• No ai pesci giganti in acquario
  • No ai pesci rossi nella boccia
  • I pesci pulitori non esistono!
  • No ai pesci colorati artificialmente
  • No ai pesci combattenti nei vasi
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Non Solo Chanda

Lun, 11/17/2008 - 00:00
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NO al colore artificiale!

Red Parrot colorati artificialmente con scritte beneauguranti

Quali pesci vengono colorati artificialmente?

Purtroppo la barbarie di colorare artificialmente i pesci non è rimasta limitata ai trasparenti Chanda,ma la pratica si è estesa anche ad altre specie, già di per sé colorate e belle, ma che evidentemente "vendono di più" con una mano di colore fluorescente. Una mano si fa per dire, il metodo utilizzato è sempre quello delle iniezioni sottocutanee, con grave stress dei pesci, trasmissione di malattie da un esemplare all'altro, e poca durata del colore stesso, che dopo qualche mese sarà riassorbito e sparirà (sempre che l'esemplare sopravviva).

Qui di seguito qualche foto, allo scopo di farli conoscere: quello dei Chanda è diventato un caso eclatante, forse grazie anche alla propaganda nata da it.hobby.acquari, ma altre specie vengono comprate il più delle volte inconsapevolmente dagli incauti acquirenti, che non immaginano nemmeno che la loro colorazione non sia naturale.

  • i Corydoras albini, visto che mancano della pigmentazione, si prestano bene alla colorazione artificiale, e diventano "Corydoras coda blu", "Corydoras coda rossa", "Corydoras dalla coda di ogni colore immaginabile", ma anche "Corydoras pancia rossa", e se si è esagerato con le iniezioni tutto il pesce diventa rosso o blu...
Corydoras albino coda blu (da non comprare: colorato artificialmente)

Corydoras albino colorato artificialmente

Corydoras albino coda blu (da non comprare: colorato artificialmente)

Corydoras albino colorato artificialmente

 
Botia modesta colorate artificialmente

Botia modesta colorati artificialmente (Foto tratta da Loaches Online)

Botia modesta colorate artificialmente

Botia modesta colorati artificialmente (Foto tratta da Loaches Online)

 
  • I Red Parrot, che già sono il frutto di chissà quale incrocio "pilotato", vengono ridotti alle colorazioni più vivaci e improbabili.
    Come nel caso dei Red Parrot a fianco, nel silenzio delle fish farm che li "producono", si era diffusa la credenza che fossero colorati tramite l'alimentazione, con particolari mangimi coloranti. Purtroppo però grazie a studi fatti anche in seguito a campagne internazionali contro la colorazione artificiale, è comprovato che anche i Red Parrot siffatti sono colorati tramite ripetute iniezioni sottocutanee, rifatte a distanze ravvicinate, con colori che vengono "assorbiti" dai tessuti vicini e diventano "uniformi".
    La colorazione tramite alimentazione particolare è a volte associata alle iniezioni di colorante, come si dice che talvolta alle iniezioni si associno bagni prolungati dei pesci in sostanze fortemente coloranti, di questo però non ci sono prove.
Red parrot colorati artificialmente

Red parrot colorati artificialmente

 
  • "Kalideoscope gouramis" o gourami caleidoscopio, sono una nuova moda statunitense, comparsi nelle grandi mostre commerciali già nel 2004. Mentre si vociferava fossero il frutto di manipolazioni genetiche, è emerso che sono il frutto di una tecnica al laser, che provoca centinaia di microiniezioni cutanee sul pesce. Con il diffondersi di questa tecnica, sono apparsi in vendita pesci con disegni o parole scritte sui fianchi, che ovviamente non possono essere modificati geneticamente.
    In realtà, i gourami caleidoscopio non andrebbero comprati soprattutto perché si tratta di Osphronemus goramy, che arriva ai 70 cm di lunghezza...
    Qui sotto alcune aberrazioni create da questa tecnica:
Red parrot colorati artificialmente

