Attenzione

L'allevamento dei Farlowella

Consigli e suggerimenti generali per allevarli nella maniera più adatta, rispettando le loro esigenze

Farlowella vittata - Foto © Per Gunnar Stenersæter (Akvaforum.no)

Non si trovano facilmente, ma sono talvolta disponibili nei negozi dei pesci dall'aspetto insolito, estremamente snello e allungato. In genere sono commercializzati come Farlowella acus, mentre si tratta quasi certamente della specie più esportata Farlowella vittata.
Appartiene alla famiglia Loricariidae, dell'ordine dei Siluriformes, ed è comunemente chiamata pesce ago.

Farlowella vittata è un pesce sorprendente, che assomiglia ad un sottile ramoscello, e che sta spesso attaccato contro una foglia o un legno, in perfetto mimetismo. Si tratta di un pesce sudamericano, originario di alcuni affluenti del Rio delle Amazzoni. Condivide lo stesso habitat di pesci come guppy, diversi tetra, piccoli ciclidi, e altri Loricaridi. Apprezza le acque lente e le zone umide, e beneficia di aree allagate. A differenza di altri Loricaridi non sta bene in acqua con correnti e rapide, quindi deve essere alloggiato in un acquario con acqua calma, ben maturo e un po' ombreggiato.

Descrizione

Farlowella vittata è un pesce molto sottile e allungato, che misura da 15 a 20 cm dalla punta del rostro alla punta della coda. Alcuni individui hanno una colorazione di fondo sul beige, altri sul verde oliva, ma in generale il loro colore dominante è il marrone scuro, attraversato da linee più scure sul dorso, che li fa assomigliare a dei piccoli ramoscelli di legno. Una lunga linea nera inizia dal rostro coprendo gli occhi, poi allargandosi ricopre i fianchi e prosegue fino nella coda. Il ventre è più chiaro, le placche ossee della corazza sono chiaramente visibili.

I pesci del genere Farlowella hanno la pinna dorsale molto arretrata, sulla verticale della pinna anale. Le pinne sono trasparenti, ma con macchie scure irregolari.
La bocca è a forma di ventosa, situata sotto la testa, e presenta labbra carnose e molto ampie. Gioca un ruolo importante nell'alimentazione, permettendo al pesce di triturare legno e incrostazioni di alghe grazie ai suoi denti, nonché di fissarsi contro qualche supporto per permettergli di sopportare la corrente. Il muso chiamato rostro è molto lungo e sottile.

Le specie comprese nel genere Farlowella sono tutte molto simili tra loro, e sono molto difficili da distinguere: conoscere il nome esatto della specie, senza sapere il luogo di cattura del pesce, è quasi impossibile. Le foto presenti in rete purtroppo non sono decisive, perché purtroppo ci sono molte foto che ritraggono ad esempio Farlowella vittata, etichettate come Farlowella acus, e viceversa. 

La descrizione di Farlowella vittata, capo bicolore marrone con una banda scura continua, più o meno lunga sui fianchi, rostro corto, dritto, leggermente schiacciato con una rientranza con la testa, filamenti della caudale corti, due file di placche ossee ventrali, lunghezza 22,5 cm SL, corrisponde abbastanza bene generalmente ai pesci in commercio, inoltre la distribuzione della specie in natura è molto estesa, e i pesci si pescano facilmente: secondo dei rapporti di pesca basta dare un colpo di reti tra la vegetazione delle rive per raccoglierne un bel po'. Questo spiega anche come mai non si trovano pesci sotto i 10-15 cm SL nei negozi, e come mai sia così difficile alimentarli non appena inseriti in acquario: probabilmente sono tutti di cattura.

L'allevamento

Le specie di Farlowella raggiungono notevoli lunghezze, se si contano anche i filamenti della pinna caudale, ma sono piuttosto statiche, non nuotano molto, per cui per il loro allevamento vanno bene acquari da 90x45x45h cm in su.

Per offrire ai Farlowella un ambiente adatto, devono avere un pH compreso tra 6 e 7,2, acqua piuttosto tenera, con una leggera corrente. La temperatura può arrivare anche a 28 o addirittura 30°C senza che ne soffrano, ma non dovrebbe scendere al di sotto dei 24-25°C. La cosa importante è avere un'acqua ben ossigenata anche se la temperatura è superiore ai 26 gradi.
Reagiscono molto male ad ogni cambiamento nella chimica dell'acqua, per cui vanno inseriti unicamente in acquari già molto ben maturi, con abbondante film algale, anche perché nell'ambientamento iniziale sarà la loro unica fonte di cibo (ricordiamo che i pesci in vendita provengono tutti dalla cattura in natura, per cui devono abituarsi a mangiare in cattività).

Bisogna prestare particolare attenzione all'igiene del loro acquario, perché sono sensibili ai nitrati e richiedono un acqua molto pulita per potersi mantenere in salute. La manutenzione deve essere accurata e costante, con regolari e abbondanti cambi d'acqua con sifonamento del fondo.

