Tra le specie più piccole di cory, a differenza della maggior parte dei suoi congeneri, ha l'abitudine di nuotare a mezz'acqua invece che sul fondo dell'acquario.
Gastrodermus pygmaeus (ex Corydoras pygmaeus) - Foto © Bjarne Saetrang (aquadigital.net)
2.1 cm SL
I pesci non sono attrezzi: non vanno comprati per la loro presunta funzione di pulitori, ma perché piacciono e perché sono interessanti da osservare. Dobbiamo essere noi a rispettare le loro esigenze, non loro a dover svolgere un lavoro in vece nostra.
E non possono sopravvivere solo con gli scarti degli altri... la maggior parte dei cosiddetti 'pesci pulitori' non supera l'anno di vita in acquario, perché i più tanti muoiono di stenti, letteralmente di fame, per non essere nutriti a sufficienza. Anche loro hanno diritto ad essere nutriti con cibo specifico per le loro esigenze, come qualsiasi altro pesce, non si può pretendere che sopravvivano con gli avanzi degli altri, né fare affidamento su di loro per la 'pulizia' dell'acquario.
Come acquariofili siamo responsabili della vita degli animali che alleviamo, e dobbiamo assicurarci che ognuno riceva la giusta razione del cibo appropriato.
L'idea che i "pesci pulitori" siano indispensabili per mantenere l'equilibrio dell'acquario o che siano in qualche modo "necessari" è totalmente falsa e senza alcun fondamento.
Il Cory pigmeo Gastrodermus pygmaeus (ex Corydoras pygmaeus) è un pesce d'acqua dolce appartenente alla sottofamiglia Corydoradinae della famiglia dei Callichthyidae. La sua area di distribuzione sono i fiumi tropicali del Sud America, nel bacino del Rio-Madeira. A differenza di altri pesci gatto corazzati, Gastrodermus pygmaeus non rimane sul fondo dell'acqua, ma spesso si muove in acque libere.
Fino a giugno 2024 la specie faceva parte del genere Corydoras, poi con la revisione dei Corydoradinae di Dias et al. pubblicata nel giugno 2024 è stata spostata nell'attuale genere Gastrodermus.
Scelta eccellente per gli acquari piccoli (ma non per i moderni nano-acquari), quella di Gastrodermus pygmaeus è una tra le specie più piccole di Corydoradinae. E' frequentemente confuso con Gastrodermus hastatus (ex Corydoras hastatus), ma i due possono essere facilmente distinguibili, in quanto Gastrodermus hastatus ha una macchia scura a forma di diamante sul peduncolo caudale e non ha altre macchie sul corpo. Invece Gastrodermus pygmaeus ha una striscia scura che percorre l'intera lunghezza della linea laterale.
A differenza della maggior parte dei suoi congeneri, Gastrodermus pygmaeus ha l'affascinante abitudine di nuotare a mezz'acqua, anche se questo comportamento non è così pronunciata come in Gastrodermus hastatus (ex Corydoras hastatus).
Gastrodermus pygmaeus (ex Corydoras pygmaeus) in acquario - Video © Will H
Il genere Corydoras fu introdotto nel 1803 dal naturalista francese Bernard Germain Lacépède. Il nome Corydoras (in italiano approssimativamente "con elmo e lancia") deriva dal greco kory ("elmo") e dory ("lancia", "sparo") e si riferisce probabilmente alle piastre ossee che ricoprono il corpo come un’armatura e al primo raggio spiniforme delle pinne pettorali.
Tra il 1815 e il 1894 vennero istituiti altri generi di pesci gatto corazzati, ma la maggior parte di essi fu in seguito sinonimizzata con Corydoras.
A giugno 2024, il genere Corydoras comprendeva più di 170 delle quasi 200 specie di pesci gatto corazzati conosciute, ma era considerato un genere parafiletico di raccolta (non monofiletico). Studi sulla sistematica interna dei pesci gatto corazzati hanno dimostrato che all’interno di Corydoras esistono diversi gruppi monofiletici.
