Chiamato 'cory blu', è una piccola specie di cory adatta a molti acquari di comunità

Hoplisoma nattereri (ex Corydoras nattereri) - Foto © Carsten Müller (Wikimedia)

Autore
(Steindachner, 1876)
Nome comune
Blue corydoras
Sinonimi
Corydoras nattereri
Aspettativa di vita

5 - 10 anni

Dimensioni massime in natura

5.4 cm SL

Descrizione

I pesci non sono attrezzi: non vanno comprati per la loro presunta funzione di pulitori, ma perché piacciono e perché sono interessanti da osservare. Dobbiamo essere noi a rispettare le loro esigenze, non loro a dover svolgere un lavoro in vece nostra.
E non possono sopravvivere solo con gli scarti degli altri... la maggior parte dei cosiddetti 'pesci pulitori' non supera l'anno di vita in acquario, perché i più tanti muoiono di stenti, letteralmente di fame, per non essere nutriti a sufficienza. Anche loro hanno diritto ad essere nutriti con cibo specifico per le loro esigenze, come qualsiasi altro pesce, non si può pretendere che sopravvivano con gli avanzi degli altri, né fare affidamento su di loro per la 'pulizia' dell'acquario.
Come acquariofili siamo responsabili della vita degli animali che alleviamo, e dobbiamo assicurarci che ognuno riceva la giusta razione del cibo appropriato.

L'idea che i "pesci pulitori" siano indispensabili per mantenere l'equilibrio dell'acquario o che siano in qualche modo "necessari" è totalmente falsa e senza alcun fondamento.

La specie di Hoplisoma nattereri (ex Corydoras nattereri) è un pesce d'acqua dolce originario del Brasile sudorientale, appartenente alla sottofamiglia Corydoradinae della famiglia Callichthyidae. Conosciuti anche come blue cory, gli Hoplisoma nattereri possono essere allevati in un acquario non riscaldato, purché la vostra casa sia riscaldata in inverno, perché hanno bisogno di temperature leggermente più fresche rispetto a molte altre specie di cory. La specie deve il suo nome a Johann Natterer, che raccolse gli esemplari tipo.

Fino a giugno 2024 la specie faceva parte del genere Corydoras, poi la revisione dei Corydoradinae di Dias et al. pubblicata nel giugno 2024 l'ha spostata nell'attuale genere Hoplisoma.

Hoplisoma nattereri apparteneva al gruppo di specie Corydoras paleatus, che è stato separato dal genere Corydoras nel giugno 2024 e assegnato al genere Hoplisoma.

Hoplisoma nattereri (ex Corydoras nattereri) - Foto © Aqualog.de

Hoplisoma nattereri (ex Corydoras nattereri) - Foto © Ingo Seidel

Il genere Corydoras fu introdotto nel 1803 dal naturalista francese Bernard Germain Lacépède. Il nome Corydoras (in italiano approssimativamente "con elmo e lancia") deriva dal greco kory ("elmo") e dory ("lancia", "sparo") e si riferisce probabilmente alle piastre ossee che ricoprono il corpo come un’armatura e al primo raggio spiniforme delle pinne pettorali.
Tra il 1815 e il 1894 vennero istituiti altri generi di pesci gatto corazzati, ma la maggior parte di essi fu in seguito sinonimizzata con Corydoras.
A giugno 2024, il genere Corydoras comprendeva più di 170 delle quasi 200 specie di pesci gatto corazzati conosciute, ma era considerato un genere parafiletico di raccolta (non monofiletico). Studi sulla sistematica interna dei pesci gatto corazzati hanno dimostrato che all’interno di Corydoras esistono diversi gruppi monofiletici.
Nel giugno 2024 è stata pubblicata una revisione della sottofamiglia dei pesci gatto corazzati Corydoradinae, nella quale sono stati riabilitati i generi Brochis, Gastrodermus, Hoplisoma e Osteogaster, e la maggior parte delle specie precedentemente assegnate a Corydoras è stata ricollocata in questi generi.
Nel novembre 2024, è stato istituito un ottavo genere di Corydoradinae, denominato Urkumayu.

