Meglio conosciuti con il veccio nome di Corydoras aeneus, nella variante albina sono tra i pesci d'acquario più diffusi, ma anche spesso maltrattati da chi li compra solo come "spazzini", e purtroppo spesso colorati artificialmente

Splendido esemplare di Osteogaster aenea (ex Corydoras aeneus) nella colorazione normale - Foto © Edwin Li (PlanetCatfish.com)

Osteogaster aenea (ex Corydoras aeneus), forma albina - Foto tratta da FishIndex.blogspot.com

Autore
(Gill, 1858)
Nome comune
Bronze cory, Cory bronzeo
Sinonimi
Corydoras aeneus, Callichthys aeneus, Corydoras macrosteus, Corydoras venezuelanus, Corydoras microps, Hoplosoma aeneum
Aspettativa di vita
5 - 10 anni
Dimensioni massime in natura

7.5 cm SL

Descrizione

I pesci non sono attrezzi: non vanno comprati per la loro presunta funzione di pulitori, ma perché piacciono e perché sono interessanti da osservare. Dobbiamo essere noi a rispettare le loro esigenze, non loro a dover svolgere un lavoro in vece nostra.
E non possono sopravvivere solo con gli scarti degli altri... la maggior parte dei cosiddetti 'pesci pulitori' non supera l'anno di vita in acquario, perché i più tanti muoiono di stenti, letteralmente di fame, per non essere nutriti a sufficienza. Anche loro hanno diritto ad essere nutriti con cibo specifico per le loro esigenze, come qualsiasi altro pesce, non si può pretendere che sopravvivano con gli avanzi degli altri, né fare affidamento su di loro per la 'pulizia' dell'acquario.
Come acquariofili siamo responsabili della vita degli animali che alleviamo, e dobbiamo assicurarci che ognuno riceva la giusta razione del cibo appropriato.

L'idea che i "pesci pulitori" siano indispensabili per mantenere l'equilibrio dell'acquario o che siano in qualche modo "necessari" è totalmente falsa e senza alcun fondamento.

Quella di Osteogaster aenea (ex Corydoras aeneus) è una tra le specie più conosciute in acquariofilia e può essere trovata in vendita nella maggior parte dei negozi, dove purtroppo vengono spesso acquistati come 'pesci spazzini' senza indagare oltre su quelle che sono le loro necessità ed esigenze. La loro diffusione ha fatto sì che ne siano state 'create' delle forme albine e dei ceppi a "pinne lunghe", esemplari con la mutazione "corpo corto" e anche colorati artificialmente... Consiglio di non comprare pesci di queste forme spinte, perché in genere a causa delle riproduzioni selettive incrociate, sono più deboli e dalla vita più corta degli esemplari normali. Con tutti i bei pesci che ci sono tra cui scegliere, perché sentiamo il bisogno di avere forme artificiali?

Classificazione

Fino a giugno 2024 la specie faceva parte del genere Corydoras, poi la revisione dei Corydoradinae di Dias et al. pubblicata nel giugno 2024 l'ha spostata nell'attuale genere Osteogaster.

Osteogaster aenea (ex Corydoras aeneus) fa parte della sottofamiglia Corydoradinae della famiglia Callichthyidae, ordine Siluriformes.

Osteogaster aenea è la specie che ha dato il nome al gruppo Corydoras aeneus, un gruppo monofiletico e relativamente omogeneo all’interno del genere Corydoras, che è invece parafiletico. Già nel 1871, Cope aveva proposto per questo gruppo il nome di genere Osteogaster. Al gruppo appartengono, oltre alle diverse forme di Osteogaster aenea, anche Osteogaster eques (ex Corydoras eques), Osteogaster melanotaenia (ex Corydoras melanotaenia), Osteogaster rabauti (ex Corydoras rabauti) e Osteogaster zygatus (ex Corydoras zygatus).
Nel giugno 2024, Osteogaster è stato riconosciuto come genere valido nell’ambito di una revisione dei Corydoradinae di Dias et al.

