Tutto Quello Che Avreste Sempre Voluto Sapere Ma Non Avete Mai Osato Chiedere sulla coltivazione delle piante acquatiche del genere Bolbitis, grazie ai messaggi pi√Ļ interessanti tratti da it.hobby.acquari

Bolbitis heudelotii in acquario - Foto © Tropica.com

it.hobby.acquari

Ed ecco qui di seguito i post pi√Ļ interessanti che riguardano le piante di¬†Bolbitis ripescati da it.hobby.acquari ringrazio tutti i partecipanti e le persone che citer√≤ nei messaggi riportati, per il contributo che danno alla crescita dell'acquariofilia.

Marcozig

Salve a tutti vorrei sapere se ci sono delle piante che vivono sul legno di torbiera e non hanno bisogno di essere ancorate a terra. 
Se si come si chiamano e come si ancorano al legno.

Massi

Certo! 
Microsorium pteropus 
Vescicularia dubiana 
Anubias spp. 
Riccia fluitans 
Bolbitis heteroclita ( almeno mi pare ci chiami heteroclita ... ) 
Il microsorium io lo incastro in fenditure del legno, il muschio lo lego con il filo da pesca del 14, le altre non le ho mai provate a fissare su legni o rocce.

discus

Un pianta molto bella e' il bolbitis, diventa spettacolare............ma per non avere problemi dopo averla ancorata bene al legno/pietra ricorda di tagliare tutte le foglie. In breve tempo ricresceranno perfettamente adattate al nuovo ambiente.

Quercio

e' possibile fare una cosa alla bonsai di far attecchire una pianta con le radici sulla pietra???? 
se si, ch tipi di piante abbastanza facili sono consigliate per fare cio e come bisogna agire??? 
c'e un sito che spiega la procedura?

Nico

Anubias e Microsorum, anzitutto. Piante non esigenti, non richiedono CO2 e nemmeno troppa luce. L'Anubias √® anzi meglio tenerla in ombra, per evitare che sia attaccata dalle alghe, visto che cresce molto lentamente. La Bolbitis heudelotii √® un po' pi√Ļ esigente: vuole acqua un po' acida e gradisce la CO2. Poi ci sarebbe anche il muschio di Giava.¬†
Per vedere le schede delle piante puoi andare al sito della Tropica, dove troverai anche un articolo sull'argomento: http://www.tropica.it/www/lava1.htm.

Quercio

si, purtroppo nn spiega la tecnica

Guitar

Semplicemente le leghi con del filo di nylon trasparente e per quanto riguarda la Vesicularia dubyana (muschio di giava) puoi usare anche una retina.

Lila

oppure le incastri tra due pietre e aspetti che facciano tutta la fatica loro :-)

Nico

Come t'ha già spiegato Guitar basta legarle con del filo da pesca. Io faccio un piccolo nodo scorsoio, vi passo dentro l'altro capo e poi stringo pian piano finché la pianta aderisce bene al supporto. Una volta stretto bene, ma senza rovinare il rizoma, puoi per maggiore sicurezza scaldare con una fiamma le due estremità del filo e 'saldarle'. Se il rizoma della pianta è lungo, e questo è normale sia nelle Anubias che nei microsorum o Bolbitis, conviene fissare la pianta alle due estremità con due fili. 
Quando vedi che la pianta ha attecchito alla roccia -o al legno- puoi levare il filo da pesca. Te ne accorgi perché la pianta mette nuove radici che aderiscono al supporto. Se comunque tieni il filo per un tempo maggiore non è un problema, anzi secondo me è meglio...

Quercio

con tempo maggiore quanto intendi piu o meno....cioe quanto tempo richiede da quando lego la pianta a quando levo il filo perche ormai e' attaccata?

Nico

Nel caso dell'Anubias, per esempio, vedrai la nascita di radici che si allargheranno seguendo la superficie della roccia o del legno. Ci vorr√† in questo caso almeno un paio di mesi. Dopo un altro paio potresti anche levare il filo. Io ne ho alcune che sono legate da cinque o sei mesi, e intendo lasciarle cos√¨ per un annetto. Se la pianta √® molto visibile, e ben radicata, puoi levare il filo non appena il processo di radicamento √® ben avviato: prova a muovere delicatamente la pianta. Se √® ben radicata si muover√† anche il supporto. Se non lo √®, il supporto non si muover√†. Se la pianta e soprattutto il filo non sono molto visibili, tienilo tranquillamente sei o pi√Ļ mesi.

Per approfondire:

Bolbitis heudelotii in acquario - Foto © Tropica.com

Bolbitis heudelotii e Cryptocoryne wendtii nelle varietà 'Green' e 'Brown' nel mio acquario

Descrizione di come allestire un acquario che riproduca l'ambiente di una palude dell'Africa meridionale, con foto del biotopo naturale - tratto e tradotto da un articolo di Rhett A. Butler

Descrizione dell'allestimento di un acquario che riproduca il biotopo dei fiumi dell'Africa occidentale e centrale, dove vivono tra gli altri anche i Pelvicachromis - tratto e tradotto da un articolo di Rhett A. Butler

Come allestire un acquario biotopo che riproduca gli habitat delle rapide dei fiumi africani, in particolare del Congo - tratto e tradotto da un articolo di Rhett A. Butler

Ruscello nella foresta pluviale dell'Australia settentrionale - Descrizione con foto e con elenco delle specie ittiche e vegetali presenti nei biotopi della foresta pluviale - tratto e tradotto da un articolo di Rhett A. Butler

Riferimenti & Link

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Smaltiamo responsabilmente le potature

Spesso sentiamo parlare di pesci e piante che sono sfuggiti in natura e che stanno soffocando le specie autoctone, cambiando le dinamiche e in alcuni casi distruggendo gli ecosistemi naturali. Sono molte purtroppo le piante acquatiche che si sono rivelate infestanti per sistemi che non contemplavano la loro presenza, e fanno danni tali da essere finite nelle liste nere di vari stati, che ne hanno vietato vendita e importazione.

Siamo sicuri come acquariofili di non essere responsabili dell'introduzione di piante in un ambiente che non è il loro? Che fine fanno le potature delle piante nei nostri acquari?

Smaltiamo responsabilmente le potature, cercando di evitare il pi√Ļ possibile che possano contaminare l'ambiente circostante, mettendole ad esempio in un contenitore e aspettare che siano completamente secche prima di buttarle nell'umido, dove dovrebbero poi essere correttamente smaltite. Si possono utilizzare vari altri metodi, l'importante √® pensarci, tenere sempre presente che stiamo allevando pesci e coltivando piante che potrebbero provocare gravi danni se riuscissero a propagarsi nel nostro ambiente.

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