Attenzione

Enteromius fasciolatus

Gunther, 1868

Piccolo pesce eccezionalmente attraente quando è in buone condizioni, ma esportato raramente.

Enteromius fasciolatus (ex Barbus fasciolatus) - Foto © Peter Maguire

Nome comune
African banded barb
Sinonimi
Barbus fasciolatus
Dimensioni massime in natura

6 cm SL

Per molti anni questa specie è stata importata e venduta come Barbus/Barbodes barilioides, nome che venne poi riconosciuto come sinonimo junior di Barbus fasciolatus, a sua volta attualmente considerato sinonimo di Enteromius fasciolatus ed a volte chiamato African Banded Barb. Non c'è accordo comunque tra gli studiosi, probabilmente il genere Enteromius non è monofiletico, e comunque non è riconosciuto da tutti gli ittiologi, per cui è probabile che ci saranno altri spostamenti e novità tra le specie di 'barbus'.

Enteromius fasciolatus è un pesce piccolo eccezionalmente attraente quando è in buone condizioni di salute, ma come tutti i barbus africani è piuttosto raro da trovare in commercio, a causa delle esportazioni sporadiche dai paesi in cui vive. Le caratteristiche distintive includono 25-30 squame laterali, 12 squame attorno al peduncolo caudale, 2 paia di barbigli, 10-15 barre del corpo verticali blu/nere di cui la seconda o la terza tende ad essere ovoidale e l'ultima forma solitamente un punto nel peduncolo caudale.

 

Distribuzione

Africa: sistemi fluviali di Cunene, Okavango, Zambezi superiore e centrale, incluso Kafue. Presente nel Kasai superiore e nel bacino superiore del Congo, nel sistema Luapula centrale e superiore, inclusi il fiume Luongo e le paludi Bangweulu. Registrato anche nel lago Kariba.

LEAST CONCERN

STATO NELLA LISTA ROSSA IUCN:
LEAST CONCERN (minima preoccupazione)

  • African Banded Barb: la distribuzione e lo stato della specie in natura, sul sito della IUCN Red List, il più ampio database di informazioni sullo stato di conservazione delle specie animali e vegetali di tutto il mondo.
Habitat

Ambiente: bentopelagico, acqua dolce. Clima tropicale.

Non c'è da sorprendersi vista la sua ampia distribuzione, che Enteromius fasciolatus sia stato osservato in vari biotopi. Il più comune è nelle baie e nelle zone meno profonde dei laghi e delle lagune alluvionali, ma si trova anche nei torrenti e nei fiumi della foresta pluviale. Preferisce acque ben ossigenate ma ricche di vegetazione, senza troppa corrente, come i canali fluviali e le lagune permanenti. In gran parte della sua distribuzione l'acqua è tipicamente di colore marrone scuro per gli acidi umici e le altre sostanze chimiche rilasciate da materiale organico in decomposizione.

Timido, Enteromius fasciolatus preferisce luce soffusa, ed è più attivo al mattino presto e nel tardo pomeriggio, all'alba e al tramonto, quando esce dai ripari cercati durante il giorno, quando la luce è più forte, per nutrirsi. Si nutre di vermi, crostacei, insetti e materiale vegetale. Migra durante la stagione delle piogge.

Temperatura in natura

20 - 26°C

Valore pH in natura

6.0

Valori acqua in natura
dH range: 5 - 12
Allevamento

Dimensioni minime dell'acquario: 75x35x40h cm di lunghezza per un gruppo di esemplari
Enteromius fasciolatus può essere allevata con successo in una vasca ben piantumata con acqua tenera, ma per vederli al meglio si consiglia un allestimento in stile biotopo. Un substrato morbido e sabbioso è probabilmente la scelta migliore a cui si possono aggiungere alcune radici e rami di legni, posizionati in modo che si formino molte zone ombreggiate (se non si riesce a trovare legni della forma desiderata, si possono usare tranquillamente pezzi di rami di faggio o di quercia comune, completamente essiccato e privato della corteccia).

L'aggiunta di un po' di lettiera di foglie secche (sono adatte foglie di faggio, quercia o mandorlo indiano Ketapang, Terminalia catappa; si può usare anche una miscela di tutte e tre) enfatizza ulteriormente la sensazione naturale e, oltre a offrire dei ripari aggiuntivi per i pesci, induce la crescita di benefiche colonie microbiche mano a mano che avviene la decomposizione. Questa microfauna può fornire una preziosa fonte di cibo secondario per gli avannotti, mentre si ritiene che i tannini e altre sostanze chimiche rilasciate dalle foglie in decomposizione siano utili per le specie di pesci d'acqua nera e non.
Le foglie possono essere lasciate nella vasca fino a che non si decompongono completamente o rimosse e sostituite ogni qualche settimana.
Per acidificare e scurire ulteriormente l'acqua si possono usare anche le pignette di ontano, che hanno ulteriori effetti battericidi e antimicotici, non è necessario utilizzare la torba naturale, la cui raccolta è sia insostenibile che dannosa per l'ambiente.
Molto simile alla fibra di torba è la fibra di cocco, che è essenzialmente un sottoprodotto industriale e soprattutto una risorsa rinnovabile; se ne può lasciar cadere qualche manciata nella vasca. Dopo pochi giorni diventerà completamente satura d'acqua e affonderà sul fondo, dove può sembrare davvero efficace. A condizione che venga praticata una buona routine di mantenimento dell'acqua, non dovrebbero verificarsi effetti negativi utilizzando torba o foglie in acquario.

