Attenzione

Mikrogeophagus ramirezi

(Myers & Harry, 1948)

Splendida specie che purtroppo per la produzione sempre in maggior numero e in forme e colorazioni sempre diverse per il commercio acquariofilo, si è notevolmente indebolita

Mikrogeophagus ramirezi davanti ad una foglia di Nymphaea lotus 'Red' - Foto © Massimo Macciò

Nome comune
Ram
Sinonimi
Apistogramma ramirezi, Papiliochromis ramirezi, Microgeophagus ramirezi
Aspettativa di vita
3 - 6 anni
Aspettativa di vita in acquario
6 anni (Massi)
Dimensioni massime in natura

4.0 cm SL (coda esclusa)

Il Mikrogeophagus ramirezi è uno dei ciclidi nani più popolari e diffusi negli acquari di tutto il mondo. Questo purtroppo ha avuto come risultato la "produzione" di un grande numero di forme e varietà commerciali, come gold, blue, electric/neon blue, super neon blue gold, pinne a velo, coda a lira, pear, balloon, e chi più ne ha più ne metta; ci sono varietà che diventano anche più grandi, con una lunghezza di circa 8 cm TL (coda inclusa), rispetto agli esemplari in natura, che non superano i 6 cm TL.
Queste forme ottenute tramite selezioni troppo spinte ed eccessivi incroci tra consanguinei, si rivelano però in genere deboli, soggette ad ammalarsi facilmente, con una vita molto più breve e istinti parentali ridotti, a volte del tutto assenti. Si sospetta inoltre che negli allevamenti vengano usati anche ormoni e mangimi ad alto contenuto di proteine e carotenoidi, per produrre il numero più alto di esemplari nel più breve tempo possibile e per intensificarne la colorazione.
La forma classica ‘German Blue’, prima considerata di buona qualità, è prodotta attualmente in un grande numero di paesi diversi, e come risultato anche questa linea si è molto indebolita.
Gli stock selvatici sono indubbiamente geneticamente superiori, ma molto più esigenti in termini di condizioni dell'acqua e alimentazione. L'ideale sarebbe riuscire a trovare dei giovani riprodotti privatamente da qualche acquariofilo.

Il genere Mikrogeophagus attualmente contiene solo due specie riconosciute, separate tra loro in senso geografico in quanto Mikrogeophagus ramirezi si trova in Venezuela e in Colombia, mentre il suo congenere Mikrogeophagus altispinosus è nativo di Bolivia e Brasile occidentale. Quest'ultimo è anche un pesce più grande, meno colorato, privo delle macchie iridescenti blu su pinne, corpo e testa.

Il raggruppamento ha una storia tassonomica confusa, e il posizionamento e l'ortografia corretta della specie tipo, Mikrogeophagus ramirezi, è stata fonte di confusione per alcuni decenni prima della pubblicazione di Kullander (2011). Mikrogeophagus ramirezi è stato descritto come un membro del genere Apistogramma ma in seguito affiliata con il nome Microgeophagus in un libro di Hans Frey (1957), che non ha fornito caratteri diagnostici ma ha solo suggerito che potrebbe essere inserito in quel genere in futuro.
Il nome non ha ottenuto l'accettazione generale fino al 1971, quando Axelrod lo ha usato in un popolare libro sull'allevamento pesci d'acquario, anche se Klee (1971) lo ha respinto e ha suggerito che le due specie avrebbero dovuto invece essere comprese nel genere Geophagus.

Più tardi Kullander (1977) ha descritto il nuovo genere Papiliochromis con Papiliochromis ramirezi come specie tipo, e nello stesso documento considerava Microgeophagus come nome disponibile, senza fornire dettagli precisi sul perché. Papiliochromis è stato accettato sia dagli hobbisti che dalla letteratura scientifica, fino a che Bailey e Robins (1982) hanno concluso che Microgeophagus sensu Axelrod (1971) è stato il più vecchio nome disponibile per il genere di ciclidi che aveva Apistogramma ramirezi come specie tipo, e quindi avrebbe dovuto essere considerato valido.

