Attenzione

Parabotia

Informazioni e notizie sulla tassonomia e sulle specie comprese nel genere

Parabotia maculosa

Il genere Parabotia è stato descritto nel 1872 e rimase valido fino al 1936 quando Fang lo considerò un sinonimo di Hymenophysa. È stato invece ristabilito come genere valido da Chen (1980) ed è stato unanimamente accettato da allora, con Nalbant (2002) che ha elencato i caratteri definitivi come: corpo più magro che in Leptobotia; spina suborbitale biforcata (divisa in due); guance con squame; corpo con strisce verticali; una macchia nera alla base della pinna caudale.

Nella loro definizione Naseka e Bogutskaya (2004) elencano i caratteri precedenti, aggiungendo: peduncolo caudale relativamente sottile (profondità che si adatta 1,5-1,6 volte alla sua lunghezza); pinna pelvica che raggiunge la metà strada tra l'origine della pinna pelvica e l'origine della pinna anale; ano situato nettamente dietro alla base della pinna dorsale e relativamente più vicino alla base della pinna anale (a metà strada tra la punta della pinna pelvica e l'origine della pinna anale); strisce scure del corpo relativamente sottili e numerose.

Qui sotto l'elenco delle specie attualmente comprese nel genere, con i link alle schede di Fishbase, da cui è tratta la tabella:

Nome Scientifico Nome Inglese Distribuzione Lunghezza Max (cm) Anno
Parabotia banarescui   Asia 21.4 TL 1965
Parabotia bimaculata   Asia 13.5 SL 1980
Parabotia brevirostris   Asia 11.4 TL 2012
Parabotia curtus Kissing loach Asia 15 SL 1846
Parabotia dubia   Asia   2001
Parabotia fasciata   Asia 18.8 SL 1872
Parabotia kiangsiensis   Asia   1986
Parabotia kimluani   Asia   2005
Parabotia lijiangensis   Asia   1980
Parabotia maculosa   Asia 20 TL 1939
Parabotia mantschurica Manchurian spiny loach Asia 21.5 TL 1907
Parabotia parva   Asia   1980
Parabotia vancuongi   Asia   2005

Come altri appartenenti alla famiglia Botiidae, anche le specie del genere Parabotia possiedono delle spine sub-oculari acuminate, mobili, che normalmente sono nascoste all'interno di un lembo di pelle sotto l'occhio, ma che vengono erette quando un individuo è stressato o spaventato, ad esempio se viene rimosso dall'acqua. È quindi necessario prestare attenzione poiché queste spine possono rimanere impigliate nella rete dei retini d'acquario, e quelle degli esemplari più grandi possono ferire la pelle umana.

I botiidi sono anche sensibili a una malattia comunemente definita "malattia del dimagrimento", caratterizzata da una perdita di peso. E' particolarmente comune negli esemplari di nuova importazione e si pensa che sia causata da una specie del genere di flagellati Spironucleus.
È curabile anche se i farmaci raccomandati variano a seconda del paese. Gli acquariofili nel Regno Unito tendono ad usare l'antibiotico Levamisole e quelli negli Stati Uniti Fenbendazole (aka Panacur).

Gli studi moderni hanno portato a vari cambiamenti nella tassonomia sia della famiglia Botiidae che dei suoi generi costituenti, sebbene il genere Parabotia non sia stato per lo più interessato.

La famiglia Botiidae è stata ampiamente considerata un gruppo geneticamente distinto da Nalbant (2002), essendo stata anche in passato già considerata una sottofamiglia (Botiinae) della famiglia Cobitidae. Nalbant ha anche spostato alcuni membri del genere Botia nel nuovo genere Yasuhikotakia, sulla base di un certo numero di caratteri morfologici.
Più tardi Kottelat (2004) ha fatto ulteriori modifiche alla tassonomia, creando il genere Chromobotia per separare Chromobotia macracanthus dai botia e confermando che le specie precedentemente comprese nel genere Hymenophysa dovevano invece essere spostate nel genere Syncrossus. La prima modifica è basata sul disegno della livrea più alcuni caratteri morfologici e la seconda sul fatto che Hymenophysa rappresenta non solo un errore di ortografia (l'ortografia originale di McClelland era Hymenphysa), ma è anche un sinonimo junior di Botia.
Più recentemente Kottelat (2012) ha descritto il genere Ambastaia per ospitare Ambastaia nigrolineata e Ambastaia sidthimunki, due ex membri sia del genere Botia che di Yasuhikotakia.

Come risultato di questi lavori, la famiglia Botiidae viene così suddivisa in due tribù entro cui Botia sembra essere l'antenato di base:

Tribù LeptobotiiniLeptobotia, Parabotia, Sinibotia.
Tribù BotiiniAmbastaia, Botia, Chromobotia, Syncrossus, Yasuhikotakia.

Gli studi filogenetici di Tang et al. (2005) e Šlechtová et al. (2006) hanno ampiamente confermato che questo sistema è corretto, anche se quest'ultimo non è d'accordo con il posizionamento del genere Sinibotia, trovandolo più strettamente legato alla tribù Botiini. Ambastaia nigrolineata e Ambastaia sidthimunki risultano essere più strettamente legati sia a Sinibotia che a Syncrossus, rispetto a Yasuhikotakia, pur essendo all'epoca considerati membri di quest'ultimo genere. Šlechtová et al. ha proposto anche l'uso di nomi di sottofamiglia, con il seguente sistema:

Sottofamiglia Leptobotiinae - Leptobotia, Parabotia.
Sottofamiglia Botiinae - Botia, Chromobotia, SinibotiaSyncrossus, Yasuhikotakia.

All'interno di questi il genere Botia sembra essere il lignaggio basale, cioè il più antico, e in una più dettagliata analisi filogenetica Šlechtová et al. (2007) ha confermato la validità della famiglia Botiidae con generi sopra elencati come membri, piuttosto che essere raggruppati in sottofamiglie. Questo sistema, più recente e semplice, è quello che attualmente viene seguito da siti autorevoli, come Seriouslyfish.com.

Taxa principali

Parabotia fasciata

Difficile da trovare in commercio, è una specie sub-tropicale che ama le acque correnti

Dimensioni max: 18.8 cm SL
Temperatura: 20 - 26°C
Riferimenti & Link
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Conspectus cobitidum: an inventory of the loaches of the world

Conspectus cobitidum: an inventory of the loaches of the world (Teleostei: Cypriniformes: Cobitoidei) - Maurice Kottelat 2012 sul The Raffles Bulletin of Zoology