Ex Moenkhausia sanctaefilomenae, è facile da trovare in commercio ed è una delle scelte migliori per chi ha una vasca grande abbastanza da soddisfare le loro esigenze.

Bario sanctaefilomenae (ex Moenkhausia sanctaefilomenae), Red eye tetra

Autore
(Steindachner, 1907)
Nome comune
Redeye tetra, Tetra occhi rossi
Sinonimi
Moenkhausia sanctaefilomenae
Aspettativa di vita
5 - 8 anni
Dimensioni massime in natura

7 cm SL

Descrizione

La specie Bario sanctaefilomenae (ex Moenkhausia sanctaefilomenae) comprende tetra appartenenti alla sottofamiglia Thayeriinae della famiglia Acestrorhamphidae (una sottofamiglia della famiglia Characidae assurta a famiglia a se stante dopo una revisione tassonomica del 2024) dell'ordine Characiformes. Cresce fino a sette cm di lunghezza e vive in Sud America, nel bacino del fiume Rio Paranaíba, in Paraguay e Argentina.

Bario sanctaefilomenae (ex Moenkhausia sanctaefilomenae) si può trovare in commercio molto facilmente ed è una delle migliori scelte per chi sta allevando dei pesci per la prima volta, e dispone di una vasca grande abbastanza da soddisfare le loro esigenze. Tutti i pesci in commercio sono stati riprodotti in cattività, e come tali sono abbastanza adattabili per quanto riguarda la chimica dell'acqua e soprattutto la dieta.

Un requisito essenziale per la cura dei Bario sanctaefilomenae è che si eviti a tutti i costi di tenerne meno di 8 esemplari. Questa densità di allevamento indica il numero minimo richiesto. In gruppi più piccoli, in coppia o da soli, i pesci non riescono a mettere in pratica il comportamento sociale tipico della loro specie. Sono molto attivi e necessitano di spazio sufficiente per nuotare (nella parte superiore e centrale dell'acquario).

Classificazione

La collocazione tassonomica di tutte le specie del genere Moenkhausia è attualmente Incertae Sedis, cioè incerta. Il genere è attualmente utilizzato come una sorta di raccogli-tutto per un gran numero di piccole specie di caracidi. La maggior parte degli esperti concordano sul fatto che è necessaria una revisione completa, con il probabile risultato che molte di queste specie saranno collocate in generi nuovi e/o diversi. Questo è ciò che è accaduto alla specie Moenkhausia sanctaefilomenae, che è stata spostata nel genere Bario, dopo la revisione dei Characidae di Melo et al. pubblicata nel 2024

La specie tipo del genere Bario è stata descritta scientificamente per la prima volta nel 1893 dallo zoologo e ittiologo americano Carl H. Eigenmann con il nome di Tetragonopterus steindachneri e chiamata così in onore dello zoologo austriaco Franz Steindachner. Nel 1917, Eigenmann introdusse il genere Entomolepis per la specie, ma questo fu sostituito da Bario nel 1940, poiché il nome del genere Entomolepis era occupato da un genere di copepodi. Per lungo tempo il genere Bario è stato monotipico. Nel 2018 però l'ittiologo argentino Juan Marcos Mirande notò numerose somiglianze tra Bario steindachneri e il complesso di specie Moenkhausia oligolepis del genere non monofiletico Moenkhausia. Nel corso di una revisione dei Characidae di Melo et al. pubblicata nel 2024, il complesso di specie Moenkhausia oligolepis è stato spostato nel genere Bario.

Bario sanctaefilomenae (ex Moenkhausia sanctaefilomenae) - Foto © Jan Lukavský (Ševčík) (BioLib.cz)

Distribuzione

Sud America: bacini dei fiumi Paranaíba, São Francisco, Parana superiore, Paraguay e Uruguay.

