Racconto di un viaggio che è la realizzazione di un sogno: osservare in natura i ciclidi del lago Malawi, in Africa orientale, con descrizione e foto dei pesci nel loro habitat

Tratto e tradotto dall'articolo:
"Collecting cichlids: in my african dream"
di Steve Thompson
sul sito Aquarticles.com

Steve Thompson in questo articolo racconta di come, molti anni prima, quando iniziò ad allevare ciclidi africani, lesse storie e vide le prime fotografie del Lago Malawi e dei suoi pesci. Sognava che un giorno sarebbe andato a vedere di persona i pesci nel loro habitat naturale, senza mai pensare che questo sogno si sarebbe avverato. Circa dieci fa ricorda di aver discusso con Alan Dekker, un amico e appassionato di ciclidi, del loro comune sogno di visitare un giorno il lago. Dopo molte battute d'arresto, solitamente dovute a matrimoni o divorzi, circa 18 mesi fa Steve e Alan decisero finalmente che nulla avrebbe ostacolato il loro viaggio. Così iniziarono a pianificare la partenza per settembre/ottobre del '98, che è il periodo migliore per visitare il Lago Malawi perché l'acqua è solitamente molto limpida, essendo la fine della stagione secca, mentre quella umida non inizia fino a metà novembre. Hanno iniziato contattando Stuart Grant, il noto pescatore ed esportatore di pesci del lago, tramite il suo indirizzo e-mail. Gli hanno fatto molte domande su come arrivare, cosa portare, mezzi di trasporto, ecc. Sebbene Stuart fosse molto disponibile alle loro richieste, non era riuscito a dar loro molti consigli. Aveva solo detto di viaggiare leggeri e di contattarlo se e quando fossero arrivati. Steve Thompson viaggiava quindi molto leggero, portando solo il minimo indispensabile, un sacco a pelo, una zanzariera, la macchina fotografica, l'attrezzatura per lo snorkeling e qualche altro elemento essenziale, il tutto in uno zaino di medie dimensioni.

La prima cosa che aveva fatto insieme ad Alan Dekker è stata prenotare un volo di andata e ritorno per Harare, capitale dello Zimbabwe, e poi avrebbero scoperto come sarebbero arrivati ​​in Malawi una volta in Africa. Il resto di questo articolo è stato scritto da Steve Thompson giorno per giorno, come suo diario. Qui sotto è riportato così come lo ha scritto, con le sue parole tradotte dall'inglese.

Giorno 1

Siamo partiti da Sydney alle 9:20 del mattino e abbiamo fatto uno scalo a Perth e un altro a Johannesburg. È stato un volo lungo, con circa 20 ore complessive di volo. Siamo arrivati a Harare alle 9:20 di sera e abbiamo preso un taxi per uno dei tanti ostelli per backpacker. Uno degli oggetti più importanti che avevamo portato con noi era una guida Lonely Planet. Elencava tutti gli ostelli per backpacker in Zimbabwe e Malawi, classificandoli in base a vari criteri. Si è rivelata davvero una risorsa preziosissima. Facevamo fatica a credere di essere davvero in Africa, ma nonostante il lungo viaggio siamo riusciti comunque a dormire bene quella notte.

Giorno 2

Ci siamo svegliati con una splendida giornata calda e soleggiata a Harare. La temperatura era di 32 gradi, ma si tratta di un caldo molto secco, per niente umido come a Sydney. Harare è una bellissima città moderna, con bei parchi e giardini e ottimi mercati dove si possono acquistare a poco prezzo sculture in pietra e in legno. Siamo andati a prenotare il volo per Lilongwe, capitale del Malawi. Il biglietto di ritorno a data aperta costava solo 83 dollari USA. Se lo avessimo prenotato in Australia, sarebbe costato molto di più.

