Attenzione

Brevibora dorsiocellata

(Duncker, 1904)

Piccolo pesce gregario conosciuto come Rasbora dorsiocellata, ancora non molto diffuso in commercio, adatto a vasche piccole con compagni scelti con cura.

Brevibora dorsiocellata - Foto © Chris Lukhaup

Gruppo di Brevibora dorsiocellata - Foto © Flair Wang

Nome comune
Eyespot rasbora
Sinonimi
Rasbora dorsiocellata
Aspettativa di vita
4 -6 anni
Dimensioni massime in natura

2.3 cm SL

La specie Brevibora dorsiocellata non è facile da trovare in commercio, e ne sembrano esistere diverse forme geografiche, almeno due dei quali si possono trovare in commercio. La più comune ha una colorazione piuttosto semplice e viene riprodotta commercialmente in gran numero; ha guadagnato popolarità per la brillante macchia riflettente verde-blu nella parte inferiore dell'occhio.
L'altra forma è disponibile solo di tanto in tanto e con ogni probabilità viene catturata in natura. E' particolarmente interessante perché il peduncolo caudale e la base della pinna caudale sono soffuse di una colorazione rosso ruggine, la cui estensione ed intensità possono variare a seconda dell'umore, della condizione e della maturità sessuale dei pesci.

Il genere Brevibora è stato istituito da Liao, Kullander & Fang nel 2010, per mettere ordine nel complesso genere Rasbora, ed attualmente comprende tre specie, due delle quali, Brevibora dorsiocellata e Brevibora cheeya, appartenevano appunto al genere Rasbora; Brevibora exilis invece è stata descritta scientificamente solo nel 2014 da Liao & Tan.

Brevibora cheeya Liao e Tan 2011 può essere distinta da Brevibora dorsiocellata dalla seguente combinazione di caratteri: linea laterale completa (25-30 squame vs 4-9); più squame nella linea laterale (29-32 vs 25-27); maggiori dimensioni degli adulti (39 mm SL vs 23 mm SL); testa più grande e maggiore lunghezza prepettorale (lunghezza testa 28,5-30,0% SL, contro 24,4-27,9; lunghezza prepettorale 29,6-32,9% SL, contro 25,8-28,8).

Brevibora exilis Liao & Tan 2014 si distingue dalle altre specie di Brevibora grazie ai seguenti caratteri: 10 squame circumpeduncolari (vs 12); contorno anteriore della macchia sulla pinna dorsale che va dal 2° raggio non ramificato ai primi quattro o cinque raggi ramificati, con una membrana inter-radiale trasparente tra il 1° e il 2° raggio ramificato (vs. macchia che si estende dal 1° raggio ramificato e membrana inter-radiale tra il 1° e 2° raggio non ramificato non ialino), e corpo relativamente più snello (profondità del corpo 19,3-24,7% SL, contro 24,4-26,7).

Diversi anni prima della sua descrizione scientifica, Grant (2002) disse che gli esemplari di Brevibora cheeya in commercio potevano rappresentare la sottospecie Rasbora dorsiocellata macrophthalma (Meinken, 1951) che era stata descritta utilizzando un esemplare proveniente dal commercio acquario dalla vaga località 'Penisola malese'. Liao e Tan (2011) obiettarono però che l'esemplare tipo di Rasbora dorsiocellata macrophthalma era andato perduto e che, anche se fosse stata una specie genuina, la validità di Brevibora cheeya non veniva intaccata in quanto questa possiede una linea laterale completa (vs. incompleta in Rasbora dorsiocellata macrophthalma).

Nella sua opera "Fishes of the Cambodian Mekong" Rainboth caratterizzava i membri del genere Rasbora per: possesso di un primo raggio di pinna dorsale non ramificato e non spinoso; sette raggi dorsali molli; origine della pinna dorsale al centro del corpo; cinque raggi ramificati della pinna anale; una piccola bocca che non si estende sotto l'occhio; assenza di barbi.
Quello che era il genere Rasbora era da tempo riconosciuto come un lignaggio polifiletico, come notato anche da Kottelat (1999) tra gli altri, e nel 2010 i risultati di un'analisi filogenetica di Liao et al. hanno suggerito una serie di modifiche per migliorarne la tassonomia.

