Attenzione

Da dove provengono i pesci che avete comprato?

L'importanza di comprare solo pesci di provenienza etica e sostenibile, sia che siano d'allevamento che di cattura

Ho letto questo appello in fondo ad un articolo di un noto sito acquariofilo, che mi ha fatto riflettere su quanto il buonismo possa distorcere la realtà:

"Raccomando sempre di non comprare animali prelevati in natura, poiché si incentiva un commercio spietato che non tiene conto del benessere delle specie che cattura. Per colpa di questa pratica molte specie sono state quasi portate all’estinzione, inoltre la maggior parte degli animali di cattura non sopravvivono al lungo viaggio e al trasferimento in cattività, e anche quelli che sopravvivono e vengono inseriti in acquario, subiscono una drastica diminuzione dell’aspettativa di vita!"

Sembra un discorso sacrosanto, perché fare la cattiveria di prelevare pesci in natura da allevare in cattività, quando è possibile comprare pesci provenienti da allevamenti, dove vengono riprodotti allo scopo?

Fino a qualche tempo fa anch'io la pensavo così, fino a quando mi sono resa conto che in realtà un ragionamento del genere è profondamente superficiale.

Innanzitutto "la maggior parte degli animali di cattura non sopravvivono al lungo viaggio e al trasferimento in cattività, e anche quelli che sopravvivono e vengono inseriti in acquario, subiscono una drastica diminuzione dell’aspettativa di vita!"
può essere vero per i pesci catturati in natura, ma è dannatamente vero anche per i pesci allevati per il commercio acquariofilo.

Se si cercano informazioni sulla provenienza dei pesci d'allevamento, si scoprirà che la stragrande maggioranza di quelli in commercio proviene dalle grandi farm asiatiche, mediorientali o dell'est Europa. In questi grandi stabilimenti i pesci vengono allevati all'ingrosso, in grandi vasconi sovraffollati, senza materiale di fondo, senza arredi, senza nulla, stimolandone artificialmente la riproduzione, pompandoli di integratori e vitamine, perché crescano il più velocemente possibile fino alla taglia di vendita, e soprattutto in acque trattate il più delle volte con lampade UV o con altri sistemi, per renderle quasi sterili, in modo che pur nell'eccessivo sovraffollamento delle vasche ne sopravvivano il numero più grande possibile... Si parla anche di uso smodato di antibiotici e altri farmaci per far si che se ne ammalino e muoiano il meno possibile.

In queste grandi farm, il più delle volte non c'è alcun rispetto per i pesci e per il loro benessere, sono solo numeri: più ne sopravvivono più se ne vendono, è l'unica cosa che conta.

Appena arrivati alla taglia minima necessaria, ancora giovanissimi, i pesci vengono spediti in grandi balle sovraffollate, con acqua sterile ed ossigeno, stabulati dai grossisti, di nuovo spediti... una grande percentuale dei pesci partiti dagli allevamenti muore prima di arrivare a destinazione.

Quelli che arrivano, finalmente, stressati ed esausti, nelle nostre vasche, sono pesci che, abituati agli ambienti medicati e sterili degli allevamenti, tendono ad ammalarsi dopo poco che sono arrivati, e spesso muoiono rapidamente, molto prima della loro normale aspettativa di vita.

Vantarsi di prendere pesci d'allevamento per salvaguardare quelli in natura non è quindi un gran merito, se poi si va ad incentivare il commercio di queste grandi farm. Che, detto per inciso, hanno talvolta provocato seri danni all'ambiente circostante, con emissione di acque inquinate o pesci alloctoni rilasciati nell'ambiente, per fughe incontrollate da vasche o da laghetti artificiali.

Tra i pesci allevati nelle grandi farm e quelli catturati in natura senza rispetto per l'ambiente, non c'è alcuna differenza: se si sta cercando un modo etico di ottenere dei pesci, sono sistemi da evitare entrambi.

Spesso infatti i pesci vengono catturati in natura senza alcun rispetto per loro e per l'ambiente in cui vivono, prelevandone fin che ce n'è, senza dar loro il tempo di riprodursi e riducendone quindi troppo il loro numero, o provocando seri danni all'ambiente e al loro habitat.

Ma per fortuna, in tutti e due i casi ci sono delle soluzioni: ecco perché è così importante, lo ripeto sempre, chiedere al negoziante la provenienza dei pesci che si stanno per comprare...

I pesci d'allevamento non provengono solo dalle grandi farm, ma anche da piccoli allevamenti, o anche da altri acquariofili che li hanno riprodotti nelle loro vasche... Ci sono ad esempio allevamenti di pesci anche qui in Italia, che nel loro piccolo tengono i pesci molto meglio, e soprattutto devono fare molta meno strada per arrivare fino a noi...