Giorno 3

Il nostro volo non era previsto prima delle 17:25, quindi al mattino siamo andati in un parco faunistico e abbiamo visto alcuni leoni e ghepardi. Immagino che sia ciò che la maggior parte delle persone viene in Africa a vedere, ma noi eravamo interessati solo a raggiungere il lago. Nel pomeriggio ho avuto un piccolo problema mentre scrivevo delle cartoline all’ufficio postale. Ho appoggiato il portafoglio sul bancone e, mentre ero distratto, una mano ha superato il bancone e ha afferrato il mio portafoglio. Per fortuna Alan, un viaggiatore esperto, si è accorto di ciò che stava succedendo e ha colto il ladro sul fatto. In futuro dovrò fare molta più attenzione. Il nostro volo pomeridiano è arrivato a Lilongwe alle 18:25. Abbiamo alloggiato in una pensione economica vicino al deposito degli autobus. Lilongwe è molto diversa da Harare: appena arrivati ci si rende subito conto di quanto il Malawi sia povero rispetto allo Zimbabwe.

Giorno 4

Un’altra giornata calda e secca. Abbiamo deciso di andare prima a Cape Maclear perché pensavamo fosse facile da raggiungere. Dopotutto è un Parco Nazionale e una destinazione turistica… o almeno così credevamo! Abbiamo deciso di noleggiare un’auto per percorrere i 200 km. Gli autobus vanno bene se non ti dispiace viaggiare insieme a galline, capre e circa 60 o 70 persone del posto su un mezzo progettato per ospitarne 40. Ci siamo messi in viaggio sulla strada per l’INFERNO! Buche enormi che avrebbero potuto inghiottire un autobus a due piani, e la strada era distrutta in diversi punti. Circa 70 km del percorso erano più simili a un sentiero per capre, e ci sono volute 5 ore per coprire i 200 km. Siamo arrivati a Cape Maclear verso l’una del pomeriggio. Abbiamo attraversato in auto il villaggio di Chembe, un villaggio di pescatori proprio sulla riva del lago. Eravamo molto accaldati e impolverati, e l’odore del pesce messo ad essiccare sulle rastrelliere che ci ha accolti era quasi insopportabile. È stato uno shock enorme al nostro arrivo. Non c’erano turisti, solo pochi backpacker, e nessun hotel, ma solo capanne di fango con tetti di paglia: di certo non la destinazione turistica che mi aspettavo. L’alloggio era molto spartano, una sola stanza con due letti e senza elettricità; però era economico, solo 2,50 dollari USA a notte per entrambi, ed era direttamente sulla riva del lago, con vista frontale sull’isola di Thumbi West.

Cape Maclear a Chembe, sul lago Malawi in Africa orientale - Foto © Steve Thompson

Abbiamo buttato gli zaini nella nostra stanza, preso l’attrezzatura da snorkeling e ci siamo diretti verso l’acqua, senza renderci conto che avremmo dovuto affrontare una vera e propria fila di ragazzi del posto, desiderosi di affittarci le loro canoe scavate nel tronco e di venderci piccoli oggetti artigianali.
Alla fine siamo riusciti a negoziare un prezzo perché un paio di loro ci portassero alle Rocce di Mitande, che si trovano appena al largo dell’isola di Thumbi West.
La nostra prima immersione è stata incredibile! Ha superato di gran lunga le nostre aspettative più sfrenate.
Non riuscivamo a credere alla varietà di pesci e a quanto ci si potesse avvicinare a loro: erano letteralmente ovunque.
Finalmente ero nel pieno del mio sogno africano.

Ragazzi che fanno da guida e da affitta-canoe per chi vuole immergersi nel lago Malawi in Africa orientale - Foto © Steve Thompson

Abbiamo visto splendidi Maylandia callainos (B.B. Zebras), Tropheops tropheops (Red Cheek Tropheops), Labeotropheus fuelleborni, Labeotropheus trewavasae, Labidochromis frieri, Melanochromis johannii, Melanochromis exasperatus, Pseudotropheus aurora, Maylandia callainos (Cobalt Zebras), Fossorochromis rostratus, Taeniolethrinops macrostoma, Cynotilapia euchilus, Pseudotropheus livingstonii, Copadichromis jacksoni, Copadichromis morrii, Cynotilapia afra, Chindongo elongatus (ex Pseudotropheus elongatus), Melanochromis auratus, Mylochromis vermivorus, Petrotilapia, Petrotilapia spilonotus e tantissime altre specie che non siamo proprio riusciti a identificare.

