Attenzione

Carinotetraodon borneensis

(Regan, 1903)

Relativamente raro nel commercio acquariofilo, è disponibile occasionalmente, e le sue esigenze d'allevamento sono simili a quelle degli altri congeneri.

Maschio adulto di Carinotetraodon borneensis, dal bacino superiore del Batang Sadong, Sarawak, Malaysia (Borneo) - Foto © Michael Lo

Vista dorsale di Carinotetraodon borneensis, si vede la caratteristica macchia a forma di V - Foto © Michael Lo

Nome comune
Bornean red eye puffer
Aspettativa di vita

5 - 8 anni

Dimensioni massime in natura

4.4 cm SL

La specie Carinotetraodon borneensis è relativamente rara nel commercio acquariofilo, ma è disponibile in alcune occasioni, a volte mescolato tra spedizioni del congenere Carinotetraodon salivator. Le due specie possono essere distinte dal fatto che Carinotetraodon salivator possiede una serie di distinte barre scure sulla testa e sul corpo in entrambi i sessi, un disegno della livrea unico all'interno del genere.

Carinotetraodon borneensis è incluso in un gruppo spesso definito come "pesci palla dagli occhi rossi", che attualmente contiene quattro specie riconosciute distribuite in Indocina e nelle isole della Sonda Maggiore.
Può essere distinto dai restanti membri di questo gruppo, Carinotetraodon irrubesco, Carinotetraodon lorteti e Carinotetraodon salivator, dalla seguente combinazione di caratteri: 12-13 raggi nella pinna dorsale; 16 raggi nelle pinne pettorali; 11-13 raggi nella pinna anale; 12 raggi nella pinna caudale; occhi non sporgenti sopra la testa; nei maschi pinna dorsale arancione, macchia nera su base della pinna dorsale, base delle pinne pettorali con una barra nera, pinna anale ialina con bordo nero, pinna caudale grigiastra e nera con bordo distale bianco, nessuna macchia nella gola, nessuna barra sul corpo.

I pesci della famiglia Tetraodontidae sono indicati collettivamente come pesci palla, per la loro capacità di gonfiare il loro stomaco elastico con acqua o aria, grazie a un diverticolo ventrale specializzato dello stomaco. Questa di solito è una risposta a qualche tipo di stress o di minaccia, anche se in acquario molti esemplari sembrano gonfiarsi senza un'apparente ragione. I pesci diventano due o tre volte la loro dimensione normale, abbastanza grandi da spaventare molti potenziali predatori o da diventare molto difficili da ingoiare. Quando si fanno operazioni di manutenzione nell'acquario dei pesci palla, è importante fare con calma, senza spaventarli, perché se gonfiandosi inghiottissero dell'aria, non riuscirebbero più ad espellerla, e sarebbero condannati ad una lenta morte a galla, senza riuscire più a nuotare e a nutrirsi. Anche nel caso andassero spostati di vasca, non va mai usato il retino, che li esporrebbe all'aria, ma vanno raccolti con un contenitore solido, come un grosso bicchiere o una ciotola, e spostati con tutta la loro acqua.

Come risultato di questi adattamenti morfologici, i pesci palla hanno uno stile di nuoto del tutto particolare, grazie ad una combinazione unica di ondulazioni delle pinne pettorali e mediane, denominate 'nuoto diodontiforme'. Sono anche in grado di produrre suoni digrignando la mascella/denti faringei o facendo vibrare la vescica natatoria.
I pesci palla sono pesci d'acqua dolce secondari, la maggior parte dei membri vive esclusivamente in ambienti marini.

I pesci palla hanno anche diversi altri adattamenti interessanti. Sono uno dei pochi pesci che possono effettivamente ammiccare o chiudere gli occhi, il che aggiunge ulteriore fascino a quello che è già un pesce con molto carattere. Hanno anche una bocca simile ad un becco, formato dalla fusione di 2 denti da ciascuna mascella (da cui Tetraodon, quattro denti). Viene usato per schiacciare invertebrati con il guscio, il cibo preferito della maggior parte dei pesci palla.