Bario sanctaefilomenae (ex Moenkhausia sanctaefilomenae) è distribuita nei bacini dei fiumi Parnaíba, São Francisco e alto Paraná, in Brasile (Benine et al. 2009, Oyakawa e Menezes 2011, Meschiatti e Arcifa 2009, Langeani et al. 2007). Esistono segnalazioni attribuite a questa specie nel bacino del fiume Uruguay, nello stato di Rio Grande do Sul, tuttavia necessitano di revisione (L.R. Malabarba pers. comm.).

IUCN Red List - LEAST CONCERN

STATO NELLA LISTA ROSSA IUCN:
LEAST CONCERN (minima preoccupazione)

  • Lambari-olho-de-fogo: la distribuzione e lo stato della specie in natura, sul sito della IUCN Red List, il più ampio database di informazioni sullo stato di conservazione delle specie animali e vegetali di tutto il mondo.
  • Bario sanctaefilomenae (ex Moenkhausia sanctaefilomenae) è distribuita nei bacini dei fiumi Parnaíba e São Francisco e nel bacino superiore del fiume Paraná, in Brasile. È necessario rivedere i dati relativi al bacino del fiume Uruguay, nello stato di Rio Grande do Sul, attribuiti a questa specie. Abita fiumi, torrenti e laghi nelle pianure alluvionali, dove si trova in aree con ampia vegetazione sommersa ed emersione. È una specie frequente e abbondante, ampiamente distribuita in questi bacini. Non sono note minacce dirette che possano mettere a rischio la sua popolazione, pertanto Bario sanctaefilomenae è stata classificata come specie a rischio minimo (LC).
Habitat & Ecologia

Ambiente: acqua dolce, bentopelagico, clima tropicale.

Per lo più Bario sanctaefilomenae (ex Moenkhausia sanctaefilomenae) abita fiumi di acqua cristallina che alimentano le famose paludi del Pantanal. A differenza delle acque spesso torbide che attraversano la foresta amazzonica, qui la vegetazione acquatica cresce fittamente. Si trovano frequentemente massicce zattere di piante galleggianti, come Eichhornia e Salvinia. Le specie sommerse comprendono varie specie di Echinodorus, che formano letti enormi in alcune delle aree in cui può essere trovato Moenkhausia sanctaefilomenae.

Bario sanctaefilomenae, vive in fiumi, torrenti e lagune nelle pianure alluvionali dei fiumi Parnaíba, São Francisco e Paraná superiore. Si trovano in aree con ampia vegetazione subemergente ed emergente. Sono nuotatori agili e occupano la parte centrale dell'acqua fino alla superficie per raccogliere cibo (Lourenço et al. 2008). La specie Bario sanctaefilomenae si trova in un'area di vegetazione autoctona caratterizzata come foresta stagionale semi-decidua, appartenente al Parco Statale Morro do Diabo, nel comune di Teodoro Sampaio, nello stato di San Paolo. Come tattica alimentare, si nutrono di oggetti trasportati dalla corrente durante il giorno. Occupano microhabitat preferiti come le acque intermedie, lungo le rive e anche tra gruppi di Astyanax altiparanae
Nel bacino idrografico del fiume Quilombo, bacino del fiume Mogi-Guaçu, nello stato di San Paolo, la specie occupa prevalentemente mesohabitat quali corsi d'acqua stagnanti/rapide; tipi di substrato: fango/sabbia e vegetazione marginale predominante come foreste ripariali/macrofite ed erbe sommerse (Apone et al. 2008).

Nonostante le minacce diffuse, gli impatti non sembrano colpire direttamente la popolazione di Bario sanctaefilomenae al punto da metterla a rischio di estinzione.
La specie Bario sanctaefilomenae è utilizzata come pesce ornamentale negli acquari (Froese e Pauly 2011).
Non esiste un programma di conservazione per questa specie in Brasile. La specie è presente in molte riserve naturali e aree protette. Sono necessari studi sulla tassonomia e sui limiti di distribuzione, nonché studi sulle tendenze della popolazione e sulla biologia di Bario sanctaefilomenae.