E tutto questo in una sola immersione di un’ora. I colori erano così intensi che sembrava di fare snorkeling sulla Grande Barriera Corallina. Assolutamente incredibile! Siamo rimasti completamente senza parole.
Siamo tornati indietro e ci siamo seduti sulla spiaggia, abbiamo bevuto un paio di birre, ma non riuscivamo a smettere di parlare: eravamo ancora carichi di entusiasmo.

Immersione nel lago Malawi in Africa orientale - Foto © Steve Thompson

Sulla spiaggia abbiamo incontrato alcuni altri acquariofili danesi, che ci hanno detto di essere in Malawi da tre settimane e di aver alloggiato da Stuart Grant.
Ho chiesto: "Siete con Ad Konings?"
Loro hanno risposto: "Sì".
Allora ho chiesto: "E dov’è?"
Mi hanno risposto: "Proprio accanto a te".
WOW! Il primo giorno qui e incontriamo Ad Konings. Non riuscivamo a credere alla nostra fortuna. Era a Cape Maclear solo per una notte. Abbiamo chiacchierato con lui e con i tre danesi per un paio d’ore, e ci ha invitati a unirci a loro più tardi quella sera per pizza e birra.
Che giornata incredibile per essere il nostro primo giorno a Cape Maclear. La delusione iniziale è stata presto dimenticata. Non vediamo l’ora che arrivi domani.

L'incontro di Steve Thompson e Alan Dekker con Ad Konings sullo sfondo del lago Malawi in Africa orientale - Foto © Steve Thompson

Giorno 5

Non abbiamo dormito molto bene. Credo fossi ancora troppo eccitato per il fatto di essere finalmente lì. Abbiamo fatto colazione con Ad e gli altri e più tardi ci siamo salutati, dicendo che li avremmo rivisti la settimana successiva da Stuart Grant. Io e Alan abbiamo fatto un accordo con due abitanti del posto per trascorrere una giornata sull’isola di Thumbi West, con un barbecue di pesce sull’isola per pranzo.

Abbiamo fatto snorkeling per ore e visto molti pesci che vivono sulla sabbia, con enormi nidi sabbiosi appartenenti a Dimidiochromis kiwinge e a grandi specie di Lethrinops. Abbiamo visto un “Blue Peacock” e, sopra alcune zone di canneto, abbiamo osservato Hemitilapia oxyrhynchus mentre si nutriva.
Abbiamo visto anche Polystigma e Linni mentre si alimentavano di avannotti di Mbuna. Inoltre abbiamo rivisto molte delle specie già osservate il primo giorno.
Siamo ancora stupiti da quanto possiamo avvicinarci ai pesci.
A volte bisogna perfino spingerli via, perché si avvicinano troppo per poterli fotografare.

Immagine subacquea dei ciclidi del lago Malawi in Africa orientale - Foto © Steve Thompson

Giorno 6

Dopo aver passato ieri 6 o 7 ore a fare snorkeling, abbiamo deciso di fare qualcosa di un po’ diverso. Oggi abbiamo noleggiato una barca a motore e siamo risaliti lungo il lago per qualche chilometro per vedere alcuni ippopotami. Ne abbiamo visti solo una mezza dozzina e spuntavano fuori con la testa solo per brevissimi istanti. Non siamo potuti arrivare molto vicino, forse solo fino a circa 50 metri, perché possono attaccare le imbarcazioni. Ogni anno in Africa più persone vengono uccise dagli ippopotami che da qualsiasi altro animale.

Durante il viaggio di ritorno abbiamo fatto ancora un po’ di snorkeling sulla sabbia e abbiamo visto altri Polystigma, Oxyrhynchus e Lethrinops.
Abbiamo concluso la giornata cenando con pesce e riso. Dopo un’altra lunga e calda giornata sotto il sole africano ci si sente piuttosto stanchi, quindi siamo andati a dormire presto.

