• No ai pesci giganti in acquario
  • No ai pesci rossi nella boccia
  • I pesci pulitori non esistono!
  • No ai pesci colorati artificialmente
  • No ai pesci combattenti nei vasi
  • No alle tartarughe nelle mini vaschette

Badis badis

(Hamilton, 1822)

E' a volte venduto con il nome commerciale di "pesce camaleonte", grazie alla sua capacità di cambiare rapidamente la colorazione, in particolare quando è in riproduzione o quando è stressato, ed ha una gamma di comportamenti molto interessanti da osservare, anche se non è adatto in genere alle comuni vasche di comunità.

Badis badis, maschio adulto - Foto © Fishplore.com

nome comune
Badis, Pesce camaleonte
sinonimi
Labrus badis; Badis buchanani
dimensioni massime in natura
6 cm TL
aspettativa di vita
5 - 6 anni

Questa specie è a volte venduta con il nome commerciale di "pesce camaleonte", grazie alla sua capacità di cambiare rapidamente la colorazione, in particolare quando è in riproduzione o quando è stressato. E' il membro della famiglia Badidae più diffuso in commercio, anche se spesso viene comprato solo perché si è sentito dire che mangia le lumache infestanti, senza informarsi sulle sue esigenze e sul suo stile di vita, che non sono adatti a tutte le vasche: sono pesci dai movimenti lenti, e soprattutto lenti nel mangiare, per cui perdono la competizione alimentare con specie più veloci o attive, anche di poco... negli affollati acquari di comunità in cui spesso vengono messi, una volta finite le lumache sono destinati a morire lentamente di fame...

Le lumache in effetti le mangiano, perché hanno uno spiccato e innato senso predatorio, essendo in natura micropredatori. Questo vuol dire però che prederanno anche uova e/o avannotti di eventuali specie che cercano di riprodursi nello stesso acquario. Inoltre non fanno nè come i botia, che "risucchiano" l'intero corpo della lumaca da suo guscio, né come i pesci palla, che frantumano direttamente il guscio per papparsi il contenuto, ma si appostano e mordono la porzione di lumaca che fuoriesce dal guscio stesso, lasciando lì dentro quello che resta, che inevitabilmente inizia a decomporsi; si consiglia spesso chi alleva i Badis di togliere regolarmente i gusci semivuoti delle lumache dall'acquario, perché, specie se sono tante, si rischia un'impennata dell'inquinamento in vasca.

State pensando di comprare dei Badis?
Pro e contro del loro allevamento

Originariamente la specie era stata descritta come Labrus badis da Hamilton, ma Bleeker la riclassificò come Badis buchanani nel 1854; aveva adottato il nome della specie, "badis" come nuovo nome per il genere e aveva voluto quindi evitare di utilizzare un tautonimo. A quel tempo nella tassonomia zoologica l'uso di tautonimi era considerato da evitare, ma attualmente è consentito dalle regole ICZN, il che significa che la combinazione corretta è Badis badis.

Morfologia: Spine dorsali (totale): 15-17; Raggi dorsali molli (totale): 9-9; Raggi anali molli: 6-8; Vertebre: 26-28. La specie ha una macchia scura molto evidente che ricopre la parte superficiale del cleitro sopra la base della pinna pettorale. Manca la macchia scura sul peduncolo caudale. Profondità del corpo 30.7-38.9% SL, larghezza 6.5-8.3% SL. Ha un distale extrascapolare.
Usato per gli studi del comportamento.

Prima del 2002 la famiglia Badidae comprendeva solo cinque specie, di cui solo Badis badis e, in misura minore, Badis dario (denominato Badis bengalensis da alcune fonti) erano popolari nell'hobby acquariofilo. Un ampio documento di revisione di Kullander e Britz pubblicato quell'anno ha portato invece alla costruzione di non meno di dieci nuove specie, insieme al nuovo genere Dario in cui è stato spostata e designata specie tipo Badis dario. Il genere Dario attualmente contiene 6 membri, che sono facilmente distinguibili da quelli dei Badis per le ridotte dimensioni degli adulti (di solito meno di 2.5 cm), la colorazione prevalentemente rossa, primi raggi delle pinne dorsali/pettorali estesi nei maschi, taglio dritto (vs. arrotondato) della pinna caudale, mancanza di linea laterale visibile e comportamento dei genitori meno coinvolti nella cura della prole.

