Attenzione

Betta enisae

Kottelat, 1995

Specie di Betta poco conosciuta, incubatrice orale

Betta enisae - Foto © Team Borneo

Dimensioni massime in natura

5.9 cm SL

La specie di Betta enisae è inclusa nel complesso Betta pugnax di specie strettamente correlate all'interno del genere, un insieme i cui membri sono notoriamente difficili da distinguere l'uno dall'altro, ma che condividono il seguente set di caratteri: testa relativamente grande che misura 28-40 % SL; colorazione solitamente marrone con macchie iridescenti verdi o blu; maschio con squame di colore simile sull'opercolo, talvolta estese all'addome; i giovani e le femmine di solito sono marroni con due strisce centrali nel corpo e un segno scuro sul peduncolo caudale; pinna anale in esemplari maturi appuntita e spesso allungata; pinna caudale lanceolate.
La combinazione unica di caratteri che distingue Betta enisae dagli altri nel gruppo è la seguente: presenza di barre trasversali nella pinna caudale; 26-28 squame laterali; lunghezza predorsale 67,3-70,3% SL.

Gruppo di Betta pugnax:

  1. Betta pugnax (Cantor, 1849)
  2. Betta fusca Regan, 1910
  3. Betta schalleri Kottelat & Ng, 1994
  4. Betta prima Kottelat, 1994
  5. Betta enisae Kottelat, 1995
  6. Betta pulchra Tan & Tan, 1996
  7. Betta breviobesus Tan & Kottelat, 1998
  8. Betta lehi Tan & Ng, 2005
  9. Betta stigmosa Tan & Ng, 2005
  10. Betta cracens Tan & Ng, 2005
  11. Betta raja Tan & Ng, 2005
  12. Betta apollon Schindler & Schmidt, 2006
  13. Betta ferox Schindler & Schmidt, 2006
  14. Betta kuehnei Schindler & Schmidt, 2009

Schindler & Schmidt (2006) hanno proposto di spostare Betta enisae nel gruppo Betta picta, sulla base delle squame laterali e del conteggio dei raggi della pinna anale, più le dimensioni relativamente piccole dell'adulto, ma questo non è stato ampiamente seguito al momento della stesura. È l'unico membro del gruppo Betta pugnax oltre a Betta stigmosa ad esibire una macchia trasversale nera sulla pinna caudale sia nei maschi che nelle femmine.

Quello dei Betta è il genere più specioso all'interno della famiglia degli Osphronemidae con quasi 70 membri riconosciuti, e sembra comunque destinato a crescere ancora, in quanto continuano ad essere descritte regolarmente specie nuove.
Le specie si sono adattate con successo ad abitare una grande varietà di nicchie ecologiche, dai fossati stagnanti ai corsi d'acqua collinari, fino ad arrivare ad alcuni ambienti estremi, come quelli fortemente acidi delle foreste di torbiere.

La suddivisione dei membri in un certo numero di gruppi che contengono specie strettamente correlate è ormai generalmente accettata, ma in gran parte basato su caratteri morfologici/comportamentali. Sarebbe quindi necessario un lavoro filogenetico molecolare, che senza dubbio si rivelerebbe utile per determinare con maggiore precisione i rapporti tra questi pesci. Un elenco completo dei gruppi di specie come attualmente riconosciuto può essere trovato in questa pagina.

Come le altre specie del sottordine degli Anabantoidei, anche le specie del genere Betta possiedono un organo respiratorio accessorio noto come il labirinto. Chiamato così per la sua struttura labirintica, quest'organo permette ai pesci di respirare aria atmosferica in una certa misura. Composto da organi suprabranchiali appaiati formati attraverso l'espansione della sezione epibranchiale (superiore) del primo arco branchiale e alloggiato in una camera sopra le branchie, contiene molti risvolti di pelle altamente vascolarizzati, che funzionano come una grande superficie respiratoria. La sua struttura varia in complessità tra le specie, e tende a essere meglio sviluppato in quelle che abitano ambienti più duri e difficili.

Distribuzione

Asia: registrato attualmente solo nel bacino centrale del fiume Kapuas, Indonesia.