Immagine subacquea dei ciclidi del lago Malawi in Africa orientale - Foto © Steve Thompson

Giorno 7

Oggi abbiamo preso una canoa scafo scavato per Domwe Island e Ilala Gap, è circa 2-3 km. Ci è voluta circa un’ora di pagaia molto intensa, ma ce l’abbiamo fatta. L’ambiente intorno a Domwe Island era molto diverso dagli habitat sottomarini che avevamo visto altrove. L’acqua intorno all’isola era molto profonda, con enormi massi a circondare l’isola.

Canoa a Domwe Island sul lago Malawi in Africa orientale - Foto © Steve Thompson

Abbiamo visto vari Utaka, alcuni O.B. Tropheops, sia maschi che femmine, e un bellissimo Chindongo elongatus (ex Pseudotropheus elongatus) con il corpo e la coda gialli. Nel canale tra l’isola di Domwe e il promontorio di Cape Maclear, noto come Ilala Gap, abbiamo visto Protomelas labridens e alcuni maschi molto grandi di Rostratus in pieno colore. Intorno al promontorio di Cape Maclear abbiamo anche visto molti “Blue Peacocks”, che si trovavano a profondità abbastanza elevate, il che li rendeva difficili da fotografare.
Abbiamo inoltre incontrato dei Pseudotropheus microstoma molto colorati, che ricordo di aver avuto nel mio acquario circa 20 anni fa; peccato che ora siano scomparsi dal mercato acquariofilo in Australia.
Abbiamo visto così tanti Mbuna dai colori brillanti, e erano così comuni che abbiamo dovuto ricordarci di non darli per scontati.

Immagine subacquea dei ciclidi del lago Malawi in Africa orientale - Foto © Steve Thompson

Abbiamo mangiato ancora pesce e riso per cena e ora ci rendiamo conto che qui a Cape Maclear non c’è molta varietà di cibo. Almeno stiamo mangiando in modo sano – niente McDonald’s o KFC nei paraggi!

Giorno 8

Alan ha fatto oggi la sua prima immersione subacquea con una giovane coppia che gestisce una scuola di immersioni a Cape Maclear. Lei è un’altra australiana e lui è un sudafricano: entrambi si sono innamorati del Malawi mentre viaggiavano per l’Africa, e hanno deciso di stabilirsi qui e aprire un’attività sul lago. Sono uscito con loro sulla barca da immersione e ci siamo immersi dall’altra parte dell’isola di Thumbi West, in un posto chiamato Free Anchor Bay.
È qui che ho visto il mio primo maschio di ‘Electric Blue’ a colori pieni e un bellissimo ‘marmalade cat’ Abeotropheus trewavasae.

Quando Alan è riemerso dalla sua immersione, ha detto di aver visto una coppia di Kampangos, un enorme pesce gatto, che custodiva i piccoli in un grande nido a forma di cratere. Ha detto che i pesci erano lunghi più di un metro.

Immagine subacquea dei ciclidi del lago Malawi in Africa orientale - Foto © Steve Thompson

Più tardi quel pomeriggio abbiamo deciso di prendere un kayak per raggiungere Otter Point e Otter Island. Pensavamo che sarebbe stato facile.
Sbagliato! Siamo riusciti a capovolgerlo prima ancora di aver percorso 50 metri. Alla fine ci abbiamo preso la mano e siamo riusciti ad arrivare a Otter Point.

Immagine subacquea dei ciclidi del lago Malawi in Africa orientale - Foto © Steve Thompson

La cosa fantastica di soggiornare a Cape Maclear è il fatto che ci siano così tanti splendidi siti di immersione a pochi chilometri l’uno dall’altro e, allo stesso tempo, ogni isola abbia una fauna ittica unica, presente solo in quella zona. Il pesce più caratteristico che abbiamo trovato a Otter Point è una specie di Tropheops chiamata “Gold Otter”, con maschi e femmine di un giallo intenso, davvero un pesce bellissimo.
Un’altra specie che ho visto era un magnifico maschio di Nyassachromis con la testa blu brillante e il corpo giallo, probabilmente Nyassachromis prostoma.