Nel giugno 2024 è stata pubblicata una revisione della sottofamiglia dei pesci gatto corazzati Corydoradinae, nella quale sono stati riabilitati i generi Brochis, Gastrodermus, Hoplisoma e Osteogaster, e la maggior parte delle specie precedentemente assegnate a Corydoras è stata ricollocata in questi generi.
Nel novembre 2024, è stato istituito un ottavo genere di Corydoradinae, denominato Urkumayu.
Alla sottofamiglia appartengono attualmente i seguenti generi:
- Sottofamiglia Corydoradinae
- Genere Corydoras
- Genere Aspidoras
- Genere Scleromystax
- Genere Gastrodermus
- Genere Hoplisoma
- Genere Brochis
- Genere Osteogaster
- Genere Urkumayu
I generi dei pesci gatto corazzati si distinguono principalmente sulla base della morfologia del cranio e dell’orientamento degli odontodi (piccole strutture simili a denti) sui raggi spiniformi delle pinne pettorali e dorsale. Colorazioni e motivi di disegno simili o quasi identici si riscontrano invece in specie appartenenti a generi diversi (mimetismo mülleriano) e non sono quindi adatti a delimitare i generi.
L'esistenza di più specie di livrea simile che coesistono e formano grandi banchi misti è relativamente comune nella sottofamiglia dei Corydoradinae, che chiameremo più brevemente 'Cory'. In alcuni casi le livree dei Cory si sono evolute anche in altri taxa, come alcuni membri dei generi Otocinclus, Brachyrhamdia e Serrapinus. Si ritiene che la ragione del successo di tali livree sia la protezione dai predatori in quanto presentano dettagli criptici o altrimenti evidenti e riconoscibili, come strisce, reticolazioni o spine delle pinne fortemente colorate. Potrebbero quindi essersi evolute specie con livree simili per trarre vantaggio nel trovare il cibo in un gruppo più ampio, adattandosi allo stesso tempo per sfruttare nicchie ecologiche contrastanti. Nei Corydoradinae, questo si esprime tipicamente attraverso differenze nella lunghezza del muso o nella posizione della bocca, per esempio.
I Corydoradinae possono facoltativamente respirare aria atmosferica e possiedono un intestino modificato e altamente vascolarizzato, che si è evoluto per facilitare l'assorbimento di ossigeno atmosferico e aiutare la sopravvivenza in ambienti poveri di ossigeno. In acquario potrete occasionalmente vederli salire in superficie per prendere una "boccata d'aria".
Le spine delle pinne pettorali sono rigide e sono in grado di perforare la pelle umana, dando vita ad un "pungiglione" che può essere molto doloroso, per cui deve essere usata molta cautela quando si maneggiano. Si ritiene anche che le secrezioni delle ghiandole ascellari alla base di ogni spina possano essere leggermente tossiche o velenose.
La maggior parte dei cory sono principalmente bentonici (abitano sul fondo), anche se qualche specie fa eccezione e trascorrere la maggior parte del tempo in acque aperte. Purtroppo questo loro comportamento spesso comporta che vengano acquistati e venduti come "spazzini" per "pulire il fondo" delle vasche di comunità. Anche se certamente spazzolano eventuali bocconi non consumati che raggiungono il fondo, non lo terranno certamente "pulito" in quanto tale. Anzi, al contrario, se nell'acquario ci sono dei cory la manutenzione e la pulizia del substrato devono diventare una preoccupazione primaria per l'acquariofilo, in quanto i cory possono sviluppare brutte infezioni ai barbigli se allevati su un fondo sporco o non adatto.
- Specie che va allevata in folto gruppo: almeno 5-8 esemplari
- Specie dalle dimensioni ridotte, non adatta ai comuni acquari di comunità
- Specie a cui va dato da mangiare, come a tutte le altre, non è vero che si nutre solo di residui di cibo o di escrementi!
- Possono essere riprodotti in cattività, ma provengono molto spesso dalla cattura in natura. Chiedete sempre al negoziante se i pesci che state per prendere sono di cattura o d'allevamento.
