Una bella specie onnivora, pacifica e che si riproduce abbastanza facilmente
Peckoltia vittata in acquario
15.0 cm TL
La specie Peckoltia vittata, spesso etichettata come "Candy Striped Peckoltia", appartiene alla famiglia Loricariidae, ed è stata spesso confusa nella letteratura acquariofila con il pesce che oggi conosciamo come Panaque maccus, il clown pleco (ad esempio, Baensch Atlas Vol. 1 ha una foto di Panaque maccus con accanto l'etichetta Peckoltia vittata). Come con la maggior parte dei Loricaridi, la colorazione dipende dall'umore dei pesci.
Morfologia: Spine dorsali (totale): 2; Raggi dorsali molli (totale): 7; Spine anali 1; Raggi anali molli: 4. Peckoltia vittata si distingue dai suoi congeneri per avere il colore dorsale della testa con un cuneo di pigmento scuro sul muso e una barra dal bordo posteriore del frontale fino appena dietro il parieto-sopraoccipitale (il pigmento può in alternativa apparire come delle screziature scure e/o può apparire una macchia anteriore, in particolare nei giovani, sotto forma di una E scura sul muso)
L015 Peckoltia vittata - Video © Budget Fish
Sud America: Bacino centrale e inferiore del Rio delle Amazzoni
Peckoltia vittata è distribuita nell'Amazzonia brasiliana e nel corso inferiore del Rio Tapajos, Rio Madeira e Xingu; Río Ventuari del Venezuela, affluenti meridionali dell'Amazzonia dal Madeira alla foce, e il Rios Uatumã, Trombetas, Capim e Maranhão. Una raccolta di quella che sembra essere questa specie è stata registrata anche dall'alto Río Guaviare della Colombia.
STATO NELLA LISTA ROSSA IUCN:
LEAST CONCERN (minima preoccupazione)
- Peckoltia vittata: la distribuzione e lo stato della specie in natura, sul sito della IUCN Red List, il più ampio database di informazioni sullo stato di conservazione delle specie animali e vegetali di tutto il mondo.
- La specie Peckoltia vittata è ampiamente distribuita nei bacini amazzonici medio e inferiore, compresi i fiumi Madeira, Xingu, Trombetas, Tocantins e Tapajós. È una specie frequente e abbondante e non sono state identificate minacce significative che la pongano a rischio di estinzione. Per questo motivo, è stata classificata come specie a rischio minimo (LC).
Ambiente: demerso; acqua dolce; Clima: tropicale
Come le altre specie del genere Peckoltia, anche Peckoltia vittata vive soprattutto nei pressi del fondale roccioso, dove trova riparo fra i sassi e le fessure tra le rocce; è un loricaride reofilo (che ama la corrente), che è abituato a forti correnti.
Gli esemplari di Peckoltia vittata raggiungono i 140 mm di lunghezza corporea totale (Fisch-Muller 2003). Vivono associati alle rocce sul fondo dei fiumi (Rapp Py-Daniel e Zuanon, 2005).
Peckoltia vittata è utilizzata a scopo ornamentale ed è elencata nell'Istruzione Normativa Interministeriale n. 001 del 2012, che ne regolamenta l'attività (Brasile 2012).
Attualmente non sono state individuate minacce significative che mettano a rischio di estinzione la specie, soprattutto a causa della sua ampia distribuzione, della sua abbondanza e frequenza.
Dimensioni minime dell'acquario: 100x40x40h cm per un gruppo di 5-6 esemplari
L'ideale è un allestimento tipo fiume-acquario, simile ad ruscello con un substrato di sabbia fine, pietre arrotondate, rocce, legni, radici, e una buona corrente nell'acqua. I Peckoltia vittata sono fra i loricaridi che non necessitano forzatamente dei legni in vasca, infatti non raschiano le radici e non hanno bisogno di lignina, ma inserire molti legni può essere utile per creare barriere visive e formare nascondigli dove possono ripararsi, oltre che aiutare nella suddivisione dei territori; in alternativa ai legni, si possono usare rocce e sassi. Le piante tendono a non crescere molto bene in queste condizioni, ma quelle più robuste, come Vallisneria, Anubias, felce di Giava (Microsorum pteropus) o muschio di Giava (Taxiphyllum barbieri) dovrebbero andare bene. Si possono anche inserire delle piante di superficie, le quali sono utili sia per schermare la luce sul fondo, sia per assorbire nitrati e fosfati dall’acqua.
