Attenzione

Pethia nigrofasciata

(Günther, 1868)

Una specie dell'ex genere Barbus dalla livrea nuziale inconfondibile e bellissima, robusta e poco esigente, adatta agli acquari di comunità ben pensati.

Maschio di Pethia nigrofasciata (ex Barbus nigrofasciatus) con la colorazione nuziale - Foto © Chor-Kiat Yeo (Seriouslyfish.com)

Il popolare black ruby barb, barbo nero rubino, è ribattezzato Pethia nigrofasciata - Foto © Chor Kiat Yeo

Nome comune
Black ruby barb, Barbo rubino
Sinonimi
Puntius nigrofasciatus
Aspettativa di vita
4 - 6 anni
Dimensioni massime in natura

6.0 cm TL

Quella di Pethia nigrofasciata è una delle tante specie del genere Pethia ad avere una livrea costituita da tre macchie scure orientate verticalmente, ma si può distinguere dai congeneri dall'aspetto unico e distintivo dei maschi in livrea nuziale, che assumono una colorazione scura con la testa e la parte anteriore del corpo rossastro-viola.

Pethia gelius era precedentemente incluso nel gruppo "Puntius conchonius" di specie strettamente correlate tra loro, a fianco di Puntius ater, Puntius bandula, Puntius conchonius, Puntius cumingii, Puntius didi, Puntius erythromycter, Puntius gelius, Puntius khugae, Puntius macrogramma , Puntius manipurensis, Puntius meingangbii, Puntius nankyweensis, Puntius nigripinnis, Puntius nigrofasciatus, Puntius padamya, Puntius phutunio, Puntius punctatus, Puntius reval, Puntius shalynius, Puntius stoliczkanus, Puntius thelys, Puntius tiantian, Puntius ticto, ma tutte queste specie sono state spostate nel nuovo genere Pethia da Pethiyagoda et al. (2012), così come Puntius melanomaculata, Puntius pookodensis, Puntius muvattupuzhaensis, Puntius ornatus, Puntius yuensis.

Puntius narayani non è stato spostato nel nuovo genere ed è attualmente incerto, in quanto possiede in modo unico 9 raggi ramificati nella pinna dorsale e 6 raggi ramificati nella pinna anale.

Le specie di Pethia sono definite dalla seguente combinazione di caratteri: barbigli rostrali assenti; barbigli mascellari piccoli o assenti; possesso di un ultimo raggio non ramificato dorsale rigido e seghettato; presenza di una macchia nera sul peduncolo caudale e spesso macchie o barre nere sui fianchi; terzo infraorbitale profondo e parzialmente sovrapposto al preopercolo.

Black ruby barb, Pethia nigrofasciata (Puntius nigrofasciatus) - Foto © Robert Beke (Beke.co.nz)

Pethia nigrofasciata, Black ruby barb - Foto © Robert Beke (Beke.co.nz)

Le specie di Pethia sono diagnosticate grazie alla seguente combinazione di caratteri: barbi rostrali assenti; barbi mascellari minuti o assenti; possesso di un ultimo raggio ramificato della pinna dorsale rigido, seghettato; presenza di una macchia nera sul peduncolo caudale, e spesso macchie nere o barre sui fianchi del corpo; terzo infraorbitario profondo e parzialmente sovrapposto al preopercolo.

In passato Pethia, come altri generi, era incluso nel genere Puntius, che per un certo numero di anni è stato trattato come un raccoglitutto polifiletico, ed era arrivato a contenere oltre 100 specie di ciprinidi di piccole e medie dimensioni, fino a che Pethiyagoda et al. (2012) ha pubblicato una revisione parziale, che copriva i membri originari dell'Asia meridionale. La maggior parte delle specie di Puntius sub-himalayani sono stati riclassificati e sono stati eretti nuovi generi per accoglierne alcuni, come Dawkinsia, Dravidia, Pethia, con il resto o rimasto in Puntius o spostato nel genere Systomus già esistente. Successivamente divenne chiaro che il nome Dravidia era già usato per un genere di mosche, quindi è stato messo a disposizione da Pethiyagoda (2013) il nome di Haludaria in sostituzione.

Nessuna specie originaria di Indocina, Cina, o Indonesia è stata inclusa nello studio, il che significa che alcuni ex Puntius sono attualmente classificati come 'sedis incertae', cioè di incerta collocazione tassonomica. Molti di questi problemi sono stati risolti da Kottelat (2013) che ha eretto nuovi generi per un certo numero di specie del sud-est asiatico. In alcuni siti tutti i Puntius vengono etichettati come "Puntius" tra virgolette, proprio per sottolineare l'uso discutibile di questo genere.

Distribuzione

Asia: limitata ai corsi d'acqua forestali dei bacini dei fiumi da Kelani a Nilwala in Sri Lanka. Si trova in aree collinari fino a circa 300 m di altitudine. Una popolazione dai colori vivaci introdotta a Mahaweli in Ginigathena, Sri Lanka, si dice sia diminuita a causa delle esportazioni per il commercio acquariofilo.