Al ritorno è diventato abbastanza ventoso e l’acqua era molto mossa; abbiamo pensato che il kayak stesse per capovolgersi di nuovo. Non è successo, e siamo riusciti a tornare sani e salvi, più per fortuna che per abilità. Quando il vento soffia sul lago, le onde possono diventare piuttosto grandi ed è meglio non avventurarsi troppo lontano dalla riva.

Per cena quella sera abbiamo mangiato delle costine.Non sono sicuro di quale animale fossero, ma avevano un buon sapore, quindi non mi sono preoccupato di chiedere. Dev’essere sicuramente meglio che mangiare pesce e riso tutti i giorni.

Immagine subacquea dei ciclidi del lago Malawi in Africa orientale - Foto © Steve Thompson

Giorno 9

Dopo aver passato una settimana a Cape Maclear, abbiamo pensato che fosse il momento di salire a Kambiri Point per andare a trovare Stuart Grant. Abbiamo provato a telefonargli più volte per fargli sapere che stavamo arrivando, ma il telefono non sembrava mai funzionare, così abbiamo deciso semplicemente di andare e vedere cosa succedeva. Abbiamo organizzato un passaggio fuori da Cape Maclear sul retro di un ute con circa altri dieci backpacker.
È stato un viaggio caldo, polveroso e accidentato, ma molto divertente.  Ci sono volute circa 3 ore e mezza per raggiungere Salima, che si trova a circa 20 km da casa di Stuart Grant. Abbiamo iniziato a camminare sperando di riuscire a fare l’autostop, e dopo circa mezz’ora una donna ci ha raccolto e ha chiesto: "Dove state andando?"
Abbiamo risposto: "Da Stuart Grant".
Lei ha riso e ha detto: "Sono la moglie di Stuart".
Ancora una volta non riuscivamo a credere alla nostra fortuna. Ci ha lasciati al suo ristorante, chiamato Red Zebra, vicino a Senga Bay, dove l’abbiamo aspettata mentre partecipava a un funerale di un capo villaggio. Quando finalmente siamo arrivati da Stuart, non credo che riuscisse a credere che fossimo davvero venuti fin dall’Australia; sembrava piuttosto sorpreso. Anche se siamo arrivati senza preavviso, ci ha accolti calorosamente e ci ha detto di guardare in giro e di sentirci come a casa.
Più tardi quella sera, Ad è tornato da un viaggio che aveva appena completato attraverso il lago fino al Mozambico. Con lui c’erano i tre danesi, Mary Bailey dall’Inghilterra, Ryan, un giovane americano, e Martin Geerts, un amico di Ad dall’Olanda. Quando mi sono seduto a cena quella sera, con Stuart a capotavola, Ad Konings alla sua destra e Mary Bailey dall’altra parte, ho sentito che era un’esperienza molto emozionante ed ero in soggezione perché mi trovavo in presenza di alcuni dei più celebri e conosciuti esperti di ciclidi al mondo, un’esperienza che non dimenticherò mai.
A tavola c’erano anche la moglie di Stuart, Ester, Irv Kornfield, un noto ittiologo, e il suo assistente, Ryan, Martin e i tre danesi.

Giorno 10

Abbiamo preso accordi con Stuart e Ad per andare il giorno successivo a Mbenji Island. Abbiamo trascorso la maggior parte della giornata osservando i bacini di allevamento di Stuart, affascinati dalla varietà di pesci provenienti da diversi punti del lago, e semplicemente rilassandoci.

Giorno 11

Siamo partiti da Kambiri Point alle 8 del mattino per l’isola di Mbenji sulla barca di Stuart, la Lady Louise, chiamata così in onore della figlia di Stuart. Il viaggio è durato circa 4 ore.
In un’immersione di un’ora abbiamo visto il veroa “Mbenji Red top Zebra”, non lo Pseudotropheus greyshakei che chiamavamo Mbenji quando sono arrivate per la prima volta nel paese, Pseudotropheus barlowi, un bel tipo giallo di Chindongo elongatus (ex Pseudotropheus elongatus), e un Tropheops giallo con una striscia blu sulla testa chiamato “Mbenji yellow”, e Maylandia lombardoi (ex Pseudotropheus lombardoi). È stata un’immersione fantastica, anche se l’acqua non era limpida come a Cape Maclear.