Gli Enteromius fasciolatus (ex Barbus fasciolatus) stanno meglio con una luce non molto intensa. Si possono aggiungere qualche pianta africana che possa sopravvivere in tali condizioni, come le specie di Anubias e di Bolbitis, o se la geografia non è un problema anche Microsorum pteropus, Taxiphyllum barbieri o qualche Cryptocoryne. Qualche pianta galleggiante sarebbe davvero utili per schermare la luce che entra nella vasca.

Non vanno inseriti in acquari appena allestiti in quanto possono essere un po' delicati subito dopo l'importazione.

Comportamento e compatibilità: Enteromius fasciolatus è una specie generalmente pacifica, che non dovrebbe essere tenuta con pesci più chiassosi o molto più grandi. Buoni compagni di vasca includono specie di Pelvicachromis e altri ciclidi nani, tetra e Alestidi, piccoli mochokidi come specie di Microsyndontis e altri pesci gatto africani di dimensioni simili.

Sebbene sia di natura gregaria, è una specie di gruppo piuttosto che di banco, che sviluppa un distinto ordine gerarchico tra i maschi. Dovrebbe essere idealmente allevata in gruppi di 8 o più esemplari, ma la vasca deve essere di dimensioni sufficienti per consentire agli individui più deboli di prendersi una pausa dai loro conspecifici dominanti, e arredata in modo tale da fornire molte linee visuali spezzate. Al contrario, se allevata singolarmente, in un gruppo molto piccolo o in allo stretto, può diventare ritroso e i pesci sottodominanti possono essere vittima di bullismo incessante.

Alimentazione

È una specie onnivora che si nutre di piccoli invetebrati acquatici, microrganismi e alghe in natura.
In acquario accetta abbastanza velocemente mangimi secchi in scaglie o pellet di buona qualità, ma gusta in particolar modo anche piccolo cibo vivo o congelato come Artemia, Daphnia e ChironomusEnteromius fasciolatus apprezzerà anche offerte occasionali di materia vegetale sotto forma di un mangime secco a base vegetale o di alghe, spinaci, zucchine, lattuga sbollentati o simili.

Comportamento riproduttivo
Specie ovipara che disperde le uova in acqua, senza cure parentali
Dimorfismo sessuale

I maschi sono colorati più intensamente, soprattutto quando sono in riproduzione o rivaleggiano con gli altri maschi. Le femmine tendono a diventare leggermente più grandi e possiedono pance molto più rotonde quando gravide; questo significa che appaiono colorate più leggermente, in quanto è visibile una maggiore quantità delle squame argentee del ventre.

Enteromius fasciolatus (ex Barbus fasciolatus) - Foto © SanYow Su

Riproduzione

Gli Enteromius fasciolatus depongono le uova spargendole in acque aperte, senza alcuna cura parentale. Se lasciati a se stessi in un acquario di specie ben piantumato è probabile che comincino ad apparire un certo numero di avannotti senza alcun intervento umano, ma se si desidera riprodurre questa specie in condizioni più controllate per far crescere un numero maggiore di avannotti,è necessario un approccio più controllato.

È necessario allestire un acquario per la deposizione contenente acqua tenera (2 - 5 ° H), acida (pH 6,0 - 6,5) con una temperatura di 24 - 26°C. Dovrebbe essere debolmente illuminato, con piante galleggianti come copertura e grandi quantità di substrato di riproduzione, sotto forma di piante a foglie sottili come muschio di Giava. Una filtrazione delicata tramite un piccolo filtro a spugna azionato ad aria è sufficiente.
I pesci vanno condizionati in un acquari separato usando molti alimenti vivi e surgelati. Quando le femmine sono mature e grassottelle selezionate la femmina più gonfia e il maschio più colorato e trasferiteli nella vasca di deposizione. Se non depongono subito, lasciateli nella vasca di deposizione per alcuni giorni prima di riprovare con una coppia diversa. Aiuta anche posizionare ila vasca di deposizione in un posto tranquillo.

Quando la coppia depone, è probabile che lo faccia tra la vegetazione, deponendo diverse centinaia di uova. Gli adulti possono mangiarsele, quindi vanno rimossi il prima possibile. L'acquario di deposizione può essere utilizzato anche per l'accrescimento iniziale degli avannotti. Dovrebbero schiudersi in meno di 48 ore e raggiungere il nuoto libero entro una settimana. Saranno molto piccoli e richiedono infusori e/o parameci come primo alimento, seguito da naupli, microworm, ecc. man mano che crescono.

Riferimenti & Link
Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.

Testo semplice

  • Nessun tag HTML consentito.
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.
  • Indirizzi web ed indirizzi e-mail diventano automaticamente dei link.