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La riproduzione degli Erpetoichthys, i pesci corda

Mar, 03/01/2016 - 08:08
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Erpetoichthys calabaricus - Foto © Ralf Britz and Ritva Roesler

Nell'agosto 2010 è stato pubblicato su Practical Fishkeeping l'articolo "A breeding first: The Reedfish" di Ralf Britz e Ritva Roesler in cui i due acquariofili descrivono con abbondanza di foto e di particolari la loro esperienza di riproduzione degli Erpetoichthys calabaricus: il primo resoconto in assoluto di riproduzione con successo in cattività di questa specie.

Gli Erpetoichthys calabaricus, chiamati anche reedfish o ropefish (pesci canna o pesci corda) fanno parte, insieme ai bichir del genere Polypterus, della famiglia Polypteridae, i più primitivi tra i pesci con pinne raggiate (Actinopterygii). Sono a volte indicati anche come "fossili viventi" a causa di un gran numero di caratteristiche primitive che non sono presenti nella stessa forma in nessun'altra delle 30.000 specie di pesci con pinne raggiate, le caratteristiche più evidenti sono la loro spessa armatura di squame e la presenza di polmoni.

Questi pesci non sono affatto adatti alle comuni vasche di comunità, ma il loro allevamento andrebbe riservato solo da una ristretta cerchia di appassionati, in grado di allevarli correttamente e apprezzarne le caratteristiche comportamentali uniche. Nonostante ciò sono offerti regolarmente nei negozi, da giovanissimi, senza alcuna indicazione circa le cure a lungo termine di cui hanno bisogno. A lungo termine, dicevo, perché quelle dei polipteridi sono specie molto longeve, gli Erpetoichthys in questione potrebbero anche arrivare ai 30 anni di vita, se allevati in vasche adatte e adeguatamente grandi, che consentano loro di arrivare alla loro lunghezza completa, riguardo alla quale ci sono dati contrastanti: sembra che possa arrivare ai 90 cm, ma non ci sono dati certi su questa misura, proprio perché non c'è quasi traccia di esemplari diventati adulti tra le centinaia di giovanissimi venduti.

Vengono infatti in genere tenuti in vasche troppo piccole, dove non hanno la possibilità di crescere, dove la loro vita non può essere che stentata, senza che i loro allevatori se ne accorgano minimamente... mangiano, nuotano, non boccheggiano, che problemi dovrebbero avere? L'unico problema è che certamente non arriveranno ai trent'anni di vita ma moriranno molto, molto prima... ma che problema c'è? Nessun acquariofilo si sente in colpa se gli muoiono pesci ancora giovani, anzi, magari nemmeno lo sa, che sono giovani...

Vabbé, scusate il momento di sconforto e torniamo al nocciolo della questione: la riproduzione degli Erpetoichthys calabaricus e dei Polypteridae in generale. I cosiddetti bichir, nonostante il continuo interesse che suscitano tra gli acquariofili, sono stati riprodotti in cattività solo molto raramente. Il primo successo in assoluto ottenuto con le specie della famiglia Polypteridae è stato quello con Polypterus senegalus, riprodotto con successo da Arnoult nel 1964, specie che è stata poi riprodotta più volte.

Poco dopo il successo di Arnoult, Armbrust riuscì per la prima volta nella riproduzione di una seconda specie, Polypterus ornatipinnis, nel 1966 e nel 1973, specie anche questa poi riprodotta altre volte. La terza specie riprodotta con successo in cattività è Polypterus endlicheri da Azuma nel 1995.

Fino all'impresa di Ralf Britz e Ritva Roesler, la riproduzione dei pesci corda era pressoché sconosciuta. I due acquariofili sono partiti dall'allevamento di quattro esemplari di Erpetoichthys, ricevuti all'inizio del 1990, che avevano vissuto circa sei anni presso il proprietario precedente, e che a sua volta probabilmente li aveva ricevuti ad almeno 2-3 anni d'età. Nei maschi la pinna anale è molto più grande e più muscolare, per cui sono riusciti ad identificare gli esemplari come due maschi e due femmine. Nell'articolo non sono citate le dimensioni della vasca dove è avvenuta la riproduzione, non doveva comunque essere enorme, perchè Britz e Roesler si allineano all'ipotesi che gli Erpetoichthys non crescano più di 37 cm, la misura dei più lunghi esemplari conservati dalla scienza, e considerando solo diceria il fatto che possano arrivare ai 90 cm, non essendo comprovato scientificamente.