Géry (1983, 1986) ha sostenuto che Microgeophagus sensu Frey (1957) era il più vecchio nome disponibile per il genere, Allgayer (1985) ha considerato valido Papiliochromis, mentre Kullander (1998) ha usato Mikrogeophagus, nome che ha considerato il più antico a disposizione in base alla sua inclusione come nome valido in Jeg har akvarium, un libro d'acquario in lingua danese pubblicato nel 1968, con Microgeophagus sensu Frey (1957) non disponibile in quanto nomen nudum, mancando sia di una diagnosi che di una specie tipo.

Il genere Mikrogeophagus è quindi stato attribuito anche da Jens Meulengracht-Madsen, 1968, che ha creato le relative sezioni del libro (curato da Schiøtz e Christensen), ma è considerato un 'involontario' atto nomenclaturale perché l'autore credeva di usare un nome esistente.

Mikrogeophagus quindi è diventato ampiamente accettato seguendo Kullander (1998), anche se un certo numero di autori, evidentemente, non era d'accordo. Dopo un periodo di inattività Isbrücker (2011) ha riaperto la questione sostenendo che in realtà era Microgeophagus sensu Frey (1957) il più antico nome disponibile per il genere; questo però è stato definitivamente respinto da Kullander (2011), che ha pubblicato una dettagliata analisi dei diversi nomi del genere che sono stati utilizzati per la specie, la maggioranza dei quali erano stati ricavati dalla letteratura d'acquario, piuttosto che da quella scientifica.

Sebbene Mikrogeophagus sia ora generalmente accettato come corretto per la specie Mikrogeophagus ramirezi, succede comunemente di trovarlo indicato nella letteratura d'acquario più vecchia come Apistogramma ramirezi, Microgeophagus ramirezi o Papiliochromis ramirezi.

Distribuzione

Sud America: Bacino del fiume Orinoco, nei llanos del Venezuela e della Colombia.

La maggior parte della letteratura indica che la specie Mikrogeophagus ramirezi è limitata ai llanos venezuelani e colombiani del drenaggio del Río Orinoco, anche se si dice che qualche esemplare sia stato raccolto nel rio Purus, in Brasile, un affluente del Rio delle Amazzoni situato a una certa distanza da quello spartiacque.
La località tipo è "Sistema Orinoco, Venezuela".

NOT EVALUATED
Habitat

Ambiente: bentopelagico; non migratori; acqua dolce Clima: tropicale

La zona di provenienza dei Mikrogeophagus ramirezi, il Llanos, è un vasto sistema di savana dall'alta biodiversità, stagionalmente inondato dalle piene dei fiumi, che copre un'area di circa 600,000 kmq in Venezuela e Colombia.

Si trova a nord e a ovest del Río Orinoco ed è attraversato da molti affluenti del fiume. Ci sono due stagioni meteorologiche ben distinte, la stagione delle piogge e la stagione secca, e temperature alte tutto l'anno. Altri pesci presenti nella regione e disponibili nel commercio acquariofilo includono Corydoras delphax, Platydoras costatus, Baryancistrus beggini, Panaqolus maccus, Panaque nigrolineatus, Hemigrammus rhodostomus, Hyphessobrycon sweglesi, Paracheirodon axelrodi, Pristella maxillaris, Copella nattereri, Biotodoma wavrini, Heros severus, Mesonauta insignis, Satanoperca daemon.