Sud America: bacino del fiume Madeira
La specie Gastrodermus pygmaeus (ex Corydoras pygmaeus) è presente nel bacino del Rio delle Amazzoni, compresi il fiume Madeira, nello stato di Rondônia (Reis 2003) e il Rio delle Amazzoni, nella regione di Santarém, nello stato del Pará, in Brasile. È presente anche nel fiume Napo in Ecuador e nel fiume Nanay in Perù. La località tipica si trova nel distretto di Calama, vicino a Porto Velho, Rondônia, Brasile.
STATO NELLA LISTA ROSSA IUCN:
LEAST CONCERN (minima preoccupazione)
- Pygmy Catfish: la distribuzione e lo stato della specie in natura, sul sito della IUCN Red List, il più ampio database di informazioni sullo stato di conservazione delle specie animali e vegetali di tutto il mondo.
- Nonostante le scarse informazioni disponibili su questa specie, Gastrodermus pygmaeus (ex Corydoras pygmaeus) ha un areale molto ampio, che difficilmente può essere soggetto a gravi minacce. È pertanto considerata a rischio minimo.
Ambiente demerso, acqua dolce, clima tropicale
La specie Gastrodermus pygmaeus (ex Corydoras pygmaeus) abita piccoli affluenti, torrenti, stagni e aree di foresta allagata. Si trova spesso in gran numero tra la vegetazione marginale o le radici d'albero sulle rive.
In Brasile la specie viene utilizzata nel commercio ornamentale (Brasile 2012).
Dimensioni minime dell'acquario: 50x30x30h cm per un gruppo di minimo 6-8 esemplari, di più è anche meglio.
Si adattano bene a qualsiasi tipo di allestimento, basta che ci siano ripari e zone d'ombra, ma i Gastrodermus pygmaeus (ex Corydoras pygmaeus) prospereranno in un acquario allestito in modo da imitare un biotopo dell'Amazzonia. E' molto semplice da organizzare: basta utilizzare un substrato di sabbia di fiume fine e non tagliente, e aggiungere alcuni rami o radici contorti (se non si riesce a trovare legni della forma desiderata, si possono usare tranquillamente pezzi di rami di faggio o di quercia, completamente essiccati e privati della corteccia).
L'aggiunta di un po' di lettiera di foglie secche (sono adatte foglie di faggio, quercia o mandorlo indiano Ketapang, Terminalia catappa; si può usare anche una miscela di tutte e tre) enfatizza ulteriormente la sensazione naturale e, oltre a offrire dei ripari aggiuntivi per i pesci, induce la crescita di benefiche colonie microbiche mano a mano che avviene la decomposizione. Questa microfauna può fornire una preziosa fonte di cibo secondario per gli avannotti, mentre si ritiene che i tannini e altre sostanze chimiche rilasciate dalle foglie in decomposizione siano utili per le specie di pesci d'acqua nera e non.
Le foglie possono essere lasciate nella vasca fino a che non si decompongono completamente o rimosse e sostituite ogni qualche settimana.
Per acidificare e scurire ulteriormente l'acqua si possono usare anche le pignette di ontano, che hanno ulteriori effetti battericidi e antimicotici, non è necessario utilizzare la torba naturale, la cui raccolta è sia insostenibile che dannosa per l'ambiente.
Molto simile alla fibra di torba è la fibra di cocco, che è essenzialmente un sottoprodotto industriale e soprattutto una risorsa rinnovabile; se ne può lasciar cadere qualche manciata nella vasca. Dopo pochi giorni diventerà completamente satura d'acqua e affonderà sul fondo, dove può sembrare davvero efficace. A condizione che venga praticata una buona routine di mantenimento dell'acqua, non dovrebbero verificarsi effetti negativi utilizzando torba o foglie in acquario.
Le piante acquatiche si possono mettere, ma non sono una caratteristica delle acque naturali di questa specie.
La filtrazione deve essere delicata, normalmente è adeguata anche solo un filtro a spugna ad aeratore, sebbene sembrino apprezzare un certo grado di movimento dell'acqua.
