Descrizione dell'ambiente naturale da cui provengono gli Elassoma, e utili consigli per il loro allevamento e riproduzione

Tratto e tradotto dall'articolo:  
"Elassoma—Pygmy Sunfishes"  
di Marco C. Haupt  
sul sito Amazonas

Maschio di Elassoma okefenokee - Foto © torso

In questo articolo, tra quelli liberamente scaricabili messi a disposizione dalla rivista acquariofila Amazonas, l'autore Marco C. Haupt ci parla del genere Elassoma, pesci ben conosciuti e allevati qualche decina d'anni fa, ma che sono oggi caduti nel dimenticatoio...

I persici sole pigmei sono tra i pesci nativi degli Stati Uniti che dovrebbero essere più ambiti, per la loro sorprendente livrea riproduttiva e la personalità accattivante. La loro versatilità li rende un abbinamento perfetto per un acquario completamente naturale, non riscaldato e persino non filtrato. 

Marco C. Haupt è particolarmente interessato ai piccoli pesci degli Stati Uniti sudorientali, in particolare il complesso delle specie del genere Elassoma, diventate per lui una vera passione. I membri attualmente conosciuti del genere sono specie endemiche il cui areale naturale va dagli stati meridionali a quelli sud-orientali degli Stati Uniti. Solo Elassoma zonatum ha esteso il suo areale più a ovest ed è stato persino registrato in vaste aree del Texas, mentre Elassoma alabamae, ha una presenza naturale limitata a pochi stagni e laghetti. 

Confusione sui nomi 

Non molto tempo fa, i membri del genere Elassoma, popolarmente conosciuti in inglese come Pygmy Sunfishes, persici sole pigmei, furono assegnati alla famiglia dei persici sole Centrarchidae. Questa classificazione è ora considerata non valida, poiché differiscono dai veri persici sole per l'assenza di una linea laterale, e per avere una pinna caudale arrotondata. Inoltre, mostrano una serie di differenze comportamentali. Al momento in cui Haupt ha scritto l'articolo il genere era collocato nell'ordine Perciformes, sulla base di studi di biologia molecolare, e assegnato alla famiglia monotipica Elossomatidae come unico genere. Attualmente invece la famiglia Elossomatidae è considerata all'interno dell'ordine Centrarchiformes.

Il genere Elassoma comprende attualmente un totale di sette specie descritte scientificamente: Elassoma evergladei, Elassoma zonatum, Elassoma okefenokee, Elassoma boehlkei, Elassoma okatie, Elassoma alabamae, Elassoma gilberti.  E' molto probabile però che in futuro vengano descritte altre specie, essendo gli Elassoma distribuiti in una vasta regione, con acque talvolta isolate. 

Endemici del sud-est degli Stati Uniti 

Gli Elassoma vivono esclusivamente nei bassopiani e abitano pianure alluvionali, piccole acque stagnanti, ruscelli soffocati dalle erbacce e sezioni tranquille di fiumi e dei loro affluenti. È più probabile che si trovino nelle zone poco profonde vicino alle rive, dove vivono tra piante acquatiche dalle foglie fini, alghe, legni e lettiera di foglie. La specie più adattabile, spesso trovata in associazione con l'attività umana, sembra essere Elassoma zonatum, che può essere trovato anche nei canali di irrigazione e nei fossi pieni d'acqua lungo le strade. 

Per quanto riguarda l'acquariofilia, i primi rappresentanti del genere Elassoma furono importati in Germania nel 1925 da A. Rachow di Amburgo. A quel tempo molte specie del genere non erano ancora state descritte. Elassoma zonatum ed Elassoma okefenokee furono importati solo più tardi, dopo la fine della seconda guerra mondiale. Al momento, Elassoma evergladei ed Elassoma okefenokee sono le specie che si sono maggiormente affermate nel mercato acquariofilo europeo. Purtroppo però si tratta per lo più di vecchi ceppi d'acquario in cui si vedono frequenti difetti genetici e segni di ibridazione.  
Elassoma zonatum, il membro più grande del genere, è un ospite piuttosto raro nei nostri acquari. Negli ultimi anni si è progressivamente affermato anche Elassoma gilberti, che si trova sempre più frequentemente tra gli appassionati e i commercianti di rarità europei, molto probabilmente per la sua meravigliosa colorazione. 