Mikrogeophagus ramirezi, i Ram, nel loro habitat naturale nel bacino del fiume Orinoco, in Sud America - Video © Ivan Mikolji

Temperatura in natura
27 - 30°C
Valore pH in natura
5.0 - 6.0
Valori acqua in natura
dH: 5.0 - 12.0
Allevamento

Dimensioni minime dell'acquario: 60x30x40h cm per una coppia di esemplari.
La cosa essenziale per l'allevamento dei Mikrogeophagus ramirezi è fornire un substrato di sabbia fine, che i pesci possano esplorare con la bocca come fanno in natura. Usare ghiaino o ciottoli può inibirne l'alimentazione, danneggiarne le branchie e danneggiarne e/o bloccarne l'apparato digestivo.
Devono essere forniti abbondanti nascondigli e ripari, con legni (se non si riesce a trovare legni della forma desiderata, si possono usare tranquillamente pezzi di rami di faggio comune, completamente essiccato e privato della corteccia), radici, forte piantumazione, e alcune pietre piatte e lisce con substrato per la deposizione. Piante come Microsorum, Taxiphyllum, Cryptocoryne e Anubias sopportano le condizioni di bassa luminosità che i pesci preferiscono, e possono essere attaccate a legni e rocce, anche se nessuna di queste è nativa del Sud America..

L'aggiunta di un po' di lettiera di foglie secche (sono adatte foglie di faggio, quercia o mandorlo indiano Ketapang, Terminalia catappa; si può usare anche una miscela di tutte e tre) enfatizza ulteriormente la sensazione naturale e, oltre a offrire dei ripari aggiuntivi per i pesci, induce la crescita di benefiche colonie microbiche mano a mano che avviene la decomposizione. Questa microfauna può fornire una preziosa fonte di cibo secondario per gli avannotti, mentre si ritiene che i tannini e altre sostanze chimiche rilasciate dalle foglie in decomposizione siano utili per le specie di pesci d'acqua nera e non.
Le foglie possono essere lasciate nella vasca fino a che non si decompongono completamente o rimosse e sostituite ogni qualche settimana.
Per acidificare e scurire ulteriormente l'acqua si possono usare anche le pignette di ontano, che hanno ulteriori effetti battericidi e antimicotici, non è necessario utilizzare la torba naturale, la cui raccolta è sia insostenibile che dannosa per l'ambiente.
Molto simile alla fibra di torba è la fibra di cocco, che è essenzialmente un sottoprodotto industriale e soprattutto una risorsa rinnovabile; se ne può lasciar cadere qualche manciata nella vasca. Dopo pochi giorni diventerà completamente satura d'acqua e affonderà sul fondo, dove può sembrare davvero efficace. A condizione che venga praticata una buona routine di mantenimento dell'acqua, non dovrebbero verificarsi effetti negativi utilizzando torba o foglie in acquario.

I Mikrogeophagus ramirezi non amano una forte corrente nell'acqua, per cui bisogna dirigere opportunamente l'uscita del filtro, che non deve generare troppa corrente. Sono intolleranti all'accumulo di inquinanti, e per non farli ammalare bisogna fare regolari cambi d'acqua non troppo massicci, sono consigliati cambi settimanali del 10-15% max del volume della vasca.
Non andrebbero mai inseriti in acquari non ben maturi. Condizioni d'acqua instabili o non perfette possono portare a erosione della linea laterale o alla malattia del buco, che si manifesta inizialmente come piccole fossette formate dall'erosione della pelle/carne intorno alla testa e ai pori della linea laterale.

E' utile per il loro allevamento e per stimolarne la riproduzione, creare una stagionalità in acquario, anche senza un vero e proprio ciclo delle stagioni, è bene variare la temperatura su base stagionale, con il pH meno acido e acqua leggermente più dura durante i mesi meno caldi.

