• No ai pesci giganti in acquario
  • No ai pesci rossi nella boccia
  • I pesci pulitori non esistono!
  • No ai pesci colorati artificialmente
  • No ai pesci combattenti nei vasi
  • No alle tartarughe nelle mini vaschette

Syncrossus helodes

Sauvage, 1876

Syncrossus helodes è un'altra specie della famiglia Botiidae che viene raggruppato tra i "Botia Tigre" per il comportamento sempre aggressivo e "mordace", anche se non così marcato come in altri botia, come ad esempio Syncrossus beauforti.

Syncrossus helodes (ex Botia helodes), Banded tiger loach - Foto © Robert Beke (Beke.co.nz)

nome comune
Tiger Botia
sinonimi
Botia helodes
dimensioni massime in natura
30 cm SL
aspettativa di vita
8 - 12 anni

Quella di Syncrossus helodes è un'altra specie della famiglia Botiidae che viene raggruppato nelle "Tiger Botias" per il comportamento sempre aggressivo e "mordace", anche se non così marcato come in altri botia, come ad esempio il Syncrossus beauforti.

La forte aggressività non è però un carattere "standard": ci sono acquariofili allevatori che lo dipingono terribilmente aggressivo, impossibile da allevare se non con pesci più grossi ed aggressivi di lui, altri che con foto alla mano mostrano di avere esemplari che convivono pacificamente con gli ospiti più piccoli e indifesi.

Per l'indole aggressiva e per le dimensioni che raggiunge (oltre i 30 cm) va allevato in vasche molto grandi, a partire dal metro e 20 di lunghezza da giovane, perché possa crescere senza problemi, per poi passare ad acquari più grandi mano a mano che diventerano adulti. Perché possa instaurarsi un anaturale gerarchia gli individui allevati non devono essere inferiori a 5, e vanno allevati solo con botia dal carattere parimenti aggressivo, come Syncrossus beauforti, Syncrossus berdmorei, Yasuhikotakia morleti, ecc.

disegno particolareggiato di Botia helodes - Disegno di Kamphol Udomritthiruj

Syncrossus helodes (ex Botia helodes) - Disegno di Kamphol Udomritthiruj - (Loaches Online)

A volte viene confuso con Syncrossus hymenophysa, dal quale può essere facilmente distinto osservando la direzione delle strisce anteriori alla pinna dorsale. In Syncrossus hymenophysa le strisce cominciano dalla superficie del dorso e terminano con il fondo orientato in avanti, verso il muso del pesce. In Syncrossus helodes sono orientate all'inverso, con le strisce rivolte all'indietro invece che in avanti. Inoltre Syncrossus helodes ha una serie di spot ovali neri di varie dimensioni orientati verticalmente nella zona fra la pinna pettorale e l'ano, non presenti in Syncrossus hymenophysa, che invece ha uno spot abbastanza grande sulla pinna dorsale che manca a Syncrossus helodes.
I Syncrossus helodes crescendo però perdono in parte la bella colorazione giovanile, per sbiadire gradatamente.

Le Esperienze Personali

Di Bogdan J. Janiczak
Data: 08 agosto 2002

Le tre foto sottostanti sono un po' una provocazione per gli allevatori di cobitidi, specialmente per quelli che sono convinti della natura aggressiva dei Tiger Loaches.

Le foto presentano un esemplare di Botia helodes di due anni, in stretta vicinanza con gli altri compagni di vasca. Questo Tigre, essendo lungo circa 24 cm, è il vero anfitrione della vasca (io spero che queste foto lo provino abbastanza bene). Si divide la vasca di 200 litri con Chromobotia macracanthus, esemplari di Botia modesta con coda con coda gialla, due conspecifici e un paio di Barbus.
Guardando queste foto direste che è un pesce che crea problemi? Io non credo....

Syncrossus helodes, ex Botia helodes - Foto di Bogdan Janiczak
Syncrossus helodes, ex Botia helodes - Foto di Bogdan Janiczak
Syncrossus helodes, ex Botia helodes - Foto di Bogdan Janiczak

Questa specie è talvolta confusa con Syncrossus hymenophysa, originaria delle Grandi Isole della Sonda e della Malesia peninsulare, ma vi sono diverse differenze, le più immediatamente identificabili sono il possesso di piccole macchie scure irregolari nella parte inferiore del corpo e la mancanza di una macchia scura nella pinna dorsale. Ha anche 10-12 barre verticali sul corpo senza bordi bluastri vs 12-15 barre con bordi di colore bluastro che presenta Syncrossus hymenophysa.