Alcune specie però difficilmente appariranno mai nel commercio acquariofilo, ad esempio Elassoma alabamae, Elassoma boehlkei e Elassoma okatie sono già ascritti nella Lista rossa IUCN delle specie minacciate di estinzione. In particolare, Elassoma alabamae è elencato come in pericolo critico, e probabilmente può essere salvato dall'estinzione solo attraverso rigorose misure di protezione dell'habitat e di riproduzione conservativa. E' una specie dalla distribuzione molto limitata; fino a poco tempo fa era stato ritrovato solo in un piccolo lago vicino a Huntsville, in Alabama. Il terreno su cui si trova il lago appartiene alla casa automobilistica Mazda Toyota, che sta progettando di costruire una fabbrica nelle vicinanze, che potrebbe avere un impatto negativo sull'habitat della specie. A dicembre 2018, il produttore ha concluso un accordo per fornire 6 milioni di dollari per la conservazione della specie in un corridoio di conservazione, gestito da un fondo fiduciario.  
Inoltre, una seconda popolazione di questa specie è stata fortunatamente trovata nelle vicinanze del Wheeler National Wildlife Refuge in Alabama, ed esiste un progetto statale di riproduzione dedicato alla conservazione di questa specie.

Elassoma zonatum (banded pygmy sunfish) catturato a Rhodes Pond, Nord Carolina - Foto © Anthony C. Terceira

Comportamento e aspetto 

I modelli comportamentali dei piccoli Elassoma sono multi-livello e affascinanti da osservare. In generale, sono pesci tranquilli, che di solito si librano in aree vegetate o si sostengono sulle pinne ventrali sul fondo. Il loro comportamento è quello di un tipico predatore in agguato per la preda, pronto a lanciarsi fulmineamente al momento giusto. 

A seconda della specie, gli Elassoma raggiungono una lunghezza totale di soli 3-4 cm circa, anche se qualche esemplare di Elassoma zonatum ed Elassoma boehlkei possano diventare leggermente più grandi. 
Hanno un colore di base verde oliva, grigio argento o beige, interrotto da squame metalliche blu e dorate. Durante il corteggiamento e la successiva fase riproduttiva, i pesci sviluppano un dicromatismo sessuale più marcato: i maschi diventano molto più scuri. Alcuni sviluppano un colore di base nero intenso e, a seconda della specie, elementi di colore blu contrastanti, estremamente metallici. Le femmine, invece, mantengono la loro normale colorazione anche durante la fase riproduttiva, salvo che il ventre, gonfio di uova, presenta riflessi leggermente più chiari tendenti al rosa. 
La danza di corteggiamento simile a una farfalla dei maschi, con i movimenti ritmici delle pinne, è uno spettacolo impressionante che purtroppo non può essere catturato in foto. È uno spettacolo che conquista immediatamente ogni acquariofilo che abbia il privilegio di ammirarlo.

Esigenze di alimentazione 

Gli Elassoma in acquario mangiano quasi esclusivamente cibo vivo! Questo fatto dovrebbe sempre essere preso in considerazione prima di cercare e comprare questi pesci. 

La base fondamentale per avere successo nel loro allevamento sono le colture di alimenti vivi correttamente funzionanti e la disponibilità permanente di alimenti vivi freschi raccolti in natura. A parere dell'autore, gli alimenti vivi fondamentali per l'allevamento a lungo termine a la riproduzione con successo sono le pulci d'acqua, come Daphnia sp. e i vermi Grindal (Enchytraeus buchholzi), insieme alle larve di zanzara, che possono essere allevate tranquillamente in contenitori in giardino durante la parte calda dell'anno; anche i naupli di Artemia salina appena schiusi e i vermi bianchi (Enchytraeus albidus) sono ben accetti. 

Sulla base delle osservazioni di Marco C. Haupt, il cibo congelato non è quasi mai accettato da questi pesci e, se lo è, di solito solo occasionalmente da qualche adulto. Ma comunque a lungo termine non possono essere nutriti solo con cibo congelato.