Sulla via del ritorno a Kambiri Point, Alan ha avuto un po’ di mal di mare; deve ancora abituarsi alle onde, ma non ha vomitato, il che è stato un bonus.
Abbiamo passato un’altra giornata fantastica!

Giorno 12

Stuart ha organizzato per noi il traghetto Ilala fino all’isola di Likoma. Doveva partire da Chipoka alle 17 e viaggiare tutta la notte fino a Likoma. Tuttavia, quando siamo arrivati a Chipoka ci hanno detto che il traghetto non era ancora partito da Monkey Bay. A quanto pare il traghetto stava aspettando il carburante. Abbiamo deciso di prendere una stanza nella guest house locale per aspettare il traghetto, che non era previsto per almeno altre 8 ore.

Giorno 13

Il traghetto non era ancora arrivato alle 6 del mattino e avevamo solo pochi giorni prima del nostro volo per Harare, quindi abbiamo deciso di tornare a Cape Maclear. Siamo tornati a Cape Maclear usando vari mezzi di trasporto, tra cui autobus, minibus e pick-up, arrivando nel primo pomeriggio. Quando siamo tornati a Chembe Village, tutti erano felici di vederci, urlavano “Hey Aussies!” Sembrava un comitato di benvenuto a casa.

Giorno 14

Giornata fresca oggi, ci siamo semplicemente rilassati sulla spiaggia. I malawiani sono persone molto amichevoli e felici. Abbiamo trascorso più tempo con la gente del posto che con gli altri turisti. Ci sentiamo come se fossimo stati accolti dalla comunità locale e come se ci fossimo adattati allo stile di vita di Chembe Village. È uno stile di vita molto rilassato, con la maggior parte delle attività concentrate lungo la riva del lago. Il lago fornisce agli abitanti cibo e acqua. Sono davvero fortunati a vivere in un modo così meraviglioso. Spero che rimanga un paradiso incontaminato per molti anni a venire.

Giorno 15

Oggi abbiamo provato a pagaiare da soli su una canoa scafo scavato fino all’isola di Thumbi West. Pensavamo: “Non può essere così difficile.” Oh, invece sì che lo è! Continuavamo a girare in tondo. Tutti i locali dalla spiaggia ci urlavano istruzioni e ridevano a crepapelle. Siamo comunque riusciti ad arrivare lì, in un modo un po’ contorto.

Siamo tornati assolutamente esausti. Abbiamo fatto un’altra grigliata di pesce sulla spiaggia e poi sono andato a letto verso le 21. Dopo il tramonto non c’è molto da fare, dato che non c’è elettricità. Scrivo la maggior parte dei miei appunti sul diario la sera, tenendo una torcia sotto il mento.

Immagine subacquea dei ciclidi del lago Malawi in Africa orientale - Foto © Steve Thompson

Giorno 16

Oggi Alan ed io abbiamo noleggiato una barca per portarci fino all’isola di Mumbo, che si trova a circa 6 km dalla costa. È stata un’immersione fantastica e abbiamo visto molte specie diverse, tra cui un Labidochromis completamente bianco, un bel tipo di Tropheops chiamato “Tropheops Lilac”, un maschio di Echilus in pieno colore e molti diversi Utaka.
Per cena abbiamo avuto ancora pesce e riso. Avrei dato qualsiasi cosa per una bella bistecca di manzo.

Immagine subacquea dei ciclidi del lago Malawi in Africa orientale - Foto © Steve Thompson

Giorno 17 – Il nostro ultimo giorno completo al lago

Ho provato il windsurf oggi. Non ero molto bravo, ma mi sono divertito un mondo. Siamo andati per un’altra immersione a Otter Point. L’acqua non era molto limpida perché era stato ventoso. Sono stato fortunato a vedere una coppia di Tilapia redallii, una specie che di solito si trova solo vicino agli sbocchi dei fiumi e che è l’unico ciclide del lago Malawi a deporre le uova su substrati non endemici.