I pesci stavano per lo più nascosti tra la vegetazione e i ripari predisposti in acquario, erano visibili soprattutto durante i momenti dei pasti. All'improvviso, senza aver mai notato nulla in precedenza, i due acquariofili hanno scoperto delle uova nella parte anteriore del substrato, uova che non potevano che essere degli Erpetoichthys! Riavutisi dalla sorpresa, hanno tolto le uova per farle schiudere a parte, ma l'accrescimento delle larve in questo caso non era andato a buon fine.

Successivamente però le deposizioni si sono ripetute, e i due allevatori hanno fotografato e filmato non solo i rituali del corteggiamento e dell'accoppiamento, ma anche la progressiva crescita delle larve. Nell'articolo su Practical Fishkeeping sono presenti le foto passo passo del loro sviluppo, con la loro descrizione molto particolareggiata, vi invito a guardarvele lì, vi riporto soltanto alcune considerazioni generali.

In primo luogo, l'età degli esemplari: le riproduzioni sono iniziate quando gli Erpetoichthys avevano tra i 12 e i 15 anni. Essendo pesci molto longevi, si dice possano arrivare ai 30 anni d'età, può essere plausibile che raggiungano la piena maturità sessuale solo a quell'età.

Dopo la prima deposizione, i due acquariofili per cercare di stimolare nuovamente la deposizione hanno provato a sperimentare quello che chiamano "metodo Kirschbaum", con il quale il professor Kirschbaum di Berlino era riuscito a far deporre diverse specie di mormiridi, notoriamente difficili da far riprodurre in cattività.
Questo metodo tiene conto del fatto che la maggior parte delle specie di pesci nei tropici depongono le uova in un certo momento della stagione delle piogge, quando grandi quantità di pioggia influenzano pH e conducibilità dei corsi d'acqua. Si cerca perciò di imitare questi cambiamenti, abbassando pH e conducibilità in un periodo di poche settimane.
Non ho trovato niente in rete a proposito di questo metodo, vi consiglio la lettura però di questo articolo: Stagioni secche e stagioni delle piogge in acquario in cui viene descritto passo passo un altro metodo per simulare l'alternarsi delle stagioni anche in acquario.

Il 2 marzo 1998, gli Erpetoichthys di Britz e Roesler hanno deposto per la seconda volta, e stavolta sono riusciti a salvare circa 250 uova. Per dare un'idea della periodicità delle deposizioni, Britz e Roesler riferiscono che le due coppie di Erpetoichthys hanno continuato a deporre  il 10, 18 e 22 marzo, producendo ognuna solo 10-130 uova. Successivamente hanno deposto il 21 giugno, 12-18 agosto e 05-06 Settembre, sempre del 1998. Hanno poi fatto una pausa di quattro mesi e iniziato una nuova fase riproduttiva il 23 gennaio1999, con altre deposizioni a febbraio e marzo.

I piccoli, una volta terminato il sacco vitellino, sono già grandi abbastanza da accettare naupli di artemia salina e microworm, per cui sono abbastanza facili da alimentare; va detto però che i due non sono riusciti a far superare agli avannotti i 5 mesi d'età e la lunghezza di circa 6 cm, sono tutti morti per cause che non hanno compreso.

Nonostante ciò l'articolo è fondamentale per chi alleva questa specie così insolita e interessante e spera di poterli riprodurre.

Specie nel sito
Erpetoichthys calabaricus
Reedfish, Pesce corda
Aspettativa di vita: 20 - 30 anni
Dimensioni massime: 90 cm TL

E' l'unica specie del genere Erpetoichthys, ed è un predatore piscivoro notturno incredibilmente resistente. Raggiungendo i 90 cm di lunghezza non è decisamente adatto a tutti gli acquari. Come i Polipteridi sono gli ultimi superstiti di specie antichissime ed hanno adattamenti tali da farli considerare l'anello di congiunzione tra anfibi e pesci.

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