Pethia nigrofasciata è endemico dello Sri Lanka, dove è limitato ai bacini dei fiumi Kelani e Nilwala nella "zona umida" sud-occidentale dell'isola, oltre a drenaggi più piccoli nell'area tra di loro. L'esportazione di esemplari selvatici dallo Sri Lanka è attualmente vietata, il che significa che tutti quelli disponibili nel commercio acquariofilo dovrebbero teoricamente essere allevati e riprodotti su base commerciale, sebbene a quanto pare siano ancora raccolti anche pesci selvatici.
I rapporti indicano che i pesci dai colori più brillanti stanno diventando più rari ed esiste la possibilità che la raccolta selettiva per il commercio acquariofilo abbia alterato la struttura delle popolazioni selvatiche. Detto questo, rimane davvero molto poco della copertura forestale del paese, a causa delle attività umane, con il risultato che l'habitat e la qualità dell'acqua sono stati pesantemente degradati e numerose specie ittiche autoctone sono ora considerate a rischio di estinzione.

VULNERABLE

STATO NELLA LISTA ROSSA IUCN:
VULNERABLE (vulnerabile)

  • Black Ruby Barb: la distribuzione e lo stato della specie in natura, sul sito della IUCN Red List, il più ampio database di informazioni sullo stato di conservazione delle specie animali e vegetali di tutto il mondo.
Habitat

Ambiente: bentopelagico, acqua dolce. Clima tropicale.

La "zona umida" del sud-ovest dello Sri Lanka è un'area che riceve precipitazioni annuali di 2000-3000 mm, gran parte dei quali cade durante i monsoni del sud-ovest tra marzo e agosto. Si tratta di un ambiente tropicale senza significativi periodi secchi o cambiamenti climatici, e la temperatura dell'aria è abbastanza costante per tutto l'anno, dai 25 ai 27°C. Queste condizioni favoriscono lo sviluppo della foresta pluviale tropicale ad altitudini inferiori ai 1000 m slm.

In Sri Lanka queste foreste si trovano solo nella zona umida, e sono abitate da una proporzione significativa della flora e della fauna endemiche del paese: infatti il clima umido e caldo e il lungo periodo di isolamento geografico ha fatto si che sviluppasse una eccezionale biodiversità localizzata. Purtroppo, la maggior parte della foresta è stata abbattuta per far spazio alle piantagioni, in gran parte quando il paese era una colonia britannica, ma anche durante la recente guerra civile, con più del 35% della copertura originale persa tra il 1990 e il 2005. Dal 2006 rimane solo il 4,6% della vecchia foresta,  frammentata in piccole zone, la maggior parte delle quali copre meno di 10 km², alcune sono ora protette ufficialmente come riserve.

La foresta di Kottawa è una di queste riserve, comprende solo 15-20 ettari di giungla umida, sempreverde, anche se combinata con quella di Kombala copre circa 1600 ettari. La riserva di Kottawa-Kombala è attraversata da un certo numero di piccoli corsi d'acqua incontaminati, contenenti acque poco profonde chiare o leggermente scure, che rappresentano gli habitat tipici di Pethia nigrofasciata nella sua area di distribuzione. La luce del sole è in grado di penetrare le chiome della foresta solo in minima parte, per cui gli habitat acquatici sottostanti sono ombreggiati e la temperatura dell'acqua può essere relativamente fredda, mentre la conducibilità e la durezza sono generalmente bassi e il pH leggermente acido. E' raro trovare piante acquatiche, anche se è presente una fitta vegetazione lungo gli argini, che a volte sovrasta la piena larghezza del corso d'acqua, e le cui radici possono penetrare sott'acqua. I substrati tipici sono sabbiosi ma coperti da uno strato di lettiera di foglie con rami e trochi caduti.

Specie simpatriche comprendono Rasboroides vaterifloris, Puntius bimaculatus, Puntius kelumi, Puntius titteya, Dawkinsia singhala, Schistura notostigma, Mystus vittatus, Aplocheilus werneri, Channa orientalis, Malpulutta kretseri, Mastacembelus armatus.

Temperatura in natura
22 - 26°C
Valore pH in natura
6.0 - 6.5
Valori acqua in natura
dH range: 5 - 12
Allevamento

Dimensioni minime dell'acquario: 80x40x40h cm per un gruppo di almeno 8 esemplari.
La scelta degli arredi può essere lasciata al gusto personale, anche se i pesci tendono a mostrare una migliore colorazione in un allestimento fortemente piantumato con un substrato scuro. E' apprezzata anche l'aggiunta di qualche pianta galleggiante, radici o rami e un po' di lettiera di foglie, che dà una sensazione più naturale.
La filtrazione non deve essere particolarmente forte, anche se sembrano apprezzare un certo grado di movimento dell'acqua.

Comportamento e compatibilità: Generalmente Pethia nigrofasciata è molto pacifico, il che lo rende un residente ideale dell'acquario comunità ben studiato. Non avendo particolari richieste in termini di chimica dell'acqua può essere combinato con molti dei pesci più popolari in commercio, tra cui altri piccoli ciprinidi e tetra, livebearer, pesci arcobaleno, alcuni anabantoidei, corydoras, botia e cobitidi.