La specie Betta enisae è conosciuta solo in una parte del bacino del fiume Kapuas, Kalimatan Barat (West Kalimantan), Borneo, Indonesia. La sua distribuzione si estende ad est e leggermente a nord da Sanggau fino a Putussibau, la località tipo è all'interno dello spartiacque del fiume Santik. È stato osservato che popolazioni di diverse località presentano differenze di colorazione, livrea e in alcuni casi morfometrici. Al fine di mantenere l'accuratezza e preservare le linee di sangue pure, i pesci sono quindi spesso etichettati con il dettaglio del luogo di raccolta, ad esempio Putussibau, Sentarum, ecc.

DATA DEFICIENT

STATO NELLA LISTA ROSSA IUCN:
DATA DEFICIENT (dati carenti)

  • Betta enisae: la distribuzione e lo stato della specie in natura, sul sito della IUCN Red List, il più ampio database di informazioni sullo stato di conservazione delle specie animali e vegetali di tutto il mondo.
Habitat

Ambiente: bentopelagico, acqua dolce, clima tropicale.

In genere Betta enisae abita corsi d'acqua freschi e fluenti e le pozze associate nelle paludi della foresta. Questi sono di solito ombreggiati dal sole, il fitto baldacchino di rami e foglie sovrastante fa sì che pochissima luce penetri fino alla superficie dell'acqua, mentre anche la vegetazione ripariale tende a crescere densamente. L'acqua stessa è talvolta di colore marrone, tinta dagli acidi umici e dagli altri prodotti chimici rilasciati dal materiale organico in decomposizione.
Il contenuto minerale disciolto è trascurabile, il pH è piuttosto basso e il substrato è composto principalmente da foglie cadute, rami e radici di alberi sommersi. In alcuni periodi dell'anno i pesci possono essere costretti a sopravvivere nella lettiera umida di foglie o nelle buche nel letto del fiume per diverse settimane, poiché l'acqua permanente non è sempre disponibile.

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Habitat di Betta enisae nella provincia di Kalimantan Barat (Kalimantan occidentale), Borneo indonesiano - Foto © Zhou Hang

Temperatura in natura
21 - 24°C
Valore pH in natura
5.5 - 6.8
Valori acqua in natura
dH range: 4 - 12
Allevamento

Dimensioni minime dell'acquario: 45x30x30h cm è sufficiente per una singola coppia, per un gruppo ci vuole leggermente più grande.
Betta enisae sta al meglio in un acquario ben piantumato, ombreggiato con abbondante copertura superficie sotto forma di piante ad alto fusto e piante galleggianti come Salvinia o Riccia sp.. Possono essere usati radici e rami, collocati in modo che si formano zone ombreggiate (se non si riesce a trovare legni della forma desiderata, si possono usare tranquillamente pezzi di rami di faggio o di quercia, completamente essiccati e privati della corteccia); per fornire ulteriore riparo possono anche essere inclusi, magari nascosti da altri arredi, vasi di terracotta rovesciati o pezzi di tubo.

L'aggiunta di un po' di lettiera di foglie secche (sono adatte foglie di faggio, quercia o mandorlo indiano Ketapang, Terminalia catappa; si può usare anche una miscela di tutte e tre) enfatizza ulteriormente la sensazione naturale e, oltre a offrire dei ripari aggiuntivi per i pesci, induce la crescita di benefiche colonie microbiche mano a mano che avviene la decomposizione. Questa microfauna può fornire una preziosa fonte di cibo secondario per gli avannotti, mentre si ritiene che i tannini e altre sostanze chimiche rilasciate dalle foglie in decomposizione siano utili per le specie di pesci d'acqua nera e non.
Le foglie possono essere lasciate nella vasca fino a che non si decompongono completamente o rimosse e sostituite ogni qualche settimana.
Per acidificare e scurire ulteriormente l'acqua si possono usare anche le pignette di ontano, che hanno ulteriori effetti battericidi e antimicotici, non è necessario utilizzare la torba naturale, la cui raccolta è sia insostenibile che dannosa per l'ambiente.
Molto simile alla fibra di torba è la fibra di cocco, che è essenzialmente un sottoprodotto industriale e soprattutto una risorsa rinnovabile; se ne può lasciar cadere qualche manciata nella vasca. Dopo pochi giorni diventerà completamente satura d'acqua e affonderà sul fondo, dove può sembrare davvero efficace. A condizione che venga praticata una buona routine di mantenimento dell'acqua, non dovrebbero verificarsi effetti negativi utilizzando torba o foglie in acquario.