Kottelat (1998) ha fornito la seguente combinazione di caratteri come diagnostici: 10-12, barre verticali scure sui fianchi; una serie di piccole macchie scure sulla parte inferiore del corpo, sopra al livello della pinna pettorale; pinna dorsale con 2-3 righe di punti neri e un margine nero; pinna caudale con diverse barre/file di macchie verticali. Grant (2007) ha rilevato che gli esemplari raccolti presumibilmente nel drenaggio del fiume Chao Phraya tendono ad avere le pinne ventrali/anale gialli e le barre sul corpo apparentemente bluastre, mentre quelli del Mekong hanno pinne ventrali/anale da arancione a rosso con barre scure sul corpo. Tuttavia, in assenza di informazioni filogenetiche riguardanti le varie popolazioni non è chiaro come queste differenze siano significative.

distribuzione

Asia: Bacini dei fiumi Mekong, Chao Phraya e Meklong; anche dalla Penisola Malese settentrionale

habitat

Ambiente: demerso; acqua dolce; Clima tropicale
Rinvenuti solitamente in grandi fiumi con un substrato fangoso ed anche con il fondo coperto da rocce, tronchi e radici, o persino mucchi di sterpi. Pesci notturni o crepuscolari. Si sposta nelle zone sommerse durante la stagione delle piogge e ritorna ai fiumi durante i mesi di novembre e dicembre.

Popolano acque correnti di corsi d'acqua di tutte le dimensioni, da piccoli torrenti ai principali canali fluviali, e durante la stagione delle piogge migra nelle zone alluvionate per nutrirsi e deporre le uova. I pesci si trovano quindi in habitat diversi a seconda del periodo dell'anno, e gli habitat stessi variano; per esempio la corrente dell'acqua e la sua profondità tendono ad aumentare in modo significativo durante la stagione delle piogge. Anche la torbidità e il pH solitamente aumentano in questo periodo, mentre la temperatura dell'acqua scende.

Nel sistema del lago e del fiume Tonle Sap, in Cambogia centrale, è stato registrato insieme a un certo numero di altre specie di pesci, tra cui Hampala macrolepidota, Osteochilus hasseltii, Parachela siamensis, Puntius brevis, Puntius orphoides, Rasbora aurotaenia, Rasbora paviana, Rasbora rubrodorsalis, Yasuhikotakia modesta, Nemacheilus pallidus, Mystus bocourti, Mystus multiradiatus, Macrognathus semiocellatus, Macrognathus siamensis, Parambassis siamensis, Pristolepis fasciata, Anabas testudineus, Trichogaster microlepis, Trichopsis schalleri, e Monotrete cochinchinensis.

temperatura in natura
24 - 30°C
valore pH in natura
6.0 - 6.5
valori acqua in natura
dH: 5.0
allevamento

Dimensioni minime dell'acquario: 180 cm di lunghezza per un gruppo di non meno di 5-6 esemplari
Devono essere previsti molti nascondigli e ripari, il fondo deve essere costituito da sabbia, per non danneggiare i delicati barbigli. Preferisce illuminazione smorzata.
E' una specie aggressiva, che va allevata con altre specie aggressive di botia o con banchi di grandi barbus.

Tutti i botia hanno bisogno di un allestimento ben strutturato, anche se la scelta effettiva degli arredi può variare in base al gusto personale. Una disposizione dal look naturale potrebbe includere un substrato di sabbia o ghiaia fine, con un sacco di rocce lisce, sassi e ciottoli, più radici, legni e rami. L'illuminazione può essere relativamente bassa; vanno bene piante in grado di crescere in tali condizioni come Microsorum pteropus (felce di Giava), Taxiphyllum barbieri (muschio di Giava) o Anubias. Queste piante hanno l'ulteriore vantaggio di poter essere attaccate agli arredi in modo da fornire utile ombra.

Assicurarsi di fornire un sacco di rifugi e ripari, in quanto i botia sono curiosi e sembrano godere nell'esplorare ogni anfratto dell'ambiente circostante. Rocce, legno, vasi di fiori e arredi possono essere utilizzati in qualsiasi combinazione per ottenere l'effetto desiderato. Ricordate che a loro piace stiparsi in piccoli spazi e fessure, per cui è meglio evitare oggetti con bordi ruvidi o taglienti; eventuali buchi o fori troppo piccoli che rischierebbero di intrappolarli vanno riempiti con silicone per acquari. E' necessario anche un coperchio ben aderente, in quanto a volte amano saltare.