Comportamento e compatibilità: Mikrogeophagus ramirezi non è una specie adatta ai comuni acquari di comunità, in quanto richiede acqua pulita e non è un forte competitore alimentare, per cui è meglio allevarla da sola, in acquario monospecifico, o in alternativa è raccomandabile la compagnia di un gruppo di piccoli pesci da branco, che fungono da pesci rassicuranti, in quanto i ram interpretano la loro tranquilla presenza come un segnale che non ci sono pericoli nelle vicinanze, e saranno quindi meno timidi e si faranno vedere più spesso allo scoperto. I compagni di vasca comunque vanno scelti con cura, evitando tutte le specie troppo vivaci, turbolente, aggressive, come altri ciclidi, e ovviamente quelle che richiedono acqua più dura.

Mikrogeophagus ramirezi è una specie molto territoriale, per cui bisogna assicurarsi che, se allevati con altri ciclidi, ci sia spazio abbastanza perchè ognuno riesca a stabilire il proprio territorio. I giovani sono gregari ma quando raggiungono la maturità sessuale e formano le coppie, ognuna di queste dovrà avere un territorio di minimo 50 cm di diametro per la riproduzione.

Temperatura consigliata
inverno 25°C
estate 26°C
Alimentazione

I pesci del genere Mikrogeophagus sono bentofagi per natura, normalmente raccolgono una boccata di substrato del fondo, lo setacciano per raccogliere ciò che c'è di commestibile e il resto viene espulso tramite le aperture branchiali e la bocca, anche se possono 'brucare' su superfici solide e acchiappare direttamente il cibo sospeso in acqua.

In acquario dovrebbe essere offerta loro una dieta varia di cibo vivo e congelato come chironomus, artemia, daphnia, grindal, ecc. integrati da mangime secco affondante di buona qualità, di dimensioni adeguatamente ridotte. Gli esemplari provenienti dalla cattura in natura inizialmente potrebbero rifiutare il mangime secco, ma con un po' di pazienza, partendo da cibo vivo e congelato, è possibile abituarli.
Anche i pastoni fatti in casa, legati con gelatina, contenenti una miscela di mangime secco per pesci, purea di crostacei, frutta fresca e verdura, ad esempio, funzionano bene e possono essere tagliati in piccoli bocconi usando l'estremità di una pipetta affilata o un coltellino.

Comportamento riproduttivo
Specie che depone su substrato, con cure biparentali.
Dimorfismo sessuale

I maschi adulti sono più grandi delle femmine, hanno le estensioni delle pinne più lunghe e sono anche leggermente più colorati. La maggior parte delle femmine hanno una macchia rosata/violetta nella pancia, assente nei maschi, ma a seconda della forma "commerciale" (di ramirezi sono state create tramite incroci le forme più disparate: gold, blue, balloon, pinne a velo, ecc.) può essere assente anche nelle femmine.

Coppia di Mikrogeophagus ramirezi di cattura, maschio a sinistra - Foto © Enrico Richter

Riproduzione

Mikrogeophagus ramirezi è una specie che depone su substrato, con cure biparentali. E' consigliabile partire da un gruppo di giovani tra i quali lasciar formare spontaneamente le coppie, una volta individuatane una la si può spostare i un acquario da riproduzione, da sola.
Portare i pesci alla riproduzione non è particolarmente difficile, con una buna manutenzione e una dieta varia e abbondante, la difficoltà sta nel fatto che le uova ammuffiscono o non schiudono se l'acqua non è pulitissima e molto tenera. L'inesperienza delle prime covate puù portare i genitori a mangiarsi uova/avannotti, in genere con il tempo imparano a farli crescere con successo, ma nelle varietà prodotte commercialmente spesso si assiste alla completa perdita dell'istinto parentale, con le uova che vengono mangiate, o anche non fecondate e abbandonate al loro destino.
Le uova vengono deposte solitamente su una superficie solida, come una pietra piatta, un legno, una grande foglia o anche il vetro dell'acquario, con la modalità solita dei ciclidi: la femmina rilascia una o più striscie di uova, sulle quali passa subito dopo il maschio per fecondarle.
L'incubazione dura 2-3 giorni, anche in relazione alla temperatura dell'acqua; dopo la schiusa le larve rimangono più o meno immobili per altri 4-5 giorni circa, in relazione anche alla temperatura dell'acqua, durante il quale consumano il sacco vitellino e non hanno bisogno di ulteriore cibo. Una volta raggiunto il nuoto libero, gli avannotti devono essere alimentati per i primi 2-3 giorni con infusori e microworm, quindi si può introdurre cibo vivo più grande, come i naupli d'artemia salina. Maschio e femmina partecipano equamente alle cure parentali.