Gli autori hanno trovato che le specie del gruppo rasborinae rappresentano un raggruppamento monofiletico che si può dividere in sei clade ed hanno costituito quattro nuovi generi per contenere alcuni ex membri del genere Rasbora, al fine di preservare la monofilia dei gruppi esistenti.

  1. Il primo clade comprende il nuovo raggruppamento Kottelatia
  2. Il secondo comprende il nuovo raggruppamento Brevibora.
  3. Il terzo comprende Boraras, Horadandia, Rasboroides, e Trigonostigma, oltre ai nuovi generi Trigonopoma e Rasbosoma. Comunque i risultati per Boraras e Trigonostigma sotto certi aspetti sono stati inconcludenti, e sono consigliati ulteriori lavori per definire esattamente la loro posizione filogenetica.
  4. Il quarto clade comprende Rasbora semilineata, Rasbora borapetensis, Rasbora rubrodorsalis, ed una specie non descritta simile a Rasbora beauforti.
  5. Il quinto clade è composto da Rasbora daniconius, Rasbora hubbsi, Rasbora paucisqualis, Rasbora wilpita, Rasbora kobonensis, Rasbora ornata, Rasbora cf. daniconius.
  6. Il sesto clade è suddiviso in due raggruppamenti. Il primo contiene Rasbora einthovenii, Rasbora elegans, Rasbora cephalotaenia, mentre il secondo Rasbora lateristriata, Rasbora argyrotaenia, Rasbora volzii, Rasbora paviana, Rasbora rasbora, Rasbora caudimaculata, Rasbora trilineata. Dato che questo clade contiene Rasbora cephalotaenia, la specie tipo del genere Rasbora, i suoi membri mantengono il nome generico, così come i membri del quinto clade, perché non differiscono in misura sufficiente a giustificare l'erezione di un nuovo genere o generi.

Purtroppo molte specie non sono stati incluse in questa analisi, il che porta una grande confusione per quanto riguarda il corretto posizionamento delle altre 40 e più specie di Rasbora.

Poiché il genere era stato precedentemente suddiviso in vari "gruppi di specie" (gruppi di taxa strettamente correlati) risalenti a Brittan (1972, che li chiamava "complessi di specie") Liao et al. ha proposto la seguente disposizione pur rilevando che potrebbe essere soggetta a modifiche in futuro:

  1. Gruppo di specie Rasbora semilineata: Rasbora semilineata, Rasbora borapetensis, Rasbora rubrodorsalis.
  2. Gruppo di specie Rasbora trifasciata: Rasbora trifasciata, Rasbora amplistriga, Rasbora bankanensis, Rasbora dies, Rasbora ennealepis, Rasbora hubbsi, Rasbora johannae, Rasbora meinkeni, Rasbora paucisqualis, Rasbora rutteni, Rasbora sarawakensis, Rasbora taytayensis, Rasbora tobana, Rasbora tuberculata.
  3. Gruppo di specie Rasbora daniconius: Rasbora daniconius, Rasbora caverii, Rasbora kobonensis, Rasbora labiosa, Rasbora ornata, Rasbora wilpita.
  4. Gruppo di specie Rasbora einthovenii: Rasbora einthovenii, Rasbora cephalotaenia, Rasbora elegans, Rasbora jacobsoni, Rasbora kalochroma, Rasbora kottelati, Rasbora nematotaenia, Rasbora tubbi.
  5. Gruppo di specie Rasbora argyrotaenia: Rasbora argyrotaenia, Rasbora aprotaenia, Rasbora aurotaenia, Rasbora baliensis, Rasbora borneensis, Rasbora bunguranensis, Rasbora dusonensis, Rasbora evereti, Rasbora hobelmani, Rasbora hossi, Rasbora lateristriata, Rasbora laticlavia, Rasbora leptosoma, Rasbora philippina, Rasbora septentrionalis, Rasbora spilotaenia, Rasbora steineri, Rasbora tawarensis, Rasbora tornieri, Rasbora volzii.
  6. Gruppo di specie Rasbora sumatrana: Rasbora sumatrana, Rasbora atridorsalis, Rasbora calliura, Rasbora caudimaculata, Rasbora dorsinotata, Rasbora notura, Rasbora paviana, Rasbora rasbora, Rasbora subtilis, Rasbora trilineata, Rasbora vulgaris.
  7. Non classificati: Rasbora beauforti, Rasbora chrysotaenia, Rasbora gerlachi (validità in questione), Rasbora kalbarensis, Rasbora reticulata, Rasbora vulcanus (possibilmente membri di un genere diverso, senza nome) e Rasbora zanzibarensis (identità in questione ).

