Attenzione

Betta akarensis

Regan, 1910

Non molto facile da trovare in commercio, non costruisce un nido di bolle ma è un incubatore orale paterno, cioè il papà custodisce in bocca uova e avannotti

Esemplare selvatico di Betta akarensis, proveniente da Sarawak, Malesia, Borneo © Michael Lo

Nome comune
Akar betta
Sinonimi
Betta climacura
Dimensioni massime in natura

14.0 cm TL

Questa specie dà il nome al gruppo Betta akarensis di specie strettamente correlati, un assemblaggio che attualmente comprende anche Betta antoni, Betta aurigans, Betta balunga, Betta chini, Betta ibanorum, Betta obscura e Betta pinguis.

La sua combinazione unica di caratteri distintivi è data da Tan e Ng (2005): opercolo con la seconda striscia postorbitale ininterrotta; occhi gialli; raggi della pinna anale 28-30 (modalità 28); squame subdorsali 5-6 (modalità 5); squame laterali 31-33 (modalità 32); squame predorsali 22-25 (modalità 23); squame postdorsali 10-12 (modalità 11); lunghezza preanale 43,4-48,5% SL; lunghezza della testa 29,8-34,9% SL; lunghezza della base della pinna anale 49,6-56,8% SL.

Gruppo di Betta akarensis:

  1. Betta akarensis Regan, 1910
  2. Betta aurigans Tan & Lim, 2004
  3. Betta balunga Herre, 1940
  4. Betta chini Ng, 1993
  5. Betta pinguis Tan & Kottelat, 1998
  6. Betta ibanorum Tan & Ng, 2004
  7. Betta obscura Tan & Ng, 2005
  8. Betta antoni Tan & Ng, 2006

Quello dei Betta è il genere più specioso all'interno della famiglia degli Osphronemidae con quasi 70 membri riconosciuti, e sembra comunque destinato a crescere ancora, in quanto continuano ad essere descritte regolarmente specie nuove.
Le specie si sono adattate con successo ad abitare una grande varietà di nicchie ecologiche, dai fossati stagnanti ai corsi d'acqua collinari, fino ad arrivare ad alcuni ambienti estremi, come quelli fortemente acidi delle foreste di torbiere.

La suddivisione dei membri in un certo numero di gruppi che contengono specie strettamente correlate è ormai generalmente accettata, ma in gran parte basato su caratteri morfologici/comportamentali. Sarebbe quindi necessario un lavoro filogenetico molecolare, che senza dubbio si rivelerebbe utile per determinare con maggiore precisione i rapporti tra questi pesci. Un elenco completo dei gruppi di specie come attualmente riconosciuto può essere trovato in questa pagina.

Come le altre specie del sottordine degli Anabantoidei, anche le specie del genere Betta possiedono un organo respiratorio accessorio noto come il labirinto. Chiamato così per la sua struttura labirintica, quest'organo permette ai pesci di respirare aria atmosferica in una certa misura. Composto da organi suprabranchiali appaiati formati attraverso l'espansione della sezione epibranchiale (superiore) del primo arco branchiale e alloggiato in una camera sopra le branchie, contiene molti risvolti di pelle altamente vascolarizzati, che funzionano come una grande superficie respiratoria. La sua struttura varia in complessità tra le specie, e tende a essere meglio sviluppato in quelle che abitano ambienti più duri e difficili.

Distribuzione

Asia: Borneo.

Betta akarensis è originario dell'isola del Borneo, dove è stato raccolto sia nel Brunei Darussalam che in parti dello stato malese del Sarawak.
È generalmente considerato uno dei Betta del Borneo più diffusi, con una distribuzione che si estende a sud dal Brunei fino alla città di Sibu (Sarawak). Nei Brunei è stato registrato nei distretti di Bandar Seri Bagawan, Belait e Tutong, mentre a Sarawak le località confermate includono Miri, Marudi, Sungai Akar, Sungai Tebu, Parit Nyadok, Sungai Nibong, Sungai Teku e Mukah (Tan e Ng, 2005). Spesso gli appassionati etichettano le popolazioni di diverse località con il nome della località stessa, al fine di mantenerne l'accuratezza e preservare linee di sangue pure.