Una delle loro necessità fondamentali è di acqua ben ossigenata e con tanto movimento: stanno meglio e decisamente più in salute se allevati in un acquario con una buona corrente nell'acqua, mentre tendono ad avere problemi per carenza di ossigeno se quest'ultimo non è abbondante. Seppur la loro morfologia non sia specializzata come quella degli Hillstream loach asiatici, hanno comunque bisogno di un vero e proprio fiume-acquario, o almeno di pompe supplementari che diano movimento e ossigenino l'acqua.
L’acquario deve avere un buon sistema di filtraggio, e bisogna effettuare cambi d’acqua costanti, in modo da mantenere il livello di inquinanti basso. I valori dell’acqua per allevare questi pesci non devono essere necessariamente molto teneri, quindi una durezza medio-bassa ed un pH intorno alla neutralità va bene; la temperatura deve essere fra i 25-26 gradi.
Comportamento & compatibilità: Peckoltia vittata è un pesce tranquillo anche se un po' territoriale. Come guida approssimativa, date a ogni pesce un'area quadrata di 30 cm di lato, ben suddivisa con decorazioni. E' un pleco di medie dimensioni che può essere combinato con una vasta gamma di compagni di vasca grazie alla sua natura pacifica. Perfettamente sicuro con piccoli pesci e gamberetti e abbastanza robusto da resistere all'attenzione di tutti, anche se vanno evitati i ciclidi più grandi. .
I Peckoltia vittata possono essere allevati in gruppo, assicurandosi che ognuno abbia il proprio rifugio, e aspettandosi qualche confronto territoriale, ma sono comunque loricaridi poco territoriali, con un carattere abbastanza timido. La scelta migliore è tenere 5-6 esemplari insieme, una volta raggiunta la maturità sessuale ed offrendo loro delle condizioni ottimali, potranno anche riprodursi.
Peckoltia vittata raccolta nel fiume Xingu, in Brasile - Foto © Gabriel Lelis Togni
I pesci del genere Peckoltia sono onnivori, con tendenza ai cibi carnosi, la loro dieta in acquario deve essere soprattutto proteica. Non sono efficaci come mangia-alghe. Si può usare come alimento base un buon granulato per discus, insieme a pasticche per pesci da fondo e chips per Loricaridi. Apprezzano molto anche il cibo congelato, come artemia e chironomus. Una volta a settimana si può somministrare della verdura, come zucchine e cetrioli, che hanno un alto contenuto di fibre e vitamine, garantendo loro l’apporto di elementi necessari che completano la loro dieta.
Sono Loricaridi molto timidi, per cui è molto meglio dare il cibo a luci spente, quando si sentono più tranquilli di spostarsi. Gli esemplari ben nutriti non danneggeranno le piante.
L'importante è che il cibo arrivi alla loro portata prima che se lo mangino gli altri abitanti dell'acquario: bisogna sempre controllare che tutti i pesci mangino la giusta razione di cibo!
Nonostante questi pesci come tutti i mangia-alghe siano comprati come pesci pulitori, non si nutrono di avanzi, ma hanno bisogno di una dieta varia e abbondante per sopravvivere.
Una delle principali cause di morte dei cosiddetti "mangia-alghe" nelle vasche degli "acquariofili" è il denutrimento, gli stenti, muoiono letteralmente di fame, perché si pensa erroneamente che possano bastargli le poche e misere alghe di un acquario domestico o quelle poche briciole che avanzano gli altri pesci...
in realtà hanno bisogno di mangiare esattamente come tutti gli altri abitanti dell'acquario!
Come acquariofili siamo responsabili della vita degli animali che alleviamo, e dobbiamo assicurarci che ognuno riceva la giusta razione del cibo appropriato.
In nessun caso bisogna aspettarsi che sopravvivano solo grazie agli 'avanzi' degli altri abitanti dell'acquario, o si può fare affidamento su di loro per la 'pulizia' dell'acquario.
I maschi sviluppano piccoli odontodi simili a denti che adornano i raggi delle pinne pettorali principali e la metà posteriore del corpo.