Quella sera un paio di ragazzi del posto ci hanno cucinato un’anatra sulla spiaggia come sorpresa perché era la nostra ultima notte a Cape Maclear. Essendo il nostro ultimo giorno, ho dato loro la mia attrezzatura da snorkeling. L’equipaggiamento da immersione è quasi impossibile da acquistare in Malawi. Possedere l’attrezzatura da snorkeling permetterà loro di guadagnare portando i turisti a vedere i pesci. È stato sorprendente quanto poco la maggior parte delle persone che visitano Cape Maclear sappiano dei ciclidi del lago. Abbiamo scoperto che la maggior parte delle persone si ferma a Cape Maclear solo per qualche giorno di relax durante i loro viaggi in Africa, e per fumare il “Malawi Wowie”.

Giorno 18

Era arrivato il momento di partire. Abbiamo provato una certa tristezza nel salutare gli amici che avevamo fatto a Cape Maclear e, mentre guardavamo indietro dal retro del pick-up, abbiamo promesso a noi stessi che un giorno saremmo tornati in Malawi – IL CUORE CALDO DELL’AFRICA.

Tramonto sul lago Malawi in Africa orientale - Foto © Steve Thompson

testo originale in inglese e foto © Steve Thompson

Taxa

Informazioni e notizie sulla tassonomia e sulle specie comprese nel genere

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Riferimenti & Link
Biotopi di Bleher

Biotopi di Bleher. Spedizioni in habitat acquatici. Biotopi acquatici in natura. Acquario biotopo.

Edizione italiana - di Heiko Bleher (Autore), R. Bulla (a cura di), G. Iovino (Traduttore) Questo libro include alcune delle 908 spedizioni che fino ad oggi ho effettuato, nelle parti più remote del pianeta, e migliaia di foto, indigeni, flora e fauna di sopra e sott'acqua, di cui ho dato oltre 40 riassunti dettagliati di come ricrearlo in acquario. Inoltre ci sono molte descrizioni dei biotopi acquatici di tutto il mondo.

Bleher's biotopes. Expedition to aquatic habitats, aquatic biotopes in nature, biotope aquarium

Edizione Inglese - di Heiko Bleher, il libro ha 460 pagine e migliaia di foto, comprende la descrizione di circa 50 paesi e lo stato del proprio ambiente acquatico oggi, compresa la descrizione dettagliata di fiumi e laghi più di 500 con circa 2500 specie di pesci citati e riportati (molti nuovi), e quasi 500 nomi diversi di piante acquatiche.

Aquascaping

Aquascaping: A Step-by-Step Guide to Planting, Styling, and Maintaining Beautiful Aquariums

Edizione Inglese - di George - Farmer - una guida passo passo per piantare, modellare e mantenere bellissimi acquari subacquei, l'esperto di acquari con piante George Farmer insegna come creare il paesaggio acquatico perfetto.

Guidelines for setting up The Blackwater Biotope Aquarium

Guidelines for setting up The Blackwater Biotope Aquarium

Edizione Inglese - di Kasidit Wannurak - il biotopo o acquario d'acqua nera, con un pH relativamente basso o un'elevata acidità, è il preferito di molti tipi di bellissimi pesci.

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Condizioni dell'acqua del lago Malawi, una vasca grande, un sito di riproduzione adatto e la composizione della colonia sono tutti elementi importanti per la riproduzione di Chindongo saulosi - tratto e tradotto da un articolo di Lee Miller

Piccolo compendio di quello che c'è da sapere prima di comprare i ciclidi africani del lago Malawi, per poterli allevare al meglio, o per non comprarli affatto :-)

Articolo con consigli per allevare e riprodurre i ciclidi africani del lago Malawi, gli Mbuna - tratto e tradotto da un articolo di Andy Gordon e Michelle Stuart

Il Lago Malawi è un vero e proprio laboratorio naturale, dove l'evoluzione ha dato vita a una delle più straordinarie radiazioni adattative di pesci d'acqua dolce - tratto e tradotto da un articolo di Jason Jenkins