Racconto di una esperienza di allevamento e riproduzione dei Jack Dempsey, Rocio octofasciata, che anche se non è andata a buon fine, può far capire a chi legge come evitare alcuni errori, per provare ad avere maggiore successo.
Tratto e tradotto dall'articolo:
"Cichlasoma octofasciatum-Jack Dempsey Living up to its name!"
di Rudy Pabelick
su Aquarticles.com
Jack Dempsey, Rocio octofasciata - Foto © HenryC88 (Wikimedia)
In questo articolo Rudy Pabelick racconta la sua esperienza di allevamento e riproduzione dei Jack Dempsey, Rocio octofasciata (ex Cichlasoma octofasciatum), che anche se non è andata nello specifico a buon fine, può far capire a chi legge come evitare alcuni errori, per provare ad avere maggiore successo.
A quel tempo, Rudy era ancora abbastanza nuovo all'acquariofilia, avendo avviato il suo primo acquario solo un anno prima. Non si era interessato ai ciclidi fino a quando non li aveva visti per la prima volta qualche mese dopo. Ora, con molti nuovi pesci e molti più acquari, era sulla buona strada per avere un allestimento di acquari di dimensioni considerevoli. Al momento della stesura dell'articolo, possedeva tre acquari da 208 litri, uno da 110 litri, cinque da 75 litri e sei da 38 litri.
Ora passiamo alla sua storia con il Jack Dempsey, Rocio octofasciata (ex Cichlasoma octofasciatum). Rudy Pabelick aveva acquistato un Jack Dempsey come uno dei suoi primi ciclidi. L'idea di avere un pesce così robusto nel suo acquario lo aveva attratto. I primi compagni di vasca erano abbastanza male assortiti, si trattava di un Labidochromis caeruleus, un Aulonocara O.B., due Epalzeorhynchos bicolor, due Convict Amatitlania nigrofasciata e due Macrognathus siamensis, oltre a qualche pleco. Il Jack Dempsey era molto timido, e tendeva a restare nella sua grotta senza mostrare aggressività verso gli altri pesci, anche quando entravano nella sua casa. Il Labidochromis caeruleus era anche entrato e rimasto nella sua grotta senza che lui reagisse.
Iniziando a interessarsi alla riproduzione dei ciclidi, Rudy Pabelick iniziò a cercare dei compagni per il suo Jack Dempsey. Dopo aver acquistato una coppia di Geophagus brasiliensis, ebbe il piacere di assistere alla loro deposizione delle uova, un'esperienza che trovò straordinaria. Sapeva che i Geophagus brasiliensis erano tra i ciclidi più facili da riprodurre e decise di provare a far riprodurre un altro dei suoi ciclidi.
Avendo un solo Jack Dempsey, che supponeva essere un maschio, dovette trovare una possibile compagna. Aveva già rimosso gli altri pesci dall'acquario, sostituendoli con alcuni Aulonocara stuartgranti, mesi prima. Così si recò in un negozio di pesci locale e trovò un Rocio octofasciata solitario in una vasca con altri ciclidi. Basandosi sull'aspetto dell'esemplare che già aveva, pensò che fosse una femmina: aveva pinne dorsali e anali più corte e arrotondate, un corpo più chiaro con una colorazione blu/verde più brillante sulle branchie. Il suo maschio, invece, aveva pinne dorsali e anali più lunghe e appuntite, con una colorazione blu/verde più scura. Pensò quindi di essere a metà strada nel trovare una coppia compatibile, a patto che la nuova arrivata fosse davvero una femmina e che si accoppiassero.
Quando la portò a casa e la introdusse nell'acquario, con sua sorpresa si diresse subito verso la grotta del maschio. Rimasero lì per circa un minuto, poi uscirono nuotando fianco a fianco... EVVIVA! Subito dopo, la femmina iniziò a compiere movimenti strani attorno al maschio, come nuotare orizzontalmente sotto di lui e poi di lato. Questo comportamento continuò per ore con brevi pause nella grotta. Il loro colore si intensificò, diventando più chiaro con macchie blu/verde più brillanti sulle guance.
