: 90 cm TL
Aspettativa di vita: 20 anni
Temperatura: 24 - 30°C
Scleropages jardinii all'Acquari di Melbourne - Foto © Fir0002 (Wikimedia)
Australian bonytongue

È ampiamente considerato la specie più aggressiva di arowana in acquario.

Dimensioni max: 100 cm SL; Peso massimo registrato 12 kg
Fiume indo/birmano, in India, Asia - Foto © Rhett Butler

Descrizione di come avviene il prelievo in natura dei pesci dell'Asia Sudorientale, in particolar modo di Balantiocheilos (squaletti), Botia, Arowana e Rasbore, e di quanto sia grande il giro d'affari che c'è dietro, con considerazioni sul commercio acquariofilo importanti per una raccolta sostenibile dei pesci selvatici - traduzione in italiano di un articolo tratto dal sito del Raffles Museum of Biodiversity Research

Arowana, Scleropages formosus close up - Foto © Hristo Hristov

Gli slendidi Arowana, Scleropages formosus - Foto © Hristo Hristov