Nel complesso, Osteogaster aenea è molto variabile e possiede di gran lunga l’area di distribuzione più ampia tra tutti i Corydoradinae. È probabile che si tratti in realtà di un gruppo di specie diverse, ma strettamente imparentate. Alcune forme erano già state descritte come specie indipendenti (Corydoras macrosteus, Corydoras schultzei, Corydoras venezuelanus), ma successivamente sono state sinonimizzate con Corydoras aeneus. La località tipo è Trinidad.
Gli Osteogaster aenea di quest’isola raggiungono una lunghezza di 6–7 cm e presentano una tale lucentezza metallica da rendere quasi invisibile la colorazione scura sui fianchi.
La forma Corydoras venezuelanus, che vive nel bacino del fiume Orinoco, è leggermente più piccola rispetto agli altri "corydoras bronzo" e presenta una macchia nera sui lati del corpo, spesso bordata di rosso-bruno.
La forma Corydoras schultzei, vive nel bacino dell’Amazzonia e possiede una larga striscia dorata sopra le pinne pettorali.
In piccoli corsi d'acqua a acqua nera nella regione del Río Ucayali in Perù vivono corydoras simili, che in acquariofilia sono conosciuti come “Yellow Laser”, “Green Laser” e “Orange Laser”, ai quali sono assegnati i numeri CW014, CW009 e CW010, e che presentano una striscia laterale brillante. La forma di corydoras bronzo più comune negli acquari europei proviene dai bacini fluviali del Río Paraná e del Río Paraguay. Questa forma ha il dorso più alto rispetto a Corydoras schultzei e mostra soltanto una striscia dorata poco evidente.

Morfologia: Spine dorsali (totale): 1 - 1; Raggi dorsali molli (totale): 7 - 7; Spine anali: 1 ? 2; Raggi molli anali: 5 - 6. Muso corto e arrotondato (1.9 - 2.1 volte la TL); altezza del corpo 2.5 - 2.9 volte la SL.
Livrea: colore del corpo giallo o rosa, pancia bianca, blu-grigio sopra la testa e il dorso; pinne gialle o rosa ed immacolate. Sulla testa è solitamente presente una zona bruno-arancio, appena prima della pinna dorsale ed è la loro caratteristica più peculiare quando si osservano dall'alto nei torrenti nativi.
Vive in gruppi di 20 - 30 individui. Grazie alla sua capacità di respirare intestinalmente l'aria atmosferica, prende aria in superficie parecchie volte all'ora.

ATTENZIONE:

Purtroppo la forma albina di Osteogaster aenea (ex Corydoras aeneus) è tra quelle che più spesso vengono colorate artificialmente, tramite iniezioni di coloranti artificiali: si trovano Cory "coda rossa", "coda blu" ecc.. o addirittura interamente rossi, blu, verdi, giallo evidenziatore, ecc...

I Cory, albini o no, sono splendidi pesci già così, senza essere sottoposti a questa barbarie... Mi raccomando, non comprate pesci colorati artificialmente!
Maggiori informazioni in questa pagina.

Osteogaster aenea (ex Corydoras aeneus), primo piano del muso con i barbigli - Foto © Ude (Wikimedia)

Osteogaster aenea (ex Corydoras aeneus), la testa e il corpo sono coperti da placche ossee. Sul corpo sono visibili due file di placche ossee sovrapposte. La pigmentazione è dovuta a cristalli che contengono tra altre sostanze l'ipoxantina - Foto © Ude (Wikimedia)