E, d'altro canto, non è vero che tutti i pesci sono catturati in natura in modo spietato e distruggendone l'ambiente: basti pensare al Progetto Piaba, che studia l'impatto sull'ambiente e sugli animali e la sostenibilità sociale del commercio dei pesci amazzonici come pesci d'acquario. Grazie a questo progetto, in Amazzonia la popolazione locale cattura i pesci in numero e in modo sostenibile, salvaguardando i pesci e il loro ambiente.

Anche il progetto Piagaçu Purus ad esempio è nato perché un'azienda di pesci ornamentali si è resa conto che i propri clienti erano sempre più interessati a pesci con origine sostenibile e che avessero costituito un guadagno equo per i pescatori.

Se i pesci fruttano dei soldi alle popolazioni locali, queste saranno più interessate a salvaguardarli, insieme al loro habitat, per non perdere la loro fonte di guadagno.

Ma perché questa rimanga tale, bisogna che noi acquariofili apriamo gli occhi, e smettiamo una buona volta di comprare pesci di scarsa qualità dalle grandi farm, solo perché sono di allevamento, e iniziamo a privilegiare la qualità rispetto al prezzo.

I pesci che provengono dalle grandi farm hanno generalmente un prezzo minore, ma anche una qualità infinitamente minore rispetto a quelli dei piccoli allevamenti, degli allevamenti amatoriali e di quelli catturati in natura con metodi sostenibili, che dovrebbero essere sempre preferiti, anche a fronte di un prezzo più alto, perché comunque dà una maggiore garanzia di sopravvivenza dei pesci nel nostro acquario. Non ha senso cercare i pesci che costano meno, se dopo qualche settimana sono destinati a morire, no?

Per questo, il mio appello rimane quello di informarsi, e soprattutto di chiedere ai negozianti la provenienza dei pesci: se la clientela si mostrasse interessata a pesci di provenienza etica e sostenibile, siano essi di allevamento o di cattura, i commercianti si dovrebbero adeguare...

Riferimenti & Link
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Per approfondire:

Nel progetto Piagaçu Purus le popolazioni locali lavorano con esperti esterni per sviluppare metodi sostenibili di pesca e sviluppare rapporti di commercio equo con gli acquirenti, ricavando un reddito aggiuntivo - Tratto e tradotto da un articolo di Annie Cooper

Chiedete sempre al negoziante se i pesci che state per comprare sono di cattura o di allevamento, e soprattutto da dove provengono.

Articolo di Injaf che spiega come fare ricerche per capire se le specie che stiamo per comprare siano o no minacciate di estinzione in natura, e per scegliere le proprie specie in modo sostenibile - tratto e tradotto da un articolo di Injaf

E' un discorso che ho affrontato molte volte , ma che ribadisco ogni volta che sento qualcuno che scopre per la prima volta che i pesci che ha comprato in negozio sono stati catturati in natura, nel loro habitat naturale, e non allevati e riprodotti in cattività.

Che differenza c'è tra i pesci in commercio catturati in natura, e quelli provenienti dalla riproduzione in allevamento? E quali è meglio preferire quando scegliamo i pesci per il nostro acquario? In realtà questo articolo non ci dà la risposta, ma ci aiuta a trovarla da soli... - tratto e tradotto da un articolo di Injaf

Compra un pesce, salva un albero: questo è il motto del Progetto Piaba, che studia l'impatto sull'ambiente e sugli animali e la sostenibilità sociale del commercio dei pesci amazzonici come pesci d'acquario - traduzione in italiano di un articolo su Projectpiaba.org

"Quello che la maggior parte delle persone deve capire, è che questo è un pesce, è un essere vivente, indipendentemente se è di cattura o di allevamento, che deve essere trattato con rispetto e curato nel miglior modo possibile..."

Normalmente chi va a comprare dei pesci non si sofferma mai sulla loro provenienza, come se fossero "nati" in negozio, allo stesso modo di chi compra un chilo di mele al supermercato e non si chiede se provengano dall'Italia, dalla Spagna, dalla Cina...

Descrizione di come avviene il prelievo in natura dei pesci dell'Asia Sudorientale, in particolar modo di Balantiocheilos (squaletti), Botia, Arowana e Rasbore, e di quanto sia grande il giro d'affari che c'è dietro, con considerazioni sul commercio acquariofilo importanti per una raccolta sostenibile dei pesci selvatici - traduzione in italiano di un articolo tratto dal sito del Raffles Museum of Biodiversity Research