Due maschi di Elassoma okefenokee impegnati in una disputa territoriale - Foto © torso

Allestimento dell'acquario 

2-3 maschi e 2-5 femmine possono essere facilmente allevati insieme in un acquario da 60 litri con dimensioni 60x30x30 cm. Per le coppie riproduttive, si possono utilizzare vasche più piccole, come descritto più in basso. In generale, l'allevamento e la riproduzione non sono particolarmente difficili, purché vengano rispettate alcune regole di base. 

L'acqua deve essere dolce e leggermente acidificata con sostanze umiche. Si può utilizzare acqua da osmosi inversa, arricchita con integratori minerali. L'autore ha ottenuto i risultati migliori con seguenti parametri: 6°dGH, 1°KH, pH 6.5 e circa 300μS/cm. Ma possono funzionare anche parametri diversi: questi pesci sono molto tolleranti per quanto riguarda i valori dell'acqua. 

Di norma, è meglio non allevarli con altri pesci, stanno decisamente meglio in una vasca di specie, poiché devono potersi nutrire in pace. In acquari più grandi, dai 100 litri in su, possono essere allevati insieme a specie pacifiche come Leptolucania ommata ed Heterandria formosa, che è possibile ritrovare anche nei loro habitat naturali. Ovviamente vasche di comunità di questo tipo non devono essere considerate come vasche da riproduzione.

Non è consigliabile usare acquari appena allestiti o acquari molto puliti, anzi, sembra che apprezzino l'acqua matura e le vasche "vecchie", ben mature e ricche di sedimenti. Apprezzano molto un leggero strato di muschio sul substrato di fondo, che dovrebbe essere costituito idealmente da sabbia fine. Dovrebbero essere presenti anche foglie morte di Faggio (Fagus sylvatica), Quercia (Quercus spp.) e/o Ontano nero (Alnus glutinosa), nonché le pigne di quest'ultimo. L'arredamento può includere anche qualche piccolo pezzo di legno per creare strutture, così come qualche bel ciuffo di muschio di Giava (Vesicularia dubyana o Taxiphyllum barbieri) e/o alghe filiformi, su cui i pesci amano deporre le uova. 

Dovrebbe esserci anche una sottile copertura di piante galleggianti, poiché i pesci apprezzano il loro riparo e talvolta deporranno sulle radici che galleggiano libere nell'acqua. Piante a foglia fine come muschi o Ceratophyllum demersum hanno anche il benefico effetto collaterale di fornire supporto per le colonie di microrganismi che possono servire come alimento iniziale per gli avannotti. Non è necessaria la presenza di un filtro, e nel caso ci fosse comunque, è necessario fare attenzione che la circolazione dell'acqua sia molto delicata. Vanno evitate le correnti nell'acqua, che gli Elassoma non gradiscono per nulla. La frequenza dei cambi d'acqua dipende dalla densità di pesci e piante, e ricordando che questi pesci preferiscono acqua "vecchia" piuttosto che nuova, quindi meglio piccoli cambi non troppo frequenti.

Tutte le specie del genere Elassoma sono molto tolleranti per quanto riguarda le temperature e possono essere allevate molto facilmente senza termoriscaldatore. Una finestra soleggiata esposta a sud è particolarmente adatta come luogo per allestire l'acquario, purché sia garantito che la temperatura non salirà troppo. L'ideale sarebbe posizionare la vasca in modo che venga raggiunta dal sole pomeridiano: alla luce diretta del sole, gli Elassoma mostrano una maggiore attività, il pieno splendore della loro colorazione e il comportamento di corteggiamento unico. In estate la temperatura dell'acqua può raggiungere i 30°C il che si adatta a tutti gli Elassoma, sarebbe meglio non superare questo valore, se non per brevissimi periodi.

In inverno, invece, la temperatura dovrebbe scendere almeno intorno ai 10-15 °C per alcune settimane, il che corrisponde al corso naturale dell'anno nei biotopi dei pesci e garantisce pesci sani e fertili.

Un maschio di Elassoma gilberti nella pienezza della sua splendida colorazione, a destra una femmina - Foto © Erica Wieser

Riproduzione in acquario

Per garantire che gli Elassoma continuino a riprodursi a lungo termine è assolutamente essenziale un periodo di svernamento al freddo a temperature intorno ai 10°C, e anche leggermente inferiori per brevi periodi. I pesci tollerano senza problemi l'acqua fredda. Insieme a un'alimentazione equilibrata, una fase di allevamento al freddo sembra essere la chiave per una riproduzione di successo.