Siccome Betta enisae abita naturalmente acque con scarso movimento, la filtrazione o meglio la corrente d'acqua in uscita dal filtro non deve essere troppo forte, l'ideale è allevarli in un acquario senza filtro, a condizione che venga mantenuta un'ottima qualità dell'acqua.
Come altre del genere, Betta enisae sembra stare meglio in condizioni di luce piuttosto fioca. Si potrebbero aggiungere piante acquatiche che possono sopravvivere in tali condizioni, come Microsorum, Taxiphyllum o Cryptocoryne spp.
L'acquario deve essere ben coperto (sono ottimi saltatori) e va lasciato un po' di spazio tra l'acqua e il coperchio, perché come tutti i Betta hanno bisogno di uno strato di aria calda e umida a cui possano accedere quando ne hanno voglia.

Comportamento e compatibilità: I Betta enisae non sono raccomandati per i comuni acquari di comunità. Le loro esigenze nelle cure e il loro temperamento implicano che è meglio allevarli da soli o con specie molto pacifiche poiché i pesci molto più grandi o più vigorosi possono intimidirli e competere per il cibo.
Potrebbero essere adatti un branco di piccoli ciprinidi o di cobitidi che in natura vivono in condizioni simili, ma sono essenziali ricerche adeguate prima dell'acquisto.

Possono essere allevati in coppia o in gruppo, e in questo ultimo caso mostreranno alcune interazioni comportamentali interessanti.

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Alimentazione

In natura probabilmente preda insetti, altri piccoli invertebrati e zooplancton.
In acquario normalmente accetta il mangime secco, una volta riconosciuto come commestibile, ma per garantire lo sviluppo di colori e condizioni ottimali dovrebbero essere offerti regolarmente piccoli alimenti vivi e/o congelati come Daphnia, Artemia o larve di chironomus (bloodworm).
Bisogna fare attenzione a non alimentarli eccessivamente, in quanto i Betta sp. sembrano particolarmente inclini all'obesità.

Comportamento riproduttivo
Specie incubatrice orale paterna
Dimorfismo sessuale

I maschi diventano più grandi, possiedono una maggiore quantità di squame iridescenti sulla testa, una forma della testa più ampia e pinne più estese rispetto alle femmine.

Riproduzione

Il maschio di questa specie di Betta è un incubatore orale, cioè custodisce uova prima e avannotti poi in bocca, fino a questi ultimi non sono in grado di nuotare liberamene.
Se la coppia non è allevata da sola, come si consiglia, è meglio allestire un acquario dedicato alla riproduzione, con un coperchio che garantisca la presenza di uno strato di aria calda e umida sopra l'acqua, in quanto gli avannotti hanno bisogno di accedere ad uno strato di aria calda e umida senza la quale lo sviluppo dell'organo labirinto può essere compromessa.

Dopo un prolungato corteggiamento, vengono rilasciati uova e sperma nel corso dell'abbraccio tipico degli Osphronemidae, in cui il maschio avvolge il corpo intorno a quella della femmina. Prima di rilasciare le uova potrebbero essere necessari diversi abbracci di "allenamento".
Le uova fecondate vengono catturate dalla pinna anale del maschio, quindi raccolte nella bocca della femmina, prima di essere sputate in acqua per essere catturate dal maschio. Una volta che il maschio ha tutte le uova in bocca, il ciclo viene ripetuto fino a quando la femmina non depone tutte le uova, processo che può richiedere del tempo.

Un maschio incubatore può inghiottire o rilasciare le uova prematuramente se stressato o inesperto, quindi è preferibile lasciare la femmina in situ.
Il periodo di incubazione è di 9-12 giorni, dopo di che il maschio inizierà a rilasciare gli avannotti completamente formati, che nuoteranno liberamente. A questo punto i genitori possono essere rimossi o si può lasciare che gli avannotti crescano a fianco dei genitori, anche se alcuni possono essere predati, ci sono resoconti che testimoniano una crescita più veloce degli avannotti in questo secondo caso.