Temperatura in natura
22 - 26°C
Valore pH in natura
6.0 - 8.0
Valori acqua in natura
dH range: 5 - 19
Allevamento

Dimensioni minime dell'acquario: 90x40x45h cm date le dimensioni che raggiunge da adulta e visto che è una specie particolarmente attiva, e che va tenuta in gruppi di almeno 8 esemplari.

Bario sanctaefilomenae (ex Moenkhausia sanctaefilomenae) è una specie abbastanza adattabile che sta bene anche in vasche dal layout elaborato, anche se non gli gradisce molto gli ambienti molto luminosi o con pochi arredi. L'ideale per questa specie è un acquario fittamente piantumato, o ade esempio in un biotopo amazzonico. Si può usare un substrato di sabbia di fiume e con un paio di rami, legni (se non riesce a trovare legni della forma desiderata, il comune faggio è sicuro da usare se completamente essiccato ed scortecciato) e/o radici contorte.

L'aggiunta di un po' di lettiera di foglie secche (sono adatte foglie di faggio, quercia o mandorlo indiano Ketapang, Terminalia catappa; si può usare anche una miscela di tutte e tre) enfatizza ulteriormente la sensazione naturale e, oltre a offrire dei ripari aggiuntivi per i pesci, induce la crescita di benefiche colonie microbiche mano a mano che avviene la decomposizione. Questa microfauna può fornire una preziosa fonte di cibo secondario per gli avannotti, mentre si ritiene che i tannini e altre sostanze chimiche rilasciate dalle foglie in decomposizione siano utili per le specie di pesci d'acqua nera e non.
Le foglie possono essere lasciate nella vasca fino a che non si decompongono completamente o rimosse e sostituite ogni qualche settimana.
Per acidificare e scurire ulteriormente l'acqua si possono usare anche le pignette di ontano, che hanno ulteriori effetti battericidi e antimicotici, non è necessario utilizzare la torba naturale, la cui raccolta è sia insostenibile che dannosa per l'ambiente.
Molto simile alla fibra di torba è la fibra di cocco, che è essenzialmente un sottoprodotto industriale e soprattutto una risorsa rinnovabile; se ne può lasciar cadere qualche manciata nella vasca. Dopo pochi giorni diventerà completamente satura d'acqua e affonderà sul fondo, dove può sembrare davvero efficace. A condizione che venga praticata una buona routine di mantenimento dell'acqua, non dovrebbero verificarsi effetti negativi utilizzando torba o foglie in acquario.

L'illuminazione dovrebbe essere abbastanza tenue.

Comportamento e compatibilità: Bario sanctaefilomenae (ex Moenkhausia sanctaefilomenae) è una buona scelta per gli acquari di comunità, dove aggiunge molto movimento a causa della sua natura particolarmente attiva. Proprio per questo però specie più calme e tranquille come gli anabantoidei o i ciclidi nani potrebbero essere intimidite dalla loro vivacità, quindi è meglio allevarli con compagni di vasca parimenti attivi. Possono essere scelte eccellenti altri tetra di dimensioni simili, pesci arcobaleno, Rasbora grandi, Barbus. Sono buoni compagni anche abitanti del fondo quali Corydoras, Doradidi, piccoli loricaridi e botia.
Può anche essere utilizzato come pesce rassicurante per ciclidi di medie dimensioni non aggressivi.

Anche se ha la reputazione di essere un mordi-pinne, questo comportamento di solito può essere non si manifesta se ne viene allevato un piccolo branco di almeno 6-8 esemplari, in quanto in gruppi numerosi i litigi vengono generalmente contenuti all'interno del gruppo. Come praticamente per quasi tutti i tetra, stanno meglio comunque in presenza dei conspecifici, e tendono ad essere un po' timidi e ombrosi se allevati in numero insufficiente.