La località tipo è "Fiume Akar, stato di Sarawak, Borneo, Malesia orientale".

DATA DEFICIENT

STATO NELLA LISTA ROSSA IUCN:
DATA DEFICIENT (dati carenti)

  • Akar Betta: la distribuzione e lo stato della specie in natura, sul sito della IUCN Red List, il più ampio database di informazioni sullo stato di conservazione delle specie animali e vegetali di tutto il mondo.
Habitat

Ambiente: bentopelagico, acqua dolce; clima tropicale.

Betta akarensis si trova in habitat che vanno dalle paludi di torba della foresta alle paludi d'acqua acida forestali. Normalmente si trovano nelle zone più stagnanti dei torrenti, tra la lettiera di foglie sommersa e i sovrastanti banchi di vegetazione.

Questa specie è stata trovata a vivere anche in torrenti d'acqua chiara e corrente, sebbene la maggior parte sia raccolta in ambienti di acque nere. Sembra un pesce adattabile, in quanto si trova anche nei fossati lungo le strade e negli stagni più grandi. I suoi habitat sono in genere ombreggiati dal sole, con vegetazione ripariale che cresce piuttosto densamente. I biotopi delle acque nere sono caratteristicamente colorati di marrone dagli acidi umici e dagli altri prodotti chimici rilasciati dal materiale organico in decomposizione. Il contenuto di minerali disciolti è quasi sempre trascurabile, il pH è piuttosto basso e il substrato è composto prevalentemente da foglie cadute, rami e radici di alberi sommersi. Da quello che abbiamo visto, i corsi d'acqua di acque chiare spesso hanno substrati sabbiosi o rocciosi con una copertura di alghe e sedimenti e il pesce tende a nascondersi in zone marginali più tranquille.

Vai alle pagine sui biotopi naturali dei Betta

Temperatura in natura
21 - 27°C
Valore pH in natura
5.5 - 6.8
Valori acqua in natura
dH range: 4 - 12
Allevamento

Dimensioni minime dell'acquario: 60x30x30h cm per un maschio e 2-3 femmine.
Per l'arredamento dell'acquario si possono usare radici e rami in modo da formare molte zone ombreggiate (se non si riesce a trovare legni della forma desiderata, si possono usare tranquillamente pezzi di rami di faggio o di quercia, completamente essiccati e privati della corteccia), per fornire ulteriore riparo si possono usare tubi e vasi di terracotta rovesciati.

L'aggiunta di un po' di lettiera di foglie secche (sono adatte foglie di faggio, quercia o mandorlo indiano Ketapang, Terminalia catappa; si può usare anche una miscela di tutte e tre) enfatizza ulteriormente la sensazione naturale e, oltre a offrire dei ripari aggiuntivi per i pesci, induce la crescita di benefiche colonie microbiche mano a mano che avviene la decomposizione. Questa microfauna può fornire una preziosa fonte di cibo secondario per gli avannotti, mentre si ritiene che i tannini e altre sostanze chimiche rilasciate dalle foglie in decomposizione siano utili per le specie di pesci d'acqua nera e non.
Le foglie possono essere lasciate nella vasca fino a che non si decompongono completamente o rimosse e sostituite ogni qualche settimana.
Per acidificare e scurire ulteriormente l'acqua si possono usare anche le pignette di ontano, che hanno ulteriori effetti battericidi e antimicotici, non è necessario utilizzare la torba naturale, la cui raccolta è sia insostenibile che dannosa per l'ambiente.
Molto simile alla fibra di torba è la fibra di cocco, che è essenzialmente un sottoprodotto industriale e soprattutto una risorsa rinnovabile; se ne può lasciar cadere qualche manciata nella vasca. Dopo pochi giorni diventerà completamente satura d'acqua e affonderà sul fondo, dove può sembrare davvero efficace. A condizione che venga praticata una buona routine di mantenimento dell'acqua, non dovrebbero verificarsi effetti negativi utilizzando torba o foglie in acquario.