Il genere Corydoras fu introdotto nel 1803 dal naturalista francese Bernard Germain Lacépède. Il nome Corydoras (in italiano approssimativamente "con elmo e lancia") deriva dal greco kory ("elmo") e dory ("lancia", "sparo") e si riferisce probabilmente alle piastre ossee che ricoprono il corpo come un’armatura e al primo raggio spiniforme delle pinne pettorali.
Tra il 1815 e il 1894 vennero istituiti altri generi di pesci gatto corazzati, ma la maggior parte di essi fu in seguito sinonimizzata con Corydoras.
A giugno 2024, il genere Corydoras comprendeva più di 170 delle quasi 200 specie di pesci gatto corazzati conosciute, ma era considerato un genere parafiletico di raccolta (non monofiletico). Studi sulla sistematica interna dei pesci gatto corazzati hanno dimostrato che all’interno di Corydoras esistono diversi gruppi monofiletici.
Nel giugno 2024 è stata pubblicata una revisione della sottofamiglia dei pesci gatto corazzati Corydoradinae, nella quale sono stati riabilitati i generi Brochis, Gastrodermus, Hoplisoma e Osteogaster, e la maggior parte delle specie precedentemente assegnate a Corydoras è stata ricollocata in questi generi.
Nel novembre 2024, è stato istituito un ottavo genere di Corydoradinae, denominato Urkumayu.

Alla sottofamiglia appartengono attualmente i seguenti generi:

I generi dei pesci gatto corazzati si distinguono principalmente sulla base della morfologia del cranio e dell’orientamento degli odontodi (piccole strutture simili a denti) sui raggi spiniformi delle pinne pettorali e dorsale. Colorazioni e motivi di disegno simili o quasi identici si riscontrano invece in specie appartenenti a generi diversi (mimetismo mülleriano) e non sono quindi adatti a delimitare i generi.

L'esistenza di più specie di livrea simile che coesistono e formano grandi banchi misti è relativamente comune nella sottofamiglia dei Corydoradinae, che chiameremo più brevemente 'Cory'. In alcuni casi le livree dei Cory si sono evolute anche in altri taxa, come alcuni membri dei generi Otocinclus, Brachyrhamdia e Serrapinus. Si ritiene che la ragione del successo di tali livree sia la protezione dai predatori in quanto presentano dettagli criptici o altrimenti evidenti e riconoscibili, come strisce, reticolazioni o spine delle pinne fortemente colorate. Potrebbero quindi essersi evolute specie con livree simili per trarre vantaggio nel trovare il cibo in un gruppo più ampio, adattandosi allo stesso tempo per sfruttare nicchie ecologiche contrastanti. Nei Corydoradinae, questo si esprime tipicamente attraverso differenze nella lunghezza del muso o nella posizione della bocca, per esempio.

I Corydoradinae possono facoltativamente respirare aria atmosferica e possiedono un intestino modificato e altamente vascolarizzato, che si è evoluto per facilitare l'assorbimento di ossigeno atmosferico e aiutare la sopravvivenza in ambienti poveri di ossigeno. In acquario potrete occasionalmente vederli salire in superficie per prendere una "boccata d'aria".
Le spine delle pinne pettorali sono rigide e sono in grado di perforare la pelle umana, dando vita ad un "pungiglione" che può essere molto doloroso, per cui deve essere usata molta cautela quando si maneggiano. Si ritiene anche che le secrezioni delle ghiandole ascellari alla base di ogni spina possano essere leggermente tossiche o velenose.
La maggior parte dei cory sono principalmente bentonici (abitano sul fondo), anche se qualche specie fa eccezione e trascorrere la maggior parte del tempo in acque aperte. Purtroppo questo loro comportamento spesso comporta che vengano acquistati e venduti come "spazzini" per "pulire il fondo" delle vasche di comunità. Anche se certamente spazzolano eventuali bocconi non consumati che raggiungono il fondo, non lo terranno certamente "pulito" in quanto tale. Anzi, al contrario, se nell'acquario ci sono dei cory la manutenzione e la pulizia del substrato devono diventare una preoccupazione primaria per l'acquariofilo, in quanto i cory possono sviluppare brutte infezioni ai barbigli se allevati su un fondo sporco o non adatto.