La luce deve essere abbastanza schermata, ed è essenziale un buon regime di manutenzione in quanto è sensibile al deterioramento delle condizioni dell'acqua. Come per tutti i cory, il substrato va mantenuto scrupolosamente pulito, a causa della loro abitudine di 'arare' il fondale con i barbigli alla ricerca di cibo sono infatti molto sensibili ai substrati scarsamente mantenuti o sporchi e possono perdere i loro barbigli a causa di infezioni se tenuti in cattive condizioni.
Comportamento e compatibilità: Gastrodermus pygmaeus (ex Corydoras pygmaeus) è un pesce molto tranquillo, ma non è adatto ai comuni acquari di comunità a causa delle sue piccole dimensioni da adulto. Si fa facilmente intimidire e spaventare da compagni di vasca più grandi e non riesce a competere per il cibo. Molti pesci spesso tenuti in acquari di comunità, come scalari, gourami e pesci gatto più grandi potrebbero anche considerarli come un ottimo spuntino.
L'ideale è di allevarne un grande gruppo da soli o con altre specie piccole, come Caracidi di dimensioni simili, ciprinidi o qualche piccolo gamberetto d'acqua dolce. E' anche un pesce rassicurante ideale per Apistogramma e altri ciclidi nani, in quanto tende ad abitare i livelli medi dell'acquario.
Cercare sempre di allevare i Corydoras in folti gruppi: sono molto più fiduciosi e attivi in presenza dei conspecifici. Vivono in gruppi in natura quindi è meglio acquistarne almeno 6, preferibilmente 10 o più esemplari. Vedrete che formeranno un gruppo abbastanza unito e si mostreranno molto più belli se allevati in buon numero. Inoltre spesso si uniscono tranquillamente a branchi di altri piccoli pesci nella vasca.
Coreografico branco di Gastrodermus pygmaeus (ex Corydoras pygmaeus) in un grande acquario - Video © Aquario & Co
22 - 26°C
Durezza: da 2 a 15°H ma preferibilmente inferiore a 8.
Le specie della sottofamiglia Corydoradinae sono onnivore, in natura si alimentano con vermi, crostacei, insetti e vegetali.
In acquario accettano di buon grado ogni tipo di cibo, da quello vivo al mangime secco, in granuli o pastiglie. Nutrirle con una dieta variata garantirà condizioni ottimali di salute e colorazione.
L'importante è che il cibo affondi in fretta e arrivi alla loro portata prima che se lo mangino gli altri abitanti dell'acquario: bisogna sempre controllare che tutti i pesci mangino la giusta razione di cibo!
Nonostante questi pesci come quasi tutti i pesci da fondo siano comprati come pesci pulitori, non si nutrono di avanzi, ma hanno bisogno di una dieta varia e abbondante per sopravvivere.
Una delle principali cause di morte dei pesci da fondo nelle vasche degli "acquariofili" è il denutrimento, gli stenti, muoiono letteralmente di fame, perché si pensa erroneamente che possano bastargli quelle poche briciole che avanzano gli altri pesci... o addirittura ci sono persone che pensano si mangino gli escrementi!
In realtà hanno bisogno di mangiare esattamente come tutti gli altri abitanti dell'acquario!
Come acquariofili siamo responsabili della vita degli animali che alleviamo, e dobbiamo assicurarci che ognuno riceva la giusta razione del cibo appropriato.
In nessun caso bisogna aspettarsi che sopravvivano solo grazie agli 'avanzi' degli altri abitanti dell'acquario, o si può fare affidamento su di loro per la 'pulizia' dell'acquario.
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Come per la maggior parte dei Corydoradinae, si possono facilmente sessare se osservati dall'alto. Le femmine hanno il corpo notevolmente più rotondo e più ampio dei maschi, soprattutto quando sono piene di uova. Spesso sono anche leggermente più grandi.
Riproduzione di Gastrodermus pygmaeus (ex Corydoras pygmaeus) in un acquario da 180 litri - Video © Aquario & Co
I Gastrodermus pygmaeus (ex Corydoras pygmaeus) possono essere riprodotti in modo simile a molte altre specie di Corydoradinae, anche se gli avannotti richiedono un po' di attenzione in più a causa delle loro dimensioni.