Le specie di Badis attualmente sono 23 con diverse nuove specie descritte recentemente e altre in attesa di descrizione. Alcuni di loro non sono sempre facili da identificare correttamente. Ad esempio Badis badis, Badis chittagongis, Badis ferrarisi, Badis kanabos, Badis khwae, Badis ruber, Badis siamensis e Badis tuivaiei mostrano tutti una macchia scura cleitrale appena sopra la base della pinna pettorale. Tuttavia Badis khwae, Badis ruber e Badis siamensis hanno tutti una macchia supplementare sul peduncolo caudale, e Badis badis può essere distinto da Badis kanabos possedendo una serie di macchie scure nella pinna dorsale e/o alla sua base (vs una sola macchia nella parte anteriore della pinna) e solo barre verticali deboli o indistinte sui fianchi (vs una serie di scure barre strette). Badis badis, Badis chittagongis, Badis dibruensis, Badis tuivaiei e Badis ferrarisi differiscono solo in alcuni conteggi morfologici, anche se quest'ultimo ha un disegno della livrea molto particolare, mostrando una serie di barre verticali nere lungo il centro dei fianchi.

I Badidae sono stati storicamente considerati membri della famiglia Nandidae o Pristolepididae e solo nel 1968 Barlow ha proposto un gruppo separato per loro. Condividono alcune caratteristiche con gli Anabantoidei, Nandidae e Channidae; in particolare per ciò che riguarda gli acquariofili, l'abbraccio tipico durante la deposizione delle uova in cui il maschio avvolge il corpo intorno a quello della femmina. Studi più recenti hanno concluso che questa procedura è un antico tratto ereditato da un antenato comune a tutte queste famiglie.
Nel documento di revisione del 2002 è stato dedotto che tutte le specie di Badis, Dario e Nandus condividono un carattere unico, una spina biforcuta sulla penultima vertebra della colonna vertebrale, e gli autori ipotizzano che questo possa rappresentare la prova della monofilia di questo gruppo. Propongono inoltre che la famiglia Nandidae venga limitata all'inclusione solo delle specie del genere Nandus, mentre gli altri generi (Polycentrus, Monocirrhus, Afronandus, Polycentropsis) vengano raggruppati nella famiglia Polycentridae. Seguendo questo sistema, le famiglie Nandidae e Badidae verrebbero separate solo da differenze nella morfologia e nella struttura delle uova, sebbene le relazioni filogenetiche tra loro sono ancora completamente da studiare.

distribuzione

Asia: Bassopiani dei bacini dei fiumi Gange, Brahmaputra e Mahanadi, in Nepal, India e Bangladesh; segnalato anche in Bhutan

habitat

Ambiente: bentopelagico; acqua dolce; Clima: tropicale
Quando Hamilton descrisse questa specie lo fece senza conservare alcun esemplare, quindi per evitare confusione con congeneri di aspetto simile Kullander e Britz (2002) designarono un neotipo, raccolto dal fiume Tumapao, un affluente del Gange che si trova a 65 km a nord di Calcutta. Si tratta di un grande (>100 m) corpo d'acqua basso (profondità <1m), dalla corrente lenta, che scorre attraverso campi di riso e non ha una grande quantità di vegetazione marginale. L'acqua è descritta come "moderatamente torbida" e "marrone" con un substrato di fango in cui crescono alcune piante acquatiche (non specificate). Le descrizioni delle altre località di raccolta seguono un tema simile; i pesci sembrano preferire acque torbide con poca profondità e poca corrente, e con vegetazione sommersa. E' spesso associato ai letti di ninfee e nel fiume Dibru vive simpatricamente con Badis assamensis.

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temperatura in natura
15 - 25°C - Specie soggetta a variazioni di temperatura stagionali
valore pH in natura
6.0 - 7.5
valori acqua in natura
dH: 5.0 - 19.0
allevamento

Dimensioni minime dell'acquario: 80 cm di lunghezza per una coppia o un maschio con due-tre femmine; non sono pesci gregari, anzi molto territoriali, si possono mettere insieme due maschi solo in vasche molto grandi e con tantissimi ripari e arredi che spezzino le linee visive e consentano di fissare i confini del territorio.