Come altri del genere Betta akarensis sembra stare meglio in condizioni di luce piuttosto fioca. Si possono aggiungere piante acquatiche che possono sopravvivere in tali condizioni, come Microsorum, Taxiphyllum o Cryptocoryne, e qualche cespuglio di vegetazione galleggiante.
Betta akarensis richiede condizioni di acqua acida, con trascurabile durezza carbonatica e durezza generale bassissima, per cui si può aver bisogno di usare l'acqua ad osmosi inversa o altri metodi per ottenere acqua tenera, che può essere acidificata con CO2 o come detto sopra.
In natura abita acque tranquille e con poca corrente, per cui anche in acquario la corrente non deve essere troppo forte, l'ideale è allevarli in un acquario senza filtro, a condizione che venga mantenuta un'ottima qualità dell'acqua.
L'acquario deve essere ben coperto (sono ottimi saltatori) e va lasciato un po' di spazio tra l'acqua e il coperchio, perché come tutti i Betta hanno bisogno di uno strato di aria calda e umida a cui possano accedere quando ne hanno voglia.

Comportamento e compatibilità: I Betta akarensis non sono consigliabili per gli acquari di comunità standard: viste le loro particolari caratteristiche, è preferibile allevarli da soli o con specie molto tranquille e pacifiche, in quanto compagni di vasca troppo vivaci o grandi li intimoriscono, facendoli restare sempre nascosti, oltre a vincere la competizione per il cibo. Sono compatibili piccoli ciprinidi e cobitidi come i Pangio, che abitano ambienti simili, o forse con altri anabantoidei, ma bisogna fare accurate ricerche prima di sceglierli; la presenza di ogni altro pesce può dare fastidio se si sta cercando di far deporre una coppia.
A condizione che l'acquario contenga un sacco di nascondigli e barriere visive che spezzino le linee visuali, non c'è alcun motivo per cui non se ne possa allevare un gruppo insieme, anche se qualche battibecco è inevitabile. Le uniche eccezioni si possono verificare se una coppia va in riproduzione, quando le femmine, in particolare, possono diventare molto aggressive.

Vai alle pagine sull'allevamento dei Betta

Alimentazione

In natura Betta akarensis si nutre principalmente di insetti e altri piccoli invertebrati, e forse non disdegna nemmeno piccoli pesci.
In cattività normalmente accetta i mangimi secchi una volta che vengono riconosciuti come commestibili, ma dovrebbero essere offerti regolarmente anche piccoli alimenti vivi o congelati come Daphnia, Artemia o chironomus per assicurare lo sviluppo della colorazione e le condizioni ottimali.
Possono essere offerti anche piccoli insetti come grilli o i moscerini della frutta Drosophila, anche se è meglio riempire loro lo stomaco nutrendoli con mangime per pesci in scaglie o qualche tipo di vegetale prima di offrirli ai pesci.
Bisogna fare attenzione a non sovralimentarli, in quanto le specie di Betta sembrano particolarmente inclini all'obesità.

Comportamento riproduttivo
Specie incubatrice orale paterna.
Dimorfismo sessuale
I maschi diventano più grandi, hanno le pinne più estese e una maggiore quantità di squame iridescenti sulla testa e sul corpo rispetto alle femmine. Il profilo della testa nei maschi è anche notevolmente più largo, perché sono responsabili dell'incubazione orale di uova e avannotti.
Riproduzione

Se la coppia non è allevata da sola, come si consiglia, è meglio allestire un acquario dedicato alla riproduzione, con un coperchio che garantisca la presenza di uno strato di aria calda e umida sopra l'acqua, in quanto gli avannotti hanno bisogno di accedere ad uno strato di aria calda e umida senza la quale lo sviluppo dell'organo labirinto può essere compromessa. Ogni maschio è in grado di "covare" fino a 60 avannotti, quindi se volete riprodurli, specie se ne avete più di uno, pensate prima ad organizzare lo spazio sufficiente per farli crescere.