Impostare un acquario per la riproduzione (30 cm di lunghezza è già una buona dimensione), o con il fondo nudo, o con un sottile strato di sabbia o ghiaia. Usare un piccolo filtro a spugna ad aria, così i minuscoli avannotti non saranno risucchiati e inserire alcuni ciuffi di vegetazione tipo il muschio di Giava. Vanno bene una temperatura di circa 24°C ed un pH di 6,5.
Di solito è meglio avere un rapporto tra maschi e femmine di 2:1, si raccomanda cioè di avere 2 maschi per ogni femmina. Condizionare il gruppo con una dieta varia di cibo vivo, surgelato e secco.
Quando le femmine sono visibilmente piene di uova eseguire un grosso (50-70%) cambio con acqua più fredda di quella in acquario per portare la temperatura a circa 18°C, aumentando nel contempo l'ossigenazione e la corrente d'acqua all'interno della vasca, simulando in questo modo l'arrivo della stagione delle piogge, il loro periodo riproduttivo in natura. Questo va fatto naturalmente abbastanza lentamente, nel giro di un'ora o due, e potrebbe essere necessario ripeterlo per più giorni, fino a che i pesci non entrano in deposizione.
Vale la pena a questo punto annotare un paio di note sulla riproduzione in generale dei Corydoradinae. Molte specie sono riproduttori stagionali, che si riproducono durante la stagione umida nei loro paesi d'origine. Questa si verifica nello stesso periodo dell'anno in cui in Europa è inverno, quindi se i tentativi di riproduzione effettuati in estate non riescono, può valere la pena aspettare fino all'inverno prima di riprovare.
Inoltre, possono essere necessari diversi anni per talune specie prima di diventare sessualmente mature, quindi siate pazienti.
Infine, a volte possono essere necessarie diverse tattiche, come ad esempio i tempi in cui effettuare i cambi d'acqua, il livello di ossigenazione, ecc. Se continuate a non avere alcuna fortuna, non abbiate paura di provare diversi approcci.
Se i pesci decidono di deporre le uova, di solito le depongono sul vetro dell'acquario, spesso in una zona dove la corrente dell'acqua è piuttosto forte. Il comportamento riproduttivo è caratterizzato da un iniziale aumento dell'attività e dell'eccitazione, quindi i maschi iniziano a inseguire attivamente le femmine. Una femmina ricettiva permetterà ad un maschio di accarezzarla con i barbigli, prima che la coppia prenda la classica "posizione a T", in cui il maschio afferra i barbigli della femmina tra la pinna pettorale e il corpo. Quindi rilascia dello sperma, che si suppone passi attraverso la bocca e le branchie della femmina, e venga diretto verso le pinne pelviche. Queste vengono usate per formare una "sacca", in cui lei depone un singolo uovo. Una volta che questo è fecondato, la femmina nuota via per trovare un luogo adatto per depositarlo, dopo di che il ciclo si ripete. Se nella deposizione i pesci si trovano in gruppo, vedrete spesso più maschi a caccia di una femmina quando va a depositare un uovo, nel tentativo di essere i prossimi prescelti per fecondarne uno.
Gli adulti mangiano le uova se ne viene data loro l'opportunità, per cui una volta completata la deposizione delle uova si hanno due scelte: togliere gli adulti e far crescere la covata nello stesso acquario, o spostare le uova e far crescere gli avannotti altrove. Se decidete di spostare le uova, vedrete che sono abbastanza robuste, e di solito possono essere trascinate delicatamente lungo il vetro con un dito. Il nuovo contenitore dovrebbe contenere la stessa acqua dell'acquario di deposizione ed essere allo stesso modo ben ossigenata. Ovunque si decida di far schiudere le uova, è sempre meglio aggiungere alcune gocce di blu di metilene in acqua, per evitare fungosi. Anche così comunque qualche uovo probabilmente ammuffirà, e dovrebbe essere rimosso non appena notato, al fine di evitare che la fungosi si diffonda. Altre opzioni possono essere l'aggiunta di qualche pigna di ontano nell'acquario per la schiusa (rilasciano varie sostanze chimiche benefiche). Alcuni acquariofili utilizzano anche alcune specie di gamberetti d'acqua dolce per raccogliere eventuali spore fungine dalle uova sane, come le Neocaridina davidi, che si mangiano le uova malate, ma lasciano intatte quelle sane.