Molte parti del corpo dei pesci palla contengono un veleno potenzialmente mortale, e diverse specie sono tra i vertebrati più velenosi al mondo. I loro organi interni, in particolare fegato e gonadi, contengono quantità letali di una sostanza nota come tetrodotossina o sassitossina, che in alcuni casi può accumularsi nelle gonadi durante la stagione riproduttiva, e dipende dalla specie, dall'area geografica e dal periodo dell'anno. E' la stessa neurotossina che si trova nel famigerato polpo dagli anelli blu. La tossina non è prodotta dai pesci stessi, ma da batteri simbiotici che abitano i visceri, che sono stati registrati anche in un certo numero di altri animali, tra cui tritoni, stelle marine e polpi. Se ingerita in quantità sufficienti può provocare paralisi e morte. E' circa 100 volte più potente del cianuro di potassio, l'ingestione di circa 25 mg è sufficiente ad uccidere un uomo di 75 kg, e non esiste attualmente alcun antidoto. Grottescamente, la vittima di solito rimane cosciente mentre rimane paralizzata. Nonostante questo, la carne di pesce palla è considerata una prelibatezza in Giappone, dove è conosciuta come fugu. È preparato solo da chef altamente qualificati, e nonostante questo ogni anno un certo numero di persone sono morte dopo averlo mangiato.

Il genere Carinotetraodon è stato proposto per la prima volta da Benl (1957) per ospitare Carinotetraodon chlupatyi Benl 1957, attualmente considerato un sinonimo di Carinotetraodon lorteti. Sono distribuiti nel sud dell'India e nel Sud-Est asiatico, e si differenziano da tutte le altre specie di Tetraodontidae dalla presenza di raggi medio-dorsali e medio-ventrali nei maschi. Questi vengono usati durante il corteggiamento e nelle parate di minaccia e a volte vengono indicati come "chiglie" dagli acquariofili. E' anche l'unico genere all'interno della famiglia Tetraodontidae in cui i maschi e le femmine esibiscono un forte dimorfismo e dicromatismo sessuale.

Il genere Carinotetraodon si distingue dagli altri generi all'interno della famiglia Tetraodontidae per la presenza di chiglie dorsali e ventrali distintive nei maschi, oltre al dimorfismo sessuale distinto in termini di morfologia e livrea.

La famiglia Tetraodontidae è il gruppo più specioso tra i Tetraodontiformes e i suoi membri popolano le acque costiere di Sud America, Africa Centrale e Sud-Est asiatico. E' l'unica famiglia dei Tetraodontiformes in cui è presente un certo numero di membri che vivono e si riproducono esclusivamente in acqua dolce, e prove genetiche confermano che i tempi della loro espansione nelle zone di distribuzione differiscono, si verificarono in tutto 0-10 milioni di anni fa in America del Sud, 17-38 milioni di anni fa in Africa Centrale e 48-78 milioni di anni fa nel Sud-Est asiatico.

I Tetraodontidae sono spesso indicati collettivamente come "pesci palla" in riferimento alla loro capacità di gonfiare rapidamente i loro corpi con acqua o aria quando si sentono minacciati. Altri caratteri distintivi dei tetraodontidi includono una pelle dura, solitamente ricoperta da piccole spine, una placca dentale a forma di becco divisa da una sutura mediana, un'apertura branchiale anteriore ridotta alla base della pinna pettorale, nessun raggio nella pinna pelvica o raggi spinosi, base delle pinne dorsale e anale tipicamente corta, e senza costole.

Nel 2013, nel suo lavoro The Fishes of the Inland Waters of Southeast Asia: A Catalogue and Core Bibliography of the Fishes Known to Occur in Freshwaters, Mangroves and Estuaries il dott. Maurice Kottelat ha revisionato la già contrastata tassonomia della famiglia Tetraodontidae. Studiando nel dettaglio la posizione nomenclaturale dei Tetraodontidae del sud-est asiatico, ha stabilito il nuovo genere Pao (specie tipo Tetraodon leiurus Bleeker 1850) che include 13 specie comprese in precedenza nei generi Tetraodon e Monotrete, e che si differenziano dagli altri pesci palla per il loro unico disegno della livrea e per un peduncolo premascellare molto allungato che crea uno spazio aperto notevolmente ampliato tra i bordi dorsomediali. Quindi il nome generico Tetraodon viene ora applicato solo a sei specie di pesci palla africani d'acqua dolce.

