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La Campagna Big Fish (The Tropical Tank)

Mar, 19/Mar/2013 - 12:59
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Anche il sito Thetropicaltank.co.uk supporta la campagna di BIAZA per un allevamento più responsabile dei pesci, esattamente come per qualsiasi altro animale da compagnia, bisogna considerare le esigenze dei pesci d'acquario prima di acquistarli, per evitare che pesci troppo grandi siano comprati per vasche troppo piccole per loro.

Traduzione dell'articolo:
"The Big Fish Campaign" di Sean Evans
sul sito The Tropical Tank, che potete leggere al link seguente nella versione originale in inglese.
Questo articolo è stato originariamente pubblicato nel Fish Forum del numero 2012 di Marzo del Newcastle North Advertiser.

Phractocephalus hemioliopterus - Foto Biosfera.com

Esattamente come qualsiasi altro animale da compagnia, bisogna considerare le esigenze dei pesci d'acquario prima di acquistarli. Ci sono un certo numero di fattori da considerare, ma uno dei più importanti è chiaramente la dimensione adulta del pesce, e quindi le dimensioni dell'acquario di cui necessita.

Purtroppo, molti pesci sono venduti senza informazioni adeguate sulle dimensioni a cui ci si aspetta che arrivino da adulti. Inoltre, molti potenziali allevatori di pesci non fanno adeguate ricerche da soli prima di procedere all'acquisto, per assicurarsi di comprare pesci adatti all'acquario che sono in grado di fornire.

Questo ha portato al risultato che molti pesci sono cresciuti più del loro acquario, e gli acquariofili scoprono quindi che hanno difficoltà a trovar loro una nuova casa più adatta. I negozi d'acquari saranno spesso riluttanti a prendere pesci di grandi dimensioni, perché avranno difficoltà a riaccasarli. Impossibilitati a trovare una qualsiasi altra casa per questi pesci, alcuni acquariofili hanno contattato gli acquari pubblici, presupponendo che le enormi vasche espositive di queste strutture siano in grado di ospitare il loro indesiderato ed enorme pesce.

biaza

La campagna "Big Fish" è una iniziativa partita alla fine del 2005, derivata dai problemi sorti negli acquari pubblici per aver raccolto i pesci indesiderati che erano cresciuti più del loro acquario. Recentemente, il gruppo di lavoro BIAZA (British and Irish Association of Zoos and Aquariums), ha rilanciato la campagna per portare maggiore attenzione ad un problema in corso.

Il numero e i tipi di pesci arrivati hanno superato molto rapidamente quelli che gli acquari pubblici erano in grado di ospitare. Molte delle grandi vasche espositive degli acquari pubblici sono spesso di acqua salata, e quindi non idonee per i pesci offerti, che sono principalmente d'acqua dolce. Inoltre, numerose esposizioni sono specializzate o hanno un tema particolare per evidenziare specifici habitat in natura, per cui possono non essere adatte per molti dei pesci di grandi dimensioni che vengono offerti.

Molte strutture pubbliche d'acquari inoltre sono interessate a dedicare il loro spazio disponibile agli sforzi per l'educazione, la conservazione e la ricerca, piuttosto che ospitare semplicemente un mix di grandi pesci indesiderati, molti dei quali sono comunemente disponibili nel commercio acquariofilo, non sono in pericolo in natura, o vengono allevati sistematicamente come cibo, e quindi sono di poco valore per l'istruzione o la ricerca.

Ad un recente incontro di coloro che sostengono la Campagna Big Fish, è emerso chiaramente che sia gli acquari pubblici che i negozi d'acquari sono ancora in fase di offerta di un gran numero di questi pesci. In molti casi, coloro che cercano di riaccasare i pesci hanno affermato che a loro non era stato detto nulla circa le potenziali dimensioni dei pesci al momento dell'acquisto. Peggio ancora, quando è stato detto loro che la struttura in questione semplicemente non poteva ospitare il pesce, hanno tentato di ricattare il negozio o l'acquario per farglielo prendere, minacciando di ucciderlo o di rilasciarlo in natura (che è un reato penale).

Questo mette in evidenza la situazione disperata in cui si trovano molti acquariofili, e sottolinea la necessità di fare qualcosa per ridurre il numero di pesci non adatti che vengono venduti per gli acquari domestici.

L'obiettivo della campagna è mirato in gran parte ai pesci tropicali d'acqua dolce, dal momento che rappresentano la più grande parte del problema, anche se sono interessate anche alcune specie marine, così come pesci d'acqua fredda e da laghetto.