  • Specie che va allevata in gruppo: almeno 6-8 esemplari
  • Specie a cui va dato da mangiare, come a tutte le altre, non è vero che si nutrono solo di residui di cibo o di escrementi!
  • Specie riprodotta in cattività, tuttavia si possono trovare in commercio stock provenienti dalla cattura in natura. Chiedete sempre al negoziante se i pesci che state per prendere sono di cattura o d'allevamento.
Distribuzione

Sud America: Colombia e Trinidad, fino al bacino del fiume La Plata a est delle Ande

La località tipo di Osteogaster aenea (ex Corydoras aeneus) è "Trinidad Island, West Indies", e la specie si trova ancora in alcuni sistemi fluviali delle parti centrali e meridionali dell'isola.
Questa distribuzione così ampia però ha fatto sorgere seri dubbi, così come la sua tassonomia. Attualmente è accettato che si trovi in gran parte del Sud America dalla Colombia e Trinidad nel nord fino all'estremo sud fino al drenaggio del Río de la Plata al confine tra Uruguay e Argentina. Esistono quindi record da Argentina, Bolivia, Brasile, Colombia, Guyana francese, Guyana, Paraguay, Perù, Suriname, Trinidad e Tobago e Venezuela, ma questa distribuzione gigantesca sembra più simile a quella di un complesso di taxa distinti dall'aspetto simile, piuttosto che una singola specie.

I pesci commercializzati come Corydoras aeneus sono onnipresenti nell'acquariofilia da decenni, e la stragrande maggioranza viene riprodotta in strutture commerciali in tutto il mondo. Tuttavia, data la confusione tassonomica che circonda le specie, è difficile sfuggire ai sospetti che potrebbero non rappresentare Corydoras aeneus sensu stricto, o che nel corso degli anni più di una singola specie sia stata mescolata nella linea di sangue.

IUCN Red List - LEAST CONCERN

STATO NELLA LISTA ROSSA IUCN:
LEAST CONCERN (minima preoccupazione)

  • Caborja: la distribuzione e lo stato della specie in natura, sul sito della IUCN Red List, il più ampio database di informazioni sullo stato di conservazione delle specie animali e vegetali di tutto il mondo.
  • Osteogaster aenea (ex Corydoras aeneus) è distribuito in Brasile, Argentina, Bolivia, Colombia, Guyana francese, Guyana, Paraguay, Perù, Suriname, Trinidad e Tobago e Venezuela. Sebbene vi sia la possibilità che si tratti di un complesso di specie, Osteogaster aenea è stato valutato come un'entità specifica singola che, per la sua ampia distribuzione, abbondanza e frequenza, è stata inserita nella categoria a rischio minimo (LC). Tuttavia, sono necessarie ricerche tassonomiche per chiarire la reale situazione della specie.
Habitat & Ecologia

Ambiente demerso, acqua dolce, clima tropicale

Osteogaster aenea (ex Corydoras aeneus) è ritrovato principalmente nelle acque basse e tranquille, con fondo soffice, ma abita anche acque correnti. Bentonico e notturno.
La presenza di Osteogaster aenea  è legata ad ambienti poco profondi, con poca corrente e con vegetazione marginale presente (Rondineli e Braga 2009). Meschiatti e Arcifa (2009) riferiscono che la specie era dominante nei tratti alti e nei piccoli corsi d'acqua degli affluenti del fiume Mogi-Guaçu.
Non sono state identificate minacce significative che rappresentino un rischio per la popolazione.