Kottelat (2013) ha anche riconosciuto Leiodon Swainson 1839 come genere valido, che comprende Tetrodon cutcutia Hamilton 1822, distribuito nelle acque dolci dell'Asia meridionale, ed ha riconosciuto valido il genere Dichotomyctere Duméril 1855 per sei specie: Dichotomyctere erythrotaenia (Bleeker 1853), Dichotomyctere fluviatilis (Hamilton 1822), Dichotomyctere kretamensis (Inger 1953), Dichotomyctere nigroviridis (Marion de Proce 1822), Dichotomyctere ocellatus (Steindachner 1870) e Dichotomyctere sabahensis (Dekkers 1975).

Saenjudaeng et al. (2013) descrissero Tetraodon palustris come una nuova specie dal bacino del Mekong in Thailandia. Alla data della pubblicazione, luglio 2013, gli autori non erano a conoscenza del lavoro di Kottelat (2013), che proponeva genere Pao, però è chiaro dalla descrizione originale di Tetraodon palustris, che è una specie di Pao, il che porta il numero totale di specie in quel genere a 14.

  • Specie d'acqua dolce
  • Specie che, nonostante le ridotte dimensioni, è aggressiva, territoriale e tendenzialmente mangiatrice di squame: non adatta ai "comuni" acquari di comunità
  • Specie che talvolta viene riprodotta in cattività, ma gli esemplari in commercio provengono praticamente tutti dalla cattura in natura. Chiedete sempre al negoziante se i pesci che state per prendere sono di cattura o d'allevamento.
Distribuzione

Asia: Borneo, attualmente sembra che viva soltanto nel Sarawak meridionale.

La località tipo di Carinotetraodon borneensis è "Stato del Sarawak, Borneo, Malesia orientale".
E' conosciuto solo nello stato meridionale del Sarawak, Malesia (Borneo), con record confermati dai sistemi fluviali Sarawak, Sadong e Rajang.

DATA DEFICIENT

STATO NELLA LISTA ROSSA IUCN:
DATA DEFICIENT (dati carenti)

  • Carinotetraodon borneensis: la distribuzione e lo stato della specie in natura, sul sito della IUCN Red List, il più ampio database di informazioni sullo stato di conservazione delle specie animali e vegetali di tutto il mondo.
Habitat

Ambiente: bentopelagico; acqua dolce; Clima: tropicale
Probabilmente abitano le zone degli argini con vegetazione acquatica o terrestre sommersa.

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Un tributario del fiume Sungai a Sarawak (Borneo), nelle vicinanza di Bau, biotopo di Carinotetraodon borneensis - Foto © Michael Lo

Temperatura in natura

23 - 26°C

Valore pH in natura

6.0 - 7.8

Allevamento

Dimensioni minime dell'acquario: 60x30x30h cm per una coppia o un trio (1 maschio e 2 femmine); per un gruppo di 4-5 esemplari o più ci vuole un acquario più grande.
L'ideale è allevare Carinotetraodon borneensis in un acquario fittamente piantumato, con legni o radici disposti in modo da creare ripari e zone ombreggiate (se non si riesce a trovare legni della forma desiderata, si possono usare tranquillamente pezzi di rami di faggio o di quercia comune, completamente essiccati e privati della corteccia.) e piante galleggianti per schermare la luce, in quanto normalmente sono abbastanza timidi in un ambiente luminoso. Inoltre come tutti i pesci palla sono molto intelligenti, per cui hanno bisogno di un allestimento ben strutturato da esplorare.

L'aggiunta di un po' di lettiera di foglie secche (sono adatte foglie di faggio, quercia o mandorlo indiano Ketapang; si può usare anche una miscela di tutte e tre) enfatizza ulteriormente la sensazione naturale e, oltre a offrire dei ripari aggiuntivi per i pesci, induce la crescita di benefiche colonie microbiche mano a mano che avviene la decomposizione. Questi microrganismi possono fornire una preziosa fonte di cibo secondario per gli avannotti, mentre si ritiene che i tannini e altre sostanze chimiche rilasciate dalle foglie in decomposizione siano utili per le specie di pesci, provenienti da zone d'acqua nera o no.
Le foglie possono essere lasciate nella vasca fino a che non si decompongono completamente o rimosse e sostituite ogni qualche settimana.
L'acqua dovrebbe essere ben ossigenata, ma senza troppo movimento.
Questo pesce non va mai aggiunto ad un acquario biologicamente immaturo, in quanto mal sopporta le oscillazioni nella chimica dell'acqua, e dovrebbero essere considerati obbligatori cambi d'acqua settimanali del 20-30% del volume dell'acquario.