Coppia di Mikrogeophagus ramirezi che depone e feconda le uova - Video © Emanuele Biggi

Coppia di Mikrogeophagus ramirezi che sorveglia una nuvola di avannotti - Video © ste12000

Temperatura per la riproduzione
28-29°C

Taxa principali

Bolivian ram, Ram boliviano

Più rari e meno conosciuti dei cugini Mikrogeophagus ramirezi, sono in realtà molto attraenti e più adatti a chi si avvicina all'allevamento dei ciclidi nani rispetto ai ram.

Dimensioni max: 5.6 cm SL (coda esclusa)  
Aspettativa di vita: 5 - 6 anni
Temperatura: 22 - 26°C
Ram

Splendida specie che purtroppo per la produzione sempre in maggior numero e in forme e colorazioni sempre diverse per il commercio acquariofilo, si è notevolmente indebolita

Dimensioni max: 4.0 cm SL (coda esclusa)
Aspettativa di vita: 3 - 6 anni
Temperatura: 27 - 30°C
Riferimenti & Link
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anonimo

Emanuele

6 anni 1 mese fa

Ho fatto la sciocchezza di comprare una coppia di ramirezi asia per metterli in vasca con i neon e gli ancistrus. Dico sciocchezza perché il fondo é ghiaia e non sabbia. Può essere pericoloso per loro? L'altra vasca ha sabbia fine ma é occupata da un gruppetto di scalari in attesa che si formi la coppia? Li sposto lì?  Li ho presi ieri e sono un po' pallidi 

anonimo

Maurizio Vendramini

2 anni 9 mesi fa

Vi invito a controllare la misura massima ) i maschi possono arrivare a 7 cm) e i giorni dalla nascita es iniziò nuoto che mediane è di 4 gg, massimo 5 in casi specifici. Ciò per vostra opportuna conoscenza e a tutela degli utenti. Grazie per l’attenzione

Questo articolo ci porta attraverso alcune delle specie più popolari disponibili in commercio e soprattutto offre suggerimenti per alternative che hanno più probabilità di essere allevate con successo nella media degli acquari domestici - tratto e tradotto da un articolo di Injaf

Un piccolo compendio per l'allevamento dei ciclidi nani, con una serie di schede riassuntive sulle principali specie del gruppo, tra i quali l'autrice ha inserito anche dei ciclidi africani, alcuni dei quali in realtà non sono considerati appartenenti al gruppo, perche anche se piccoli hanno un carattere molto più aggressivo dei 'veri' ciclidi nani - tratto e tradotto da un articolo di Becky "Apistogramma"

Descrizione molto completa di esperienze nella riproduzione di questo bellissimo ciclide nano, anche con l'ausilio di foto belle e particolari - tratto e tradotto da un articolo di Lois e Max Gallade

Descrizione e fotografie dell'acquario d'acqua dolce di Franco Ingangaro

Lo sviluppo delle uova dei Ciclidi nani in generale, dalla schiusa agli esemplari adulti, anche con l'ausilio di splendide e particolari foto - tratto e tradotto da un articolo di Lois e Max Gallade

Una coppia di Mikrogeophagus altispinosus - Foto © Frank Schafer (Aquarium Glaser GmbH)

Splendidi esemplari di Mikrogeophagus ramirezi, nella varietà 'Wild', 'Golden', 'Electric Blue' e 'Long Fin' - Foto © Hristo Hristov