Red parrot colorati artificialmente

Poecilide colorato artificialmente

Poecilide colorato artificialmente

Gourami colorato artificialmente

Gourami colorato artificialmente (Foto tratta da Practical FishKeeping)

Red parrot colorati artificialmente

Red parrot colorati artificialmente (Foto tratta da Practical FishKeeping)

 

Faccio notare che è comprovato scientificamente che anche la colorazione al laser provoca gravi danni ai pesci, allo stesso modo delle iniezioni sottocutanee tradizionali. Infatti il tessuto della pelle dei pesci viene irrimediabilmente danneggiato dal laser, anche se a bassa potenza, lasciando il pesce esposto a malattie ed infezioni.

E' vero che sono colorati così grazie ad un'alimentazione particolare?

Altra nota per quanto riguarda la colorazione tramite alimentazione: è ormai comprovato che coloranti alimentari sono presenti in praticamente tutti i mangimi industriali, sostanze come astaxantina e cantaxantina, che se assunte con continuità provocano un'intensificazione della naturale colorazione del pesce. Non c'è nulla di male in ciò, almeno per quanto riguarda la salute dei pesci.
Ma colorazioni sgargianti ed eccessivamente forti su ogni tipo di pesce sono provocate esclusivamente tramite iniezioni. Se il rivenditore vi dice che è il risultato solo di una alimentazione particolare, non credeteci e cambiate negoziante.

Cosa fare per essere sicuri di non comprare pesci colorati artificialmente?

Ci sono molte altre specie di pesci colorati artificialmente, esclusivamente d'acqua dolce, di preferenza quelli dal corpo trasparente o albino, che si prestano meglio, ma che spaziano anche a molte altre specie dai tetra ai barbus, e che sarebbe troppo lungo elencare.

Se si vedono pesci con strisce/macchie blu, rosse, gialle "innaturali", o con colorazioni innaturali come viola, fucsia, blu elettrico, al 90% sono colorati artificialmente. Ciò non vuol dire che non ci siano pesci dalla colorazione sgargiante del tutto naturale, quindi al solito per non ritrovarsi in vasca dei pesci malaticci, destinati a perdere il colore e a morire molto prima della loro naturale aspettativa di vita, bisogna INFORMARSI PRIMA di andare in negozio delle specie di pesci che si vogliono allevare.
Per i negozianti, evitare tutto quanto è affiancato dalla dicitura "coloured", "color", "art" or "painted". In un articolo di Practical Fishkeeping (che non trovo più online) era riportata la lista di un fornitore tailandese di pesci colorati artificialmente, la sua lunghezza fa impressione:

  • Color Silver Shark [Balantiocheilos melanopterus]
  • Color Albino Rainbow Shark [Epalzeorhynchos frenatum]
  • Color Albino Irridescent Shark [Pangasius hypophthalmus]
  • Mixcolor Ompok
  • Red Ompok
  • Blue Ompok
  • Green Ompok
  • Yellow Ompok
  • Orange Ompok
  • Purple Ompok
  • Pink Ompok
  • Tinfoil Blushing-blue [i Tinfoil sono Barbus]
  • Tinfoil Blushing-red
  • Tinfoil Blushing-green
  • Tinfoil Blushing-pink
  • Tinfoil Blushing-purple
  • Tinfoil Assorted Color
  • Color Tiger Barb
  • Color Redtail Botia
  • Blue Redtail Botia
  • Red Redtail Botia
  • Green Redtail Botia
  • Yellow Redtail Botia
  • Orange Redtail Botia
  • Purple Redtail Botia
  • Pink Redtail Botia
  • Two Color Glass Fish
  • Red Glass Fish
  • Blue Glass Fish
  • Green Glass Fish
  • Yellow Glass Fish
  • Orange Glass Fish
  • Purple Glass Fish
  • Pink Glass Fish
  • Black Color Glass Fish
  • Color Tetra
  • Red Tetra
  • Blue Tetra
  • Green Tetra
  • Yellow Tetra
  • Orange Tetra
  • Purple Tetra
  • Pink Tetra
  • Black Tetra
  • White Tetra
  • Others...