Bario sanctaefilomenae (ex Moenkhausia sanctaefilomenae) - Foto © Klaus Rudloff (BioLib.cz)

Alimentazione

In natura si nutre di vermi, insetti, crostacei e materia vegetale. In acquario è facile da alimentare, in quanto accetta prontamente qualsiasi cosa venga offerta. Per ottenere le migliori condizioni di salute e colorazione vanno però offerti pasti regolari di piccole cibo vivo e/o congelato, come Chironomus, Daphnia e Artemia, insieme al mangime secco. Nella dieta va inclusa anche una parte di vegetali, come foglie di spinaci o altre verdure, o mangime secco di buona qualità a base di alghe.

Comportamento riproduttivo
Specie ovipara, che non si cura delle uova e degli avannotti.
Dimorfismo sessuale

Le femmine hanno il ventre più arrotondato quando sono nel periodo riproduttivo.

Riproduzione

Bario sanctaefilomenae (ex Moenkhausia sanctaefilomenae) può essere riprodotto in modo simile alle altre specie del genere. Se allevati in buone condizioni e in un acquario molto piantumato è possibile che un certo numero di avannotti inizi a comparire senza alcun intervento, ma se volete aumentare il numero degli avannotti avrete bisogno di allestire un acquario separato in cui farli riprodurre. Dovrebbe essere una vasca di almeno 45-50 cm di lunghezza, molto poco illuminata e che contenga ciuffi di piante a foglie fini come muschio di Giava o mop da riproduzione, che forniscano ai pesci un posto dove deporre le uova. In alternativa si può coprire la base della vasca con un qualche tipo di rete, con le maglie grandi abbastanza da far passare le uova, ma abbastanza piccole da far sì che gli adulti non possano raggiungerle. L'acqua deve essere tenera e acida nell'intervallo pH 6.0-7.0, gH 1-10, con una temperatura di circa 27-29°C. Un piccolo filtro in spugna ad aria molto delicato è tutto ciò che serve in termini di filtrazione.

Possono essere fatti riprodurre in gruppo, con una mezza dozzina di esemplari di ciascun sesso; in questo caso va previsto un acquario molto più grande, per dare ai maschi lo spazio necessario per stabilire i loro territori. Vanno condizionati con un sacco di piccolo cibo vivo e la deposizione delle uova non dovrebbe presentare troppi problemi. Gli adulti possono essere rimossi una volta che si notano le uova, o in un serbatoio molto fittamente piantumato possono essere lasciati in situ e sifonare via dalla vasca ogni avannotto appena si nota.
In alternativa, possono essere fatti riprodurre in coppia. In questo modo i pesci vanno condizionati con abbondante cibo vivo e/o congelato mantenendo maschi e femmine divisi, in acquari separati o attraverso l'uso di un divisore. Quando le femmine sono notevolmente gonfie, piene di uova, e i maschi mostrano i loro migliori colori, scegliere la femmina più grassottella e il maschio più colorato e trasferirli nell'acquario da deposizione in serata. Dovrebbero deporre le uova la mattina seguente.

In entrambi i casi, in gruppo o in coppia, gli adulti mangiano le uova se ne viene data loro la possibilità, per cui devono essere rimossi non appena sono notate. Schiudono in 24-36 ore, e gli avannotti raggiungono il nuoto libero circa 3-4 giorni dopo. Devono essere alimentati con cibo tipo infusori per i primi giorni, fino a quando non sono grandi abbastanza per accettare microworm o naupli di artemia.

Temperatura per la riproduzione
27 - 29°C.
Valori dell'acqua per la riproduzione
pH 6.0-7.0, gH 1-10
Riferimenti & Link

Phylogenomics of Characidae, a hyper-diverse Neotropical freshwater fish lineage, with a phylogenetic classification including four families (Teleostei: Characiformes) - Bruno F Melo, Rafaela P Ota, Ricardo C Benine, Fernando R Carvalho, Flavio C T Lima, George M T Mattox, Camila S Souza, Tiago C Faria, Lais Reia, Fabio F Roxo, Martha Valdez-Moreno, Thomas J Near, Claudio Oliveira (2024) - Zoological Journal of the Linnean Society, Volume 202, Issue 1, September 2024
(Researchgate.net)

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