È una specie di branco per natura per cui ne vanno acquistati almeno 6-10 esemplari. Allevarli in gruppi numerosi non solo renderà meno timidi i pesci, ma farà si che essi mostrino i loro comportamenti in maniera più efficace e naturale, inoltre i maschi svilupperanno colori migliori in presenza di rivali conspecifici.

Alimentazione

In natura i Pethia nigrofasciata probabilmente probabilmente si nutrono di diatomee, alghe, detriti organici, piccoli insetti, vermi, crostacei e altro zooplancton.
Nell'acquario è facile da alimentare, ma si ottengono migliori condizioni di salute e di colorazione se si offrono pasti regolari di piccolo cibo vivo e/o congelato, chironomus, daphnia e artemia, accanto a mangime secco in fiocchi e granuli di buona qualità, almeno alcuni dei quali a base vegetale.

Comportamento riproduttivo
Specie ovipara che disperde le uova in acqua, senza cure parentali
Dimorfismo sessuale

I maschi adulti sono notevolmente più piccoli, più snelli e più colorati delle femmine, soprattutto durante la stagione riproduttiva, quando la colorazione complessiva della livrea diventa scura con la testa e la parte anteriore del corpo rossastro-viola.

Maschio di Pethia nigrofasciata (ex Puntius nigrofasicatus) Black ruby barb, in livrea riproduttiva - Foto © Hristo Hristov

Femmina di Pethia nigrofasciata (ex Puntius nigrofasicatus) Black ruby barb - Foto © Hristo Hristov

Riproduzione

Come la maggior parte dei piccoli ciprinidi, le specie di Pethia depongono le uova spargendole in acqua e non presentano cure parentali. Quando sono allevati in buone condizioni si riproducono spesso e in un acquario maturo e ben allestito è possibile che inizino a comparire piccoli gruppi di avannotti senza alcun intervento da parte dell'allevatore.

Se invece si desidera massimizzare il numero di avannotti, è necessario un approccio più controllato. Il gruppo degli adulti può essere condizionato insieme, ma dovrebbe essere allestito anche un acquario più piccolo, riempito con acqua matura. Il fondo dovrebbe essere coperto con una sorta di rete a maglie abbastanza grandi da lasciar passare le uova, ma abbastanza piccole da non farle raggiungere dagli adulti. Si può usare anche una stuoia di plastica tipo erba, che sembra funzionare bene allo scopo, ma si ottiene senz'altro un look più naturale ricoprendo il fondo con ciuffi di piante a foglia fine, come il Taxiphyllum.
L'acqua dovrebbe avere un pH da leggermente acido a neutro, con una temperatura verso i 26-27°C. per fornire ossigenazione e movimento dell'acqua, si può utilizzare un filtro a spugna o una pietra porosa.

Quando gli adulti sono ben curati e le femmine appaiono gravide, si possono introdurre una o due coppie nell'acquario così allestito, e la deposizione dovrebbe avvenire la mattina successiva. Un'alternativa è quella di far deporre i pesci in gruppo, con una mezza dozzina di esemplari di ogni sesso, anche se può essere necessario un acquario più grande.
In entrambi i casi gli adulti probabilmente mangeranno le uova se ne viene data loro la possibilità, per cui devono essere rimossi non appena deposto.

Le uova dovrebbero schiudere in 24 - 48 ore e gli avannotti raggiungere il nuoto libero 24 ore dopo. Dovrebbero essere alimentati con cibo piccolo, tipo infusori. per i primi giorni fino a quando non sono abbastanza grandi da accettare microworm, naupli d'artemia, o simili.

Taxa principali

Rosy barb, Barbo rosa

Considerato uno dei piccoli ciprinidi più resistenti disponibili in acquariofilia, Pethia conchonius è una scelta eccellente per chi è da poco che ha deciso di allestire un acquario

Dimensioni max: 14.0 cm TL
Aspettativa di vita: 4 - 5 anni
Temperatura: 16° - 22°C
Golden Dwarf Barb, Barbo dorato

Piccoli pesci timidi e pacifici, non adatti ai comuni acquari di comunità proprio per le loro ridotte dimensioni e il carattere schivo.

Dimensioni max: 5.1 cm TL
Aspettativa di vita: 2 - 5 anni
Temperatura: 18 - 22°C
Black ruby barb, Barbo rubino

Una specie dell'ex genere Barbus dalla livrea nuziale inconfondibile e bellissima, robusta e poco esigente, adatta agli acquari di comunità ben pensati.

Dimensioni max: 6.0 cm TL
Aspettativa di vita: 4 - 6 anni
Temperatura: 22 - 26°C
Odessa barb

Un piccolo barbus dalla livrea stupefacente, talmente definita nella colorazione che quando apparve in commercio si pensava fosse colorato artificialmente...

Dimensioni max: 4.6 cm SL
Temperatura: 16 - 25°C

Una specie di barbus non molto diffusa in commercio

Dimensioni max: 5.7 cm TL
Riferimenti & Link
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