Sebbene non richiedano particolari condizioni di turbolenza come ad esempio i Balitoridi o i Nemacheilidi, stanno meglio quando l'acqua è ben ossigenata, con una certa corrente. Sono intolleranti all'accumulo di rifiuti organici e richiedono acqua pulitissima per vivere in salute. Per questi motivi non devono mai essere introdotti in acquari biologicamente immaturi e si adattano più facilmente ad acquari stabili e maturi. In termini di manutenzione, dovrebbero essere considerati di routine cambi d'acqua settimanali del 30-50% del volume della vasca.

Comportamento e compatibilità: Possono essere particolarmente aggressivi e belligeranti, e non devono essere allevati con pesci più piccoli di loro, in quanto potrebbero intimorirli con le loro dimensioni e con il loro comportamento molto attivo e irruento. Deve essere evitata la convivenza con pesci dai movimenti lenti e/o con pinne lunghe, come ad esempio Betta, Guppy o molti ciclidi, in quanto spesso ne morsicano le pinne.
Sono una scelta più adatta ciprinidi pelagici come Devario, Rasbora, Puntius, e alcuni Danio. In una grande vasca, possono essere adatti Barilius, Luciosoma, Balantiocheilos, Barbonymus.
Parlando di pesci da fondo, si dice che possano essere alloggiati con le specie più robuste della famiglia dei Botiidae, anche se l'esperienza insegna che spesso ci può essere eccessiva aggressività. Possono star bene con cobitidi e nemacheilidi, come Epalzeorhynchos, Crossocheilus, Garra e molti altri pesci gatto non territoriali. Come sempre, una ricerca approfondita prima di selezionare una comunità di pesci è il modo migliore per evitare potenziali problemi.

Come tutti i botia sono gregari, formano gerarchie sociali complesse e dovrebbero essere allevati in gruppi di almeno 5 o 6 esemplari, preferibilmente 10 o più. Se allevati singolarmente possono diventare eccessivamente timidi o al contrario aggressivi verso pesci di forma simile; se ne vengono acquistati solo un paio o un trio, l'individuo dominante può sottomettere l'altro/gli altri, fino anche a farli smettere di mangiare.

Alcuni comportamenti ricorrenti mostrati dai botia sono stati osservati tanto spesso da aver meritato un nome non scientifico per facilità di riferimento.

  • Per esempio, durante i combattimenti per la dominanza (che si verificano più frequentemente quando i pesci vengono inseriti in un nuovo acquario, o vengono aggiunti nuovi individui ad un gruppo esistente) i protagonisti di norma perdono molto del loro disegno e colorazione, tale fenomeno è conosciuto come "greying out", ingrigimento, e di solito non è nulla di cui preoccuparsi.
  • È interessante notare che da alcune osservazioni sembra che il carattere del più alto nella gerarchia sociale, o individuo alpha, influenzi quella di tutto il gruppo, anche se va detto che studi scientifici sul comportamento dei botia sono praticamente inesistenti. Sembra certo che mostrano un certo grado di "personalità", cioè alcuni esemplari possono essere naturalmente più audaci o più aggressivi di altri, per esempio. L'individuo alfa è normalmente il più grande esemplare all'interno del gruppo e spesso è di sesso femminile.
  • Anche lo "shadowing" è un comportamento interessante, in cui gli individui più giovani nuotano letteralmente fianco a fianco degli individui più anziani, imitando ogni loro movimento. Alcuni allevatori segnalano che più pesci piccoli possono seguirne contemporaneamente uno grande, che si ritrova con anche tre o quattro pesci per ogni fianco! La ragione non è conosciuta; può riguardare il rimanere in contatto tra di loro quando i fiumi si gonfiano durante i periodi di inondazioni, la riduzione della resistenza nuotando in formazione, o avere qualche altra funzione comunicativa. E' stato osservato sia in acquari con forte corrente che con poca corrente d'acqua, e sembra essere abituale, tanto che alcuni individui diventano l'"ombra" di pesci di altre specie se non sono presenti conspecifici.
  • Il suono sembra essere un fattore importante nella comunicazione, in quanto sono in grado di produrre un "click" acustico, che aumenta di volume quando sono eccitati. Gli aspetti comportamentali di questo fenomeno rimangono in gran parte non studiati.
  • Un altro comportamento curioso è la cosiddetta "loachy dance", la danza dei botia, che coinvolge un intero gruppo in un costante nuoto agitato intorno ai lati della vasca, di solito utilizzandone l'intera lunghezza e altezza. Le ragioni di questo comportamento sono sconosciute, ma gli inneschi più comuni sembrano essere l'aggiunta di cibo, il cambio d'acqua o l'inserimento di nuovi conspecifici, e può durare da pochi minuti a un giorno o più.
  • I botia spesso amano infrattarsi in angoli particolari, incunearsi verticalmente o lateralmente tra gli elementi di arredo, o addirittura sdraiarsi sul substrato a pancia in sù. Questo non è motivo di allarme e sembra essere un comportamento di riposo naturale. Gli Ambastaia possiedono anche spine sub-oculari taglienti e mobili, che normalmente vengono nascoste all'interno di una piega della pelle, ma vengono erette quando stressati, ad esempio se vengono tolti dall'acqua. E' quindi necessaria molta cura perchè non si impiglino on le spine nel retino, in caso disincastrarli con molta delicatezza, facendo attenzione perchè le spine degli individui più grandi possono ferire la pelle umana. 