Vai alle pagine sui biotopi d'origine dei Cory

Osteogaster aenea (ex Corydoras aeneus) nel loro habitat naturale a Yaracuy, Venezuela - Foto © Ivan Mikolji

Osteogaster aenea (ex Corydoras aeneus) nel loro habitat naturale a Yaracuy, Venezuela - Foto © Ivan Mikolji

Temperatura in natura
21 - 27°C
Valore pH in natura
6.5 - 7.5
Valori acqua in natura
dH: 5 - 19
Allevamento

Dimensioni minime dell'acquario: 80x40x40h cm per un gruppo di minimo 6-8 esemplari.

Per dare sicurezza ai pesci vanno previsti ripari e zone d'ombra, formate da rocce cave, radici arcuate, piante a cespuglio e galleggianti. Il substrato ideale è la sabbia, fine e non tagliente: un substrato non arrotondato e regolare può danneggiare seriamente i barbigli dei pesci quando cercano di "arare" il fondale. Data la conformazione della testa e la posizione degli occhi, gli Osteogaster aenea (ex Corydoras aeneus) non riescono a vedere il cibo, ma possono trovarlo e riconoscerlo solo attraverso i barbigli; setacciare il fondo è ciò che fanno per la maggior parte del tempo in cui sono attivi.
Un altro aspetto fondamentale è l’ossigenazione dell’acqua: gli Osteogaster aenea riescono ad assumere ossigeno anche attraverso la bocca, ingerendo aria atmosferica, e quindi l’osservazione del loro comportamento può essere un segnale per valutare in che condizioni si trova la vasca dove sono allevati. E' normale che ogni tanto facciano uno scatto repentino verso la superficie a prendere una “bocca d’aria”, ma se questo avviene troppo spesso, ciò vuol dire che il livello di ossigenazione in acquario non è adeguato alle loro esigenze.
Il fondo deve essere in gran parte libero, in modo che possano grufolare tranquillamente, ottima la scelta di piante epifite legate agli arredi, come Anubias, Microsorum e Bolbitis, e piante galleggianti, che lasciano libero il fondo.

L'aggiunta di un po' di lettiera di foglie secche (sono adatte foglie di faggio, quercia o mandorlo indiano Ketapang, Terminalia catappa; si può usare anche una miscela di tutte e tre) enfatizza ulteriormente la sensazione naturale e, oltre a offrire dei ripari aggiuntivi per i pesci, induce la crescita di benefiche colonie microbiche mano a mano che avviene la decomposizione. Questa microfauna può fornire una preziosa fonte di cibo secondario per gli avannotti, mentre si ritiene che i tannini e altre sostanze chimiche rilasciate dalle foglie in decomposizione siano utili per le specie di pesci d'acqua nera e non.
Le foglie possono essere lasciate nella vasca fino a che non si decompongono completamente o rimosse e sostituite ogni qualche settimana.
Per acidificare e scurire ulteriormente l'acqua si possono usare anche le pignette di ontano, che hanno ulteriori effetti battericidi e antimicotici, non è necessario utilizzare la torba naturale, la cui raccolta è sia insostenibile che dannosa per l'ambiente.
Molto simile alla fibra di torba è la fibra di cocco, che è essenzialmente un sottoprodotto industriale e soprattutto una risorsa rinnovabile; se ne può lasciar cadere qualche manciata nella vasca. Dopo pochi giorni diventerà completamente satura d'acqua e affonderà sul fondo, dove può sembrare davvero efficace. A condizione che venga praticata una buona routine di mantenimento dell'acqua, non dovrebbero verificarsi effetti negativi utilizzando torba o foglie in acquario.

La filtrazione deve essere delicata, normalmente è adeguata anche solo un filtro a spugna ad aeratore, sebbene sembrino apprezzare un certo grado di movimento dell'acqua.
La luce deve essere abbastanza schermata, ed è essenziale un buon regime di manutenzione in quanto è sensibile al deterioramento delle condizioni dell'acqua. Come per tutti i cory, il substrato va mantenuto scrupolosamente pulito, a causa della loro abitudine di 'arare' il fondale con i barbigli alla ricerca di cibo sono infatti molto sensibili ai substrati scarsamente mantenuti o sporchi e possono perdere i loro barbigli a causa di infezioni se tenuti in cattive condizioni.

