Una pianta a stelo dal colore verde delicato, dalle foglie sottili e dalla crescita molto rapida, non facile da trovare in commercio

La Didiplis diandra è una bellissima pianta proveniente dal Nord America, che dà il meglio si sè se piantata in gruppo. Indicata a volte con il vecchio nome di Peplis diandra, è originaria degli Stati Uniti orientali dove può essere trovata lungo le rive di stagni, laghi e corpi idrici a lenta corrente. È considerata a rischio di estinzione in alcuni stati. Se mantenuta in condizioni ottimali, forma piccoli boccioli rosati nelle ascelle fogliari. Il fogliame fine, unico nel suo genere, la rende una pianta da acquario popolare e piuttosto diffusa.

Per il suo fogliame unico e fine, è una pianta d'acquario molto apprezzata e anche abbastanza comune.

Didiplis diandra in acquario - Foto © Ghazanfar Ghori (Flowgrow.de)

Coltivazione

Tutto sommato non è particolarmente difficile da coltivare, ma ha delle esigenze che vanno rispettate per far sì che cresca bene. Dovrebbe esserci luce sufficiente, cioè 0,6 - 1 watt per litro, perché con poca luce, le parti inferiori della pianta tendono a morire e marcire. Va tenuto presente però che sotto una luce più intensa la pianta avrà bisogno anche di più ferro e micronutrienti. Piante sbiadite e pallide sono un segno sicuro che Didiplis diandra soffre di una carenza di ferro. Non è necessario aggiungere CO2, ma  se lo si fa, la crescita sarà notevolmente più rapida e sana. Devono essere aggiunti a intervalli regolari nitrati, fosfati e potassio, così come ferro e micronutrienti, che Didiplis diandra desidera ardentemente.

Se coltivata in condizioni ottimali e con molta luce, Didiplis diandra presenta colori che vanno dall'arancione al rosso. Con meno luce, la pianta tende a rimanere verde. Questa pianta a stelo cresce fino alla superficie dell'acqua, dove lancia molti germogli laterali e diventa molto fitta. Per favorire un aspetto cespuglioso, basta tagliare le punte dei germogli superiori, il che fa sì che la pianta emetta molti nuovi germogli laterali.
La propagazione è molto semplice, basta tagliare i germogli superiori e laterali e ripiantarli nel substrato.

Didiplis diandra viene utilizzata sia negli acquari olandesi che negli acquari naturali come accento di colore e per la forma delle foglie molto particolare. È meglio piantarla nel mezzo o sullo sfondo dell'acquario.

Didiplis diandra in acquario - Foto © Svennovitch (Flowgrow.de)

Non è facilissima da trovare in commercio, ma se la vedete non fatevela sfuggire: con le foglie fini e sottili fa un bel contrasto con le altre piante ed è adattissima come rifugio per avannotti. Non è molto esigente ed è adatta anche ai principianti, ovviamente con molta luce e aggiungendo CO2 all'acqua cresce molto più bella e vigorosa, ma cresce bene e velocemente anche in condizioni di luce normale e senza CO2.

In condizioni di coltivazione "spinta" acquista un bel colore rossastro, ma è bella anche verde :)

Nord America: L'areale nativo di questa specie va dagli Stati Uniti sud orientali al Messico nord orientale. È una idrofita e cresce principalmente nel bioma subtropicale. È considerata in via di estinzione in alcuni stati. 

Didiplis diandra è originaria dell'est degli Stati Uniti, dove si trova sui bordi di stagni, laghi e corsi d'acqua a flusso lento.

Riferimenti & Link

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Smaltiamo responsabilmente le potature

Spesso sentiamo parlare di pesci e piante che sono sfuggiti in natura e che stanno soffocando le specie autoctone, cambiando le dinamiche e in alcuni casi distruggendo gli ecosistemi naturali. Sono molte purtroppo le piante acquatiche che si sono rivelate infestanti per sistemi che non contemplavano la loro presenza, e fanno danni tali da essere finite nelle liste nere di vari stati, che ne hanno vietato vendita e importazione.

Siamo sicuri come acquariofili di non essere responsabili dell'introduzione di piante in un ambiente che non è il loro? Che fine fanno le potature delle piante nei nostri acquari?

Smaltiamo responsabilmente le potature, cercando di evitare il più possibile che possano contaminare l'ambiente circostante, mettendole ad esempio in un contenitore e aspettare che siano completamente secche prima di buttarle nell'umido, dove dovrebbero poi essere correttamente smaltite. Si possono utilizzare vari altri metodi, l'importante è pensarci, tenere sempre presente che stiamo allevando pesci e coltivando piante che potrebbero provocare gravi danni se riuscissero a propagarsi nel nostro ambiente.