La femmina gioca il ruolo più attivo nell'iniziare il corteggiamento e nel difendere la zona di deposizione contro gli intrusi. Le uova e lo sperma vengono rilasciati nel corso dell'abbraccio tipico degli anabantoidei, in cui il maschio avvolge il corpo intorno a quella della femmina. Prima di rilasciare le uova potrebbero essere necessari diversi abbracci di "allenamento". Una volta iniziata la deposizione, le uova vengono deposte in piccoli gruppi, poi raccolte nella bocca della femmina, prima di essere sputate in acqua per essere raccolte dal maschio. Una volta che il maschio ha raccolto tutte le uova in bocca il ciclo viene ripetuto fino a quando la femmina ha deposto tutte le uova, processo che può richiedere un certo tempo.
Il periodo di incubazione è di 10-21 giorni, dopo di che il maschio inizierà a rilasciare gli avannotti completamente formati, che nuoteranno liberamente.

Alcuni allevatori non hanno mai avuto problemi con questa specie, altri hanno perso intere nidiate a causa della predazione da parte dei genitori, per cui molti rimuovono la femmina (più eventuali altri pesci presenti) pochi giorni dopo la deposizione. Questa operazione deve essere fatta con la massima cautela, per evitare di disturbare il maschio, che potrebbe inghiottire la covata o rilasciarla prematuramente se stressato.
Una volta che gli avannotti nuotano e mangiano liberamente, anche il maschio se lo si desidera può essere rimosso. Gli avannotti sono abbastanza grandi da accettare immediatamente alimenti come microworm e naupli di Artemia, ma va notato che ci sono rapporti di giovani Betta che hanno avuto problemi di salute se alimentati con quantità eccessive di questi ultimi.
Per un tasso di crescita ottimale vanno offerte piccole quantità di cibi diversi 2 -3 volte al giorno, e non va cambiata troppa acqua in una sola volta, sono preferibili piccoli cambi regolari.

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Taxa principali

Esemplare selvatico di Betta akarensis, proveniente da Sarawak, Malesia, Borneo © Michael Lo
Akar betta

Non molto facile da trovare in commercio, non costruisce un nido di bolle ma è un incubatore orale paterno, cioè il papà custodisce in bocca uova e avannotti

Dimensioni max: 14.0 cm TL
Temperatura: 21 - 27°C
Maschio di Betta albimarginata con la livrea riproduttiva - Foto © Jan Sevcik

Dalla livrea inconfondibile, non è facile da trovare in commercio.Il padre custodisce uova e avannotti in bocca, fino a che non sono indipendenti.

Dimensioni max: 2.8 cm SL
Aspettativa di vita: 6 - 8 anni
Betta anabatoides - Foto © Team Borneo
Giant betta

Grande specie di Betta incubatrice orale, difficile da trovare in commercio

Dimensioni max: 8.2 cm SL
Temperatura: 27 - 30°C
Betta antoni - Foto © Michael Lo

Incubatore orale che prima della sua formale descrizione era indicato come Betta sp. ‘Sanggau’ 

Dimensioni max: 5.0 cm SL
Temperatura: 22 - 27°C
Betta apollon - Foto © Horst Linke (Fishbase.org)

Una specie incubatrice orale ancora poco conosciuta

Dimensioni max: 5.1 cm SL
Maschio adulto di Betta bellica, proveniente da Johor, Malesia - Foto © Zhou Hang
Slim betta

Specie che costruisce un nido di bolle, è abbastanza battagliera e molte volte non tollera altri conspecifici nella sua vasca.