Le uova si schiudono in 3-5 giorni. Una volta che gli avannotti hanno consumato il loro sacco vitellino, devono essere nutriti con alimenti tipo infusori per i giorni successivi, fino a quando non sono abbastanza grandi per accettare microworm, e in seguito naupli di artemia, ecc.
Non sono gli avannotti più facili da far crescere, richiedono un'eccellente qualità dell'acqua, ma sembrano meno suscettibili ai disturbi se allevati con un sottile strato di sabbia piuttosto che a fondo nudo.
Mantenere una buona qualità dell'acqua è fondamentale per far sopravvivere un buon numero di cory, per cui è necessario garantire regolari cambi d'acqua, facendo ovviamente attenzione a non sifonare via eventuali avannotti.
Taxa principali
Non facilissimo da trovare in commercio, a differenza della maggior parte dei Cory tende a nuotare a mezz'acqua e trascorre gran parte del suo tempo lontano dal substrato
Piccola specie di callictide che ama le acque correnti e ben ossigenate.
Tra le specie più piccole di cory, a differenza della maggior parte dei suoi congeneri, ha l'abitudine di nuotare a mezz'acqua invece che sul fondo dell'acquario.
Riferimenti & Link
Tutto Quello Che Avreste Sempre Voluto Sapere Ma Non Avete Mai Osato Chiedere...
i messaggi più interessanti tratti da it.hobby.acquari
la scheda su FishBase
l'esauriente scheda su SeriouslyFish.com
la scheda su Planetcatfish.com
Angelica C Dias , Luiz F C Tencatt , Fabio F Roxo , Gabriel de Souza da Costa Silva , Sérgio A Santos , Marcelo R Britto , Martin I Taylor , Claudio Oliveira - 11 June 2024 - Zoological Journal of the Linnean Society, Volume 203, Issue 3, March 2025, zlae053, https://doi.org/10.1093/zoolinnean/zlae053
Zoological Journal of the Linnean Society, Volume 203, Issue 4, April 2025, zlaf035, https://doi.org/10.1093/zoolinnean/zlaf035 Published: 19 April 2025
Edizione Inglese di Hans C Evers e Ingo Seidel, a cura di Hans A Baensch - libro molto dettagliato, con molte foto utili all'identificazione degli esemplari, informazioni sull'allevamento e la riproduzione in acquario delle specie, e una grande sezione dedicata alle informazioni sui vari biotopi.
Edizione tedesca di U. Glaser - Tutti i cory conosciuti sono presentati su 144 pagine con 650 fotografie a colori brillanti e un breve testo introduttivo. Oltre ai generi Aspidoras, Brochis, Corydoras, Callichthys Dianema, Hoplosternum, sono mostrate tutte le varianti, mutanti, ibridi, forme riproduttive e forme non descritte ("numeri C").
Colored Atlas of Miniature Catfish: Every Species of Corydoras, Brochis & Aspidoras
Edizione Inglese di Warren Burgess
Edizione Inglese di Sheila Hunt. PhD - Questa è una guida alla cura unica, approfondita e autorevole, scritta per gli amanti di queste bellissime specie. Con le varietà più popolari del pesce gatto Corydoras.
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Consigli e suggerimenti generali per allevare i Cory nella maniera più adatta, rispettando le loro esigenze
Tutto Quello Che Avreste Sempre Voluto Sapere Ma Non Avete Mai Osato Chiedere sull'allevamento dei Cory (Corydoradinae), grazie ai messaggi più interessanti di it.hobby.acquari
Gastrodermus pygmaeus (ex Corydoras pygmaeus), Pygmy Cory - Foto © Robert Beke
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