Le femmine rimangono disadorne e hanno una circonferenza più ampia su tutto il corpo, più evidente quando l'area appena dietro le pinne pettorali è vista dall'alto.
La riproduzione di Peckoltia vittata è un traguardo non difficile da ottenere, infatti cosi come gli Hypancistrus, i Peckoltia sono fra i loricaridi maggiormente riprodotti in acquario. Depongono in caverne, e per la riproduzione in acquario hanno bisogno di tane specifiche, strette e lunghe, di dimensioni proporzionate alla taglia dei pesci, ad esempio 5-7 cm di diametro e lunghezza intorno ai 20 cm.
Per quanto riguarda i valori dell’acqua, fondamentale è l’ossigenazione: senza un’ossigenazione molto alta, i pesci non si riproducono. Anche l’alimentazione è un aspetto importante: fornire una dieta molto proteica, usando anche cibo congelato, sicuramente favorisce la produzione delle uova da parte della femmina.
Per stimolare la riproduzione si possono effettuare dei cambi d’acqua più tenera e fresca ravvicinati, in modo da abbassare la durezza e la temperatura in vasca di 2-3 gradi almeno, simulando in questo modo l’arrivo della stagione delle piogge, che nei fiumi del Sudamerica provoca cambiamenti determinanti, come l’aumento del livello dell’acqua e dell’ossigenazione, le piogge fanno abbassare la durezza carbonatica, e di conseguenza si ha anche una riduzione del pH verso valori più acidi, ed aumenta la disponibilità di microfauna. Tutti questi cambiamenti invogliano alla riproduzione gran parte dei pesci che popolano le acque del bacino amazzonico.
Quando la femmina è pronta, cioè presenta la pancia gonfia di uova, si avvicina alla tana, e il maschio la spinge con forza al suo interno, bloccandone l'uscita con il corpo. Ecco perché è importante avere delle tane strette e lunghe: il maschio deve trattenere al loro interno la femmina fino a che questa non ha deposto tutte le uova. Una volta terminata la deposizione, che consiste in genere in 20-30 uova di colore giallo chiaro e dal diametro di circa 2,5-3 mm, il compito della femmina si esaurisce e viene quindi cacciata dal maschio, che a questo punto si occupa di tutto, fecondando le uova e restando in tana a ventilarle fino alla schiusa.
Ad una temperatura di 28°C le uova impiegano circa 6 giorni per schiudersi. Le larve neonate vengono trattenute ancora nella tana dal maschio, fino a quando non hanno riassorbito completamente il grande sacco vitellino del diametro di circa 3,5 mm, impiegano per questo altri 8 giorni, durante i quali non hanno bisogno di alimentazione. Trascorso questo tempo, gli avannotti un po' per volta escono dalla tana, misurano circa 17 mm e possono essere considerati auto-sufficienti; vanno alimentati con naupli di artemia salina, microworm. All'inizio crescono abbastanza velocemente e dopo tre settimane raggiungono una lunghezza di 22-23 mm.
Si segnala che, se fatti crescere in una vasca a parte, questa va fornita di sabbia o ghiaia sul fondo e rocce o pezzi di ardesia che formino ripari e nascondigli: se la vasca è nuda e gli avannotti non hanno ripari, rimarranno attaccati ai vetri a metà vasca, senza scendere sul fondo per nutrirsi e morendo così di fame.
Taxa principali
Bella specie d loricaride, facile da allevare in acquario
Bel loricaride facile da allevare e non difficile da far riprodurre
Specie onnivora, abbastanza diversa dalle altre comprese nel genere
Una bella specie onnivora, pacifica e che si riproduce abbastanza facilmente
Riferimenti & Link
la scheda su Fishbase
la scheda su Planetcatfish.com
articolo di Janne Ekström su Planetcatfish.com con la sua esperienza di allevamento e riproduzione
Edizione Inglese di Hans C Evers e Ingo Seidel, a cura di Hans A Baensch - libro molto dettagliato, con molte foto utili all'identificazione degli esemplari, informazioni sull'allevamento e la riproduzione in acquario delle specie, e una grande sezione dedicata alle informazioni sui vari biotopi.
Edizione Inglese di Erwin Schraml e Frank Schafer
Loricariidae - The Most Beautiful L-numbers (AQUALOG Special)
Edizione Inglese di Ulrich Glaser
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