I botia sono soggetti ad una malattia chiamata comunemente "malattia della magrezza" (skinny disease) e caratterizzata da perdita di peso e aspetto "scheletrico". Ciò è particolarmente comune negli esemplari appena importati e si pensa sia causata da una specie di flagellati del genere Spironucleus. E' curabile, anche se il farmaco consigliato varia a seconda del paese: gli hobbisti nel Regno Unito tendono ad usare l'antibiotico Levamisolo mentre quelli negli Stati Uniti il Fenbendazolo (aka Panacur).

alimentazione

Anche se i Syncrossus sembrano essere prevalentemente carnivori, se disponibili si nutrono volentieri anche di vegetali, spesso anche delle foglie più tenere delle piante acquatiche. La loro dieta in natura consiste in molluschi acquatici, vermi, insetti e altri invertebrati. In acquario non hanno pretese, ma deve essere offerta una dieta varia, con mangimi secchi di buona qualità e chironomus, tubifex, artemia, ecc. vivi o congelati, oltre a frutta fresca e verdure come cetriolo, melone, spinaci scottati, zucchine. I lombrichi tagliuzzati costituiscono una utile fonte di proteine, ma devono essere usati con parsimonia. La maggior parte dei botia preda le lumache acquatiche, anche se non dovrebbero mai essere considerati la risposta ad una infestazione, dato che non sono molluschivori obbligati. Una volta acclimatati in acquario si alimentano con audacia e irruenza, e spesso salgono a mezz'acqua al momento dei pasti.

  • Specie che deve vivere in gruppo
  • Specie aggressiva
  • Specie che diventa grande: più di 30 cm di lunghezza
  • Specie non riprodotta in cattività, gli esemplari in commercio provengono dalla cattura in natura.
comportamento riproduttivo
Specie ovipara; per deporre compie lunghe migrazioni
dimorfismo sessuale
Le femmine hanno la pancia più arrotondata e gonfia dei maschi.
riproduzione

Non si hanno notizie di riproduzioni avvenute in cattività, probabilmente in natura si riproduce migrando stagionalmente.

SL (Standard Lenght)
Lunghezza standard, è la lunghezza del pesce calcolata dalla punta del muso al peduncolo caudale (esclusa quindi la coda)
TL (Total Lenght)
Lunghezza totale, è la lunghezza del pesce calcolata dalla punta del muso alla punta della coda (quindi coda compresa)
Demerso
specie che vive in prossimità del fondo del mare. I pesci demersi si dividono principalmente in due tipi: Bentonici e Bentopelagici
Bentonica
specie che vive e che è legata al fondo
Bentopelagica
specie che vive sia sul fondo o vicino ad esso, sia nel livello medio dell'acqua
Pelagica
specie che vive lontano dal fondo, in acque aperte
Diadroma
specie che migrano tra acque salate e acque dolci
Anadroma
specie che che vive per la maggior parte del tempo in acque salate e si riproduce in acque dolci
Catadroma
specie che vive in acque dolci e si riproduce in acque salate
Anfidroma
specie che si muove indifferentemente da acque dolci ad acque salate
Potamodroma
specie che migra all'interno di acque dolci
Oceanodroma
specie che migra all'interno di acque salate

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