Robusta e vigorosa crypto palustre, che vive in natura in abienti soggetto alle ondate di marea, il che la rende adatta anche agli acquari salmastri

Cryptocoryne ciliata in un acquario d'acqua salmastra - Foto © Emiliano Spada

La Cryptocoryne ciliata è una robusta e vigorosa pianta palustre che può raggiungere un'altezza di 90 cm ed è diffusa nelle zone costiere dell'Asia tropicale. Di solito cresce in fitte popolazioni negli estuari, nella zona di transizione tra acqua dolce e acqua marina. In questi siti prevalentemente fangosi e ricoperti di mangrovie, Cryptocoryne ciliata è esposta all'alternanza degli allagamenti e dei successivi prosciugamenti dovuti alle maree. Questa insolita crypto può essere trovata anche in corpi idrici artificiali, a volte fortemente inquinati, come i canali di irrigazione. Si trova spesso insieme alla pianta dall'aspetto simile Aglaodorum griffithii e alla palma nipa (Nypa fruticans). 

Tipiche di Cryptocoryne ciliata sono le foglie lanceolate, verde medio, carnose e rigide, a gambo lungo e una spata (brattea dell'infiorescenza) con evidenti lunghe frange o ciglia sul bordo.

Attualmente all'interno della specie sono riconosciute valide tre varietà:

  1. Cryptocoryne ciliata var. bogneri
  2. Cryptocoryne ciliata var. ciliata - forma lunghi stoloni e di solito ha lame fogliari relativamente strette non a forma di cuore alla base. Questa varietà ha un set diploide di cromosomi (2n = 22).
  3. Cryptocoryne ciliata var. latifolia - non forma stoloni lunghi e orizzontali, ma piuttosto germogli laterali corti ed eretti nella rosetta fogliare che si staccano facilmente. Le foglie sono per lo più largamente lanceolate e spesso hanno una base leggermente a forma di cuore. Questa pianta è triploide (2n = 33).

Caratteristiche comuni delle Crypto:

Tutte le Cryptocoryne hanno la caratteristica di sviluppare un imponente apparato radicale: una volta piantate in acquario, le radici incominciano subito a crescere ed allungarsi, percorrendo anche tutta la lunghezza della vasca, per poi stolonare, cioè far fuoriuscire dalla vasca, magari dall'altro capo dell'acquario, una piccola piantina nuova (guardate la foto). 
Proprio per questo, per una loro coltivazione ottimale è consigliabile prevedere una buona fertilizzazione del fondo, da cui traggono la maggior parte delle sostanze nutritive che servono loro per crescere.

Un'altra caratteristica che accomuna le crypto purtroppo in negativo è la "malattia delle Cryptocoryne" detta anche "peste delle Cryprocoryne" o "marcescenza delle Cryptocoryne". Non è una vera e propria malattia, quanto un'esagerata risposta negativa ad ogni cambiamento delle condizioni ambientali (valori dell'acqua, luce, temperatura). Quando uno di questi fattori subisce una variazione, anche minima, le crypto reagiscono veramente male, le foglie deperiscono vistosamente e marciscono molto velocemente. Se il cambiamento è minimo, a volte qualche foglia rimane, ma a volte l'intera pianta sparisce completamente, ad esempio questo è facile succeda quando si pianta per la prima volta una crypto in acquario, facendole cambiare di botto tutte le condizioni ambientali. 
Questo processo di marcescenza, seppur porti alla distruzione di tutta la pianta, può non essere definitivo: se si lascia la pianta in pace, senza toglierla e senza toccare dove è stata piantata (eliminando naturalmente le foglie marcite, per non inquinare l'acqua) in genere poi la crypto butta fuori foglie nuove, adattate alle nuove condizioni, anche se della pianta originaria apparentemente non era rimasto nulla.

Asia: La distribuzione nativa di Cryptocoryne ciliata va dall'India alla Nuova Guinea. È una elofita o perenne e cresce principalmente nel bioma tropicale umido. 

Cryptocoryne ciliata è diffusa nelle zone costiere dei tropici asiatici, dove cresce in grandi gruppi negli estuari dei fiumi, nella zona di transizione dall'acqua dolce a quella marina. Questi luoghi sono principalmente fangosi e abitati da foreste di mangrovie e sottopongono Cryptocoryne ciliata all'acqua bassa e alta delle maree. Tuttavia, questa insolita cripto cresce anche in canali o falde acquifere, e anche in acque fortemente inquinate. Si trova spesso in crescita negli stessi luoghi della pianta Aglaodorum griffithii, che sembra abbastanza simile a Cryptocoryne ciliata, e alla palma nipa (Nypa fruticans). 

Video con riprese delle Cryptocoryne ciliata in natura:
https://www.youtube.com/watch?v=Q9Vw9U4VXvM

Taxa principali

Probabilmente la più antica Cryptocoryne coltivata in acquario, è anche una delle più facili da coltivare

Robusta e vigorosa crypto palustre, che vive in natura in abienti soggetto alle ondate di marea, il che la rende adatta anche agli acquari salmastri

Ha una crescita lenta ed un imponente apparato radicale, che come tutte le crypto soffre molto i cambiamenti dei valori chimico-fisici dell'acqua dell'acquario

Una bella pianta dall'insolita forma delle foglie, molto lunghe, che possono costituire un bel punto focale in acquario

La più piccola tra le specie di Cryptocoryne, alta solo pochi cm, è ideale per praticelli a bassa manutenzione, data la sua lentissima crescita

Pianta robusta, meno suscettibile alla marcescenza delle crypto

E' una delle tante specie di crypto diffuse in acquariofilia, ha una crescita lenta ed un imponente apparato radicale. Come tutte le crypto soffre però molto i cambiamenti dei valori chimico-fisici dell'acqua.

Di questa specie di Cryptocoryne ne esistono molte varietà dai colori e dalle forme diverse, ha una crescita lenta ed un imponente apparato radicale, che contribuisce ad ossigenare e ripulire il substrato di fondo

Una varietà di Cryptocoryne wendtii molto diffusa, per la bella colorazione e la facilità di coltivazione

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Panoramica delle specie più diffuse di Cryptocoryne, con indicazioni per la loro coltivazione in acquario - tratto e tradotto da un articolo di Xema

Foto di piante così come si sono sviluppate in un acquario d'acqua salmastra

Smaltiamo responsabilmente le potature

Spesso sentiamo parlare di pesci e piante che sono sfuggiti in natura e che stanno soffocando le specie autoctone, cambiando le dinamiche e in alcuni casi distruggendo gli ecosistemi naturali. Sono molte purtroppo le piante acquatiche che si sono rivelate infestanti per sistemi che non contemplavano la loro presenza, e fanno danni tali da essere finite nelle liste nere di vari stati, che ne hanno vietato vendita e importazione.

Siamo sicuri come acquariofili di non essere responsabili dell'introduzione di piante in un ambiente che non è il loro? Che fine fanno le potature delle piante nei nostri acquari?

Smaltiamo responsabilmente le potature, cercando di evitare il più possibile che possano contaminare l'ambiente circostante, mettendole ad esempio in un contenitore e aspettare che siano completamente secche prima di buttarle nell'umido, dove dovrebbero poi essere correttamente smaltite. Si possono utilizzare vari altri metodi, l'importante è pensarci, tenere sempre presente che stiamo allevando pesci e coltivando piante che potrebbero provocare gravi danni se riuscissero a propagarsi nel nostro ambiente.

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