La definizione di quali siano esattamente i "big fish", i pesci grossi, è aperta al dibattito, e coloro che sono coinvolti nell'hobby dell'acquariofilia possono avere opinioni diverse, a seconda delle loro preferenze e delle proprie esperienze. Per la maggior parte degli acquariofili che mantengono una vasca di comunità tropicale nella media, tutti quelli che crescono fino a 15 cm o più è probabile che vengano considerati pesci di grandi dimensioni. Per gli hobbisti seri che vogliono allevare pesci grandi, le dimensioni di 30-60 cm potrebbero essere la norma.

C'è un posto nell'hobby per molti di questi pesci più grandi, quando sono venduti in modo responsabile ad acquariofili che capiscono l'impegno e i costi legati all'allevamento corretto di questi pesci.
Tuttavia, ci sono alcune specie, in particolare i Pacu e tutte le specie di Pangasius, che in realtà non appartengono al commercio acquariofilo. Semplicemente non ci sono abbastanza acquariofili con vasche abbastanza grandi per ospitare umanamente questi pesci.

I Pacu adulti hanno un corpo alto ed enorme, e i Pangasius non solo crescono enormemente, ma hanno la tendenza a farsi male picchiando sui vetri dell'acquario attraversandolo di corsa quando sono spaventati - in breve sono altamente inadatti come pesci d'acquario.

Un altro problema con questi pesci è che Pacu e Pangasius sono spesso disponibili a buon mercato come pesci piccoli e giovani, quindi possono essere acquistati da ignari neo-acquariofili - e purtroppo alcuni rivenditori sembrano felici di intascare i soldi da parte degli ignari acquirenti, senza metterli in guardia circa le potenziali dimensioni dei pesci che stanno acquistando. Le specie conosciute scientificamente come Pangasius o Pangasionodon sono vendute con una serie di nomi comuni, tra cui squalo iridescente, squalo paroon, squaletto, etc - per cui fate attenzione prima di acquistare qualsiasi squalo di colore argenteo! Un altro pesce dall'aspetto simile allo squalo è il Balantiocheilus, conosciuto come lo squalo colombiano, anche lui inadatto alla maggior parte degli acquari domestici.

Un altro tradizionale pesce problematico quando si tratta di dimensioni degli adulti è il "Red-Tailed Catfish", il pesce gatto coda rossa. Non c'è dubbio che abbiano un aspetto magnifico ed è ovvio che molti acquariofili ne sono attratti, ma purtroppo le loro dimensioni da adulti significano che molti, molti pochi acquariofili possono ospitarli da adulti.

La maggior parte degli acquari disponibili in commercio sono meno di 150 cm di lunghezza, per cui chi vuole una vasca più grande deve spesso farsela realizzare su misura. Molti acquariofili considerano una vasca che misura 180 x 60 x 60 cm della capacità di circa 680 litri come un acquario di grandi dimensioni, ma un giovane pesce gatto coda rossa sarà troppo grande per una vasca di quelle dimensioni entro un paio di anni. Se si considera che possono facilmente vivere un paio di decenni, è ovvio che ospitarli fino alla loro morte naturale è un impegno enorme.

In tempi recenti si è anche assistito alla nascita di pesci gatto ibridi, in cui i coda rossa sono stati incrociati con altri pesci gatto di grandi dimensioni. Il problema causato da questi ibridi aggiunge un altro elemento: non erano così ampiamente riconoscibili come i pesci gatto coda rossa, e inizialmente c'erano poche informazioni disponibili su quanto sarebbero cresciuti. Con un nuovo ibrido, c'è la possibilità che possa raggiungere le stesse dimensioni da adulto dei suoi genitori, come che possa crescere di più - il cosiddetto "vigore ibrido" può talvolta produrre animali più grandi dei genitori, il che in questo contesto non è una buona cosa.

Potrebbe sembrare che una sorta di licenza possa essere la risposta. Tuttavia, l'implementazione di un sistema di licenze richiede una quantità enorme di risorse, specialmente se dovesse essere controllata in modo efficace, quindi in realtà è improbabile che sia una soluzione pratica.

Uno dei problemi principali per la concessione di licenze o qualsiasi altra forma di controllo, è definire esattamente quale specie deve appartenere ad ogni elenco ristretto. Anche se ci sono alcuni candidati ovvi, come ad esempio i già citati Pacu e Pangasius, ci sono decine di specie più grandi che vengono importati solo molto raramente, e che possono essere meno facili da identificare o controllare, a causa della loro importazione solo occasionale.