Gli avannotti sono abbastanza grandi da accettare immediatamente alimenti come microworm e naupli di Artemia, ma va notato che ci sono rapporti di giovani Betta che hanno avuto problemi di salute se alimentati con quantità eccessive di questi ultimi.
Per un tasso di crescita ottimale vanno offerte piccole quantità di cibi diversi 2 -3 volte al giorno, e non va cambiata troppa acqua in una sola volta, sono preferibili piccoli cambi regolari.

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Taxa principali

Akar betta

Non molto facile da trovare in commercio, non costruisce un nido di bolle ma è un incubatore orale paterno, cioè il papà custodisce in bocca uova e avannotti

Dimensioni max: 14.0 cm TL
Temperatura: 21 - 27°C

Dalla livrea inconfondibile, non è facile da trovare in commercio.Il padre custodisce uova e avannotti in bocca, fino a che non sono indipendenti.

Dimensioni max: 2.8 cm SL
Aspettativa di vita: 6 - 8 anni
Giant betta

Grande specie di Betta incubatrice orale, difficile da trovare in commercio

Dimensioni max: 8.2 cm SL
Temperatura: 27 - 30°C

Incubatore orale che prima della sua formale descrizione era indicato come Betta sp. ‘Sanggau’ 

Dimensioni max: 5.0 cm SL
Temperatura: 22 - 27°C

Una specie incubatrice orale ancora poco conosciuta

Dimensioni max: 5.1 cm SL
Slim betta

Specie che costruisce un nido di bolle, è abbastanza battagliera e molte volte non tollera altri conspecifici nella sua vasca.

Dimensioni max: 10.0 cm TL
Temperatura: 24 - 30°C

Splendida specie costruttrice di nido di bolle, non facile da trovare, con una caratteristica livrea rosso-magenta e una grande macchia verde sui fianchi

Dimensioni max: 2.6 cm SL
Temperatura: 22 - 26°C

Splendidi ma rari Betta costruttori d nido di bolle, molti dei pesci che vengono venduti o raffigurati come tali sono invece Betta uberis o altri congeneri.

Dimensioni max: 2.5 cm SL
Temperatura: 22 - 30°C

Molto difficile da trovare in commercio, ha un aspetto simile a Betta albimarginata ed è un incubatore orale

Dimensioni max: 2.0 cm SL
Green Throat Mouthbrooder

Uno dei grandi Betta incubatori orali

Dimensioni max: 5.9 cm TL
Temperatura: 24 - 28°C
Scarlet Betta

Splendida specie dalla livrea scarlatta, che costruisce un nido di bolle

Dimensioni max: 5.6 cm TL
Temperatura: 24 - 27°C

Specie incubatrice orale non facile da trovare in commercio

Dimensioni max: 3.5 cm SL
Temperatura: 22 - 27°C

Specie incubatrice orale, difficile da trovare in commercio

Dimensioni max: 4.6 cm TL
Temperatura: 22 - 27°C

Una specie di Betta incubatrice orale, abbastanza distinguibile da tutte le altre

Dimensioni max: 8.2 cm TL
Temperatura: 24 - 28°C

Specie di Betta poco conosciuta, incubatrice orale

Dimensioni max: 5.9 cm SL
Temperatura: 21 - 24°C

Betta incubatore orale, molo simile a Betta mandor

Dimensioni max: 7.0 cm TL
Temperatura: 24 - 26°C

Raramente disponibile nel commercio acquariofilo, è una splendida specie di Betta che costruisce nidi di bolle.

Dimensioni max: 4.2 cm SL
Aspettativa di vita: 5 anni
Temperatura: 22 - 28°C

Betta incubatore orale paterno

Dimensioni max: 7.8 cm SL
Temperatura: 22 - 28°C

Grande Betta incubatore orale raro da trovare in commercio, sembra che venga addirittura pescato più frequentemente come cibo

Dimensioni max: 8.1 cm SL
Temperatura: 24 - 28°C
Crescent betta

Usato nei combattimenti a scommessa nei suoi paesi d'origine, si può trovare abbastanza facilmente in commercio, costruisce un nido di bolle

Dimensioni max: 6.0 cm SL
Temperatura: 24 - 28°C

Rara specie di Betta incubatore orale

Dimensioni max: 6.1 cm SL
Temperatura: 22 - 27°C
Riferimenti & Link

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