Alla sottofamiglia appartengono attualmente i seguenti generi:

I generi dei pesci gatto corazzati si distinguono principalmente sulla base della morfologia del cranio e dell’orientamento degli odontodi (piccole strutture simili a denti) sui raggi spiniformi delle pinne pettorali e dorsale. Colorazioni e motivi di disegno simili o quasi identici si riscontrano invece in specie appartenenti a generi diversi (mimetismo mülleriano) e non sono quindi adatti a delimitare i generi.

L'esistenza di più specie di livrea simile che coesistono e formano grandi banchi misti è relativamente comune nella sottofamiglia dei Corydoradinae, che chiameremo più brevemente 'Cory'. In alcuni casi le livree dei Cory si sono evolute anche in altri taxa, come alcuni membri dei generi Otocinclus, Brachyrhamdia e Serrapinus. Si ritiene che la ragione del successo di tali livree sia la protezione dai predatori in quanto presentano dettagli criptici o altrimenti evidenti e riconoscibili, come strisce, reticolazioni o spine delle pinne fortemente colorate. Potrebbero quindi essersi evolute specie con livree simili per trarre vantaggio nel trovare il cibo in un gruppo più ampio, adattandosi allo stesso tempo per sfruttare nicchie ecologiche contrastanti. Nei Corydoradinae, questo si esprime tipicamente attraverso differenze nella lunghezza del muso o nella posizione della bocca, per esempio.

I Corydoradinae possono facoltativamente respirare aria atmosferica e possiedono un intestino modificato e altamente vascolarizzato, che si è evoluto per facilitare l'assorbimento di ossigeno atmosferico e aiutare la sopravvivenza in ambienti poveri di ossigeno. In acquario potrete occasionalmente vederli salire in superficie per prendere una "boccata d'aria".
Le spine delle pinne pettorali sono rigide e sono in grado di perforare la pelle umana, dando vita ad un "pungiglione" che può essere molto doloroso, per cui deve essere usata molta cautela quando si maneggiano. Si ritiene anche che le secrezioni delle ghiandole ascellari alla base di ogni spina possano essere leggermente tossiche o velenose.
La maggior parte dei cory sono principalmente bentonici (abitano sul fondo), anche se qualche specie fa eccezione e trascorrere la maggior parte del tempo in acque aperte. Purtroppo questo loro comportamento spesso comporta che vengano acquistati e venduti come "spazzini" per "pulire il fondo" delle vasche di comunità. Anche se certamente spazzolano eventuali bocconi non consumati che raggiungono il fondo, non lo terranno certamente "pulito" in quanto tale. Anzi, al contrario, se nell'acquario ci sono dei cory la manutenzione e la pulizia del substrato devono diventare una preoccupazione primaria per l'acquariofilo, in quanto i cory possono sviluppare brutte infezioni ai barbigli se allevati su un fondo sporco o non adatto.

  • Specie che vanno allevate in gruppo: almeno 6-10 esemplari della stessa specie
  • Specie a cui va dato da mangiare, come a tutte le altre, non è vero che si nutrono solo di residui di cibo o di escrementi!
  • Alcune specie vengono riprodotte in cattività, altre provengono dalla cattura in natura. Chiedete sempre al negoziante se i pesci che state per prendere sono di cattura o d'allevamento.
Distribuzione

Sud America: fiumi costieri nel sud-est del Brasile da Espírito Santo a Paraná.

Hoplisoma nattereri (ex Corydoras nattereri) è distribuito dal nord dello stato del Paraná, passando per San Paolo, Rio de Janeiro e fino a Espírito Santo (Reis 2003). Recentemente la sua distribuzione si è estesa all'estremo sud di Bahia, con segnalazioni storiche nel bacino del “Rios dos Portos Seguros” (Sarmento Soares et al. 2008). All'interno di questa distribuzione, la specie è stata segnalata nelle sorgenti del fiume Tietê e nei bacini idrografici costieri dello stato di San Paolo (Marceniuk et al. 2011), nel corso inferiore del fiume Mucuri, bacino del fiume Jequitinhonha, nel Minas Gerais (Pompeu 2010), nei fiumi Pinto e Marumbi, nello stato del Paraná (Horodesky 2012).

