Meglio conosciuta come Bucephalandra sp. "Melawi", è una bella pianta dalla crescita lenta

Bucephalandra sordidula in acquario - Foto © Eddy (troetti) (Flowgrow.de)

Bucephalandra sp. "Melawi", Bucephalandra sp. "Titan"

La Bucephalandra sordidula è una pianta da fiore della famiglia Araceae, che è stata descritta come una nuova specie nel 2014 da Sin Yeng Wong e Peter C. Boyce. E' stata commercializzata con vari nomi, ad esempio Bucephalandra sp. "Melawi" e Bucephalandra sp. "Titan". Finora, la specie è nota solo da una località nelle vicinanze della città di Nanga Pinoh (Kalimantan occidentale, distretto di Melawi) in Borneo. Si presenta come reofita (pianta adattata alla corrente) su rocce granitiche nelle pianure alluvionali dei torrenti. Si attacca alla roccia con le sue radici e forma un fitto tappeto con rizomi striscianti e ramificati. Anche se la pianta cresce sommersa in natura quando il livello dell'acqua è alto, spesso forma delle infiorescenze. 

Bucephalandra sordidula appartiene a un gruppo che comprende molte specie non ancora descritte scientificamente e difficili da distinguere l'una dall'altra. Sviluppa un rizoma chiaramente strisciante e foglie da obovate a oblunghe, piuttosto strette con un bordo ondulato. Le foglie appena spuntate in particolare mostrano sfumature rossastre, a volte rosso rame. La pagina inferiore delle foglie √® di colore verde chiaro con una lucentezza argentea e una nervatura mediana bruno-rossastra. L'infiorescenza ha un gambo fiorale relativamente lungo (peduncolo). La spata (brattea) √® rosa pallido, sfumata di rosso-marrone nella parte inferiore. L'infiorescenza (spadix) ha un'appendice rotonda, piuttosto liscia. La zona dei fiori maschili √® colorata di rosa (biancastra in molte altre specie di Bucephalandra). Se durante la fioritura la parte superiore della spata viene persa, la parte inferiore e rimanente della spata √® pi√Ļ a forma di scodella (pi√Ļ a imbuto nella simile Bucephalandra pygmaea).¬†

Bucephalandra sordidula √® una specie variabile e ci sono alcune differenze tra le piante importate in Germania intorno al 2011 con la denominazione "Melawi". Esistono forme con foglie di diversa larghezza, pi√Ļ verdi o pi√Ļ rossastre, che per√≤ possono essere identificate come Bucephalandra sordidula dai dettagli tipici dell'infiorescenza. Tuttavia, anche forme di Bucephalandra che non appartengono a Bucephalandra sordidula sono apparentemente disponibili in commercio con il nome "Melawi". Questo resta da chiarire.

Distesa di Bucephalandra sordidula in natura - Foto © Flowgrow.de

Coltivazione

Tutte le specie appartenenti al genere Bucephalandra e tutte le varietà commerciali, spesso dovute ad incroci e non esistenti in natura, hanno simili esigenze di coltivazione. Sono molto simili alle piante del genere Anubias, che appartengono come loro alla famiglia delle Araceae, infatti nonostante siano africane le Anubias e asiatiche le Bucephalandra, hanno tutte e due un rizoma striciante e sono tutte due piante epifite, cioè grazie proprio al rizoma crescono attaccandosi saldamente a rocce, pietre, legni, ecc. Inoltre tutte e due hanno la caratteristica di fiorire anche sott'acqua.

Le specie del genere Bucephalandra sono piante dalla crescita lenta e poco esigenti, si possono collocare in primo piano nell'acquario, attaccate o ancorate a legni, rocce o altri arredi. Si possono anche interrare nel substrato di fondo, avendo l'accortezza di lasciare fuori il rizoma, anche altrimenti marcisce con tutta la pianta.

Le Bucephalandra sono piante molto robuste, ma possono perdere delle foglie a causa di sbalzi improvvisi dei valori. Apprezzano una temperatura tra i 15 e i 30 gradi, e acque tenere, con pH da 6 a 8, GH da 0 a10 e KH da 0 a 7.

In genere si consiglia un’illuminazione di media intensità (circa 0,5W al litro) ma le piante di Bucephalandra sono molto adattabili e si possono ottenere buoni risultati anche con meno potenza. Non è necessario aggiungere CO2 o fertilizzare costantemente, anche se questo può aiutare un migliore sviluppo della pianta. Per riprodurre l piante è sufficiente dividere il rizoma, legando la parte che è stata staccata a un legno oppure a una roccia. Essendo piante a crescita lenta, non è necessaria una potatura regolare.

Asia: L'areale nativo di questa specie è il Borneo (Kalimantan). Cresce principalmente nel bioma tropicale umido.

Taxa principali

E' una specie di Bucephalandra che in realtà non viene commercializzata

Abbastanza comune nel mercato acquariofilo, è una forma di Bucephalandra pygmaea di medie dimensioni, conosciuta anche come Bucephalandra pygmaea 'Sintang' e Bucephalandra 'Wavy Green'.

Una bella variante dalla foglie molto scure di Bucephalandra, conosciuta nel mercato acquariofilo anche come Bucephalandra 'Kapit' e Bucephalandra motleyana 'Kapit'

Meglio conosciuta come Bucephalandra sp. "Melawi", è una bella pianta dalla crescita lenta

Una bella pianta da primo piano, insolita e dalla crescita lenta, conosciuta anche come Bucephalandra sp. 'Braun-rot', Bucephalandra sp. ŐĀSerimbu Brown ŐĀ o Bucephalandra motleyana 'Braun-rot'

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Smaltiamo responsabilmente le potature

Spesso sentiamo parlare di pesci e piante che sono sfuggiti in natura e che stanno soffocando le specie autoctone, cambiando le dinamiche e in alcuni casi distruggendo gli ecosistemi naturali. Sono molte purtroppo le piante acquatiche che si sono rivelate infestanti per sistemi che non contemplavano la loro presenza, e fanno danni tali da essere finite nelle liste nere di vari stati, che ne hanno vietato vendita e importazione.

Siamo sicuri come acquariofili di non essere responsabili dell'introduzione di piante in un ambiente che non è il loro? Che fine fanno le potature delle piante nei nostri acquari?

Smaltiamo responsabilmente le potature, cercando di evitare il pi√Ļ possibile che possano contaminare l'ambiente circostante, mettendole ad esempio in un contenitore e aspettare che siano completamente secche prima di buttarle nell'umido, dove dovrebbero poi essere correttamente smaltite. Si possono utilizzare vari altri metodi, l'importante √® pensarci, tenere sempre presente che stiamo allevando pesci e coltivando piante che potrebbero provocare gravi danni se riuscissero a propagarsi nel nostro ambiente.

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