L'autore dell'articolo impiega una tecnica di riproduzione con un sistema a rotazione, utilizzando un certo numero di piccole vasche, dotate solo di ciuffi di muschio o di mop per la deposizione delle uova. Utilizzando questo metodo, ha ottenuto ottimi risultati con 5 acquari da 25 litri (40 x 30 x 20 cm) gestiti con la stessa procedura: una coppia di Elassoma viene spostata da un acquario all'altro a intervalli di 14 giorni, così i genitori sono sempre separati dalla prole in tempo utile e non c'è bisogno di catturare faticosamente gli avannotti. Questo riduce enormemente i livelli di stress nei giovani pesci, inoltre, con questo metodo sono molto più facili il monitoraggio delle uova e l'alimentazione mirata della covata. 
In queste vasche da riproduzione non c'è filtro o altra attrezzatura, sono posizionate su un davanzale rinforzato e veniva effettuato un cambio d'acqua solo una volta ogni 4-6 settimane, mentre in seguito a varie esperienze si è capito che si poteva ottenere una crescita più rapida dei giovani cambiando settimanalmente circa due terzi dell'acqua. 

Riproduzione all'aperto 

Gli Elassoma possono e devono essere tenuti all'aperto in tini, vasche o piccoli stagni o laghetti a partire dalla tarda primavera, nei climi temperati. Ciò garantirà il loro benessere ottimale e spesso ricompenserà con una ricca discendenza. In questi casi di solito non è nemmeno necessario nutrire i piccoli, poiché nei contenitori riesce a proliferare un numero sufficiente di microrganismi.
La posizione dovrebbe essere il più soleggiata possibile, ricordando che questi pesci tollerano senza problemi temperature dell'acqua a breve termine di poco superiori a 30°C, inoltre si adattano molto bene agli sbalzi di temperatura tra il giorno e la notte, che anzi sono una caratteristica dei loro habitat naturali. 

Bisogna però vigilare su alcuni ospiti indesiderati che si possono infiltrare nelle vasche tenute all'aperto, infatti predatori come larve di libellule e libellule, coleotteri (Dytiscus marginalis) e vari insetti acquatici (Nepomorpha spp.) con le loro larve rappresentano un pericolo e possono provocare la perdita della popolazione ittica entro pochi giorni o settimane. Per evitare che ciò accada, utilizzare una rete a maglie larghe tesa sui contenitori, che impedisca ai grandi insetti predatori di volare nella vasca ma che consenta l'accesso dei piccoli insetti che possono fornire cibo, come le zanzare. 
Come arredi vanno bene legni e piante come nelle vasche all'interno, si possono aggiungere anche ninfee o piante simili, visto che agli Elassoma piace sempre cercare punti ombrosi sotto il fogliame.

Elassoma okefenokee raccolto nel sistema del fiume Hillsbourough a Tampa, Florida - Foto © Anthony C. Terceira

Corteggiamento e riproduzione

I maschi spesso fanno parate l'un l'altro intensificando i colori e con le pinne spiegate. Durante la stagione riproduttiva, difendono con veemenza un territorio delle dimensioni di una mano dagli intrusi. Di solito comunque non ci sono lesioni gravi, solo qualche lieve danno alle pinne.

In tutte le specie di Elassoma, il maschio dalla splendida colorazione attira la femmina verso il sito di deposizione con un vigoroso dimenarsi delle pinne e nuotando continuamente su e giù. Vengono deposte circa 80 uova in più lotti per un po' di giorni. Il numero di uova deposte può essere maggiore o minore, a seconda della specie. Dopo la deposizione delle uova non viene eseguita alcuna cura diretta della covata, ma il maschio continua a difendere l'area ancora per un po'. Le uova hanno un diametro medio di 2 mm (3 mm in Elassoma zonatum). Le larve si schiudono dopo 2-3 giorni a una temperatura di circa 23°C. e anche qui quelle di Elassoma zonatum ci mettono un po' più di tempo (4-5 giorni). Il tasso di schiusa di solito non è molto alto, poco meno del 50% nell'esperienza dell'autore, ma questo non è un problema, in quanto con una buona manutenzione i genitori si riproducono molto spesso.