Comportamento e compatibilità: Carinotetraodon borneensis è una specie meno aggressiva di alcuni membri del genere, ma è comunque meglio allevarla da sola o insieme a un gruppo di pacifici ciprinidi delle dimensioni abbastanza grandi da sfuggire ad un'eventuale predazione ma abbastanza piccoli da non sopraffarli nella concorrenza alimentare o costituire una minaccia.
Carinotetraodon borneensis è solo vagamente gregario, i maschi in particolare tendono a proteggere il loro spazio individuale, ma se ci sono abbastanza ripari e nascondigli possono essere allevati anche in gruppo.
Possono avere un carattere molto variabile: alcuni individui sono molto aggressivi, altri sono molto timidi. Sono in genere molto territoriali. Rimangono inattivi durante il giorno, per diventare cacciatori attivi quando si spengono le luci.

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Temperatura in acquario

20 – 28°C

Valori acqua in acquario
pH: 6.0 – 7.5
Durezza: 36 – 215 ppm
Alimentazione

Le specie di Carinotetraodon in natura predano molluschi e crostacei acquatici, e in acquario dovrebbe essere offerta loro una dieta carnosa comprendente sia cibo vivo che congelato, come chironomus, artemia, mysis, gamberetti/gamberi tritati, etc. In acquario mangiano anche avannotti e caridine, e in genere non accettano il mangime secco, tanti arrivano anche a lasciarsi morire di fame se non viene offerta una dieta adeguata, con cibo vivo o almeno congelato.

I Tetraodontidi non hanno veri denti, ma hanno un apparato boccale simile a un becco, formato dalla fusione di 2 strutture simili a denti su ciascuna mascella (da cui Tetraodon, che significa quattro denti) che sono usati per schiacciare gli invertebrati sgusciati, il cibo preferito della maggior parte dei pesci palla. Il becco, o i denti che dir si voglia, crescono continuamente ad una velocità sorprendente, per cui bisogna offrire pasti regolari costituiti da invertebrati con il guscio, come lumache, piccole chele di granchio, vongole, ecc, per cercare di mantenerli ad una lunghezza ragionevole.
Ci sono alcune prove che indicano che l'aufwuchs costituisce una parte significativa della loro dieta naturale, per cui può valere la pena di permettere o addirittura incoraggiare la crescita delle alghe sugli arredi dell'acquario.
Altri alimenti possono includere crostacei tritati, piccoli lombrichi, e chironomus, artemia, ecc. vivi e/o congelati. Il mangime secco non dovrebbe costituire la componente principale della loro dieta, anche se può essere utile fornire del pellet con una consistenza molto dura.

Comportamento riproduttivo
Specie ovipara, con cure parentali paterne
Dimorfismo sessuale

Nei maschi colore del corpo è grigio e leggermente screziato, e non è nettamente separato dal ventre biancastro e dalla parte inferiore della testa, piuttosto si fonde gradualmente. C'è una sottile striscia giallastra che si estende posteriormente dall'occhio al peduncolo caudale, più un disegno a forma di V di colore simile, sulla superficie dorsale e una stretta barra interorbitale. Le estremità del disegno a V raggiungono il margine posteriore superiore dell'occhio, ma non sono a contatto con la barra interorbitale, mentre una secondo, più piccola V si estende anteriormente dalla base della pinna dorsale.
Tutti i maschi possiedono un'ampia banda rossa a metà del ventre e a volte anche il dorso è rosso. La pinna pettorale è incolore con una base nera, la pinna anale è incolore e talvolta venata di rosso, la pinna dorsale è rossa con una macchia scura alla base e la pinna caudale è da bluastra a giallastra o grigiastra, con bande distali bianche e nere.