Comportamento e compatibilità: gli Osteogaster aenea (ex Corydoras aeneus) sono pesci tranquilli e socievoli, che devono essere allevati in gruppo. Non devono essere abbinati ad altre specie da fondo più vivaci, come i botia, perché ne sarebbero stressati e non riuscirebbero a competere per il cibo. E' da evitare anche l'abbinamento con specie molto più grandi, che potrebbero tentare di mangiarseli: tutti i Cory hanno il primo raggio della pinna dorsale molto duro, che si conficca nella gola dell'incauto predatore e lo porta alla morte (perché il cory gli rimane incastrato in gola).
Buoni compagni di vasca possono essere piccoli caracidi, ciprinidi, anabantoidi, ciclidi nani e altri pacifici pesci gatto.

Cercare sempre di allevare i Cory in folti gruppi: sono molto più fiduciosi e attivi in presenza dei conspecifici. Vivono in gruppi in natura quindi è meglio acquistarne almeno 6, preferibilmente 10 o più esemplari. Vedrete che formeranno un gruppo abbastanza unito e si mostreranno molto più belli se allevati in buon numero.

Vai alle pagine sull'allevamento dei Cory

Gruppo di 12 Osteogaster aenea (ex Corydoras aeneus), bronze cory, in un acquario da 100 l - Video © Fisu614

Temperatura in acquario

18 – 27°C  - per affrontare l'aumento delle temperature estive è necessario che l'acqua sia molto ben ossigenata

Valori acqua in acquario
pH: 6.0 – 8.0
Gh: 5-12 - Kh: 3-10
Temperatura consigliata
Stagionalità: abbassare la temperatura in inverno e fare un cambio d’acqua più fresco nella stagione calda induce la riproduzione.
Alimentazione

Le specie della sottofamiglia Corydoradinae sono onnivore, in natura si alimentano con vermi, crostacei, insetti e vegetali.
In acquario accettano di buon grado ogni tipo di cibo, da quello vivo al mangime secco, in granuli o pastiglie. Nutrirle con una dieta variata garantirà condizioni ottimali di salute e colorazione.

Logo - NO ai pesci pulitori

L'importante è che il cibo affondi in fretta e arrivi alla loro portata prima che se lo mangino gli altri abitanti dell'acquario: bisogna sempre controllare che tutti i pesci mangino la giusta razione di cibo! 
Nonostante questi pesci come quasi tutti i pesci da fondo siano comprati come pesci pulitori, non si nutrono di avanzi, ma hanno bisogno di una dieta varia e abbondante per sopravvivere.

Una delle principali cause di morte dei pesci da fondo nelle vasche degli "acquariofili" è il denutrimento, gli stenti, muoiono letteralmente di fame, perché si pensa erroneamente che possano bastargli quelle poche briciole che avanzano gli altri pesci... o addirittura ci sono persone che pensano si mangino gli escrementi! 
In realtà hanno bisogno di mangiare esattamente come tutti gli altri abitanti dell'acquario!

Come acquariofili siamo responsabili della vita degli animali che alleviamo, e dobbiamo assicurarci che ognuno riceva la giusta razione del cibo appropriato.

In nessun caso bisogna aspettarsi che sopravvivano solo grazie agli 'avanzi' degli altri abitanti dell'acquario, o si può fare affidamento su di loro per la 'pulizia' dell'acquario.

Un gruppo di Osteogaster aenea (ex Corydoras aeneus) albini mentre mangiano una pastiglia vegetale - Foto © Gabriel Resende Veiga (Wikimedia)

Comportamento riproduttivo
Specie ovipara, che depone le uova su superfici lisce, senza cure parentali
Dimorfismo sessuale

I maschi sono più piccoli (fino a 6,5 cm) e più snelli. Le femmine sono più tozze, più grandi (fino a 7,5 cm) ed hanno la pancia molto più grossa, specialmente se osservate da sotto.