IUCN Red List - LEAST CONCERN

STATO NELLA LISTA ROSSA IUCN:
LEAST CONCERN (minima preoccupazione)

  • Coridora-azul: la distribuzione e lo stato della specie in natura, sul sito della IUCN Red List, il più ampio database di informazioni sullo stato di conservazione delle specie animali e vegetali di tutto il mondo.
  • Hoplisoma nattereri (ex Corydoras nattereri) è distribuito dal nord dello stato del Paraná, passando per San Paolo, Rio de Janeiro, Espírito Santo fino al sud di Bahia. Si trova in vari ambienti, compresi quelli antropizzati, il che sembra indicare che la specie non è così sensibile ai cambiamenti ambientali. Poiché non sono state riscontrate minacce significative che mettano a rischio la popolazione, la specie è stata inserita nella categoria Least Concern (LC).
Habitat & Ecologia

Ambiente: demerso, acqua dolce. Clima tropicale.

Hoplisoma nattereri (ex Corydoras nattereri) vive in piccoli affluenti, ruscelli, aree di foresta allagata e banchi di sabbia. Vive spesso insieme a Macrotocinclus affinis, dalla colorazione simile, non è del tutto chiaro se come reciproca difesa dai predatori.
La specie si rinviene normalmente in ambienti lentici con correnti lente/moderate (M.R. Britto, comm. pers.). Per quanto riguarda le abitudini alimentari, si ritiene che la specie abbia abitudini detritivore (Oyakawa et al. 2006).

Non sono state identificate minacce significative che mettano a rischio la popolazione, e la si ritrova in vari ambienti, compresi quelli influenzati da fattori antropici, il che sembrerebbe indicare che la specie non è così sensibile ai cambiamenti ambientali. È inserito nell'elenco dell'Istruzione Normativa Interministeriale n. 001/2012, che stabilisce norme, criteri e standard per lo sfruttamento di pesci autoctoni o esotici provenienti dalle acque continentali a fini ornamentali o acquaristici (MMA 2012).

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Temperatura in natura

20 - 23°C

Valore pH in natura

6.0 - 8.0

Valori acqua in natura
dH range: 2 - 25
Allevamento

Dimensioni minime dell'acquario: 60x30x30 cm per un gruppo di almeno 6 (o più) esemplari.

Si adattano bene a qualsiasi tipo di allestimento, basta che ci siano ripari e zone d'ombra, ma gli Hoplisoma nattereri (ex Corydoras nattereri) prospereranno in un acquario allestito in modo da imitare un biotopo dell'Amazzonia. E' molto semplice da organizzare: basta utilizzare un substrato di sabbia di fiume fine e non tagliente, e aggiungere alcuni rami o radici contorti (se non si riesce a trovare legni della forma desiderata, si possono usare tranquillamente pezzi di rami di faggio o di quercia, completamente essiccati e privati della corteccia).