Un chiaro vantaggio nella riproduzione di questi pesci è che la prole non viene mangiata dai genitori. Mentre nutriva Elassoms boehlkei, Elassoma gilberti ed Elassoma evergladei con plancton di stagno, l'autore dell'articolo è stato in grado di fare osservazioni simili e interessanti più volte: anche durante la frenesia alimentare, se un pesce adulto raccoglieva accidentalmente un suo avannotto insieme al plancton, lo sputava immediatamente. 

Per l'allevamento degli avannotti sono necessarie colture sufficienti di parameci e rotiferi, nonché anguille dell'aceto o microworm. Anche la classica infusione di fieno o di muschio produce ottime quantità di cibo microscopico. 

Rapporto tra i sessi 

Ci sono molte voci e congetture sul rapporto tra i sessi a volte sbilanciato negli Elassoma. Dalle esperienze e dalle osservazioni dell'autore dell'articolo, risulta che il rapporto tra i sessi è significativamente più equilibrato quando vengono tenuti all'aperto rispetto a quando vengono allevati in un normale acquario. 

Ciò a parere dell'autore potrebbe essere dovuto principalmente all'alimentazione più equilibrata e varia degli avannotti, e alla maggiore escursione termica tra il giorno e la notte. 

Marco C. Haupt ha un rapporto tra i sessi delle sue covate abbastanza equilibrato, ma presta particolare attenzione a mantenere piccoli i gruppi in crescita nelle vasche e a selezionare rigorosamente i giovani pesci per taglia, allevandoli in gruppi separati per evitare la predazione.  Bisogna prestare attenzione a non sovralimentare gli avannotti, mentre l'alimentazione con rotiferi d'acqua dolce ha avuto un effetto notevolmente positivo rispetto ai parameci.
Un'altra chiave importante è un'osservazione fatta dall'autore su questo argomento, in pesci molto diversi, alcune specie di Ctenopoma: quello che aveva notato è che i giovani pesci che crescevano più velocemente e diventano più grandi erano solitamente maschi, mentre quelli che rimanevano più piccoli femmine. Se c'è una forte concorrenza per una scorta di cibo limitata nell'acquario, ovviamente gli esemplari più piccoli perderanno la competizione alimentare, per cui molte più femmine moriranno di fame. Forse qualcosa di simile succede anche per gli Elassoma. 

In conclusione dell'articolo, possiamo dire che gli Elassoma arricchiscono sicuramente l'esperienza degli acquariofili con il loro affascinante comportamento e i colori sbalorditivi della lunga stagione riproduttiva. 

I costi minimi dell'attrezzatura richiesta per allevarli e riprodurli, e il fatto che possano essere tenuti senza alcun aggeggio elettrico all'aperto dovrebbe renderli molto desiderabili, per cui è incomprensibile come pesci così siano caduti nel dimenticatoio e non siano più richiesti da nessuno.

Con questo articolo l'autore spera di aver risvegliato l'interesse per questi piccoli gioielli d'acquario in qualche acquariofilo, o di aver risvegliato un vecchio amore in qualcun altro.

Testo originale in inglese © Marco C. Haupt

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Taxa principali

Everglades pygmy sunfish

Piccoli pesci d'acqua fredda, hanno bisogno di poco spazio, in vasche che possono essere tenute all'aperto per buona parte dell'anno

Dimensioni max: 3.4 cm TL (dim. comuni 2.3 cm TL)
Temperatura: 10 - 30°C

Piccoli pesci d'acqua fredda, hanno bisogno di poco spazio, in vasche che possono essere tenute all'aperto per buona parte dell'anno

Dimensioni max: 2.5 cm SL
Okefenokee pygmy sunfish

Piccoli pesci d'acqua fredda, hanno bisogno di poco spazio, in vasche che possono essere tenute all'aperto per buona parte dell'anno

Dimensioni max: 3.4 cm TL (dim. comuni 2.3 cm TL)
Temperatura: 4 - 30°C

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