E i pesci modificati geneticamente?

Gli organismi geneticamente modificati (OGM) sono prodotti mediante l'inserimento di un gene specifico di una specie nel DNA di un altra specie a livello embrionale. Questa tecnica è stata utilizzata per creare "pinkish-red danio" and "yellow-green Medakas" che in una certa illuminazione diventano "fluorescenti". La forma verde contiene un gene che codifica la proteina fluorescente verde (GFP) dalle meduse, mentre la forma rosa contiene un gene aggiuntivo che deriva dal corallo che produce la proteina fluorescente della barriera corallina rossa (RFP) .

I cosiddetti "Glofish" sono veri pesci geneticamente modificati, e non sono tinti in alcun modo. L'evidenza scientifica non ha mostrato nessun significativo argomento negativo né per l'ambiente, né per il benessere degli animali in questione, relativamente alla vendita di pesci geneticamente modificati. L'industria acquariofila, tra cui l'inglese Ornamental Aquatic Trade Association (OATA), si oppone però alla vendita di tali pesci, per il semplice motivo che per vendere organismi geneticamente modificati nel Regno Unito, e in Europa, è necessaria una licenza della Defra, altrimenti la vendita è illegale.

Resta da dire che un acquariofilo realmete interessato ai pesci e alla loro etologia non dovrebbe essere interessato a comprare questi pesci, e di conseguenza alla liberalizzazione del mercato. Che se li tengano loro :-)
Chi li trova in negozio e si compra i "Glofish" pensando di essersi aggiudicato chissà quale rarità, rischia di aver comprato a peso d'oro dei banali pesci colorati tramite iniezioni da affaristi senza scrupoli, che in mancanza degli originali li spacciano per glofish, approfittando della colpevole ignoranza di chi li va a comprare.

Ci sono delle prove a riguardo?

Cito da un interessante articolo di Practical Fishkeeping, rivista che promuove una campagna internazionalecontro la vendita da parte dei negozi dei pesci colorati artificialmente, che nel 1998 i dott. Peter Burgess e Stan MacMahon hanno pubblicato i risultati delle loro ricerche in questo campo nella rivista.
Hanno acquistato esemplari di Chanda colorati artificialmente e li hanno sedati con una speciale anestesia in modo da osservarli sotto un microscopio.

Burgess e MacMahon hanno dimostrato che il colore non era presente sulla superficie del pesce, ma in realtà sotto l'epidermide. Il colorante inoltre si spostava anche quando veniva applicata una leggera pressione sulla zona colorata.
I loro timori sono stati dimostrati alcuni anni più tardi, quando sono state pubblicate le fotografie di come un lavoratore iniettava il colorante per via parenterale in un Chanda, utilizzando un ago ipodermico e la siringa.

La colorazione artificiale fa male ai pesci?

In rapporto alle dimensioni dei pesci, fare quelle inizioni sottocutanee sarebbe come se a noi facessero ripetute iniezioni con un ago del diametro di una matita. L'alibi di chi consapevolmente li colora o li compra è che i pesci "non provano dolore", ma questo è un alibi del tutto inconsistente.
In primo luogo, recenti studi hanno dimostrato che i pesci provano dolore,anche se diversamente da noi, e senza poterlo "esprimere".
In secondo luogo, la procedura per le iniezioni per loro è estremamente stressante, si mettono anche in acqua con anestetico per farli stare più calmi (in questo articolo è descritta la procedura).
Terzo e non ultimo, il 40% dei pesci iniettati si ammala di linfocisti, mentre la percentuale di pesci non iniettati che si ammala è inferiore al 10%. E, comunque, è ampiamente dimostrato anche dalla pratica che i pesci colorati artificialmente sono più stressati e debilitati dei loro consimili non colorati, che tendono ad ammalarsi molto più facilmente, e che muoiono molto prima.

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