Dimensioni max: 10.0 cm TL
Temperatura: 24 - 30°C
Esemplare selvatico di Betta brownorum, da località sconosciuta - Foto © Daron Tan

Splendida specie costruttrice di nido di bolle, non facile da trovare, con una caratteristica livrea rosso-magenta e una grande macchia verde sui fianchi

Dimensioni max: 2.6 cm SL
Temperatura: 22 - 26°C
Maschio adulto di Betta burdigala. Notare la forma arrotondata della testa - Foto © Haji Badaruddin (Seriouslyfish.com)

Splendidi ma rari Betta costruttori d nido di bolle, molti dei pesci che vengono venduti o raffigurati come tali sono invece Betta uberis o altri congeneri.

Dimensioni max: 2.5 cm SL
Temperatura: 22 - 30°C
Betta channoides - Foto © Haji Badaruddin

Molto difficile da trovare in commercio, ha un aspetto simile a Betta albimarginata ed è un incubatore orale

Dimensioni max: 2.0 cm SL
Betta chloropharynx - Foto © Hippocampus-bildarchiv.com
Green Throat Mouthbrooder

Uno dei grandi Betta incubatori orali

Dimensioni max: 5.9 cm TL
Temperatura: 24 - 28°C
Due maschi di Betta coccina in atteggiamento aggressivo - Foto © Zhou Hang
Scarlet Betta

Splendida specie dalla livrea scarlatta, che costruisce un nido di bolle

Dimensioni max: 5.6 cm TL
Temperatura: 24 - 27°C
Betta dennisyongi, maschio che incuba le uova in bocca - Foto © Hervé Gonin (Seriouslyfish.com)

Specie incubatrice orale non facile da trovare in commercio

Dimensioni max: 3.5 cm SL
Temperatura: 22 - 27°C
Betta dimidiata, maschio adulto che sta incubando le uova - Foto © Zhou Hang

Specie incubatrice orale, difficile da trovare in commercio

Dimensioni max: 4.6 cm TL
Temperatura: 22 - 27°C
Esemplare di Betta edithae catturato in natura, proveniente dall'Isola di Bintan, Indonesia - Foto © Choy Heng Wah

Una specie di Betta incubatrice orale, abbastanza distinguibile da tutte le altre

Dimensioni max: 8.2 cm TL
Temperatura: 24 - 28°C
Betta enisae - Foto © Team Borneo

Specie di Betta poco conosciuta, incubatrice orale

Dimensioni max: 5.9 cm SL
Temperatura: 21 - 24°C
Betta foerschi, maschio - Foto © Gustav Eek

Betta incubatore orale, molo simile a Betta mandor

Dimensioni max: 7.0 cm TL
Temperatura: 24 - 26°C
Betta hendra, maschio - Foto © Sumer Tiwari

Raramente disponibile nel commercio acquariofilo, è una splendida specie di Betta che costruisce nidi di bolle.

Dimensioni max: 4.2 cm SL
Aspettativa di vita: 5 anni
Temperatura: 22 - 28°C
Betta hipposideros - Foto © Zhou Hang

Betta incubatore orale paterno

Dimensioni max: 7.8 cm SL
Temperatura: 22 - 28°C
Maschio di Betta ibanorum proveniente da Lundu, stato di Sarawak, Borneo - Foto © Haji Badaruddin

Grande Betta incubatore orale raro da trovare in commercio, sembra che venga addirittura pescato più frequentemente come cibo

Dimensioni max: 8.1 cm SL
Temperatura: 24 - 28°C
Maschio di Betta imbellis - Foto © Sumer Tiwari (Streamlined Sparkles)
Crescent betta

Usato nei combattimenti a scommessa nei suoi paesi d'origine, si può trovare abbastanza facilmente in commercio, costruisce un nido di bolle

Dimensioni max: 6.0 cm SL
Temperatura: 24 - 28°C
Maschio di Betta lehi che sta incubando le uova in bocca (in basso la femmina) - Foto © Haji Badaruddin (Seriouslyfish.com)

Rara specie di Betta incubatore orale

Dimensioni max: 6.1 cm SL
Temperatura: 22 - 27°C
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