Le femmine non sono state incluse nella ridescrizione delle specie di Tan (1999), ma gli esemplari in commercio acquariofilo sono in possesso di una banda laterale pallida simile a quella dei maschi, ma più ampia, a volte interrotta, e possono contenere alcune macchie brunastre irregolari. I disegni a forma di V sono presenti anche più ampi di quelli nei maschi, e il resto del corpo è punteggiato con chiazze pallide irregolari. Il ventre è biancastro, ma senza marcature brunastre, e vi è una macchia più scura solo anteriormente all'origine della pinna anale.
Le pinne sono per lo più incolori ma la dorsale contiene deboli strisce mentre la caudale è giallastra con macchie reticolari e diverse strisce scure. L'occhio è rosso nei maschi e nelle femmine, ma nei primi a volte sembrano verde-blu.

Riproduzione

La riproduzione non è ancora stata registrata in acquario, probabilmente anche perchè non sono molto diffusi in commercio. Si sa che il congenere Carinotetraodon lorteti disperde le uova tra la vegetazione e il maschio le sorveglia fino alla schiusa, e probabilmente anche Carinotetraodon borneensis ha un comportamento simile.

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Taxa principali

Bornean red eye puffer

Relativamente raro nel commercio acquariofilo, è disponibile occasionalmente, e le sue esigenze d'allevamento sono simili a quelle degli altri congeneri.

Dimensioni max: 4.4 cm SL
Aspettativa di vita: 5 - 8 anni
Temperatura: 23 - 26°C
Imitating dwarf puffer

Viene importato dall'India insieme a Carinotetraodon travancoricus, con il quale spesso viene confuso. L'allevamento in acquario è abbastanza semplice, l'aggressività intraspecifica è relativamente bassa.

Dimensioni max: 2,2 cm
Aspettativa di vita: 5 - 8 anni
Red-tailed Red-eye puffer

Questa specie non è molto comune nel commercio acquariofilo, presumibilmente perché nei suoi fiumi nativi non viene praticata la pesca ai fini del commercio per gli acquari.

Dimensioni max: 4.5 cm SL
Aspettativa di vita: 5 - 8 anni
Temperatura: 23 - 26°C
Redeye puffer

Nonostante siano abbastanza popolari nel commercio acquariofilo, sono probabilmente la specie più aggressiva e territoriale tra i Carinotetraodon, e possono cambiare colore a seconda dell'ambiente e dello stato d'animo.

Dimensioni max: 6.0 cm SL
Aspettativa di vita: 5 - 8 anni
Temperatura: 24 - 28°C
Striped Redeye Puffer

Questo pesce palla nano d'acqua dolce è molto difficile da trovare in commercio, in genere viene confuso con Carinotetraodon irrubesco e Carinotetraodon lorteti con i quali è strettamente correlato.

Dimensioni max: 4.0 cm SL
Aspettativa di vita: 8 - 10 anni
Temperatura: 23 - 26°C
Malabar puffer, Pesce palla nano

E' probabilmente la più piccola specie di pesce palla, ed è sicuramente uno dei pesci più piccoli in commercio, anche se è fin troppo spesso venduto senza le informazioni corrette necessarie per la sua salute e cura a lungo termine.

Dimensioni max: 3.5 cm TL; è tuttavia difficile che superino i 2,5 cm di lunghezza
Aspettativa di vita: 5 - 8 anni
Temperatura: 22 - 28°C
Riferimenti & Link

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Piccolo compendio di quello che c'è da sapere prima di comprare questi pesci, per poterli allevare al meglio, o per non comprarli affatto :-)

Tutto Quello Che Avreste Sempre Voluto Sapere Ma Non Avete Mai Osato Chiedere su allevamento e riproduzione dei Carinotetraodon, grazie ai messaggi più interessanti di it.hobby.acquari

Consigli e suggerimenti generali per allevarli nella maniera più adatta, rispettando le loro esigenze, tenendo conto che alle loro minuscole dimensioni e al loro aspetto tenero e simpatico NON corrispondono affatto un carattere pacifico e tranquillo... possono essere violenti, ferocemente territoriali, mangiatori di pinne e squame di pesci anche molto più grandi di loro.