La mattina seguente, trovò il substrato spostato in tutta la vasca, con buchi ovunque, compreso lo spazio attorno a una lastra di ardesia vicino alla loro grotta. Sulla lastra c'erano tantissime uova! Rimase stupito dal fatto che tutto ciò fosse accaduto il giorno dopo aver verificato se i Rocio octofasciata si sarebbero accoppiati senza uccidersi a vicenda. Due giorni dopo, le uova erano sparite dalla lastra e non si vedevano né avannotti né altre uova. Notò, tuttavia, che la femmina rimaneva ferma vicino alla lastra. Il maschio si avvicinava spesso per aiutarla a scacciare gli Aulonocara stuartgranti che si avvicinavano troppo. Guardando più da vicino dietro l'ardesia e tra le piante, vide gli avannotti raccolti lì con il sacco vitellino ancora attaccato.
Qualche giorno dopo, gli avannotti erano scomparsi di nuovo. La femmina si trovava dentro un tronco cavo accanto alla lastra e non si muoveva nemmeno per mangiare. Con una torcia, illuminò l'interno del tronco e trovò circa 500 avannotti. Il giorno successivo, iniziarono a nuotare liberamente, uscendo dal tronco. Rudy Pabelick decise di spostarli prima che gli Aulonocara stuartgranti li divorassero. Usò un tubo sifone per raccoglierli in un secchio. L'operazione richiese molto tempo e, man mano che procedeva, i genitori divennero sempre più scuri, fino a diventare neri con strisce bianche. Dopo aver trasferito tutti gli avannotti, i genitori iniziarono a inseguire gli Aulonocara stuartgranti come se cercassero i loro piccoli. Inserì rapidamente un divisorio nell'acquario per separarli dagli altri pesci. I genitori continuavano a nuotare contro il divisorio cercando di attaccare gli altri pesci, ma alla fine si calmarono.
Mise gli avannotti in due grandi sale nido di rete nello stesso acquario, posizionandole dalla parte degli Aulonocara stuartgranti, che erano più tranquilli. Li nutrì subito con naupli di artemia salina. Il mattino seguente però trovò una delle sale nido vuota: o gli avannotti erano fuggiti o gli Aulonocara stuartgranti avevano trovato il modo di farsi un bel pasto. Allora Rudy trasferì gli altri avannotti sul lato dei genitori, credendo che lì sarebbero stati più al sicuro. Il giorno dopo, però, tutti i circa 250 avannotti rimasti erano morti. Capì così nel modo peggiore che le sale nido in rete anche se grandi non permettevano una buona circolazione dell'acqua e dell'ossigeno.
Questa esperienza aveva insegnato a Rudy Pabelick molte lezioni preziose, che spera possano essere utili anche ad altri, attraverso la lettura di questo articolo. Se si vogliono far riprodurre i Rocio octofasciata (ex Cichlasoma octofasciatum), è meglio tenere la coppia da sola, in una vasca separata. E, se depongono le uova, è consigliabile rimuovere i genitori una volta che gli avannotti iniziano a nuotare liberamente. In questo modo si evitano problemi come la fuga o la loro morte per mancanza di ossigeno.
Alla fine, i Jack Dempsey di Rudy tornarono al loro colore normale e a comportarsi di nuovo in modo tranquillo... almeno fino alla prossima volta.
testo originale in inglese © Rudy Pabelick
Taxa principali
Ciclide centro americano aggressivo e territoriale, ma dai comportamenti molto interessanti
Riferimenti & Link
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Edizione Inglese - di Ad Konings - Contiene più di 550 fotografie a colori di diversi autori, la parte più interessante è la teoria dell'evoluzione dei ciclidi centroamericani di Ad Konings basata sulle specializzazioni alimentari riscontrate tra loro. Sulla base della letteratura disponibile, Ad ha progettato un possibile scenario di evoluzione della specie che dà qualcosa su cui riflettere.
Edizione Inglese - di Donald Conkel - Una guida ai ciclidi del Nord e Centro America di una delle massime autorità mondiali in materia di specie. Con numerose illustrazioni a colori e informazioni su selezione, cura, riproduzione e distribuzione.
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