L'aggiunta di un po' di lettiera di foglie secche (sono adatte foglie di faggio, quercia o mandorlo indiano Ketapang, Terminalia catappa; si può usare anche una miscela di tutte e tre) enfatizza ulteriormente la sensazione naturale e, oltre a offrire dei ripari aggiuntivi per i pesci, induce la crescita di benefiche colonie microbiche mano a mano che avviene la decomposizione. Questa microfauna può fornire una preziosa fonte di cibo secondario per gli avannotti, mentre si ritiene che i tannini e altre sostanze chimiche rilasciate dalle foglie in decomposizione siano utili per le specie di pesci d'acqua nera e non.
Le foglie possono essere lasciate nella vasca fino a che non si decompongono completamente o rimosse e sostituite ogni qualche settimana.
Per acidificare e scurire ulteriormente l'acqua si possono usare anche le pignette di ontano, che hanno ulteriori effetti battericidi e antimicotici, non è necessario utilizzare la torba naturale, la cui raccolta è sia insostenibile che dannosa per l'ambiente.
Molto simile alla fibra di torba è la fibra di cocco, che è essenzialmente un sottoprodotto industriale e soprattutto una risorsa rinnovabile; se ne può lasciar cadere qualche manciata nella vasca. Dopo pochi giorni diventerà completamente satura d'acqua e affonderà sul fondo, dove può sembrare davvero efficace. A condizione che venga praticata una buona routine di mantenimento dell'acqua, non dovrebbero verificarsi effetti negativi utilizzando torba o foglie in acquario.

Le piante acquatiche si possono mettere, ma non sono una caratteristica delle acque naturali di questa specie.
La filtrazione deve essere delicata, normalmente è adeguata anche solo un filtro a spugna ad aeratore, sebbene sembrino apprezzare un certo grado di movimento dell'acqua.
La luce deve essere abbastanza schermata, ed è essenziale un buon regime di manutenzione in quanto è sensibile al deterioramento delle condizioni dell'acqua. Come per tutti i cory, il substrato va mantenuto scrupolosamente pulito, a causa della loro abitudine di 'arare' il fondale con i barbigli alla ricerca di cibo sono infatti molto sensibili ai substrati scarsamente mantenuti o sporchi e possono perdere i loro barbigli a causa di infezioni se tenuti in cattive condizioni.

Comportamento e compatibilità: gli Hoplisoma nattereri (ex Corydoras nattereri) sono molto pacifici e adatti a molti acquari di comunità. Non devono essere abbinati ad altre specie da fondo più vivaci, come i botia, perchè ne sarebbero stressati e non riuscirebbero a competere per il cibo. Buoni compagni di vasca possono essere piccoli caracidi, ciprinidi, anabantoidi, ciclidi nani e altri pacifici pesci gatto. Prestate particolare attenzione alla temperatura ideale delle varie specie quando scegliete i compagni per questi cory, in quanto molti pesci comunemente disponibili non riescono a prosperare alle temperature leggermente fresche necessarie ai Corydoras nattereri.
I Cory vanno allevati sempre in gruppo, così come vivono in natura, poiché sono molto più fiduciosi e attivi in presenza di conspecifici. Un gruppo di almeno sei è il minimo da considerare.

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Hoplisoma nattereri (ex Corydoras nattereri) mentre mangiano dei chironomus - Video © Roland van Ouwerkerk

Temperatura in acquario

20 - 23°C stann meglio con temperature leggermente fresche

Valori acqua in acquario
pH: 6.0 to 7.6
Durezza: 1 to 15°H
Alimentazione

Le specie del genere Hoplisoma sono onnivore, in natura si alimentano con vermi, crostacei, insetti e vegetali.
In acquario accettano di buon grado ogni tipo di cibo, da quello vivo al mangime secco, in granuli o pastiglie. Nutrirle con una dieta variata garantirà condizioni ottimali di salute e colorazione.

Logo - NO ai pesci pulitori

L'importante è che il cibo affondi in fretta e arrivi alla loro portata prima che se lo mangino gli altri abitanti dell'acquario: bisogna sempre controllare che tutti i pesci mangino la giusta razione di cibo! 
Nonostante questi pesci come quasi tutti i pesci da fondo siano comprati come pesci pulitori, non si nutrono di avanzi, ma hanno bisogno di una dieta varia e abbondante per sopravvivere.

Una delle principali cause di morte dei pesci da fondo nelle vasche degli "acquariofili" è il denutrimento, gli stenti, muoiono letteralmente di fame, perché si pensa erroneamente che possano bastargli quelle poche briciole che avanzano gli altri pesci... o addirittura ci sono persone che pensano si mangino gli escrementi! 
In realtà hanno bisogno di mangiare esattamente come tutti gli altri abitanti dell'acquario!