Una coppia di Osteogaster aenea (ex Corydoras aeneus) adulti (femmina in alto) - Foto © Unimati.dk (Seriouslyfish.com)

Riproduzione

I Osteogaster aenea (ex Corydoras aeneus) hanno il comportamento riproduttivo comune alle specie di Corydoradinae. E' meglio riprodurre i cory in gruppo, utilizzando un rapporto di almeno 2 maschi per ogni femmina; alcuni allevatori segnalano un maggiore successo con specie difficili, quando viene aumentato il rapporto tra maschi e femmine.
Il gruppo da riproduzione deve essere trasferito in un acquario di deposizione, è già sufficiente una vasca lunga circa 45-50 cm. Condizionare i pesci alimentandoli con molto cibo vivo o congelato, come chironomus e artemia. Quando le femmine sono visibilmente piene di uova, eseguire un grosso (50-70%) cambio con acqua più fredda di circa 5°C di quella in acquario, aumentando nel contempo l'ossigenazione e la corrente d'acqua all'interno della vasca, simulando in questo modo l'arrivo della stagione delle piogge, il loro periodo riproduttivo in natura. Questo va fatto naturalmente abbastanza lentamente, nel giro di un'ora o due, e potrebbe essere necessario ripeterlo per più giorni, fino a che i pesci non depongono.

Vale la pena a questo punto annotare un paio di note sulla riproduzione in generale dei Corydoradinae. Molte specie sono riproduttori stagionali, che si riproducono durante la stagione umida nei loro paesi d'origine. Questa si verifica nello stesso periodo dell'anno in cui in Europa è inverno, quindi se i tentativi di riproduzione effettuati in estate non riescono, può valere la pena aspettare fino all'inverno prima di riprovare.
Inoltre, possono essere necessari diversi anni per talune specie prima di diventare sessualmente mature, quindi siate pazienti.
Infine, a volte possono essere necessarie diverse tattiche, come ad esempio i tempi in cui effettuare i cambi d'acqua, il livello di ossigenazione, ecc. Se continuate a non avere alcuna fortuna, non abbiate paura di provare diversi approcci.

Quando i pesci entrano in modalità di riproduzione, diventano molto più attivi. Una buona indicazione di ciò è che i pesci iniziano a nuotare su e giù lungo la parte anteriore del vetro senza sosta. I maschi cominceranno a inseguire le femmine fino all'inizio della deposizione. I Cory adottano una posizione di deposizione delle uova a forma di T: usando una delle sue pinne pettorali, il maschio stringe al suo fianco la femmina per i barbigli e feconda un piccolo grappolo di uova racchiuse all'interno di una sacca protettiva formata dalle pinne pelviche della femmina. Le uova adesive vengono poi deposte su piante o sulle pareti dell'acquario; questo processo viene ripetuto più volte, fino a quando sono state fissate tutte le uova.
Anche se le uova sono normalmente depositate sul vetro dell'acquario, si consiglia di fornire alternative come piante a foglia fine (muschio di Giava) o mop da deposizione. Una volta completata la deposizione, si possono lasciare i genitori con le uova se ben nutriti, ma alcuni allevatori preferiscono rimuovere le uova, o in alternativa i genitori, per evitare ogni tentazione di un facile spuntino; le uova possono solitamente essere staccate e fatte scorrere delicatamente lungo il vetro con un dito. Il nuovo contenitore dovrebbe contenere la stessa acqua dell'acquario di deposizione ed essere allo stesso modo ben ossigenata. La maggior parte degli allevatori aggiungono a questo punto alcune gocce di blu di metilene, o qualche pigna di ontano, al fine di evitare che le uova sviluppino fungosi.