Tuttavia, un aspetto positivo di queste specie rare è che hanno molte meno probabilità di diventare un problema significativo. I numeri importati sono piccoli, spesso sono forniti solo dai negozi più specializzati, e la loro rarità li rende di solito piuttosto costosi, il che diminuisce la probabilità di essere acquistati d'impulso, in particolare dai nuovi arrivati ​​nell'hobby acquariofilo alla ricerca dei pesci di comunità adatti.

Potrebbe sembrare una soluzione ovvia per limitare semplicemente la vendita di alcune specie in base alle sole dimensioni. Tuttavia, la lunghezza di un pesce adulto non è di per sé l'unico fattore determinante per la sua idoneità ad una particolare grandezza dell'acquario. Consideriamo due specie di pesci entrambe di 30 cm di lunghezza, dove una è una specie da branco e da mezz'acqua, che nuota quasi costantemente, e l'altra una specie abitante del fondo, che rimane in gran parte inattiva, tranne quando va in cerca di cibo. Chiaramente il primo esempio richiede molto più spazio per stare bene in acquario rispetto al secondo. Come ulteriore esempio, una Murena da 60 cm è un sinuoso pesce a forma di serpente, chiaramente molto diversa nelle sue esigenze di spazio rispetto ad un Pacu dal corpo alto.

Ci sono anche problemi quando si tratta di definire la dimensione effettiva di un pesce, quando si considera se deve appartenere o no a qualsiasi elenco ristretto. Questi includono la fonte definitiva utilizzata per le informazioni sulle dimensioni, e la questione se la dimensione utilizzata come riferimento debba essere quella massima possibile, o la media di quella raggiunta dagli esemplari selvatici, o quella raggiunta in genere in cattività (se conosciuta). Per peccare di eccesso di cautela, potrebbe sembrare ragionevole seguire la dimensione massima possibile. Tuttavia, l'esemplare più grande di una specie non sempre è un riflesso delle dimensioni che conseguirebbero la maggior parte degli esemplari. Questo punto può essere facilmente dimostrato se si considera che l'uomo più alto conosciuto al mondo è 2,70 cm - ma la maggior parte degli esseri umani raggiungono meno dei due terzi di queste dimensioni - e quindi in genere non si progettano edifici o automobili atti ad ospitare persone di 2,70 cm di altezza!

Sarebbe molto grave se un divieto generale impedisse la vendita dei pesci d'acquario superiori ad una certa dimensione. Probabilmente sarebbe anche molto dannoso per il commercio acquariofilo, e quindi per lo stesso hobby acquariofilo.

La campagna Big Fish non sta cercando di vietare la vendita di certe specie, o che avvenga sotto licenza. Si spera che una campagna con l'accento sulla vendita responsabile, sull'autoregolamentazione e sulla sensibilizzazione porti ad una notevole riduzione del problema dei pesci che crescono di più delle loro vasche, e quindi non ci sia la necessità di misure più drastiche che coinvolgano i pesci come che ne sia bandita dalla vendita o limitata da sistemi di licenze impraticabili o inefficaci.

La campagna si concentrerà su misure più positive, che includono:

  • Accrescere la consapevolezza generale sull'entità del problema dei pesci grossi.
  • Incoraggiare gli acquariofili a fare ricerche sui pesci prima di acquistarli, e ignorare miti come "i pesci crescono solo in relazione alle dimensioni del'acquario".
  • Incoraggiare negozianti al dettaglio e grossisti a non tenere in magazzino di routine le specie più problematiche come Pacu, Pangasius, Phractocephalus e suoi ibridi.
  • Chiedere ai rivenditori di fare in modo che tutti i pesci potenzialmente grandi siano correttamente etichettati con una stima realistica delle loro dimensioni da adulti, per garantire che siano venduti responsabilmente a chi è in grado di fornire loro casa adeguata e a lungo termine.

Il supporto per questa campagna è già stato espresso sul sito web della rivista Practical Fishkeeping e nella pubblicazione PBW News/Aquatic Trader. Si spera che tutti, dagli acquariofili stessi ai grossisti, rivenditori acquatici specializzati, negozi di animali, centri di giardinaggio e catene di negozi più grandi, sostengano la campagna e limitino la vendita dei "peggiori", e assumano un atteggiamento responsabile verso l'acquisto e la vendita dei pesci più grandi.

E' stato istituito un nuovo sito web dedicato a questa campagna: bigfishcampaign.org e si possono trovare maggiori informazioni anche sul sito Biaza.

© Sean Evans - The Tropical Tank

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