Come acquariofili siamo responsabili della vita degli animali che alleviamo, e dobbiamo assicurarci che ognuno riceva la giusta razione del cibo appropriato.

In nessun caso bisogna aspettarsi che sopravvivano solo grazie agli 'avanzi' degli altri abitanti dell'acquario, o si può fare affidamento su di loro per la 'pulizia' dell'acquario.

Comportamento riproduttivo
Specie ovipara, che depone le uova su superfici lisce, senza cure parentali
Dimorfismo sessuale

Come la maggior parte dei cory, è facilmente sessuato se visto dall'alto. Le femmine sono notevolmente più rotonde e più corpose dei maschi, specialmente quando sono piene di uova. Sono anche spesso leggermente più grandi dei maschi.

Riproduzione

Gli Hoplisoma nattereri (ex Corydoras nattereri) hanno il comportamento riproduttivo comune alle specie di Corydoradinae. E' meglio riprodurre i cory in gruppo, utilizzando un rapporto di almeno 2 maschi per ogni femmina; alcuni allevatori segnalano un maggiore successo con specie difficili, quando viene aumentato il rapporto tra maschi e femmine. 
Il gruppo da riproduzione deve essere trasferito in un acquario di deposizione, è già sufficiente una vasca lunga circa 45-50 cm. Condizionare i pesci alimentandoli con molto cibo vivo o congelato, come chironomus e artemia. Quando le femmine sono visibilmente piene di uova, eseguire un grosso (50-70%) cambio con acqua più fredda di circa 5°C di quella in acquario, aumentando nel contempo l'ossigenazione e la corrente d'acqua all'interno della vasca, simulando in questo modo l'arrivo della stagione delle piogge, il loro periodo riproduttivo in natura. Questo va fatto naturalmente abbastanza lentamente, nel giro di un'ora o due, e potrebbe essere necessario ripeterlo per più giorni, fino a che i pesci non depongono.

Vale la pena a questo punto annotare un paio di note sulla riproduzione in generale dei Corydoradinae. Molte specie sono riproduttori stagionali, che si riproducono durante la stagione umida nei loro paesi d'origine. Questa si verifica nello stesso periodo dell'anno in cui in Europa è inverno, quindi se i tentativi di riproduzione effettuati in estate non riescono, può valere la pena aspettare fino all'inverno prima di riprovare.
Inoltre, possono essere necessari diversi anni per talune specie prima di diventare sessualmente mature, quindi siate pazienti.
Infine, a volte possono essere necessarie diverse tattiche, come ad esempio i tempi in cui effettuare i cambi d'acqua, il livello di ossigenazione, ecc. Se continuate a non avere alcuna fortuna, non abbiate paura di provare diversi approcci.

Quando i pesci entrano in modalità di riproduzione, diventano molto più attivi. Una buona indicazione di ciò è che i pesci iniziano a nuotare su e giù lungo la parte anteriore del vetro senza sosta. I maschi cominceranno a inseguire le femmine fino all'inizio della deposizione. I Cory adottano una posizione di deposizione delle uova a forma di T: usando una delle sue pinne pettorali, il maschio stringe al suo fianco la femmina per i barbigli e feconda un piccolo grappolo di uova racchiuse all'interno di una sacca protettiva formata dalle pinne pelviche della femmina. Le uova adesive vengono poi deposte su piante o sulle pareti dell'acquario; questo processo viene ripetuto più volte, fino a quando sono state fissate tutte le uova.
Anche se le uova sono normalmente depositate sul vetro dell'acquario, si consiglia di fornire alternative come piante a foglia fine (muschio di Giava) o mop da deposizione. Una volta completata la deposizione, si possono lasciare i genitori con le uova se ben nutriti, ma alcuni allevatori preferiscono rimuovere le uova, o in alternativa i genitori, per evitare ogni tentazione di un facile spuntino; le uova possono solitamente essere staccate e fatte scorrere delicatamente lungo il vetro con un dito. Il nuovo contenitore dovrebbe contenere la stessa acqua dell'acquario di deposizione ed essere allo stesso modo ben ossigenata. La maggior parte degli allevatori aggiungono a questo punto alcune gocce di blu di metilene, o qualche pigna di ontano, al fine di evitare che le uova sviluppino fungosi.