Poco dopo è stata pubblicato un altro articolo sulla sistematica della sottofamiglia Danioninae (Tang et al. 2010), i cui risultati differivano in modo significativo dal precedente. Tra le differenze più sostanziali, i quattro nuovi generi istituiti da Liao et al., più Boraras e Trigonostigma, sono stati messi in sinonimia con Rasbora sulla base di una conoscenza incompleta delle relazioni all'interno del gruppo, un approccio definito 'più conservatore'.

Anche se nessuna delle due conclusioni può essere considerata valida al 100%, il sistema di Liao et al. è il più seguito, anche da SeriouslyFish.com, in attesa di studi futuri, se non altro perché si preferisce mantenere i generi ormai familiari Boraras e Trigonostigma. Inoltre, le specie descritte dopo il 2010 non sono incluse nell'elenco precedente.

  • Specie che rimane piccola anche da adulta, non adatta a tutti gli acquari
  • Specie che deve vivere in folti gruppi
  • Specie riprodotta in cattività, gli esemplari in commercio provengono in genere da allevamenti, ma si possono trovare anche esemplari catturati in natura. Chiedete sempre al negoziante se i pesci che state per prendere sono di cattura o di allevamento.
Distribuzione

Asia: Penisola malese e Indonesia.

Brevibora dorsiocellata è originaria della Thailandia meridionale, della Malesia peninsulare e delle isole Greater Sunda del Borneo e Sumatra.
La località tipo è "Muar River, Tebinh Tinggi, Johore, Malaysia".
Nella Malesia peninsulare le località includono i fiumi Selai e Muar nello stato di Johor e il lago palustre di acque nere di Tasek Bera nello stato di Pahang mentre a Sumatra l'unico rapporto che siamo stati in grado di trovare sembra riferirsi al fiume Lalah, provincia di Riau a est dell'isola.

I record del Borneo sono confusi. Un tempo si pensava limitato alle parti meridionali (indonesiane) dell'isola ed è stato registrato da vari fiumi e torrenti all'interno del bacino inferiore del fiume Kapuas e del fiume Ketungau nella provincia del Kalimantan occidentale (Kalimantan Barat), nonché affluenti del Sebangau e inferiori Fiumi Mentaya nel Kalimantan centrale (Kalimantan Tengah).
Tuttavia sembra possibile che alcuni o anche tutti i record dei Kapua possano effettivamente riferirsi a Brevibora cheeya. Fino a quando non verrà condotto un confronto scientifico tra le forme delle specie delle isole e della terraferma è improbabile che si conosca la verità.
In ogni caso, i pesci catturati in natura sono piuttosto rari nell'hobby poiché la specie viene prodotta commercialmente in diversi paesi.

ENDANGERED

STATO NELLA LISTA ROSSA IUCN:
ENDANGERED (in pericolo)

  • Brevibora dorsiocellata: la distribuzione e lo stato della specie in natura, sul sito della IUCN Red List, il più ampio database di informazioni sullo stato di conservazione delle specie animali e vegetali di tutto il mondo.
Habitat

Ambiente bentopelagico, acqua dolce. Clima tropicale.

Brevibora dorsiocellata per lo più abita corsi d'acqua e fiumi d'acqua nera e dal corso lento e tranquillo, associati all'antica foresta delle paludi di torba. L'acqua è di colore marrone, a causa del rilascio di tannini e di altre sostanze chimiche da parte della decomposizione di materia organica e del substrato disseminato di foglie cadute, rami e tronchi. Tali ambienti contengono tipicamente acqua molto tenera (durezza trascurabile), acida (pH a partire da 4.0) e spesso sono poco illuminati a causa della sovrastante copertura della foresta.

