• No ai pesci giganti in acquario
  • No ai pesci rossi nella boccia
  • I pesci pulitori non esistono!
  • No ai pesci colorati artificialmente
  • No ai pesci combattenti nei vasi
  • No alle tartarughe nelle mini vaschette

Boraras brigittae

(Vogt, 1978)

Questa specie di Boraras è molto colorata, anche se spesso confusa con altre specie di Boraras simili. Come loro non è adatta all'allevamento nei comuni acquari domestici, a causa delle sue ridottissime dimensioni.

Boraras brigittae - Photo © Rachel O'Leary per Amazonas Magazine

nome comune
Mosquito rasbora
sinonimi
Rasbora urophthalma brigittae; Rasbora brigittae
etimologia

Boraras: anagramma del nome del genere Rasbora, in riferimento al rapporto inverso delle vertebre addominali e caudali in questo genere.
brigittae dal nome della moglie dell'autore della descrizione scientifica.

dimensioni massime in natura
2.5 cm TL
aspettativa di vita
4 - 8 anni

Questa specie di Boraras è molto colorata, ma spesso gli esemplari in vendita come Boraras brigittae sono in realtà Boraras urophthalmoides, forse per il prezzo più favorevole. Anche se le due specie sono simili in quanto sono gli unici due membri del genere a possedere una striscia laterale scura (anzichè delle macchie scure), Boraras brigittae è facilmente identificabile per le sue dimensioni adulte, più grandi, per la mancanza della distinta macchia scura sul peduncolo caudale, per la comparitivamente breve banda laterale, spesso interrotta, e per la colorazione rossa complessiva, più uniforme e luminosa.

Anche Boraras merah ha un aspetto simile, ma manca della colorazione in gran parte del corpo, in quanto la pigmentazione rossa tende a concentrarsi solo intorno alle macchie scure del corpo, che di solito non formano una striscia ininterrotta. Esistono individui di sesso maschile a strisce, però, e questo ha portato alla speculazione che Boraras merah e Boraras brigittae fossero la stessa specie (Körner, 2010). Lo stesso autore ha anche riferito che in una popolazione 'orientale' (dalla zona intorno Banjarmasin?) entrambi i sessi sviluppano un disegno a strisce prima di diventare adulti, mentre nella popolazione 'centrale' (Palangkaraya, dove i pesci sono raccolti per il commercio acquariofilo) solo i maschi sviluppano il disegno di colore a righe, e solo quando raggiungono la maturità sessuale.
Kottelat (2013) viste le diverse ontogenesi nel disegno della livrea, e la presunta distribuzione geografica di queste due popolazioni, sostiene l'esistenza di due specie distinte, pur notando anche che Palankaraya non è vicino alla località tipo di Boraras merah, il bacino del fiume Sungei Jelai Bila in Kalimantan Tengah, molto più a ovest.

Il genere Boraras fu eretto nel 1993 per separare un piccolo gruppo di specie dal grande assemblaggio del genere Rasbora sulla base delle differenze nella morfologia e strategia riproduttiva, per cui nella letteratura più vecchia si troveranno indicate ancora come membri del genere Rasbora. Secondo Liao et al. (2010), il genere è un membro del sottogruppo Rasborine all'interno della sottofamiglia Danioninae (l'altro sottogruppo contiene le Danionine). Questo gruppo è ulteriormente suddiviso in sei clade (gruppi di specie strettamente connesse) di cui il genere Boraras (o almeno Boraras brigittae, l'unica specie coinvolta nello studio) è incluso nel 'clade tre' al fianco di Horadandia atukorali, Rasboroides vaterifloris, Trigonostigma heteromorpha e tre specie precedentemente incluse nel genere Rasbora ma spostate in nuovi generi dagli autori: Trigonopoma gracile, Trigonopoma pauciperforatum e Rasbosoma spilocerca.
Tra queste, forma un gruppo monofiletico con il genere Rasboroides, nel senso che derivano dallo stesso antenato comune. Sotto certi aspetti I risultati degi studi su Boraras brigittae e Trigonostigma heteromorpha sono risultati inconcludenti, ed è necessario ulteriore lavoro per quanto riguarda la loro posizione filogenetica.