L'incubazione dura normalmente 3-4 giorni e una volta che gli avannotti hanno completamente assorbito il loro sacco vitellino sono in grado di accettare piccoli alimenti vivi, dapprima microworm, e in seguito nauplii di artemia, ecc.
Non sono gli avannotti più facili da far crescere, richiedono un'eccellente qualità dell'acqua, ma sembrano meno suscettibili ai disturbi se allevati con un sottile strato di sabbia piuttosto che a fondo nudo.
Mantenere una buona qualità dell'acqua è fondamentale per far sopravvivere un buon numero di cory, per cui è necessario garantire regolari cambi d'acqua, facendo ovviamente attenzione a non sifonare via eventuali avannotti.

Vai alle pagine sulla riproduzione dei Cory

Taxa principali

Adolf's catfish

Una specie di cory del Rio Negro, dalla livrea simile a molti altri cory

Dimensioni max: 5.7 cm SL
Aspettativa di vita: 5 - 10 anni
Temperatura: 22 - 26°C

Specie che si trova difficilmente in commercio, le cui popolazioni si trovano in natura vicino a quelle di Otocinclus mimulus, che ne imitano la livrea per confondere i predatori

Dimensioni max: 4.5 cm SL
Aspettativa di vita: 5 - 10 anni
Temperatura: 23-26°C
Salt and Pepper catfish, Cory nano

Una tra le specie più piccole di Cory, in realtà Hoplisoma habrosum è adatto ad acquari piccoli ma non ai nano-acquari, anche perché va allevato in folti branchi. Più sono e meglio stanno :)

Dimensioni max: 2.0 cm SL
Aspettativa di vita: 5 - 10 anni
Temperatura: 25 - 27°C.
Leopard cory

Una specie esportata raramente, confusa spesso con Corydoras trilineatus

Dimensioni max: 5.2 cm SL
Aspettativa di vita: 5 - 10 anni
Temperatura: 23 - 26°C
Blue corydoras

Chiamato 'cory blu', è una piccola specie di cory adatta a molti acquari di comunità

Dimensioni max: 5.4 cm SL
Aspettativa di vita: 5 - 10 anni
Temperatura: 20 - 23°C
Peppered cory

Tra le specie di Cory più diffuse in acquariofilia, è un pesce tranquillo e pacifico, che vive in natura a temperature non superiori a 23°C

Dimensioni max: 6.6 cm SL
Aspettativa di vita: 10 - 13 anni
Temperatura: 18 - 23°C, ma sopporta bene anche temperature più basse; nei luoghi d'origine sopravvive anche a brevi periodi in cui l'acqua superficiale ghiaccia
Panda cory

Una tra le specie più diffuse in commercio grazie alla graziosa livrea, è un cory robusto che va allevato sempre in gruppo

Dimensioni max: 3.8 cm SL
Aspettativa di vita: 5 - 10 anni
Temperatura: 20 - 25°C
Schwartz's catfish

Una tra le specie di Corydoradinae più diffusa negli acquari

Dimensioni max: 3.9 cm SL
Aspettativa di vita: 10 - 15 anni
Temperatura: 22 - 26°C
Sterba's Cory

E' tra i cory più facili da trovare in commercio, ed è anche uno tra i più facili da riprodurre.

Dimensioni max: 6.8 cm SL
Aspettativa di vita: 10 - 13 anni
Temperatura: 22 - 25°C
Threestripe cory

Uno tra i più diffusi cory d'acquario

Dimensioni max: 6.1 cm SL
Aspettativa di vita: 8 - 13 anni
Temperatura: 20 - 26°C
Riferimenti & Link

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