I Badis badis si troveranno molto bene in un allestimento ben strutturato, con un substrato di sabbia o ghiaia fine e con abbondanza di rocce erose dall'acqua e ciottoli per fornire riparo e copertura. Possono essere aggiunte, se si vuole, ma non sono essenziali, piante acquatiche che possono essere coltivate attaccate all'arredamento, come Microsorum, Taxiphyllum o Anubias sp. Possono essere utilizzati anche radici, rami, legni, piante galleggianti e lettiera di foglie, per dare una sensazione più naturale, mentre la filtrazione e l'illuminazione non devono essere troppo forti. Importante è predisporre caverne anche con vasi di terracotta o mezzi gusci di noce di cocco rovesciati, necessarie per la riproduzione. L'acqua dovrebbe essere da leggermente acida a neutra.

Comportamento e compatibilità: Possono essere tenuti in una vasca di comunità solo se i compagni di vasca sono scelti con cura. E' lento nei movimenti ed ha una natura ritrosa, per cui può essere intimidito o perdere la competizione per il cibo con compagni di vasca più grandi o chiassosi. Possono essere una buona scelta Ciprinidi pacifici come Trigonostigma o le specie di Rasbora più piccole, e probabilmente staranno bene anche con molti Caracidi sudamericani, con Otocinclus e piccoli Loricaridi simili, o Corydoras pygmaeus. Ospitarlo in un biotopo di comunità di pesci indiani è più difficile, anche se specie adatte dal bacino del Gange possono essere Oreichthys cosuatis, Pangio pangia e Trichogaster chuna. Certamente non è possibile combinarli con abitanti del fondo simili di aspetto e territoriali, come i ciclidi nani, a meno che l'acquario non sia davvero molto grande; non va mai allevato con altre specie del genere Badis in quanto potrebbero ibridarsi. Inoltre va segnalato che gamberetti d'acqua dolce dei popolari generi Caridina e Neocaridina, e certamente i loro piccoli, possono essere predati.
Non è un pesce gregario, e i maschi possono essere molto aggressivi l'uno contro l'altro, specialmente negli acquari più piccoli. In questo caso dovrebbero essere acquistati solo una singola coppia o un solo maschio e diverse femmine, mentre in un ambiente più spazioso può coesistere anche un gruppo, a condizione che vi sia spazio perché ogni maschio possa stabilire un proprio territorio. Il posizionamento intelligente di molte grotte può contribuire enormemente a tale riguardo; non siate ad esempio tentati di raggruppare tutti i siti di riproduzione disponibili in una sola zona dell'acquario.

Vai alle pagine del sito sull'allevamento dei Badidae

alimentazione

Come le altre specie di Badis è un micropredatore che si alimenta con piccoli crostacei acquatici, vermi, larve d'insetto e altro zooplankton.
Possono essere un po' difficili da alimentare in acquario, in quanto spesso non accettano volentieri il cibo secco (ricordiamo che provengono in genere dalla cattura in natura) e devono esservi abituati con calma e pazienza, fornendo loro cibo vivo almeno per i primi tempi e passando gradatamente al congelato prima e al secco poi. Il mangime secco però non può da solo costituire la loro dieta, se si vogliono mantere sani e vitali: va integrato ogni tanto con offerte di cibo vivo o congelato, come artemia e daphnia. E' importante ricordare che tutte le specie di Badis possono avere problemi di obesità e diventano più sensibili alle malattie se vengono somministrati chironomus e/o Tubifex, per cui dovrebbero essere omessi dalla loro dieta.
Non vanno associati a pesci troppo veloci nel mangiare, altrimenti rischiano di soffrire la fame, in quanto sono lenti e in qualche modo timidi. Possono predare lumache e caridina