Tang et al. (2010) hanno pubblicato poco dopo i loro studi sistematici sulla sottofamiglia Danioninae, i cui risultati differivano da quelli di Liao et al. in quanto la loro conclusione è stata di considerare sinonimi i quattro nuovi generi insieme a Boraras e Trigonostigma con Rasbora, sulla base di una conoscenza incompleta delle relazioni all'interno del gruppo, un approccio che descrivono come 'più conservatore', e che non è stato seguito dalla maggioranza degli autori; anche Kottelat (2013) nel suo lavoro, che viene qui seguito, continua a mantenere questi generi separati.

Le specie di Boraras provenienti dalla malesia (Boraras brigittae, Boraras maculatus e Boraras merah) tendono ad avere un profilo del corpo più snello e più allungato rispetto a quelli provenienti dall'Indocina (Boraras micros, Boraras urophthalmoides, Boraras naevus), il che può aiutare quando si tenta di identificarli.

Le piccole dimensioni degli adulti sono dovute ad un processo noto come miniaturizzazione, caratterizzato da adulti sessualmente maturi con dimensioni sensibilmente ridotte, inferiori ai 20 mm SL. Tra i pesci ossei, i ciprinidi sono uno dei pochi gruppi in cui questo fenomeno si verifica ripetutamente, e tutte le specie Celestichthys, BarboidesDanionellaMicrodevarioMicrorasboraHoradandiaBorarasPaedocyprisSawbwa e Sundadanio rappresentano taxa miniaturizzati, insieme ad alcuni membri del genere Danio, Laubuca, Rasbora.

Tutti mostrano una preferenza per le acque ferme o con lento movimento, spesso in ambienti poveri di nutrienti, quali le foreste delle torbiere.

La struttura anatomica dei ciprinidi miniaturizzati può variare notevolmente, e ci sono due "raggruppamenti" principali con alcune specie che possiedono in una certa misura caratteristiche intermedie. Il primo gruppo contiene i pesci che anche se piccoli sono essenzialmente  versioni nanizzate proporzionalmente dei loro parenti più grandi, ad esempio Barboides, Microdevario, Microrasbora, Horadandia, Boraras, Sawbwa, Sundadanio.
L'altro gruppo comprende quelli in cui lo sviluppo anatomico si ferma in un punto dove l'adulto assomiglia ancora ad una forma larvale di loro antenato più grande, come Danionella e Paedocypris. Questi ultimi sono di solito indicati come "evolutivamente troncati" o "pedomorfici". Di norma, presentano una struttura scheletrica semplificata con specifiche peculiarità morfologiche a seconda della specie.

Britz et al. (2009) ritengono che il troncamento dello sviluppo potrebbe aver favorito lo sviluppo di tali novità 'liberando gran parte dello scheletro da vincoli di sviluppo, dissociandosi da percorsi evolutivamente collegati e creando un grande potenziale per cambiamenti più drammatici'.

distribuzione

Asia: Borneo meridionale, Indonesia

habitat

Ambiente: bentopelagico; acqua dolce; Clima: tropicale
Abita corsi d'acqua e fiumi d'acqua nera, legati con l'antica foresta delle paludi di torba. L'acqua è del colore del té a causa del rilascio di tannini e di altre sostanze chimiche da parte della materia organica in decomposizione; il substrato è disseminato di foglie cadute, rami e legni. Tali ambienti contengono tipicamente acqua molto tenera (durezza trascurabile), acida (pH a partire da 4.0) e spesso sono scarsamente illuminati, a causa della chima della foresta sovrastante. In gran parte del sud-est asiatico questi biotopi sono seriamente minacciati dall'espandersi delle piantagioni di palma da olio/gomma, dei complessi edilizi e di altre attività umane.