Comportamento

Il più delle volte si possono vedere i Farlowella appoggiati su una foglia, lungo uno stelo o incollati contro una radice. Vanno cercati bene nell'acquario, sono praticamente invisibili, mimetizzati con il loro ambiente. Più di rado rimangono sul fondo, all'ombra di una pianta o sopra una foglia di grandi dimensioni. Non sono pesci spettacolari che animano l'acquario con il loro movimento o con il loro nuotare, ma per gli acquariofili che non sono alla ricerca di pesci appariscenti, sono molto interessanti da osservare.

Non hanno bisogno di anfratti o ripari, ma restano volentieri distesi sulle foglie. Pertanto bisogna fornire vegetazione adatta alle loro esigenze, cioè piante con foglie grandi e larghe: vanno bene i grandi Echinodorus, le Anubias (non le forme nane) e la Vallisneria, meglio se Vallisneria gigantea che ha le foglie più larghe. I pesci sono diurni, attivi tutto il giorno, e passano tutto il tempo pascolando.
Purtroppo, a volte danneggiano le foglie di alcune piante a forza di grattare, e danneggiano le piante più tenere. Non possiamo fare altro che cercare di offrire loro altri alimenti che potrebbero distrarre la loro attenzione dalle foglie deteriorate. Questo è un problema simile a quello posto da alcuni Ancistrus che massacrano letteralmente le foglie delle Echinodorus. In realtà, i Farlowella non mangiano legno o foglie, ma li raspano per nutrirsi della micro-fauna che vive nella patina algale.

I Farlowella non sono grandi nuotatori, ma sono in grado di muoversi rapidamente in caso di bisogno, con rapidi salti, e partono dritti davanti a loro. Il più delle volte, si muovono semplicemente lungo un vetro o un arredo con un caratteristico movimento della bocca.

Si ritiene che abbiano un'aspettativa di vita di più di 15 anni; la loro morte prematura, frequente in acquario, è probabilmente dovuta alla loro richiesta di parametri e condizioni d'acqua stabili, e dal fatto che dovrebbero essere introdotti solo in acquari ben maturi con un un buon biofilm, alghe o foglie secche.

I Farlowella sono pesci tranquilli e pacifici, sia nei confronti dei conspecifici che di altri pesci, però sarebbe molto meglio per loro farli vivere in acquario dedicato, senza altre specie, che potrebbero far loro troppa competizione nell'accaparrarsi il cibo.
Se proprio si desidera allevarli con altri pesci, meglio scegliere un branchetto di piccoli caracidi, tranquilli Corydoras, o anche pesci grandi ma lenti come i Discus; vanno evitati i pesci agitati che potrebbero morsicare le loro pinne.

Per arredare il loro acquario, è possibile utilizzare radici di torbiera che acidificano e colorano l'acqua rilasciando tannini, appoggiate su un fondale di sabbia e circondate da piante ad alto fusto.

Attenzione al momento della cattura, al momento dell'acquisto o per un cambiamento d'acquario. Essendo così allungati, acchiapparli con il retino può essere complicato, e bisogna attentamente evitare di danneggiare o spezzare la schiena o la coda dei pesci quando sono intrappolati nel retino, soprattutto se vengono premuti contro il vetro per non farli scappare. Rimangono bloccati ed è difficile risalire senza danneggiarli.

Arrivando a casa, non dovete svuotare direttamente il sacchetto e i pesci nel nuovo acquario, ma è necessario un periodo di adattamento. Dovete lasciare il sacchetto galleggiare per circa dieci minuti sulla superficie dell'acqua per equilibrare le temperature, quindi aprirlo e versarvi ripetutamente un po' d'acqua presa dall'acquario, un bicchiere ogni 10 minuti/quarto d'ora, e attendere che i pesci siano abituati a queste nuove condizioni. Queste operazioni anche se lunghe sono garanzia di una corretta acclimatazione al nuovo ambiente. Quando l'acqua inserita nel sacchetto è almeno il doppio di quella che c'era, è possibile tirali fuori dal sacchetto e inserirli in acquario.
In teoria si consiglia in genere di evitare di versare in vasca l'acqua nel sacchetto, per non trasferire inquinanti o parassiti indesiderati, ma in pratica se ci fossero questi sarebbero comunque addosso ai pesci stessi, per cui è una precauzione inutile: piuttosto che rischiare di danneggiare questi lunghi pesci con il retino, si può rovesciare semplicemente il sacchetto nell'acqua, facendo fuoriuscire i pesci.

L'alimentazione

In natura, i Farlowella si nutrono pascolando sui tappeti di alghe e mangiando i microrganismi che ci vivono, piccoli crostacei, larve di insetti e vermi. Sono pesci che trovano nelle alghe una parte del cibo di cui hanno bisogno.
In acquario gli apporti vegetali sono indispensabili, come cetrioli, zucchine, lattuga, spinaci, broccoli, ecc. leggermente bolliti. Date loro anche compresse di spirulina e alghe liofilizzate.

A volte mangiano anche prede vive, lombrichi, artemia o larve di zanzara, e apprezzano i fiocchi e le pastiglie da fondo che vengono distribuite ai Corydoras.

Sono difficili da nutrire proprio perché hanno bisogno di alghe. E spesso muoiono lentamente di fame perché non trovano abbastanza da mangiare, o il cibo distribuito non va bene per loro, o ancora sono tenuti con pesci più veloci o vigorosi nella ricerca del cibo, e loro rimangono senza.

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