Purtroppo questi biotopi sono minacciati dall'espansione delle piantagioni di alberi della gomma o di olio di palma, dallo sviluppo edilizio e delle altre attività umane, così come avviene ormai in gran parte del sud-est asiatico.

Brevibora dorsiocellata nel loro habitat in Thailandia - Foto © Ekkapan Ubonrach

Maschio selvatico di Brevibora dorsiocellata, proveniente dalla Thailandia - Foto © Nonn Panitvong (Siamensis.org)

Torrente d'acqua nera nel Pontianak settentrionale, in Borneo, in cui sono stati raccolti Betta edithae, Rasbora dorsiocellata e Desmopuntius rhomboocellatus - Foto © Michael Lo

Temperatura in natura
20 - 25°C
Valore pH in natura
6.0 - 6.5
Allevamento

Dimensioni minime dell'acquario: 45x30x30h cm per un gruppo di almeno 8-10 esemplari.
La scelta degli arredi non è così critica come la qualità dell'acqua, anche se questa specie si mostra in modo particolarmente efficace in una vasca ben piantumata, con un substrato scuro.
Per vederle al meglio in uno stile naturale, si può anche fare un progetto interessante: in questo caso la scelta migliore è probabilmente un substrato morbido, di sabbia, a cui si può aggiungere un paio di radici, legni e rami disposti in modo tale da formare molte zone ombreggiate. Se non è possibile trovare in negozio legni della forma desiderata, si possono usare tranquillamente pezzi di rami di faggio o di quercia, completamente essiccato e privato della corteccia).

L'aggiunta di un po' di lettiera di foglie secche (sono adatte foglie di faggio, quercia o mandorlo indiano Ketapang, Terminalia catappa; si può usare anche una miscela di tutte e tre) enfatizza ulteriormente la sensazione naturale e, oltre a offrire dei ripari aggiuntivi per i pesci, induce la crescita di benefiche colonie microbiche mano a mano che avviene la decomposizione. Questa microfauna può fornire una preziosa fonte di cibo secondario per gli avannotti, mentre si ritiene che i tannini e altre sostanze chimiche rilasciate dalle foglie in decomposizione siano utili per le specie di pesci d'acqua nera e non.
Le foglie possono essere lasciate nella vasca fino a che non si decompongono completamente o rimosse e sostituite ogni qualche settimana.
Per acidificare e scurire ulteriormente l'acqua si possono usare anche le pignette di ontano, che hanno ulteriori effetti battericidi e antimicotici, non è necessario utilizzare la torba naturale, la cui raccolta è sia insostenibile che dannosa per l'ambiente.
Molto simile alla fibra di torba è la fibra di cocco, che è essenzialmente un sottoprodotto industriale e soprattutto una risorsa rinnovabile; se ne può lasciar cadere qualche manciata nella vasca. Dopo pochi giorni diventerà completamente satura d'acqua e affonderà sul fondo, dove può sembrare davvero efficace. A condizione che venga praticata una buona routine di mantenimento dell'acqua, non dovrebbero verificarsi effetti negativi utilizzando torba o foglie in acquario.

Questa specie sta meglio in condizioni di luce piuttosto debole, per cui le piante acquatiche più indicates sono quelle in grado di sopravvivere in tali condizioni, come le specie di Microsorum, Taxiphyllum o Cryptocoryne.

Comportamento e compatibilità: Questa specie è molto tranquilla, il che la rende un abitante ideale della vasche di comunità con compagni però ben scelti. Essendo gli esemplari in commercio prevalentemente d'allevamento, non pongono particolari difficoltà per quanto riguarda i valori dell'acqua, basta che sia anche solo leggermente acida e tenera, per cui possono essere combinati con molti dei pesci più popolari in acquariofilia, tra cui altri piccoli ciprinidi e tetra, livebearer, ciclidi nani, pesci gatto e botia.
Come sempre, quando si seleziona una comunità compatibile di pesci, è essenziale fare ricerche approfondite, tenendo in considerazione in questo caso anche le sue piccole dimensioni da adulto.
Alcune delle specie più comunemente esportati con cui vive in natura includono Striuntius lineatus, Desmopuntius pentazona, Trigonopoma pauciperforatum, Rasbora einthovenii, e varie specie di Pangio. E' anche un compagno ideale per anabantoidei quali le specie di Betta o Sphaerichthys più piccole.