Vedi le foto dei biotopi naturali dove vivono le Boraras

temperatura in natura
25 - 28°C
valore pH in natura
6.5 - 7.0
valori acqua in natura
dH: 10.0
allevamento

Dimensioni minime dell'acquario: 45 cm di lunghezza perchè vanno allevati in gruppo, sono molto attivi, e i maschi diventano territoriali quando entrano in riproduzione.
L'ideale è allevarlo in un acquario fittamente piantumato, ed è una scelta eccellente per gli aquascape allestiti con cura. Sembra che apprezzino anche l'aggiunta di alcune piante galleggianti per schermare la luce, e lagni e radici che aggiungono un aspetto più naturale. La filtrazione non deve essere particolarmente forte in quanto è probabile che provengono da acque lente e possono sfinirsi se c'è una corrente veloce.

Per osservarle al loro meglio può essere un progetto interessante allestire acquario in stile biotopo. La scelta migliore è probabilmente un substrato di sabbia soffice, al quale possono essere aggiunti radici e rami, disposti in modo da formare un sacco di zone ombreggiate. Se non si riesce a trovare legni della forma desiderata, i rami di faggio o rovere sono sicuri da usare se completamente essiccati e scortecciati.
L'aggiunta di una lettiera di foglie secche sottolinea ulteriormente la sensazione naturale e incoraggiare la crescita di colonie microbiche mano a mano che avviene la decomposizione. Queste piccole creature sono in grado di fornire una preziosa fonte di cibo secondario per gli avannotti, mentre i tannini e le altre sostanze chimiche rilasciate dalle foglie in decomposizione sembrano essere di beneficio per le specie ittiche d'acqua nera. Le foglie possono essere lasciate nell'acquario fino a che non si sono decomposte completamente o rimosse e sostituite ogni poche settimane. La luce non deve essere troppo forte, per simulare le condizioni di scarsa illuminazione in cui abitano in natura; si possono aggiungere delle piante acquatiche che sopravvivano in tali condizioni, come Microsorum pteropus, Taxiphyllum barbieri o Cryptocoryne spp.
Non aggiungete questa specie in un acquario biologicamente immaturo, in quanto si stressano molto se ci sono oscillazioni nella chimica dell'acqua.

Comportamento e compatibilità: E' una specie molto pacifica, ma non è adatta ai comuni acquari di comunità, a causa delle sue piccole dimensioni e della natura piuttosto timida. Sta meglio se allevata da sola o con altre piccole specie come Microdevario, Sundadanio, DanionellaTrigonostigma, Corydoras pygmaeus e piccoli Loricaridi come gli Otocinclus.
E' anche un compagno ideale per anabantoidei timidi quali Sphaerichthys, Parosphromenus o le specie più piccole di Betta; possono essere alloggiati anche insieme ai gamberetti d'acqua dolce dei generi Caridina e Neocaridina. Si consiglia di non tenerli con altri Boraras in quanto potrebbero ibridarsi.
E' una specie che vive in branco in natura e dovrebbero essere allevati in gruppi di almeno 8-10 esemplari. Allevarli in numeri decenti non solo li renderà meno nervosi, ma si tradurrà in una maggiore naturalezza nell'aspetto e nel comportamento, ed i maschi mostreanno i loro migliori colori e un comportamento interessante quando si trovano a competere con gli altri per l'attenzione delle femmine.

alimentazione

Come le altre specie del genere Boraras, è un micropredatore, nutrendosi di piccoli insetti, vermi, crostacei e altro zooplancton. In acquario accetta mangime secco di dimensioni adeguate, ma non dovrebbe essere alimentato esclusivamente con questo, in quanto i pesci mostreranno la migliore colorazione e saranno incoraggiati alla riproduzione se verranno forniti pasti giornalieri di piccolo cibo vivo e congelato come daphnia e artemia.