temperatura in acquario
In natura è soggetto a variazioni di temperatura stagionali; per brevi periodi può tollerare valori ancora più estremi. Può essere quindi allevato senza termoriscaldatore tutto l'anno, ma solo in case che d'inverno vengono normalmente riscaldate, non può sopportare le nostre temperature invernali all'esterno. Temperature verso l'estremità superiore di questo intervallo stimolano l'attività riproduttiva.
temperatura consigliata
20°C in inverno, 23°C in estate
  • Specie territoriale
  • Specie predatoria, può predare uova/avannotti
  • Nonostante sia possibile riprodurli in cattività, se allevati nelle giuste condizioni, quelli in comercio provengono spesso dalla cattura in natura. Chiedete al vostro negoziante se i pesci che state per comprare sono d'allevamento o di cattura.
comportamento riproduttivo
Specie che depone in cavità e forma coppie temporanee
dimorfismo sessuale
Il dimorfismo sessuale è molto ben individuabile, anche se spesso vengono importati solo maschi, a causa della loro colorazione più brillante. Le femmine sono più piccole, hanno la livrea più scialba (non presentano colore blu sulle pinne) e sono evidentemente più tozze e con il ventre più rotondo dei maschi, i quali d'altro canto sviluppano leggere estensioni delle pinne quando maturi.
riproduzione

I membri di questo genere depongono in cavità e formano legami di coppia temporanei, di solito non sono troppo difficili da riprodurre in cattività, a condizione che la vasca sia arredata correttamente.
E' meglio non allevarli con altre specie, se si desidera aumentare il numero degli avannotti, anche se in un acquario di comunità maturo e ben arredato alcuni possono sopravvivere fino all'età adulta. Possono essere utilizzati o una singola coppia o un gruppo di adulti, ma se si utilizzano più maschi è obbligatorio assicurarsi che ognuno abbia la sua grotta da difendere. I parametri dell'acqua devono essere stabili, con acqua leggermente acida (6,5-7,0) e tenera. I pesci vanno nutriti con cibo vivo e congelato a volontà, e la deposizione delle uova non dovrebbe presentare troppi problemi.

Quando entrano in condizioni riproduttive i maschi rivali diventeranno sempre più combattivi e cominceranno a mostrare un comportamento di corteggiamento verso le femmine che entrano nel loro territorio prescelto. Durante questo processo mostrano alcuni meravigliosi cambiamenti nel disegno della livrea, con il corpo che diventa sempre più scuro, quasi nero, e l'intensificazione della colorazione blu delle pinne. E' anche comune il bloccaggio con la bocca, con cui il maschio letteralmente tenta di trascinare la sua partner nella grotta. Una femmina ricettiva entrerà nella caverna prescelta, dove avviene la deposizione delle uova; di solito sono previste 30-100 uova. Dopo la deposizione la femmina viene scacciata via e il maschio si assume la responsabilità esclusiva di uova e avannotti, difendendo il territorio contro gli intrusi e ventilando la covata con le pinne. Se volete a questo punto gli altri pesci adulti possono essere rimossi, anche se non è ancora assolutamente necessario. Le uova schiudono in genere dopo 2-3 giorni, ma gli avannotti non iniziano a nuotare liberamente se non dopo altri 6-8 giorni, e rimangono per un'altra settimana circa vicino alla caverna dove sono nati. Da quando iniziano a lasciare la caverna, gli adulti (incluso il maschio genitore) possono iniziare a considerarli come cibo, ed è quindi meglio trasferirli in un acquario separato. I giovani pesci sono piuttosto sedentari per i primi giorni, per cui i microworm sono il cibo iniziale ideale, ma una volta che iniziano a nuotare nella colonna d'acqua possono essere introdotti nella dieta i naupli di Artemia.

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temperatura per la riproduzione
26 - 27°C.
SL (Standard Lenght)
Lunghezza standard, è la lunghezza del pesce calcolata dalla punta del muso al peduncolo caudale (esclusa quindi la coda)
TL (Total Lenght)
Lunghezza totale, è la lunghezza del pesce calcolata dalla punta del muso alla punta della coda (quindi coda compresa)
Demerso
specie che vive in prossimità del fondo del mare. I pesci demersi si dividono principalmente in due tipi: Bentonici e Bentopelagici
Bentonica
specie che vive e che è legata al fondo
Bentopelagica
specie che vive sia sul fondo o vicino ad esso, sia nel livello medio dell'acqua
Pelagica
specie che vive lontano dal fondo, in acque aperte
Diadroma
specie che migrano tra acque salate e acque dolci
Anadroma
specie che che vive per la maggior parte del tempo in acque salate e si riproduce in acque dolci
Catadroma
specie che vive in acque dolci e si riproduce in acque salate
Anfidroma
specie che si muove indifferentemente da acque dolci ad acque salate
Potamodroma
specie che migra all'interno di acque dolci
Oceanodroma
specie che migra all'interno di acque salate

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