Si tratta di un pesce di branco per natura e deve essere allevato in un gruppo di almeno 8-10 esemplari.
L'allevamento in numero decente non solo renderà i pesci meno nervosi, ma darà come risultato il loro mostrare più efficacemente comportamento e aspetto naturale, mentre i maschi potranno anche mostrare i loro colori migliori, in quanto competeranno l'uno con un altro per l'attenzione delle femmine.

Alimentazione

Le analisi del contenuto dello stomaco di esemplari selvatici hanno rivelato che questi pesci sono dei micropredatori, che in natura si nutrono di piccoli insetti, vermi, crostacei e altro zooplancton. In acquario accettano volentieri il mangime secco in fiocchi e granuli di dimensioni adeguate, ma l'ideale sarebbe quello di offrire pasti giornalieri di piccola cibo vivo e/o congelato come Daphnia, Artemia e simili.

Comportamento riproduttivo
Specie che disperde le uova in acque aperte, senza cure parentali
Dimorfismo sessuale

Le femmine mature hanno il ventre notevolmente più rotondo e spesso sono un po' più grandi dei maschi.

Riproduzione

Brevibora dorsiocellata in natura depone disperdendo le uova in acque basse, a circa 15 cm di profondità. Come molti piccoli ciprinidi, Brevibora dorsiocellata depone di continuo, disperdendo le uova in acqua e non presenta alcuna cura parentale. Ciò significa che quando i pesci sono in buone condizioni si riproducono spesso e in un acquario maturo e densamente piantumato è possibile che inizino a comparire un piccolo numero di avannotti senza bisogno di alcun intervento. Se si desidera aumentare il numero di avannotti sopravvissuti è necessario un approccio leggermente più controllato.
Il gruppo adulto può essere condizionato insieme, ma si dovrebbe allestire uno o più piccoli acquari da parte, dedicati alla riproduzione. Dovrebbero essere molto poco illuminati, fornito di un folto cespuglio di qualche pianta a foglie fini, tipo il Taxiphyllum, con il fondo o lasciato nudo o coperto con una sorta di rete con le maglie sufficientemente grandi da lasciare passare le uova che non riescono ad aderire alla pianta ma abbastanza piccole da impedire che i genitori le raggiungano. Talvolta si consiglia anche quella stuoia verde simile ad un tappeto erboso, che viene utilizzato anche per la riproduzione di specie affini.

L'acqua dovrebbe avere un pH da leggermente acido a neutro, con una temperatura di 24-25°C. Quando i pesci adulti sono ben condizionati e le femmine appaiono piene di uova, si possono introdurre una o due coppie per ogni acquario preparato. La deposizione delle uova può essere stimolata aggiungendo piccole quantità di acqua fresca ogni poche ore, in modo che l'acquario venga progressivamente riempito, e fornendo più volte al giorno cibo vivo e/o surgelato. Normalmente avvengono più deposizioni prima che una femmina abbia deposto tutte le uova. Gli adulti probabilmente si mangeranno tutte le uova che riusciranno a trovare, per cui è meglio rimuoverli dopo un paio di giorni. A questo punto se era stato previsto un filtro è meglio fare in modo che sia del tipo a spugna, perché non possa aspirare nè uova nè avannotti, . L'incubazione delle uova delle specie di rasbora dipende molto dalla temperatura, ma di solito richiede dalle 18 alle 48 ore, con i piccoli che raggiungono il nuoto libero da 24 a 48 ore più tardi. Il cibo iniziale deve essere molto piccolo, costituito da parameci o simili, e si possono introdurre naupli d'artemia, microworm e simili solo quando gli avannotti saranno abbastanza grandi per accettarli.

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Gruppo di mini-rasbora o dwarf-rasbora, Brevibora dorsiocellata - Foto © Frank Schäfer (Aquarium Glaser GmbH)