  • Specie che rimane molto piccola, non adatta ai comuni acquari di comunità
  • Specie che deve vivere in folti gruppi
  • Specie riprodotta in cattività, ma molto spesso gli esemplari in commercio provengono dalla cattura in natura. Chiedete al negoziante se i pesci che state per prendere sono d'allevamento o di cattura.
comportamento riproduttivo
Specie ovipara, fecondazione esterna. Non si cura della prole.
dimorfismo sessuale
Le femmine mature hanno un ventre notevolmente più rotondo, e spesso sono un po' più grandi e meno intensamente colorate rispetto ai maschi. I maschi generalmente hanno una colorazione più bella, con gli individui dominanti che sfoggiano una livrea molto più intensa.
riproduzione

Come molti piccoli ciprinidi è una specie ovipara che depone le uva disperdendole in acqua; non presenta alcuna cura parentale e depone continuamente, vale a dire che quando i pesci sono in buone condizioni e sono presenti entrambi i sessi, ogni giorno verrà deposto un numero relativamente piccolo di uova. In un acquario maturo ben allestito è quindi possibile che un piccolo numero di avannotti possano iniziare a comparire senza intervento umano.

Se si desidera aumentare il rendimento degli avannotti. è necessario un approccio leggermente più controllato. Il gruppo degli adulti può essere condizionato insieme, ma dovrebbero essere allestiti uno o più piccoli acquari, da 10-15 litri. Dovrebbero essere molto poco illuminati e contenere un bel cespuglione di muschio di Giava (Taxiphyllum barbieri) o altra pianta a foglia fine, che li riempia anche per metà. La base dovrebbe essere coperta con una sorta di rete con le maglie abbastanza larghe da far passare le uova che non riescono a rimanere attaccata alle foglie della pianta ma abbastanza strette da non farle raggiungere dagli adulti. Va bene anche una stuoia di plastica tipo 'erba' così come  uno strato di biglie di vetro. L'acqua dovrebbe avere un pH 5.0-6.5, durezza 1-5°, con una temperatura di circa 28°C. La filtrazione non è necessaria, ma è possibile utilizzare un piccolo filtro ad aria in spugna, se si preferisce.

Si possono quindi introdurre per ogni contenitore due o tre coppie di pesci adulti ben condizionati. E' saggio fare il trasferimento molto lentamente, al fine di evitare livelli eccessivi di stress, ma se le condizioni sono di loro gradimento dovrebbero iniziare a deporre le uova la mattina seguente. Anche se gli adulti di certo mangiano le uova, non sembrano cacciarle attivamente come succede in molti piccoli ciprinidi. La deposizione delle uova, una volta avviata, dovrebbe continuare su base giornaliera.
La coppia/le coppie devono essere lasciate in situ per non più di un paio di giorni prima di essere rimosse, in quanto le prime uova dovrebbero schiudere dal secondo giorno dopo la deposizione iniziale. I piccoli si nutriranno del loro sacco vitellino per altre 24 ore più o meno, dopo di che avranno bisogno di parameci o altro cibo microscopico. Dopo circa una settimana / dieci giorni dovrebbero essere abbastanza grandi da accettare naupli d'artemia, microworm, ecc. E' meglio aspettare una settimana o due prima di iniziare a effettuare piccoli cambi dl'acqua al fine di evitare cambiamenti troppo scioccanti per i piccoli.

SL (Standard Lenght)
Lunghezza standard, è la lunghezza del pesce calcolata dalla punta del muso al peduncolo caudale (esclusa quindi la coda)
TL (Total Lenght)
Lunghezza totale, è la lunghezza del pesce calcolata dalla punta del muso alla punta della coda (quindi coda compresa)
Demerso
specie che vive in prossimità del fondo del mare. I pesci demersi si dividono principalmente in due tipi: Bentonici e Bentopelagici
Bentonica
specie che vive e che è legata al fondo
Bentopelagica
specie che vive sia sul fondo o vicino ad esso, sia nel livello medio dell'acqua
Pelagica
specie che vive lontano dal fondo, in acque aperte
Diadroma
specie che migrano tra acque salate e acque dolci
Anadroma
specie che che vive per la maggior parte del tempo in acque salate e si riproduce in acque dolci
Catadroma
specie che vive in acque dolci e si riproduce in acque salate
Anfidroma
specie che si muove indifferentemente da acque dolci ad acque salate
Potamodroma
specie che migra all'interno di acque dolci
Oceanodroma
specie che migra all'interno di acque salate

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