L'incubazione dura normalmente 3-4 giorni e una volta che gli avannotti hanno completamente assorbito il loro sacco vitellino sono in grado di accettare piccoli alimenti vivi, dapprima microworm, e in seguito nauplii di artemia, ecc.
Non sono gli avannotti più facili da far crescere, richiedono un'eccellente qualità dell'acqua, ma sembrano meno suscettibili ai disturbi se allevati con un sottile strato di sabbia piuttosto che a fondo nudo.
Mantenere una buona qualità dell'acqua è fondamentale per far sopravvivere un buon numero di cory, per cui è necessario garantire regolari cambi d'acqua, facendo ovviamente attenzione a non sifonare via eventuali avannotti.

Vai alle pagine sulla riproduzione dei Cory

Deposizione 'di gruppo' di Osteogaster aenea (ex Corydoras aeneus) albini - Foto © Docmarius (Wikimedia)

Schiusa delle uova di Osteogaster aenea (ex Corydoras aeneus) in acquario - Video © 56Nawre

Temperatura per la riproduzione

La temperatura va abbassata nel giro di un giorno o due a circa 18°C con qualche cambio con acqua più fredda di quella dell'acquario (simulazione della stagione delle piogge)

Taxa principali

Bronze cory, Cory bronzeo

Meglio conosciuti con il veccio nome di Corydoras aeneus, nella variante albina sono tra i pesci d'acquario più diffusi, ma anche spesso maltrattati da chi li compra solo come "spazzini", e purtroppo spesso colorati artificialmente

Dimensioni max: 7.5 cm SL
Aspettativa di vita: 5 - 10 anni
Temperatura: 21 - 27°C

Specie di Corydoras piuttosto rara da trovare in commercio, e la cui riproduzione può essere una sfida difficile da vincere.

Dimensioni max: 4.8 cm SL
Aspettativa di vita: 5 - 10 anni
Temperatura: 24 - 26°C
Riferimenti & Link

Tutto Quello Che Avreste Sempre Voluto Sapere Ma Non Avete Mai Osato Chiedere...
i messaggi più interessanti tratti da it.hobby.acquari

Catfish Atlas volume 1

Mergus - Catfish Atlas volume 1

Edizione Inglese di Hans C Evers e Ingo Seidel, a cura di Hans A Baensch - libro molto dettagliato, con molte foto utili all'identificazione degli esemplari, informazioni sull'allevamento e la riproduzione in acquario delle specie, e una grande sezione dedicata alle informazioni sui vari biotopi.

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Consigli e suggerimenti generali per allevare i Cory nella maniera più adatta, rispettando le loro esigenze

Resoconto dettagliato di una parte di un viaggio di raccolta in Venezuela e dei pesci ivi trovati

Resoconto di una esperienza personale di riproduzione degli Osteogaster aenea (ex Corydoras aeneus), con foto passo passo della crescita dei piccoli - articolo di Giovanna Surace

Resoconto dell'esperienza di riproduzione degli Osteogaster aenea (ex Corydoras aeneus) albini di Francesco Simoncelli, corredata da belle foto e soprattutto da due filmati da non perdere :-) - articolo di Francesco Simoncelli

Tutto Quello Che Avreste Sempre Voluto Sapere Ma Non Avete Mai Osato Chiedere sull'allevamento dei Cory (Corydoradinae), grazie ai messaggi più interessanti di it.hobby.acquari

Secondo di una serie di articoli sulle raccolte effettuate dagli autori nel loro ambiente nativo intorno al fiume Paranà, nel nord Argentina - tratto e tradotto da un articolo di Carlos & Noemi Bishop

Purtroppo la barbarie di colorare artificialmente i pesci si è estesa anche a specie già di per sé colorate e belle, ma che evidentemente vendono di più con una mano di colore fluorescente.

Osteogaster aenea (ex Corydoras aeneus) nel loro habitat naturale a Yaracuy, Venezuela - Foto © Ivan Mikolji